Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 5910

Cassazione, sentenza n. 5910 del 28/02/2019

Sentenza n. 5910 del 28/02/2019

Il rappresentante indiretto dell’importatore contestava le sanzioni applicate per una dichiarazione doganale recante un valore delle calzature inferiore a quello risultante dalla fattura di esportazione, sostenendo di essere stato indotto in errore. La Cassazione conferma che la disciplina dell’autore mediato non opera quando l’inesattezza è imputabile alla colpa professionale del dichiarante: la diligenza qualificata impone informazione e verifica dei dati dichiarati, anche mediante gli elementi merceologici disponibili. Ritenuti inammissibili o infondati i motivi sulla colpa e respinta la censura sull’induzione in errore, il ricorso è rigettato.

N. 5909

Cassazione, sentenza n. 5909 del 28/02/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - SANZIONI PER LE VIOLAZIONI - IN GENERE Violazioni doganali - Importatore indiretto - Disciplina prevista dall'art. 10 d.lgs. n. 472 del 1997 - Esclusione - Fondamento.

Il rappresentante indiretto dell’importatore impugnava le sanzioni per avere dichiarato in dogana un valore delle calzature inferiore a quello risultante dalla fattura di esportazione, allegando di essere stato indotto in errore da documentazione falsa. La Cassazione afferma che l’esimente dell’autore mediato non si applica quando la violazione è imputabile anche alla colpa del dichiarante professionale, tenuto a informarsi e a verificare attentamente l’esattezza dei dati secondo la diligenza qualificata richiesta dall’attività svolta. Confermato l’accertamento della colpa compiuto dalla CTR, la Corte rigetta il ricorso.

N. 5908

Cassazione, sentenza n. 5908 del 28/02/2019

Sentenza n. 5908 del 28/02/2019

La controversia riguardava i maggiori dazi richiesti al rappresentante indiretto per una dichiarazione d’importazione di calzature recante un prezzo inferiore a quello risultante dalla fattura di esportazione. La Cassazione riconduce il caso all’art. 201 del codice doganale comunitario, poiché le merci erano state regolarmente introdotte e dichiarate, ma con un dato idoneo a determinare la parziale mancata riscossione; non ricorrevano invece l’introduzione irregolare o la sottrazione al controllo previste dagli artt. 202 e 203. Il rappresentante, autore della dichiarazione e tenuto a diligenza professionale, resta debitore dell’obbligazione; il ricorso è rigettato.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5927

Cassazione, sentenza n. 5927 del 28/02/2019

Sentenza n. 5927 del 28/02/2019

La controversia riguardava il silenzio-rifiuto su un’istanza di rimborso di un credito IRPEG per il 1991 e l’ammissibilità del ricorso presentato tramite un rappresentante volontario della società. La Cassazione ha affermato che la procura comprovante il potere rappresentativo è producibile nei gradi di merito e che la CTR avrebbe dovuto esaminare quella depositata in appello, verificandone contenuto e validità. Ha quindi ritenuto fondato il primo motivo della contribuente, mentre ha respinto la censura sulla tardività dell’eccezione processuale e dichiarato inammissibili le doglianze estranee alla decisione impugnata.

N. 5907

Cassazione, sentenza n. 5907 del 28/02/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - DAZI ALL'IMPORTAZIONE E ALL'ESPORTAZIONE - IN GENERE Agenzie doganali - Competenza territoriale - Criteri - Importatore indiretto - Applicabilità.

L’Amministrazione contestava l’annullamento di una rettifica doganale emessa dall’ufficio di Roma per importazioni svolte presso la dogana di Livorno, sostenendo la competenza collegata alla sede dell’importatore o l’assenza di un vincolo territoriale. La Cassazione ribadisce che, secondo la disciplina applicabile ratione temporis, è competente la dogana presso cui si sono svolte le operazioni ed è sorta l’obbligazione, anche quando l’atto riguarda il rappresentante indiretto; l’atto dell’ufficio incompetente è annullabile. Il ricorso dell’Agenzia delle Dogane è pertanto rigettato, con conferma dell’annullamento disposto dalla CTR.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5558

Cassazione, sentenza n. 5558 del 26/02/2019

Sentenza n. 5558 del 26/02/2019

La controversia riguardava due cartelle emesse per riscuotere una sanzione connessa a un contestato consumo fraudolento di energia; CTP e CTR avevano ritenuto definitivo l’atto presupposto, poiché le deduzioni difensive risultavano tardive, ammettendo contro le cartelle soltanto censure relative a vizi propri. La Cassazione ha giudicato i motivi inammissibili per carenze di specificità, mancata indicazione della collocazione dei documenti, commistione dei vizi denunciati e tentativo di riesaminare il merito. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile, con condanna dei ricorrenti alle spese.

N. 5557

Cassazione, sentenza n. 5557 del 26/02/2019

Sentenza n. 5557 del 26/02/2019

Una società aveva impugnato la sanzione irrogata dall’Amministrazione doganale per un consumo di energia ritenuto fraudolento, contestando motivazione, quantificazione e metodo di accertamento; i giudici di merito avevano confermato l’atto e considerato irrilevante l’assoluzione penale del legale rappresentante. La Cassazione ha rilevato che il ricorso non individuava adeguati vizi della decisione, non localizzava i documenti richiamati, cumulava censure eterogenee e mirava a una nuova valutazione dei fatti. Anche l’autonoma ragione relativa all’irrilevanza del giudicato penale non era stata specificamente impugnata: il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8431

Cassazione, sentenza n. 8431 del 26/02/2019

Fallimento - Restituzione di somme ai soci - Versamenti in conto capitale e finanziamenti - Bancarotta fraudolenta o preferenziale.

Il giudizio penale riguardava il prelievo, da parte dell’amministratore, di somme che la difesa collegava a precedenti apporti dei soci, qualificati nelle delibere come versamenti in conto futuro aumento di capitale. La Cassazione distingue i versamenti in conto capitale, che non generano crediti esigibili durante la vita sociale e la cui restituzione può integrare bancarotta fraudolenta per distrazione, dai finanziamenti a titolo di mutuo, la cui restituzione in dissesto può integrare bancarotta preferenziale. Dichiarati inammissibili i primi due motivi, la Corte accoglie il terzo nei termini indicati, imponendo la corretta qualificazione degli apporti e del prelievo.

  • Crisi impresa
  • Procedure concorsuali
  • Società
  • Società di capitali
N. 5556

Cassazione, sentenza n. 5556 del 26/02/2019

IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - LEGITTIMAZIONE - ATTIVA Istituzione delle agenzie fiscali - Art. 57, comma 1, d.lgs. n. 300 del 1999 - Agenzia delle dogane - Processi pendenti - Ricorso per cassazione proposto dopo il 1° gennaio 2001 - Legittimazione del Ministero - Esclusione - Fondamento.

La controversia nasceva da un’ingiunzione italiana per il recupero di IVA e interessi richiesti dall’Amministrazione francese, revocata in appello per nullità della notificazione. La Cassazione ha escluso la legittimazione del Ministero e riconosciuto quella esclusiva dell’Agenzia delle Dogane; ha inoltre stabilito che la proposizione dell’opposizione aveva sanato il vizio notificatorio, senza invalidare la pretesa. Accolto il ricorso dell’Agenzia e cassata la sentenza, ha deciso nel merito dichiarando improponibili davanti al giudice italiano le contestazioni sul credito e sul titolo estero e rigettando le restanti domande.

  • IVA
  • Riscossione
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5580

Cassazione, sentenza n. 5580 del 26/02/2019

Sentenza n. 5580 del 26/02/2019

La controversia riguardava la tassazione, ai fini IRPEG e ILOR per il 1997, di un contributo statale che la CTR aveva qualificato come sopravvenienza attiva, mentre la contribuente ne sosteneva la natura provvisoria anche in ragione dell’iscrizione in bilancio. La Cassazione non esamina tali censure: rileva che, dopo la sospensione richiesta per la definizione agevolata, nessuna parte aveva presentato entro il 31 dicembre 2018 l’istanza di trattazione prescritta. Dichiara quindi estinto il giudizio, lasciando le spese a carico di chi le aveva anticipate.

N. 5546

Cassazione, ordinanza n. 5546 del 26/02/2019

Sentenza penale - Giudicato - Processo tributario - Poteri del giudice tributario - Valutazione autonoma.

L’accertamento recuperava imposte dirette e IVA relative a costi derivanti da fatture per operazioni oggettivamente inesistenti; la CTR lo aveva annullato attribuendo valore decisivo all’assoluzione penale del contribuente. La Cassazione ha affermato che il giudicato penale, anche assolutorio, non vincola automaticamente il processo tributario, nel quale operano differenti regole probatorie e possono assumere rilievo presunzioni insufficienti in sede penale. Poiché il giudice regionale non aveva autonomamente confrontato la sentenza penale con gli altri elementi acquisiti, il ricorso dell’Agenzia è stato accolto e la pronuncia cassata con rinvio.

N. 5579

Cassazione, sentenza n. 5579 del 26/02/2019

Sentenza n. 5579 del 26/02/2019

Il giudizio concerneva un contributo statale che la CTR aveva considerato sopravvenienza attiva imponibile ai fini IRPEG e IRAP per il 1999; la contribuente contestava tale qualificazione, richiamando anche la sua iscrizione nello stato patrimoniale. La Cassazione non decide la questione sostanziale, poiché, dopo la sospensione collegata alla domanda di definizione agevolata e al pagamento della prima rata, non risultava presentata entro il 31 dicembre 2018 l’istanza di trattazione richiesta. Il processo è pertanto dichiarato estinto, con spese a carico di chi le aveva anticipate.

N. 5544

Cassazione, ordinanza n. 5544 del 26/02/2019

Redditometro - Capacità contributiva - Prova - Valore dei beni indice - Valutazione giudiziale - Limiti.

L’accertamento sintetico del reddito era fondato anche sulla disponibilità di due autovetture; la CTR aveva ridotto la pretesa valorizzando la documentazione relativa a costi di mantenimento inferiori ai coefficienti del redditometro. La Cassazione ha chiarito che, accertata l’effettiva disponibilità dei beni-indice, il giudice non può ridurne il valore presuntivo stabilito dalla disciplina applicabile, ma può soltanto valutare la prova della provenienza non reddituale delle somme impiegate per mantenerli. Il ricorso dell’Agenzia è stato quindi accolto e la sentenza cassata con rinvio.

N. 5578

Cassazione, sentenza n. 5578 del 26/02/2019

Sentenza n. 5578 del 26/02/2019

Un medico convenzionato chiedeva il rimborso dell’IRAP, sostenendo di non disporre di un’autonoma organizzazione; la CTR aveva invece valorizzato genericamente spese di notevole entità e l’impiego di una segretaria. La Cassazione giudica apparente la motivazione, perché non analizza le singole spese, i locali utilizzati e l’effettivo apporto del lavoro altrui; precisa inoltre che un collaboratore con mansioni meramente esecutive non integra, di per sé, il presupposto organizzativo. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, cassa la sentenza con rinvio.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5526

Cassazione, ordinanza n. 5526 del 26/02/2019

Accertamento sintetico - Redditometro - Reddito presunto - Onere della prova.

Due accertamenti sintetici avevano rideterminato il reddito sulla base delle spese per veicoli e abitazione; la CTR aveva ritenuto che il contribuente avesse superato la presunzione mediante disponibilità patrimoniali derivanti anche da precedenti eventi successori. La Cassazione ha confermato che nel redditometro l’onere della prova contraria grava sul contribuente, ma ha qualificato le ulteriori censure dell’Agenzia come richiesta di rivalutazione delle risultanze fattuali. Poiché l’apprezzamento dell’idoneità della prova compete al giudice di merito e non era sindacabile nei termini prospettati, il ricorso è stato rigettato con condanna dell’Agenzia alle spese.

N. 5577

Cassazione, sentenza n. 5577 del 26/02/2019

RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE - IN GENERE Iscrizione di ipoteca ex art. 77 del d.P.R. n. 602 del 1973 - Regime anteriore al d.l. n. 70 del 2011 - Onere di preventiva attivazione del contraddittorio con il contribuente - Necessità - Fondamento - Omissione - Nullità dell'iscrizione ipotecaria - Sussistenza - Inefficacia - Esclusione - Ordine di cancellazione da parte del giudice - Necessità.

La controversia riguardava un’iscrizione ipotecaria fondata su cartelle notificate direttamente dall’agente della riscossione mediante raccomandata. La Cassazione ritiene valida tale notificazione senza relata, ma afferma che, anche nel regime precedente al 2011, l’iscrizione ipotecaria doveva essere preceduta da una comunicazione che consentisse al contribuente di presentare osservazioni o pagare entro trenta giorni; l’omissione determina nullità, pur restando l’ipoteca efficace sino alla declaratoria giudiziale d’illegittimità. Accoglie i motivi relativi al preavviso, rigetta gli altri e rinvia alla CTR.

N. 5576

Cassazione, sentenza n. 5576 del 26/02/2019

Sentenza n. 5576 del 26/02/2019

Un’associazione contestava l’accertamento IRES, IRAP e IVA fondato sulla natura commerciale dell’attività esercitata, che i giudici di merito avevano ritenuto rivolta a clienti anziché a soci sulla base del PVC, della documentazione acquisita e delle dichiarazioni raccolte. Il ricorrente deduceva l’omesso esame dell’assenza di alcuni documenti e del mancato accesso nei locali. La Cassazione rileva che la motivazione della CTR è logicamente coerente e non presenta le anomalie denunciabili in sede di legittimità; rigetta quindi il ricorso e pone le spese a carico dei ricorrenti.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Enti terzo settore
  • IRES
  • IVA
N. 5575

Cassazione, sentenza n. 5575 del 26/02/2019

Sentenza n. 5575 del 26/02/2019

La CTR aveva confermato gli atti relativi a IRES, IRAP, IVA e omesse ritenute, ritenendo provato che un’associazione svolgesse in realtà attività commerciale e che i bordereaux documentassero compensi al personale; aveva inoltre escluso costi non dimostrati. La Cassazione dichiara inammissibili le censure sul fatto perché, in presenza di decisioni di merito conformi, il ricorrente non aveva indicato ragioni fattuali diverse; considera inoltre generica e non intelligibile la dedotta violazione sulla deducibilità dei costi. Il ricorso è dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Enti terzo settore
  • IRES
  • IVA
N. 5574

Cassazione, sentenza n. 5574 del 26/02/2019

Sentenza n. 5574 del 26/02/2019

Una società aveva impugnato la declaratoria d’inammissibilità, per asserita tardività, dell’interpello volto a disapplicare la disciplina delle società non operative; la CTR aveva ritenuto l’atto impugnabile e accolto l’istanza. La Cassazione afferma che il diniego di disapplicazione può essere impugnato facoltativamente anche quando fondato sull’intempestività, poiché comunica una posizione dell’Amministrazione idonea a incidere sulla condotta dichiarativa e non costituisce un parere meramente consultivo. Rigetta quindi il ricorso dell’Agenzia delle Entrate e la condanna alle spese.

N. 5564

Cassazione, sentenza n. 5564 del 26/02/2019

Sentenza n. 5564 del 26/02/2019

L’Ufficio aveva ricostruito maggiori ricavi ai fini IRPEF, IRAP e IVA mediante una percentuale media di ricarico applicata a un campione di prodotti, sebbene le scritture contabili fossero regolari; i giudici di merito avevano reputato il campione non rappresentativo e rilevato la congruità dei ricavi secondo gli studi di settore. La Cassazione considera generiche le critiche motivazionali e non censurabile l’apprezzamento fattuale della CTR. Esclude inoltre che il giudice abbia negato in astratto la legittimità dell’accertamento analitico-induttivo e rigetta il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

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