Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 8539

Cassazione, sentenza n. 8539 del 27/03/2019

Sentenza n. 8539 del 27/03/2019

La controversia riguardava l’imposta regionale dovuta per il 2004 su concessioni statali di beni demaniali e indisponibili, confermata nel merito dalla CTR, che aveva invece escluso le sanzioni. Nel giudizio di legittimità la ricorrente ha rinunciato al ricorso e il difensore della Regione ha aderito alla rinuncia, accettando anche la compensazione delle spese. Preso atto della rinuncia ritualmente accettata, la Cassazione dichiara estinto il giudizio e compensa integralmente tra le parti le spese del grado.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 8521

Cassazione, sentenza n. 8521 del 27/03/2019

Sentenza n. 8521 del 27/03/2019

Una fondazione bancaria chiedeva il rimborso dell’IRPEG, sostenendo di avere diritto alla riduzione del 50% dell’aliquota per avere svolto prevalentemente attività di utilità sociale; la CTR, in sede di rinvio, aveva accolto la domanda sulla base dello statuto e del bilancio 1997. La Cassazione ha ritenuto che le censure dell’Agenzia mirassero a una nuova valutazione delle risultanze documentali, riservata al giudice di merito, senza indicare fatti decisivi omessi. Ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso e condannato l’Agenzia alle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRES
  • Contenzioso
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N. 8538

Cassazione, sentenza n. 8538 del 27/03/2019

Sentenza n. 8538 del 27/03/2019

La contribuente contestava il diniego di rimborso dell’imposta regionale applicata a una concessione statale per lavori di perforazione marina; entrambi i giudici di merito avevano respinto la domanda, riconoscendo la competenza territoriale regionale anche nella fascia di mare interessata. La rinuncia depositata in Cassazione non era stata notificata alla Regione costituita né controfirmata dal suo difensore e, quindi, non poteva estinguere il processo. Essa comportava tuttavia la sopravvenuta carenza d’interesse: il ricorso è dichiarato inammissibile e le spese sono poste a carico della ricorrente.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8520

Cassazione, sentenza n. 8520 del 27/03/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE GIURIDICHE (I.R.P.E.G.) - LIQUIDAZIONE DELLE SOCIETA' E DEGLI ENTI - IN GENERE Fondazione Ordine Mauriziano - Regime di favore ex art. 88, lett. b), del d.P.R. n. 917 del 1986 - Applicabilità - Esclusione - Fondamento.

Un ente pubblico con prevalente attività sanitaria chiedeva il rimborso di IRPEG e ILOR, invocando il regime previsto per gli enti istituiti esclusivamente per attività previdenziali, assistenziali e sanitarie. La Cassazione ha escluso l’agevolazione perché la legge istitutiva attribuiva all’ente anche compiti di beneficenza, istruzione e culto, sebbene non prevalenti, e la contribuente non aveva provato che essi rientrassero nell’attività assistenziale. Il ricorso contro l’Agenzia è stato rigettato; quello rivolto al Ministero è stato dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8537

Cassazione, sentenza n. 8537 del 27/03/2019

Sentenza n. 8537 del 27/03/2019

La controversia concerneva l’accertamento dell’imposta regionale per il 2003 su una concessione marina, confermato dai giudici di merito quanto al tributo, mentre le sanzioni erano state escluse per obiettiva incertezza. La rinuncia presentata in Cassazione non era stata notificata alla Regione costituita né vistata dal relativo difensore: pur non determinando l’estinzione, essa attestava il venir meno dell’interesse alla decisione. La Corte dichiara quindi il ricorso inammissibile per causa sopravvenuta e condanna la ricorrente alle spese del giudizio.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
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N. 8519

Cassazione, sentenza n. 8519 del 27/03/2019

Sentenza n. 8519 del 27/03/2019

Due società chiedevano il rimborso dell’IRES versata sui canoni di locazione di immobili storico-artistici, calcolata sui ricavi anziché secondo la disciplina agevolativa fondata sulle tariffe d’estimo; i giudici di merito avevano accolto la domanda. La Cassazione ha stabilito che, quando gli immobili costituiscono oggetto dell’impresa, i canoni concorrono al reddito d’impresa e non beneficia della regola riservata ai redditi fondiari. Ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rinviato alla CTR del Veneto.

  • IRES
  • Immobili
  • Locazione immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 8312

Cassazione, sentenza n. 8312 del 25/03/2019

Sentenza n. 8312 del 25/03/2019

Le Sezioni Unite sono investite della procedibilità del ricorso quando la sentenza notificata via PEC sia depositata tempestivamente in copia analogica priva dell’attestazione di conformità, senza che il controricorrente ne disconosca la corrispondenza all’originale. Il rinvio sollecita inoltre a chiarire la rilevanza dell’asseverazione successiva e le modalità di autenticazione della decisione e della relata telematica. I passaggi riportati documentano l’assegnazione alle Sezioni Unite e le opposte richieste delle parti, ma non contengono il dispositivo né consentono di ricostruire l’esito definitivo.

N. 8311

Cassazione, sentenza n. 8311 del 25/03/2019

Contenzioso- Ricorso per Cassazione - Giurisdizioni speciali - Consiglio di stato - Prospettato eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera legislativa- Esclusione.

Alcuni esercenti contestavano la delocalizzazione temporanea delle attività commerciali, sostenendo che il Consiglio di Stato avesse creato un potere comunale non previsto dalla legge e così invaso la sfera legislativa. Le Sezioni Unite precisano che l’eccesso di potere giurisdizionale ricorre soltanto quando il giudice speciale applichi una norma da lui prodotta, non quando interpreti sistematicamente disposizioni esistenti, anche se l’interpretazione possa integrare un errore di giudizio. Poiché il Consiglio di Stato aveva interpretato le norme sui poteri comunali e sulla revoca, entrambi i ricorsi sono dichiarati inammissibili.

N. 8136

Cassazione, sentenza n. 8136 del 22/03/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - IN GENERE Procedura di cui all'art. 61 del d.P.R. n. 43 del 1973 - Funzione e limiti - Conseguenze.

Un importatore contestava la rettifica della classificazione doganale di una partita di combustibile, fondata su analisi che l’avevano ricondotta all’olio combustibile denso anziché al bitume naturale. La Cassazione precisa che il contraddittorio amministrativo previsto dall’art. 61 TULD serve a prevenire il contenzioso, ma l’omessa presentazione di osservazioni tecniche non impedisce successive contestazioni giudiziali, purché specifiche; nella specie, tuttavia, la CTR aveva valutato le deduzioni come generiche e scientificamente inadeguate, senza attribuire loro alcuna preclusione. Ritenuta congrua la motivazione e non consentita una nuova valutazione delle prove, il ricorso è rigettato.

N. 8117

Cassazione, sentenza n. 8117 del 22/03/2019

Sentenza n. 8117 del 22/03/2019

La società aveva ottenuto nei due gradi di merito l’annullamento delle sanzioni relative a certificati Form A ritenuti irregolari dall’Agenzia, sul presupposto che l’art. 303 TULD non comprendesse le difformità concernenti l’origine delle merci importate. La Cassazione stabilisce che l’origine concorre a definire la qualità della merce e rientra quindi, per interpretazione estensiva, tra gli elementi essenziali della dichiarazione doganale tutelati dalla norma; la buona fede allegata dal dichiarante non esclude la sanzione. La sentenza è cassata con rinvio per ulteriore esame.

  • Sanzioni
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 8101

Cassazione, sentenza n. 8101 del 22/03/2019

Sentenza n. 8101 del 22/03/2019

L’Amministrazione doganale contestava dazi, IVA all’importazione e sanzioni a una società intermediaria che aveva trasmesso la documentazione utilizzata per una dichiarazione relativa a merci cinesi, sostenendo che fatture e valori fossero irregolari. Secondo la Cassazione, la CTR non poteva escludere la responsabilità limitandosi alla mancata prova della consapevolezza: doveva applicare l’art. 201 del codice doganale comunitario e valutare specificamente se la società conoscesse o dovesse conoscere l’erroneità dei dati forniti, nonché il rilievo dell’assenza di procura al doganalista. Il ricorso è accolto, con cassazione e rinvio.

  • Estero
  • IVA
  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 8135

Cassazione, sentenza n. 8135 del 22/03/2019

Sentenza n. 8135 del 22/03/2019

La controversia riguardava la classificazione doganale di funghi importati, conservati con aceto e sale oltre il 2,5%, e il conseguente recupero dei maggiori dazi. La Cassazione ha stabilito che il regolamento europeo applicabile distingueva già i funghi conservati in aceto da quelli in salamoia in base alla concentrazione salina e che l’accettazione delle dichiarazioni, seguita da tempestivo controllo a posteriori, non costituiva errore attivo dell’amministrazione idoneo a tutelare l’affidamento. Accolti quattro motivi dell’Agenzia delle Dogane, la sentenza regionale è stata cassata con rinvio.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Estero
N. 8116

Cassazione, sentenza n. 8116 del 22/03/2019

Sentenza n. 8116 del 22/03/2019

Il contenzioso nasceva dall’irrogazione di sanzioni per importazioni corredate da modelli Form A con timbri che, secondo l’autorità doganale, non erano conformi allo specimen ufficiale; i giudici di merito avevano ritenuto non sanzionabili le difformità sull’origine. Per la Cassazione, la qualità della merce comprende anche la sua origine e l’art. 303 TULD può essere interpretato estensivamente, senza ricorso all’analogia, includendo tale difformità; non rileva l’asserita ignoranza dell’irregolarità da parte del dichiarante. Il ricorso dell’Agenzia è accolto, con cassazione e rinvio alla CTR.

  • Sanzioni
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 8100

Cassazione, sentenza n. 8100 del 22/03/2019

Sentenza n. 8100 del 22/03/2019

La causa concerne la responsabilità solidale per dazi, IVA all’importazione e sanzioni derivanti da una dichiarazione doganale fondata su documenti e valori risultati inesatti. La Cassazione rileva che la CTR aveva erroneamente riferito il requisito della consapevolezza a un’introduzione irregolare, anziché verificare, secondo l’art. 201 del codice doganale comunitario, se l’intermediario che aveva fornito i dati sapesse o dovesse ragionevolmente sapere della loro erroneità; andavano inoltre esaminati il coinvolgimento della filiale e la mancata prova della rappresentanza diretta. La sentenza è cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • Estero
  • IVA
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8134

Cassazione, sentenza n. 8134 del 22/03/2019

Sentenza n. 8134 del 22/03/2019

Tre rettifiche doganali avevano recuperato maggiori dazi per l’inesatta classificazione di merci importate, ricostruita dall’ufficio attraverso documentazione fiscale e certificati d’origine anziché mediante ricognizione fisica. La Cassazione ha giudicato inammissibile la censura della contribuente: la CTR aveva valutato sufficiente la documentazione e il ricorso non indicava, nel rispetto dell’autosufficienza, fatti decisivi già dedotti che dimostrassero una diversa natura delle merci. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna della ricorrente alle spese.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 8115

Cassazione, sentenza n. 8115 del 22/03/2019

Sentenza n. 8115 del 22/03/2019

L’Agenzia aveva sanzionato dichiarazioni doganali relative a merci provenienti dal Venezuela, rilevando la non conformità dei timbri apposti sui certificati Form A; CTP e CTR avevano però escluso l’origine dall’ambito dell’art. 303 TULD. La Cassazione considera l’origine una componente della qualità della merce e afferma che la disposizione sanziona anche la falsità o difformità relativa a tale elemento, secondo interpretazione estensiva; l’eventuale buona fede dedotta dal dichiarante non impedisce la sanzione. Accolto il ricorso, la pronuncia è cassata con rinvio per l’ulteriore esame.

  • Sanzioni
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 8133

Cassazione, sentenza n. 8133 del 22/03/2019

Sentenza n. 8133 del 22/03/2019

La lite concerneva ritenute su interessi e royalties corrisposti a consociate estere, contestate dall’Agenzia delle Entrate per la ritenuta assenza dei requisiti di esenzione o delle aliquote convenzionali ridotte; entrambe le parti avevano impugnato la decisione regionale. Durante il giudizio di legittimità, un accordo negoziale e i conseguenti annullamenti parziali in autotutela hanno eliminato l’interesse alla prosecuzione. La Cassazione, senza esaminare i motivi, ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevato la perdita di efficacia della sentenza impugnata e compensato le spese.

N. 8114

Cassazione, sentenza n. 8114 del 22/03/2019

Sentenza n. 8114 del 22/03/2019

La lite aveva per oggetto sanzioni doganali fondate sulla contestata difformità dei timbri presenti nei certificati di origine Form A rispetto allo specimen trasmesso dall’autorità venezuelana; i giudici tributari avevano annullato l’atto ritenendo estranea l’origine alle ipotesi dell’art. 303 TULD. La Cassazione riconduce invece l’origine alla qualità della merce, ammettendo un’interpretazione estensiva della norma sanzionatoria, e precisa che l’allegazione di buona fede o diligenza del dichiarante non ne preclude l’applicazione. Il ricorso è accolto, con cassazione della decisione e rinvio alla CTR.

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  • Imposte indirette
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 8132

Cassazione, sentenza n. 8132 del 22/03/2019

Sentenza n. 8132 del 22/03/2019

L’accertamento riguardava omesse ritenute su interessi passivi e royalties pagati a società estere del gruppo; i giudici di merito lo avevano annullato perché emesso prima del decorso di sessanta giorni dalla conclusione del controllo. Nel giudizio di cassazione, tuttavia, le parti hanno documentato un accordo quadro e l’annullamento parziale in autotutela delle pretese, dichiarando cessato ogni interesse alla prosecuzione. La Corte non ha esaminato il motivo dell’Agenzia delle Entrate, ha dichiarato cessata la materia del contendere e priva di efficacia la sentenza impugnata, compensando le spese.

N. 8113

Cassazione, sentenza n. 8113 del 22/03/2019

Sentenza n. 8113 del 22/03/2019

Le sanzioni contestate derivavano da importazioni assistite da certificati Form A i cui timbri erano stati indicati dall’Agenzia come non conformi allo specimen ufficiale; CTP e CTR avevano accolto la tesi della contribuente secondo cui l’art. 303 TULD non sanzionava le difformità di origine. La Cassazione afferma che l’origine integra un elemento della qualità della merce e ricade nella disposizione mediante interpretazione estensiva, mentre la buona fede allegata dal dichiarante non neutralizza la sanzione. Accoglie quindi il ricorso, cassa la sentenza e rinvia per l’esame residuo e le spese.

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