Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 8131

Cassazione, sentenza n. 8131 del 22/03/2019

Sentenza n. 8131 del 22/03/2019

Le controversie riunite traevano origine da accertamenti ai fini delle imposte sui redditi, IRAP e IVA, relativi a prezzi di trasferimento, interessi, royalties, cessioni infragruppo, costi e sanzioni per più periodi d’imposta. Dopo la sentenza regionale, che aveva confermato le riprese ma escluso le sanzioni, le parti hanno concluso un accordo quadro, seguito da annullamenti parziali in autotutela accettati dalle contribuenti. La Cassazione, senza pronunciarsi sui tredici motivi principali e sul ricorso incidentale, ha dichiarato cessata la materia del contendere, con perdita di efficacia della decisione impugnata e compensazione delle spese.

N. 8112

Cassazione, sentenza n. 8112 del 22/03/2019

Sentenza n. 8112 del 22/03/2019

La controversia riguardava le sanzioni doganali irrogate per certificati Form A ritenuti difformi quanto all’origine preferenziale di merci importate; i giudici di merito avevano annullato l’atto, reputando l’origine estranea alle difformità sanzionate dall’art. 303 T.U.L.D. La Cassazione afferma invece che la qualità comprende anche l’origine e che la relativa difformità rientra nella norma per interpretazione estensiva, mentre la buona fede allegata non esclude di per sé la sanzione. Accolto il ricorso dell’Amministrazione, la sentenza è cassata con rinvio; l’eventuale giudicato esterno anteriore alla decisione d’appello avrebbe richiesto la revocazione.

N. 8127

Cassazione, sentenza n. 8127 del 22/03/2019

Sentenza n. 8127 del 22/03/2019

Un soggetto, dichiarandosi amministratore di fatto di una società fallita, aveva impugnato avvisi di mora per IVA della società; la CTR gli aveva riconosciuto legittimazione e interesse ad agire sulla base di una sentenza civile di primo grado, poi integralmente riformata. La Cassazione ha affermato che chi invoca poteri rappresentativi non risultanti da fonti soggette a pubblicità deve provarli e che l’interesse al ricorso deve restare attuale per tutto il processo. Accolto il secondo motivo dell’Agenzia delle Entrate, la decisione è stata cassata con rinvio per verificare l’effettiva esistenza dei poteri gestori.

  • IVA
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
  • Società di capitali
N. 8111

Cassazione, sentenza n. 8111 del 22/03/2019

Sentenza n. 8111 del 22/03/2019

L’Amministrazione contestava sanzioni doganali connesse a certificati Form A recanti timbri non conformi, mentre CTP e CTR avevano escluso che la diversa origine delle merci fosse compresa nell’art. 303 T.U.L.D. La Cassazione precisa che l’origine costituisce elemento della qualità della merce e che le difformità della dichiarazione su tale dato sono sanzionabili mediante interpretazione estensiva, non analogica; l’asserita inconsapevolezza del dichiarante non impedisce l’applicazione della disciplina. Il ricorso è accolto e la decisione cassata con rinvio, anche per l’esame delle questioni rimaste assorbite.

N. 8126

Cassazione, sentenza n. 8126 del 22/03/2019

Sentenza n. 8126 del 22/03/2019

La controversia nasceva dall’impugnazione di una cartella IVA intestata a una società fallita da parte di chi sosteneva di averla amministrata di fatto; la CTR aveva riconosciuto capacità processuale e interesse personale valorizzando una pronuncia civile successivamente riformata. Secondo la Cassazione, l’amministratore di fatto che agisca per la società deve dimostrare i propri poteri gestori, mentre il suo interesse personale deve essere concreto e attuale per tutta la durata del giudizio. Rigettata la censura sulla riproposizione dei motivi in appello, la Corte ha accolto il secondo motivo e disposto il rinvio per un nuovo esame.

  • IVA
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
  • Società di capitali
N. 8110

Cassazione, sentenza n. 8110 del 22/03/2019

Sentenza n. 8110 del 22/03/2019

La causa concerneva la rettifica doganale del valore dichiarato per sculture importate e la responsabilità dei soggetti coinvolti; i giudici di merito avevano escluso quella della società di servizi doganali, confermando invece la pretesa verso proprietaria e rappresentante fiscale. La Cassazione ritiene insufficiente la motivazione sulla mancata conoscenza dell’erroneità dei dati, poiché la CTR non aveva esaminato plurimi elementi relativi alle precedenti operazioni e ai diversi valori indicati. Accolto soltanto il secondo motivo dell’Amministrazione e respinte le altre impugnazioni, la sentenza è cassata con rinvio sul profilo accolto.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8125

Cassazione, sentenza n. 8125 del 22/03/2019

Sentenza n. 8125 del 22/03/2019

Il giudizio riguardava avvisi di mora per IRPEG e ILOR dovute da una società fallita, impugnati da chi affermava di esserne stato amministratore di fatto; la CTR aveva accolto l’appello, riconoscendogli interesse e capacità processuale. La Cassazione ha precisato che i motivi assorbiti in primo grado possono essere semplicemente riproposti in appello, ma che i poteri dell’amministratore di fatto devono essere provati e non possono desumersi da una sentenza civile poi integralmente riformata. Accolto il secondo motivo dell’Agenzia delle Entrate, la pronuncia è stata cassata con rinvio per verificare l’effettivo esercizio di poteri gestori.

  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
  • Società di capitali
N. 8109

Cassazione, sentenza n. 8109 del 22/03/2019

Sentenza n. 8109 del 22/03/2019

L’accertamento aveva rideterminato IRPEF, IRAP e IVA sui maggiori ricavi attribuiti a un agente di commercio; dopo l’annullamento in primo grado, la CTR aveva ritenuto imponibili le provvigioni e legittimo l’accertamento induttivo. La Cassazione dichiara inammissibile la censura sulla territorialità IVA perché fondata su una ricostruzione incompatibile con l’accertamento di merito, secondo cui i beni erano già in Italia; reputa inoltre riconoscibile il percorso motivazionale seguito dalla CTR sugli ulteriori elementi probatori. Il ricorso è quindi rigettato, con condanna alle spese.

N. 8170

Cassazione, ordinanza n. 8170 del 22/03/2019

Ravvedimento operoso - Accertamento - Operazioni di versamento - Verifica - Regolarità pagamenti.

La controversia riguardava il ravvedimento operoso eseguito mentre una verifica, inizialmente riferita ad altre annualità, veniva estesa all’anno interessato: la CTR aveva considerato tempestiva l’operazione dal suo orario iniziale, nonostante i molteplici versamenti fossero stati completati anche dopo l’ampliamento del controllo. La Cassazione afferma che ogni pagamento va verificato separatamente e che il ravvedimento è efficace soltanto per le somme versate prima della relativa comunicazione, con integrale corresponsione di imposta, sanzione ridotta e interessi. Accolti il ricorso principale e il secondo motivo incidentale, la sentenza è cassata con rinvio.

N. 8124

Cassazione, sentenza n. 8124 del 22/03/2019

Sentenza n. 8124 del 22/03/2019

Gli avvisi di mora per IRPEG e ILOR di una società fallita erano stati contestati da un soggetto che si qualificava come amministratore di fatto; dopo il rigetto in primo grado per carenza d’interesse, la CTR aveva accolto integralmente l’appello. La Cassazione ha ritenuto sufficiente la riproposizione in appello delle censure rimaste assorbite, ma ha escluso che capacità rappresentativa e interesse personale potessero fondarsi soltanto su una sentenza civile successivamente riformata. Il secondo motivo dell’Agenzia delle Entrate è stato accolto e la causa rinviata per accertare autonomamente la sussistenza dei poteri gestori allegati.

  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
  • Società di capitali
N. 8108

Cassazione, sentenza n. 8108 del 22/03/2019

Sentenza n. 8108 del 22/03/2019

Per l’anno 2007 l’Amministrazione aveva rettificato i ricavi di un agente di commercio; la CTR, riformando il primo grado, aveva riconosciuto l’imponibilità IVA delle provvigioni e i presupposti dell’accertamento induttivo. La Cassazione considera inammissibile la doglianza sulla territorialità, perché presupponeva beni importati mentre il giudice d’appello li aveva accertati già presenti in Italia, e ritiene adeguatamente esposto il ragionamento probatorio seguito sulle somme contabilizzate. Respinta anche l’eccezione di giudicato, priva della necessaria attestazione, il ricorso è rigettato con condanna alle spese.

N. 8154

Cassazione, sentenza n. 8154 del 22/03/2019

Sentenza n. 8154 del 22/03/2019

Il Comune sosteneva che l’ICI su fabbricati di nuova costruzione fosse dovuta dall’inizio del 2008, essendo gli immobili già accatastati nel 2007; la CTR aveva invece attribuito rilievo all’ultimazione dei lavori nel febbraio 2008. La Cassazione stabilisce che ultimazione o precedente utilizzazione rilevano soltanto se il fabbricato non è ancora iscritto in catasto, mentre l’iscrizione costituisce il presupposto principale dell’imposizione. Accolto il ricorso comunale e respinto quello incidentale, la Corte decide nel merito dichiarando l’ICI dovuta dal 1° gennaio 2008, ferma l’esclusione già giudicata del vano antincendio.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
N. 8123

Cassazione, sentenza n. 8123 del 22/03/2019

Sentenza n. 8123 del 22/03/2019

La lite aveva per oggetto avvisi di mora relativi a IRPEG e ILOR della società fallita, impugnati in proprio e per la società da chi assumeva di averne svolto l’amministrazione di fatto; la CTR aveva riformato il rigetto pronunciato per carenza d’interesse. La Cassazione ha confermato che le domande non esaminate nel merito possono essere riproposte in appello, ma ha richiesto una prova stabile dei poteri rappresentativi non risultanti dal registro delle imprese e dell’attualità dell’interesse personale. La sentenza è stata cassata, accogliendo il secondo motivo dell’Agenzia delle Entrate, con rinvio per il relativo accertamento.

  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
  • Società di capitali
N. 8107

Cassazione, sentenza n. 8107 del 22/03/2019

Sentenza n. 8107 del 22/03/2019

Un socio aveva impugnato l’accertamento del maggior reddito derivante dalla partecipazione a una società di persone, ma il giudizio si era svolto senza la società e l’altro socio illimitatamente responsabile. La Cassazione ribadisce che l’unitarietà dell’accertamento e l’imputazione automatica del reddito rendono società e soci litisconsorti necessari, salvo questioni personali; la loro mancata partecipazione determina nullità assoluta rilevabile anche d’ufficio. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la Corte dichiara nullo l’intero giudizio, cassa la sentenza e rimette gli atti al giudice di primo grado per integrare il contraddittorio.

  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8153

Cassazione, sentenza n. 8153 del 22/03/2019

Sentenza n. 8153 del 22/03/2019

Una società di persone e i soci contestavano accertamenti sul maggior reddito, sostenendo di avere documentato costi fatturati e una sponsorizzazione sportiva; i giudici di merito avevano invece ritenuto la prova insufficiente, richiamando pagamenti in contanti non tracciabili, fornitori evasori totali e assenza di riscontri presso l’associazione beneficiaria. La Cassazione conferma che l’onere di provare i componenti negativi grava sul contribuente e che non è consentita in legittimità una nuova valutazione delle prove. Anche la censura motivazionale è inammissibile per la doppia decisione conforme e per l’assenza delle anomalie rilevanti; il ricorso è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Società di persone
  • Contenzioso
N. 8122

Cassazione, sentenza n. 8122 del 22/03/2019

Sentenza n. 8122 del 22/03/2019

La controversia riguardava avvisi di mora per ILOR e ICIAP dovute da una società fallita, impugnati da chi affermava di esserne stato amministratore di fatto; la CTR aveva riconosciuto la sua legittimazione. La Cassazione precisa che i motivi assorbiti in primo grado erano stati validamente riproposti in appello, ma che l’interesse ad agire deve restare attuale e i poteri gestori non risultanti da pubblici registri devono essere provati. Poiché l’accertamento giudiziale invocato era stato integralmente riformato, la sentenza è cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Società di capitali
  • Procedure concorsuali
N. 8106

Cassazione, sentenza n. 8106 del 22/03/2019

Sentenza n. 8106 del 22/03/2019

La società di persone contestava il recupero di costi, ai fini delle imposte dirette e dell’IVA, relativi agli utili attribuiti nell’ambito di un’associazione in partecipazione che l’Ufficio riteneva fittizia; i giudizi di merito si erano però svolti senza i soci illimitatamente responsabili. La Cassazione rileva d’ufficio il litisconsorzio necessario tra società e soci, esteso anche al profilo IVA quando l’unico accertamento si fonda su elementi comuni e non è autonomamente definibile. Dichiara pertanto nullo l’intero giudizio, cassa la sentenza e rinvia alla CTP per l’integrazione del contraddittorio e il nuovo esame.

  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8152

Cassazione, sentenza n. 8152 del 22/03/2019

Sentenza n. 8152 del 22/03/2019

L’Amministrazione impugnava l’accoglimento della domanda di rimborso IRAP presentata da un commercialista, rilevando compensi corrisposti a terzi e la possibile utilizzazione della struttura professionale del padre. La CTR aveva riconosciuto il rimborso senza esaminare, per tutte le annualità controverse, il fatto storico costituito dagli ingenti compensi per lavoro altrui, dedotto dall’Ufficio quale indice del presupposto impositivo. Ritenuta tale circostanza controversa e decisiva, la Cassazione accoglie il ricorso per omesso esame, cassa la sentenza e rinvia alla CTR affinché riesamini la controversia.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8121

Cassazione, sentenza n. 8121 del 22/03/2019

Sentenza n. 8121 del 22/03/2019

Il giudizio concerneva avvisi di mora per IRPEG e ILOR della società fallita, contestati da una persona che si dichiarava amministratore di fatto e che la CTR aveva ritenuto legittimata ad agire. La Cassazione conferma che, dopo una decisione di primo grado limitata a una questione pregiudiziale, basta riproporre in appello i motivi rimasti assorbiti. Tuttavia, la qualità gestoria e l’interesse personale non potevano fondarsi soltanto su una sentenza poi integralmente riformata: accolto il relativo motivo dell’Agenzia, la decisione è cassata con rinvio.

  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Società di capitali
  • Procedure concorsuali
N. 8105

Cassazione, sentenza n. 8105 del 22/03/2019

RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE - IN GENERE Cartella su sentenza passata in giudicato - Termine decennale di prescrizione - Applicabilità - Natura processuale della decisione - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie.

La cartella traeva titolo da un accertamento divenuto definitivo dopo una sentenza passata in giudicato che aveva dichiarato tardivo il ricorso originario; la contribuente sosteneva l’applicabilità dei termini decadenziali previsti per la riscossione. La Cassazione afferma che, quando la pretesa è consolidata dal giudicato, il titolo della riscossione è la decisione giudiziale e opera la prescrizione decennale dell’actio iudicati, anche se la pronuncia è processuale e non di merito. Poiché il termine risultava rispettato, il ricorso è rigettato con condanna alle spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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