Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 12475

Cassazione, sentenza n. 12475 del 10/05/2019

Sentenza n. 12475 del 10/05/2019

La controversia concerneva trentanove rettifiche doganali con recupero di dazi e IVA su fusioni grezze di acciaio, che l’importatore sosteneva possedere già le caratteristiche essenziali dei componenti finiti dichiarati. La Cassazione ha rilevato che la CTR aveva confermato la classificazione adottata dall’Ufficio e che l’accertamento di fatto sull’assenza delle caratteristiche essenziali del prodotto finito non era stato validamente censurato. Anche le doglianze sulla motivazione degli atti e sulle sanzioni sono state dichiarate inammissibili per novità, genericità o difetto di autosufficienza; il ricorso è stato pertanto rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12447

Cassazione, sentenza n. 12447 del 10/05/2019

Sentenza n. 12447 del 10/05/2019

Un produttore di energia aveva cumulato i consumi propri e quelli di imprese autonome insediate nel medesimo polo industriale, invocando l’esenzione dall’imposta erariale prevista per l’autoproduzione oltre la soglia mensile stabilita. La Cassazione ha confermato che la mera collocazione nello stesso comprensorio non consente il cumulo: i consumi devono essere disaggregati per ciascuna impresa, quando le forniture dipendono da semplici rapporti commerciali e non da legami associativi o consortili. È stato quindi rigettato il ricorso contro l’avviso dell’Agenzia delle Dogane.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
N. 12333

Cassazione, sentenza n. 12333 del 9/05/2019

Sentenza n. 12333 del 09/05/2019

La controversia riguarda la ritenuta IRPEF applicata al risarcimento per occupazione appropriativa di terreni e il conseguente diniego tacito di rimborso. La CTR aveva escluso l’imponibilità richiamando la classificazione urbanistica nelle zone E o F; la Cassazione ha però rilevato che non era stata esaminata l’effettiva destinazione edificatoria dell’area, né gli elementi indicati dall’Amministrazione, poiché la classificazione formale non bastava da sola a escludere l’inerenza alle zone rilevanti. Il ricorso è stato accolto e la causa rinviata alla CTR per un nuovo esame.

N. 12332

Cassazione, sentenza n. 12332 del 9/05/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.) - REDDITI FONDIARI - REDDITO DEI FABBRICATI - IN GENERE Reddito fondiario derivante da locazione - Artt. 23 e 34 d.P.R. n. 917 del 1986 - Inclusione nella base imponibile - Fondamento - Limiti - Fattispecie.

Un comproprietario contestava l’accertamento IRPEF sui canoni di un immobile locato dall’altro comproprietario e da questi integralmente riscossi, sostenendo di non avere percepito alcun reddito. La Cassazione ha affermato che il reddito fondiario resta imputato al titolare del diritto reale indipendentemente dalla percezione effettiva e, per gli immobili locati a uso non abitativo, continua a essere commisurato al canone finché il contratto rimane in vita, sino alla risoluzione o alla convalida dello sfratto. La distinzione tra canoni non riscossi e canoni acquisiti dall’altro comproprietario è stata ritenuta irrilevante; il ricorso è stato rigettato.

N. 12331

Cassazione, sentenza n. 12331 del 9/05/2019

Sentenza n. 12331 del 09/05/2019

Il contribuente chiedeva il rimborso dell’IRAP sostenendo di operare senza autonoma organizzazione; la CTR aveva valorizzato l’assenza di personale dipendente, nonostante compensi a terzi e altre spese segnalati dall’Ufficio. La Cassazione ha precisato che l’assenza di dipendenti non esclude da sola il presupposto impositivo: anche il lavoro di terzi non dipendenti può integrare autonoma organizzazione quando, per caratteristiche concrete, supera l’apporto meramente esecutivo consentito. Ritenuta insufficiente la valutazione compiuta in appello, la Corte ha accolto il ricorso e disposto il rinvio alla CTR.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12330

Cassazione, sentenza n. 12330 del 9/05/2019

Sentenza n. 12330 del 09/05/2019

La lite riguardava il diniego di utilizzo di un credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate, dopo che l’istanza era stata inizialmente accolta entro un determinato importo. La CTR aveva dichiarato in motivazione di voler accogliere l’appello dell’Ufficio, sviluppando argomenti apparentemente coerenti con tale esito, ma nel dispositivo lo aveva respinto. La Cassazione ha ritenuto il contrasto irriducibile e tale da rendere incomprensibile la decisione, configurando una nullità per motivazione apparente o perplessa; ha quindi accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato alla CTR in diversa composizione.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12329

Cassazione, sentenza n. 12329 del 9/05/2019

Sentenza n. 12329 del 09/05/2019

Una società residente nel Regno Unito e priva di stabile organizzazione in Italia chiedeva il rimborso dell’ILOR versata sulle royalties del 1985 e 1986; la Commissione tributaria centrale aveva riconosciuto l’esclusione dall’imposta. La Cassazione afferma che la mancata ritenuta in Italia, dipendente dalla convenzione contro le doppie imposizioni, non può far rivivere l’ILOR, poiché ne deriverebbe un trattamento discriminatorio rispetto ai residenti. Il ricorso dell’Ufficio è quindi rigettato, mentre la possibile decadenza dal rimborso non è esaminabile per insufficienza degli elementi disponibili.

N. 12328

Cassazione, sentenza n. 12328 del 9/05/2019

Sentenza n. 12328 del 09/05/2019

Una società chiedeva il rimborso della maggiore IRPEG versata per il 1994 sui canoni di immobili storico-artistici, sostenendo l’applicabilità della determinazione catastale prevista dalla legge del 1991; la CTR l’aveva esclusa perché i beni erano strumentali all’impresa. La Cassazione conferma che tale disciplina riguarda il reddito fondiario e non i canoni che, quando gli immobili costituiscono oggetto dell’attività, concorrono come ricavi al reddito d’impresa. Respinte anche le censure processuali e sul giudicato esterno, non adeguatamente provato, il ricorso è rigettato.

N. 12327

Cassazione, sentenza n. 12327 del 9/05/2019

Sentenza n. 12327 del 09/05/2019

Una società chiedeva il rimborso della maggiore IRPEG versata per il 1995 sui canoni di immobili storico-artistici, invocando il criterio catastale speciale; la CTR aveva invece qualificato i beni come strumentali all’attività d’impresa. La Cassazione ribadisce che quel criterio concerne il solo reddito fondiario e non si applica ai canoni che rappresentano ricavi dell’impresa, nell’ambito della quale i relativi costi sono deducibili. Escluse anche le dedotte preclusioni processuali e l’efficacia di un giudicato esterno non idoneamente certificato, il ricorso è rigettato.

N. 12133

Cassazione, sentenza n. 12133 del 8/05/2019

Sentenza n. 12133 del 08/05/2019

Una società aveva impugnato la comunicazione d’irregolarità emessa dopo controllo automatizzato, relativa alla sanzione per tardivo versamento IRAP; CTP e CTR avevano dichiarato il ricorso inammissibile perché rivolto contro un atto non autonomamente impugnabile. La Cassazione precisa che, sebbene l’elenco legislativo degli atti impugnabili sia tassativo, è ricorribile ogni atto che comunichi una specifica e compiuta pretesa tributaria con le relative ragioni, compreso l’avviso bonario. Accolto il primo motivo e assorbita la questione costituzionale, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR.

  • IRAP
  • Adempimenti
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12117

Cassazione, sentenza n. 12117 del 8/05/2019

Sentenza n. 12117 del 08/05/2019

La contribuente impugnava accertamenti sintetici per tre annualità, fondati sull’acquisto di un immobile e sull’impiego di una collaboratrice domestica, lamentando anche che la CTR, superata l’erronea inammissibilità dichiarata in primo grado, non avesse rimesso la causa alla CTP. La Cassazione afferma che, fuori dai casi tassativi di rimessione, il giudice d’appello deve decidere nel merito e che il doppio grado di merito non è costituzionalmente garantito. Conferma inoltre l’onere della contribuente di superare gli indici redditometrici con prova idonea, ritenuta in fatto insufficiente, e rigetta il ricorso.

N. 12132

Cassazione, sentenza n. 12132 del 8/05/2019

Sentenza n. 12132 del 08/05/2019

Gli accertamenti verso una società di persone e i soci, per IRPEF, IRAP e IVA, derivavano dal rilevante scostamento tra ricavi dichiarati e ricavi puntuali dello studio di settore; la CTR aveva convalidato la pretesa pur riconoscendo provate le giustificazioni offerte dai contribuenti. La Cassazione ravvisa un contrasto irriducibile: accertata la presenza di circostanze quali cambio gestionale, crisi del comparto, chiusura di un punto vendita e riduzione del personale, il giudice doveva spiegare perché lo standard restasse applicabile. Accolte le censure motivazionali, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12116

Cassazione, sentenza n. 12116 del 8/05/2019

Sentenza n. 12116 del 08/05/2019

L’accertamento aveva rideterminato i ricavi di un’attività di autotrasporto sulla base dello scostamento dallo studio di settore, mentre il contribuente invocava specifiche condizioni operative emerse nel contraddittorio. La Cassazione ribadisce che gli standard costituiscono presunzioni semplici, la cui concreta attendibilità va verificata nel contraddittorio, con possibilità per il contribuente di offrire prova contraria; nella specie, però, la CTR aveva ponderato sia le giustificazioni addotte sia personale, mezzi disponibili ed esiguità dei ricavi. Esclusa una mera applicazione automatica dello studio, il ricorso è rigettato.

N. 12131

Cassazione, sentenza n. 12131 del 8/05/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.) - REDDITI DI IMPRESA - DETERMINAZIONE DEL REDDITO - PLUSVALENZE PATRIMONIALI Reddito da plusvalenza - Art. 5, comma 3, del d.lgs. n. 147 del 2015 - Efficacia retroattiva - Retroattività - Conseguenze - Accertamento - Valore dichiarato ai fini dell'imposta di registro - Rilevanza - Esclusione - Onere della prova - Riparto.

La controversia riguardava l’accertamento IRPEF di una plusvalenza derivante dalla cessione di terreni edificabili, determinata assumendo il valore accertato ai fini dell’imposta di registro; la CTR aveva ritenuto tale dato sufficiente, ponendo sulla contribuente la prova di un prezzo inferiore. La Cassazione afferma che la norma interpretativa del 2015, efficace retroattivamente, impedisce di fondare l’accertamento soltanto su quel valore: l’Ufficio deve fornire ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti, salva la prova contraria del contribuente. Accoglie i primi due motivi, assorbe gli altri, cassa e rinvia.

  • IRPEF
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12115

Cassazione, sentenza n. 12115 del 8/05/2019

Sentenza n. 12115 del 08/05/2019

Il contribuente contestava un accertamento di maggior reddito d’impresa derivante da anomalie nel libro inventari, deducendo in Cassazione l’omessa pronuncia sulle regole di autonomia dei periodi d’imposta e di competenza temporale dei ricavi. La Corte dichiara entrambe le censure inammissibili perché il ricorso non riproduceva con precisione gli atti dai quali risultasse che le questioni fossero state ritualmente proposte nei gradi di merito. Aggiunge che mancavano comunque riscontri oggettivi sull’effettivo anno di cessione dell’immobile richiamato dalla difesa; resta quindi ferma la decisione impugnata.

N. 12130

Cassazione, sentenza n. 12130 del 8/05/2019

Sentenza n. 12130 del 08/05/2019

La CTR aveva confermato il recupero di dazi e IVA sulle importazioni di tonno, escludendo il regime preferenziale perché, secondo le indagini OLAF, navi ed equipaggi non possedevano la nazionalità richiesta. La Cassazione precisa che, nei tributi armonizzati, la violazione del contraddittorio preventivo non invalida l’atto senza la prova di un concreto possibile diverso esito; ritiene inoltre sufficiente il richiamo essenziale agli esiti OLAF e pone sull’importatore la prova della diligenza qualificata, non essendo configurabile un errore doganale. Il ricorso è rigettato, con compensazione delle spese.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Estero
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 12114

Cassazione, sentenza n. 12114 del 8/05/2019

Sentenza n. 12114 del 08/05/2019

La società consolidante contestava recuperi IRES relativi a costi per fatture da ricevere, una minusvalenza su beni mobili e spese qualificate dall’Ufficio come rappresentanza anziché pubblicità. La Cassazione conferma il primo recupero per mancanza di documentazione sulle prestazioni professionali e dichiara inammissibili le altre doglianze per omessa indicazione delle norme violate e difetto di autosufficienza. Richiamata la distinzione basata sulla finalità concretamente perseguita tra spese di rappresentanza e pubblicità, rileva che il ricorso non riproduceva gli atti necessari a verificare la prospettazione difensiva e lo rigetta.

  • IRES
  • Spese di rappresentanza
  • Società
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12129

Cassazione, sentenza n. 12129 del 8/05/2019

Sentenza n. 12129 del 08/05/2019

La controversia concerneva il recupero di dazi e IVA sull’importazione di tonno privo, secondo le indagini OLAF, dei requisiti di origine necessari al trattamento preferenziale. La Cassazione esclude l’invalidità dell’atto per mancato contraddittorio, non essendo stato allegato un concreto pregiudizio, e reputa adeguata la motivazione che riportava gli esiti essenziali delle indagini; conferma inoltre l’onere dell’importatore di dimostrare la diligenza qualificata. La censura relativa ad alcuni soli lotti è dichiarata inammissibile perché diretta contro l’accertamento di fatto, e il ricorso viene integralmente rigettato.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Estero
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 12113

Cassazione, sentenza n. 12113 del 8/05/2019

Sentenza n. 12113 del 08/05/2019

Il giudizio riguardava un’iscrizione ipotecaria e una cartella per IVA e IRPEG, già annullate nei gradi di merito, mentre nel corso della cassazione la contribuente documentava l’adesione alla definizione agevolata e il pagamento integrale delle somme comunicate dall’agente della riscossione. La Corte dichiara cessata la materia del contendere, precisando che ciò determina la cessazione degli effetti della decisione impugnata. Considerata la funzione incentivante della definizione agevolata e l’impegno alla rinuncia assunto dal contribuente, le spese sono integralmente compensate.

N. 12128

Cassazione, sentenza n. 12128 del 8/05/2019

Sentenza n. 12128 del 08/05/2019

La CTR aveva confermato il recupero dei dazi sull’importazione di tonno, ritenendo insussistente l’origine preferenziale perché le navi risultavano contemporaneamente iscritte in due registri navali. La Cassazione considera sufficiente la motivazione fondata sugli esiti essenziali delle indagini OLAF, esclude che vi fosse un errore imputabile all’autorità doganale e pone sull’importatore la prova della diligenza qualificata; precisa inoltre che la doppia iscrizione, senza sospensione della precedente, non consentiva di attribuire le navi al Paese beneficiario. Il ricorso è rigettato e le spese sono compensate.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso

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