Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 24254

Cassazione, sentenza n. 24254 del 30/09/2019

Sentenza n. 24254 del 30/09/2019

Una società contestava la rettifica dei dazi sulle importazioni di formaggi, sostenendo tra l’altro la prescrizione della pretesa, errori nella determinazione del valore doganale e nell’applicazione degli interessi. La Cassazione ha rilevato che la precedente sentenza rescindente aveva già escluso definitivamente la prescrizione, vincolando il giudice di rinvio anche sugli accertamenti che ne costituivano il presupposto; le ulteriori doglianze sono risultate infondate o inammissibili per difetto di specificità oppure perché dirette a una nuova valutazione dei fatti. Il ricorso è stato integralmente rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24289

Cassazione, sentenza n. 24289 del 30/09/2019

Sentenza n. 24289 del 30/09/2019

Un fondo pensionistico giapponese contestava il diniego del rimborso delle ritenute eccedenti il limite convenzionale sui dividendi italiani del 1998, sostenendo di esserne il beneficiario effettivo nonostante l’interposizione di un veicolo statunitense. La Cassazione ha escluso l’efficacia esterna dei giudicati riferiti ad anni differenti e ha ritenuto che la nozione convenzionale di beneficiario comprenda il soggetto avente l’effettiva disponibilità giuridica ed economica del reddito. La parte di pronuncia fornita qualifica il motivo come fondato e accolto, ma non riporta il dispositivo finale.

N. 24270

Cassazione, sentenza n. 24270 del 30/09/2019

Sentenza n. 24270 del 30/09/2019

L’Agenzia delle Entrate chiedeva la revocazione di una decisione favorevole al socio di una società a ristretta base, sostenendo che la CTR avesse richiamato per errore una pronuncia relativa a un diverso accertamento societario nella controversia sugli utili extracontabili. La Cassazione ha precisato che l’errore revocatorio deve riguardare un fatto non controverso ed essere premessa esclusiva e decisiva della decisione. Poiché il rigetto dell’accertamento al socio poggiava anche su ulteriori valutazioni probatorie, la Corte ha confermato il rigetto della revocazione, correggendone la motivazione.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
N. 24253

Cassazione, sentenza n. 24253 del 30/09/2019

Sentenza n. 24253 del 30/09/2019

La contribuente impugnava una rettifica dei dazi sulle importazioni di formaggi, riproponendo la prescrizione della pretesa e contestando valore doganale, interessi e motivazione dell’atto. La Cassazione ha chiarito che la precedente decisione di annullamento aveva già accertato la tempestività della notizia di reato e l’assenza di prescrizione, sicché il giudice di rinvio non poteva riesaminare tali punti; le restanti censure sono state giudicate infondate o inammissibili, anche perché generiche o rivolte agli apprezzamenti probatori. Il ricorso è stato rigettato e la ricorrente condannata alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24288

Cassazione, sentenza n. 24288 del 30/09/2019

Sentenza n. 24288 del 30/09/2019

La domanda concerneva il rimborso della quota di ritenuta italiana sui dividendi del 1998 superiore all’aliquota prevista dalla Convenzione Italia-Giappone, richiesto da un ente pensionistico giapponese che si dichiarava beneficiario effettivo dei proventi transitati attraverso una partnership statunitense. La Cassazione ha precisato che i requisiti convenzionali devono essere verificati per ciascuna annualità e che il riferimento al beneficiario va inteso come disponibilità giuridica ed economica effettiva del reddito. Il motivo risulta dichiarato fondato e accolto; il dispositivo non è presente nel testo fornito.

N. 24268

Cassazione, sentenza n. 24268 del 30/09/2019

Sentenza n. 24268 del 30/09/2019

La controversia riguardava due avvisi di accertamento ICI per il 2010 e il 2011 relativi a immobili privati gravati da servitù di uso pubblico; la contribuente sosteneva che il soggetto passivo fosse il Comune, quale titolare di un diritto assimilabile all’uso. La Corte distingue tale servitù dal diritto reale tipico di uso: essa appartiene alla collettività, mentre il proprietario conserva la titolarità e i poteri non incompatibili con le utilità pubbliche. Ha quindi confermato l’obbligo ICI del proprietario e rigettato il ricorso.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24252

Cassazione, sentenza n. 24252 del 30/09/2019

Sentenza n. 24252 del 30/09/2019

La controversia riguardava il diniego di rimborso della tassa portuale applicata all’imbarco e allo sbarco di oli minerali presso piattaforme offshore, che la CTR aveva ritenuto imponibili indipendentemente dalla loro ubicazione. La Cassazione ha affermato che il tributo si applica a ogni scalo o struttura di ormeggio, compresi i terminali petroliferi, purché ricadano nell’area portuale o, in mancanza, nella circoscrizione dell’autorità marittima entro il mare territoriale. Accolti i primi quattro motivi e respinto quello sulla compatibilità unionale, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 39960

Cassazione, sentenza n. 39960 del 30/09/2019

Violazioni e sanzioni - Sanzione penale - Reato di omessa presentazione della dichiarazione annuale - Soglia di punibilità - Spesometro- Valenza probatoria.

L’imputato contestava la condanna per omessa dichiarazione IVA, sostenendo che lo spesometro non considerasse l’imposta detraibile sugli acquisti, che mancasse il dolo di evasione e che la disciplina penale fosse irragionevolmente più severa rispetto all’omesso versamento. La Cassazione ritiene le doglianze generiche o manifestamente infondate: lo spesometro può concorrere alla determinazione dell’imposta evasa, mentre l’elevato superamento della soglia e la conoscenza dell’ammontare dovuto possono sostenere la prova del dolo. L’omessa dichiarazione impone inoltre all’Amministrazione di determinare il credito, diversamente dal mero omesso versamento; il ricorso è dichiarato inammissibile.

N. 24287

Cassazione, sentenza n. 24287 del 30/09/2019

Sentenza n. 24287 del 30/09/2019

Un ente pensionistico residente in Giappone domandava il rimborso delle ritenute applicate oltre il limite convenzionale ai dividendi italiani del 1998, veicolati mediante due partnership statunitensi costituite da istituti fiduciari. La Cassazione ha negato che precedenti decisioni su altre annualità producessero giudicato sui requisiti variabili nel tempo e ha ricondotto il «beneficiario» convenzionale al soggetto dotato dell’effettiva disponibilità giuridica ed economica dei proventi. La motivazione disponibile accoglie il motivo perché fondato, senza riportare il dispositivo conclusivo della pronuncia.

N. 24267

Cassazione, sentenza n. 24267 del 30/09/2019

Sentenza n. 24267 del 30/09/2019

L’accertamento contestava l’omesso versamento dell’ICI 2011 su immobili privati gravati da servitù di uso pubblico; la contribuente affermava che tale situazione integrasse un diritto reale di uso riferibile al Comune. La Corte chiarisce che la servitù di uso pubblico è un diritto collettivo atipico, limitato a specifiche utilità, e non coincide con i diritti reali tipici che trasferiscono la soggettività passiva ICI. Dichiarato inammissibile il primo motivo e infondati gli altri, ha confermato l’imposta a carico del proprietario e rigettato il ricorso.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24251

Cassazione, sentenza n. 24251 del 30/09/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE (TRIBUTI ANTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) - IMPOSTE DI FABBRICAZIONE - PRESCRIZIONE Azione di recupero dell'accisa dovuta sugli oli minerali in conseguenza di condotte costituenti reato alla stregua dell'art. 23 del r.d.l. n. 334 del 1939, conv. dalla l. n. 739 del 1939 - Prescrizione - Riduzione a cinque anni ex art. 15, comma 1, del d.lgs. n. 504 del 1995 - Retroattività - Limiti - Conseguenze - Art. 19, comma 3, del r.d.l. n. 334 del 1939 - Applicabilità.

Il giudizio concerneva un avviso di pagamento per accise su oli minerali, riferito a condotte fraudolente anteriori al 1995, che la CTR aveva dichiarato prescritto applicando il successivo termine quinquennale. La Cassazione ha affermato che la riduzione da trenta a cinque anni introdotta dal d.lgs. n. 504 del 1995 opera soltanto per i diritti sorti dopo la sua entrata in vigore, poiché l’applicazione retroattiva pregiudicherebbe affidamento, ragionevolezza ed effettività della tutela. Ha pertanto ritenuto fondato il primo motivo dell’Amministrazione, rilevando che il credito non era ancora prescritto secondo la disciplina originaria e gli atti interruttivi intervenuti.

  • Accertamento e riscossione
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24303

Cassazione, sentenza n. 24303 del 30/09/2019

Sentenza n. 24303 del 30/09/2019

La controversia riguardava accertamenti IRAP, IVA e IRPEF fondati su documentazione extracontabile, annullati nei gradi di merito per il superamento della durata prevista per la verifica e per altre contestazioni procedurali. Sopravvenuta la definizione della lite da parte della società e dei soci, la Cassazione non esamina i motivi dei ricorsi e dichiara cessata la materia del contendere. La Corte cassa senza rinvio la sentenza regionale, escludendone il consolidamento, dichiara estinto il giudizio e pone le spese a carico di chi le aveva anticipate.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Pace Fiscale
N. 24286

Cassazione, sentenza n. 24286 del 30/09/2019

Sentenza n. 24286 del 30/09/2019

Il contribuente aveva impugnato un’ingiunzione comunale relativa a impianti pubblicitari, ottenendo in appello la rimessione in termini per l’irregolare comunicazione della sentenza di primo grado. La Cassazione ha chiarito che il termine lungo d’impugnazione decorre dal deposito della sentenza e che la mancata comunicazione di cancelleria non rende incolpevole la decadenza, spettando al difensore verificare lo stato del processo. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è stata cassata e l’appello del contribuente dichiarato inammissibile.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24266

Cassazione, sentenza n. 24266 del 30/09/2019

Sentenza n. 24266 del 30/09/2019

La società contestava quattro accertamenti ICI per il 2006-2009, sostenendo che la servitù di uso pubblico sugli immobili rendesse il Comune titolare del diritto rilevante ai fini dell’imposta; censurava inoltre la differenziazione comunale delle aliquote per categorie di fabbricati. La Corte ha escluso l’assimilazione della servitù collettiva al diritto reale tipico di uso, mantenendo la soggettività passiva in capo al proprietario. Ha inoltre riconosciuto al Comune il potere di differenziare le aliquote entro i limiti di legge e ha rigettato il ricorso.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24248

Cassazione, sentenza n. 24248 del 30/09/2019

Sentenza n. 24248 del 30/09/2019

La società contestava un accertamento ICI, deducendo l’invalidità della notifica postale, la decadenza del Comune e l’incompletezza motivazionale dell’atto. La Cassazione ha confermato che la notificazione diretta mediante raccomandata segue le regole del servizio postale ordinario e non richiede una specifica relata; essendo avvenuta entro il termine, non si era verificata decadenza, mentre la CTR aveva accertato in fatto la completezza dell’avviso e l’assenza di lesioni difensive. Il ricorso è stato respinto, con condanna della ricorrente alle spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24302

Cassazione, sentenza n. 24302 del 30/09/2019

Sentenza n. 24302 del 30/09/2019

La società contestava le sanzioni per omesso versamento IVA, sostenendo che la detrazione riguardasse fatture differite e invocando la definizione agevolata e il favor rei. La Cassazione conferma che la detrazione era stata operata prima della registrazione delle fatture e che le nuove questioni fattuali non potevano essere introdotte in sede di legittimità; ritiene inoltre inapplicabili sia la definizione agevolata, trattandosi di omesso versamento, sia la causa di non punibilità, poiché l’irregolare registrazione aveva pregiudicato i controlli. Il ricorso è quindi rigettato, con condanna alle spese.

N. 24285

Cassazione, sentenza n. 24285 del 30/09/2019

Sentenza n. 24285 del 30/09/2019

La lite riguardava una cartella per imposta comunale sulla pubblicità e l’asserito perfezionamento della definizione agevolata mediante un’istanza generica e due versamenti, che i giudici di merito avevano ritenuto sufficienti per dichiarare cessata la materia del contendere. La Cassazione ha affermato che l’amministrazione deve verificare specificamente, per ciascuna controversia e ciascun tributo, la regolarità dell’istanza e dei pagamenti, adottando il relativo provvedimento. Il ricorso dell’ente locale è stato accolto, con cassazione e rinvio alla CTR per verificare il corretto svolgimento della procedura.

  • Tributi locali
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24265

Cassazione, sentenza n. 24265 del 30/09/2019

Sentenza n. 24265 del 30/09/2019

La controversia nasceva dal silenzio-rifiuto su un’istanza di rimborso dell’ICI versata dal 2007 al 2010 per manufatti gravati da servitù di uso pubblico; la CTR aveva escluso l’imposta, ritenendo il proprietario sostanzialmente spossessato. La Corte afferma invece che tale servitù appartiene alla collettività e non coincide con il diritto reale tipico di uso: il privato conserva la proprietà e resta soggetto passivo ICI. Accolto il ricorso del Comune e assorbito quello incidentale, ha cassato la decisione e rigettato nel merito il ricorso originario.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24301

Cassazione, sentenza n. 24301 del 30/09/2019

Sentenza n. 24301 del 30/09/2019

Una compagnia assicurativa chiedeva il rimborso dell’IRAP versata senza dedurre, negli esercizi 2005 e 2006, le quote residue delle svalutazioni di crediti maturate prima dell’abrogazione della relativa disciplina. La Cassazione afferma che la modifica normativa non incide sulle quote di un diritto già maturato e rateizzato per legge; precisa inoltre che dichiarazioni fiscali e quietanze, già disponibili all’Amministrazione, consentono di determinare esistenza e ammontare del rimborso senza ulteriori oneri documentali. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è rigettato, con condanna alle spese.

N. 24284

Cassazione, sentenza n. 24284 del 30/09/2019

Sentenza n. 24284 del 30/09/2019

Una società aveva contestato un’intimazione di pagamento per canone di concessione e imposta comunale sulla pubblicità; i giudici di merito l’avevano annullata richiamando una precedente pronuncia di cessazione della materia del contendere relativa alla cartella presupposta. La Cassazione ha rilevato che quella pronuncia era stata cassata e che spetta a chi invoca il giudicato dimostrarne l’esistenza, mentre l’estinzione per condono non produce giudicato sostanziale. Riscontrata l’indebita inversione dell’onere probatorio, ha accolto il ricorso dell’ente locale, cassando con rinvio alla CTR.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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