Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 24260

Cassazione, sentenza n. 24260 del 30/09/2019

Sentenza n. 24260 del 30/09/2019

L’Amministrazione doganale aveva negato come tardiva la restituzione dell’accisa versata per prodotti petroliferi destinati alle Forze armate nazionali; la contribuente richiamava il rilascio, solo nel 2011, delle attestazioni militari sull’effettivo uso agevolato, ottenendo ragione nei due gradi di merito. La Corte distingue il credito derivante dall’agevolazione dal rimborso di un’imposta indebitamente pagata: il termine biennale inizia quando si perfeziona il presupposto del beneficio, non alla data del versamento. Ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Dogane e compensato le spese.

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  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24295

Cassazione, sentenza n. 24295 del 30/09/2019

Sentenza n. 24295 del 30/09/2019

La società chiedeva il rimborso degli interessi maturati su un credito IRPEG esposto nella dichiarazione del 1984 e successivamente compensato, quanto al capitale, con l’imposta sostitutiva sulla rivalutazione immobiliare. La Cassazione afferma che il credito per interessi, autonomo rispetto al capitale, era esigibile dalla dichiarazione ed era soggetto a prescrizione quinquennale; la compensazione del capitale non comportava riconoscimento degli interessi né interrompeva la prescrizione. La disposizione che invitava l’Amministrazione a non eccepire la prescrizione non era direttamente applicabile dal giudice, sicché il ricorso è rigettato.

N. 24279

Cassazione, sentenza n. 24279 del 30/09/2019

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TRIBUTI LOCALI POSTERIORI ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972 ICI - Esenzione per gli immobili iscritti o iscrivibili in categoria E1/E9 - Ambito applicativo - Fondamento.

La controversia concerneva l’esenzione ICI per immobili che la contribuente aveva inizialmente fatto classificare in D/8 e successivamente ricondotto, mediante DOCFA, alla categoria E/3, chiedendo che la rettifica operasse anche per annualità anteriori. La Cassazione ha stabilito che l’espressione “classificati o classificabili” comprende gli immobili iscritti nelle categorie E e quelli non ancora accatastati che ne possiedano i requisiti, ma non i cespiti già classificati diversamente su iniziativa del contribuente. Ha pertanto confermato la decisione di merito e rigettato il ricorso.

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N. 24259

Cassazione, sentenza n. 24259 del 30/09/2019

Rimborsi - Accise - Agevolazioni - Istanza di restituzione del credito - Termine di decorrenza.

Il diniego riguardava il rimborso dell’accisa assolta su forniture petrolifere alle Forze armate nazionali, ritenuto tardivo dall’Agenzia delle Dogane; la contribuente sosteneva che il termine potesse decorrere solo dalle attestazioni militari sulla destinazione agevolata, e i giudici di merito avevano accolto la tesi. La Corte precisa che il beneficio genera un autonomo credito e non trasforma in indebito il pagamento originario: il termine biennale decorre dal perfezionamento del relativo presupposto. Ha pertanto rigettato il ricorso dell’Amministrazione e compensato le spese.

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N. 24294

Cassazione, sentenza n. 24294 del 30/09/2019

Sentenza n. 24294 del 30/09/2019

L’accertamento recuperava IRES, IRAP e IVA reputando simulata una permuta immobiliare, mentre i giudici di merito avevano richiamato anche l’abuso del diritto e l’antieconomicità dell’operazione. La Cassazione distingue l’operazione reale diretta essenzialmente a un indebito vantaggio fiscale, riconducibile all’abuso, dal contratto meramente apparente, proprio della simulazione assoluta. Poiché la CTR aveva sovrapposto le due qualificazioni incompatibili senza chiarire il fondamento della ripresa, la motivazione è giudicata intrinsecamente contraddittoria; la sentenza è cassata con rinvio per una nuova valutazione.

N. 24276

Cassazione, sentenza n. 24276 del 30/09/2019

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITA' E DIRITTI SULLE PUBBLICHE AFFISSIONI (TRIBUTI LOCALI POSTERIORI ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - ACCERTAMENTI E RISCOSSIONI - FORME DI GESTIONE DEL SERVIZIO - CONCESSIONE - IN GENERE Attività di accertamento - Delega al concessionario da parte dei Comuni - Legittimità - Contestazione della delega - Onere della prova a carico del contribuente - Sussistenza - Fattispecie.

La CTR aveva annullato un accertamento ICI perché il Comune non aveva prodotto i documenti comprovanti l’affidamento del servizio di accertamento e riscossione alla concessionaria, pur essendo indicati nell’atto gli estremi della determina. La Cassazione ha affermato che l’affidamento comprende il potere impositivo e la legittimazione processuale del concessionario; poiché la determina è soggetta a pubblicità legale, spettava alla contribuente indicare specificamente i profili d’illegittimità. Accolto il relativo motivo, la Corte ha cassato la sentenza e rigettato il ricorso originario.

  • Accertamento e riscossione
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Tributi locali
  • Processo tributario
N. 24258

Cassazione, sentenza n. 24258 del 30/09/2019

Sentenza n. 24258 del 30/09/2019

La controversia riguardava il recupero di dazi e IVA su tessuti importati con valore dichiarato inferiore a quello effettivo, richiesto anche al centro di assistenza doganale quale rappresentante indiretto. La Cassazione ha stabilito che la tempestiva notizia di reato proroga il termine triennale anche se riguarda un soggetto diverso dal destinatario della rettifica e che il rappresentante indiretto, assumendo la qualità di dichiarante, risponde solidalmente dell’obbligazione doganale. Accolto il ricorso dell’Amministrazione, la sentenza della CTR è stata cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
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N. 24293

Cassazione, sentenza n. 24293 del 30/09/2019

Sentenza n. 24293 del 30/09/2019

L’accertamento IRES e IRAP rettificava le esistenze iniziali del 2005 sulla base di costi di ristrutturazione ritenuti fittizi, senza considerare la corrispondente incidenza sulle rimanenze finali. La Cassazione osserva che l’aumento del componente negativo iniziale era compensato dall’omogeneo incremento del componente positivo finale, salvo la quota riferibile agli immobili effettivamente venduti; spettava inoltre all’Amministrazione, quale attrice sostanziale, dimostrare quali immobili fossero stati ceduti nell’esercizio. Accolto il motivo sul criterio di imputazione e sull’onere probatorio, la sentenza è cassata con rinvio, restando assorbite le questioni sullo ius superveniens.

  • Accertamento fiscale
  • Contabilità e Bilancio
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 24275

Cassazione, sentenza n. 24275 del 30/09/2019

Sentenza n. 24275 del 30/09/2019

Un ente non commerciale rivendicava l’esenzione ICI per una residenza universitaria; la CTR l’aveva riconosciuta limitandosi ad affermare che l’attività non aveva natura esclusivamente commerciale, mentre il Comune contestava modalità e tariffe del servizio. La Cassazione ha chiarito che il contribuente deve provare in concreto, oltre al requisito soggettivo, che l’attività ricettiva agevolata non sia esercitata commercialmente, valutando servizi, utenza e prezzi applicati. Riscontrata l’assenza di tale verifica, ha cassato la sentenza e rinviato alla CTR in diversa composizione.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Enti terzo settore
  • Processo tributario
N. 24257

Cassazione, sentenza n. 24257 del 30/09/2019

Sentenza n. 24257 del 30/09/2019

La lite concerneva rettifiche e sanzioni per dazi agevolati applicati a tessuti importati, contestate sia per la notifica allo spedizioniere sia per la prova del trasporto diretto richiesta dal regime di origine preferenziale. La Cassazione ha ritenuto valida la notifica al rappresentante risultante dalla documentazione doganale, precisando che la richiesta di prova dei suoi poteri costituisce una facoltà dell’autorità; ha inoltre escluso che la mera verosimiglianza del trasporto senza manipolazioni bastasse a dimostrare il requisito agevolativo. Sono stati quindi ritenuti fondati i motivi dell’Amministrazione relativi a tali profili.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
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N. 24292

Cassazione, sentenza n. 24292 del 30/09/2019

Sentenza n. 24292 del 30/09/2019

Una banca aveva chiesto la revocatoria del fondo patrimoniale costituito dai fideiussori e del successivo trasferimento degli immobili a un trustee; la Corte d’appello aveva dichiarato entrambi gli atti inefficaci nei suoi confronti. La Cassazione ha ritenuto che l’individuazione del contenuto della domanda costituisse un accertamento di fatto adeguatamente motivato e che l’azione comprendesse autonomamente anche il trasferimento al trustee. Poiché non erano stati censurati i presupposti della revocatoria accertati nel merito, il ricorso è stato rigettato, con compensazione integrale delle spese.

N. 24274

Cassazione, sentenza n. 24274 del 30/09/2019

Sentenza n. 24274 del 30/09/2019

La lite riguardava accertamenti ICI su impianti eolici e, per tre annualità, la tempestività dei ricorsi dopo la consegna degli atti al coniuge convivente della rappresentante legale presso la sede sociale. La Cassazione ha ritenuto nulla tale notifica e ha inoltre riconosciuto efficacia ultrannuale al giudicato esterno che qualificava la società come semplice comodataria, priva di proprietà o altro diritto reale e quindi non soggetto passivo ICI. Ha cassato la decisione e, decidendo nel merito, accolto il ricorso introduttivo della contribuente.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
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N. 24256

Cassazione, sentenza n. 24256 del 30/09/2019

Sentenza n. 24256 del 30/09/2019

Il giudizio riguardava il recupero di maggiori dazi e le relative sanzioni su tessuti ammessi al trattamento preferenziale, con contestazioni sulla notifica allo spedizioniere e sul trasporto diretto della merce. La Cassazione ha affermato che gli atti possono essere validamente notificati al rappresentante risultante dai documenti doganali e che l’autorità ha soltanto la facoltà, non l’obbligo, di verificare preventivamente i suoi poteri. Ha inoltre ritenuto insufficiente la valutazione di mera verosimiglianza adottata dalla CTR per riconoscere il requisito del trasporto diretto, giudicando fondati i pertinenti motivi dell’Amministrazione.

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  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
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N. 24291

Cassazione, sentenza n. 24291 del 30/09/2019

Sentenza n. 24291 del 30/09/2019

Un ente pensionistico giapponese chiedeva il rimborso della differenza tra la ritenuta italiana sui dividendi del 1998 e l’aliquota del 15% prevista dalla Convenzione Italia-Giappone, sebbene i proventi fossero transitati attraverso un veicolo statunitense. La Cassazione ha escluso che giudicati relativi ad altre annualità vincolassero l’accertamento dei requisiti, da verificare anno per anno, e ha interpretato il termine «beneficiario» come beneficiario effettivo, titolare della disponibilità giuridica ed economica dei proventi. La motivazione riportata dichiara fondato e accolto il motivo, senza contenere il dispositivo finale.

N. 24273

Cassazione, sentenza n. 24273 del 30/09/2019

Sentenza n. 24273 del 30/09/2019

Il Comune impugnava l’annullamento di accertamenti ICI relativi a impianti eolici, contestando la deduzione tardiva della carenza di soggettività passiva della società e la documentazione utilizzata per determinare l’imponibile. La Cassazione ha rilevato che la CTR aveva fondato l’annullamento anche sull’illegittimità del criterio comunale di determinazione della base imponibile e sulla mancata allegazione degli elementi di confronto; tali autonome ragioni non erano state specificamente censurate ed erano quindi definitive. Il ricorso comunale è stato dichiarato inammissibile, senza esame dell’eccezione di giudicato esterno.

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N. 24255

Cassazione, sentenza n. 24255 del 30/09/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE (TRIBUTI ANTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - IN GENERE Dazi doganali - Trattamento preferenziale per prodotti c.d. "originari" su accordi tra Paese esportatore ed UE - Regime preferenziale in favore dell'operatore commerciale - Contestazione sulla sua indebita fruizione - Onere prova - Oggetto.

La controversia verteva su maggiori dazi e sanzioni relativi a tessuti ammessi al regime di origine preferenziale, nonché sulla validità della notifica degli atti allo spedizioniere indicato come rappresentante. La Cassazione ha ritenuto valida tale notifica sulla base della rappresentanza risultante dalla documentazione doganale e ha precisato che spetta all’operatore dimostrare tutti i presupposti dell’agevolazione, compreso il trasporto diretto, mediante certificato di non manipolazione o documentazione equivalente. Sono stati ritenuti fondati i motivi dell’Amministrazione su notifica e prova del requisito, mentre la censura sulla responsabilità solidale è stata dichiarata inammissibile.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
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N. 24290

Cassazione, sentenza n. 24290 del 30/09/2019

Sentenza n. 24290 del 30/09/2019

La controversia riguardava il rimborso delle maggiori ritenute applicate nel 1998 su dividendi italiani destinati a un ente pensionistico residente in Giappone, ma inizialmente incassati tramite una partnership statunitense. La Cassazione ha affermato che il giudicato formatosi su annualità diverse non copre requisiti fattuali suscettibili di variazione e che, nell’articolo 10 della Convenzione Italia-Giappone, il beneficiario coincide con chi dispone effettivamente dei proventi sul piano giuridico ed economico. Il motivo è dichiarato fondato e accolto; nei dati disponibili non compare il dispositivo conclusivo.

N. 24271

Cassazione, sentenza n. 24271 del 30/09/2019

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - TERRITORIALITA' DELL'IMPOSTA - PRESTAZIONI DI SERVIZI Attività di "catering" - Attività agricole connesse - Esclusione - Conseguenze.

A seguito di verifica fiscale, l’Ufficio aveva riqualificato come catering la somministrazione di pasti svolta da un’impresa agrituristica presso locali di terzi, recuperando per il 2007 maggiori IRPEF, IRAP e IVA e negando il regime forfetario invocato dalla contribuente. La Cassazione ha ritenuto che l’attività, comprendendo la somministrazione presso il consumatore, costituisca prestazione di servizi e non attività agricola connessa alla coltivazione del fondo. Ha quindi confermato l’esito favorevole all’Agenzia delle Entrate e rigettato integralmente il ricorso della contribuente.

  • IVA
  • IRPEF
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 24254

Cassazione, sentenza n. 24254 del 30/09/2019

Sentenza n. 24254 del 30/09/2019

Una società contestava la rettifica dei dazi sulle importazioni di formaggi, sostenendo tra l’altro la prescrizione della pretesa, errori nella determinazione del valore doganale e nell’applicazione degli interessi. La Cassazione ha rilevato che la precedente sentenza rescindente aveva già escluso definitivamente la prescrizione, vincolando il giudice di rinvio anche sugli accertamenti che ne costituivano il presupposto; le ulteriori doglianze sono risultate infondate o inammissibili per difetto di specificità oppure perché dirette a una nuova valutazione dei fatti. Il ricorso è stato integralmente rigettato, con condanna alle spese.

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  • Processo tributario
N. 24289

Cassazione, sentenza n. 24289 del 30/09/2019

Sentenza n. 24289 del 30/09/2019

Un fondo pensionistico giapponese contestava il diniego del rimborso delle ritenute eccedenti il limite convenzionale sui dividendi italiani del 1998, sostenendo di esserne il beneficiario effettivo nonostante l’interposizione di un veicolo statunitense. La Cassazione ha escluso l’efficacia esterna dei giudicati riferiti ad anni differenti e ha ritenuto che la nozione convenzionale di beneficiario comprenda il soggetto avente l’effettiva disponibilità giuridica ed economica del reddito. La parte di pronuncia fornita qualifica il motivo come fondato e accolto, ma non riporta il dispositivo finale.

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