Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 3240

Cassazione, sentenza n. 3240 del 11/02/2020

Sentenza n. 3240 del 11/02/2020

L’accertamento recuperava ritenute IRPEF non operate e applicava sanzioni, sul presupposto che i lavoratori impiegati nell’attività produttiva tramite un appaltatore fossero oggetto di interposizione illecita. La Cassazione ha rilevato che la CTR aveva soltanto presunto tale interposizione, valorizzando circostanze compatibili anche con un appalto genuino, senza verificare organizzazione dei mezzi, esercizio del potere direttivo e assunzione del rischio d’impresa. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, ha cassato la sentenza con rinvio alla CTR per un nuovo accertamento della natura del rapporto.

  • Accertamento fiscale
  • Lavoro e previdenza
  • Imprese
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 3239

Cassazione, sentenza n. 3239 del 11/02/2020

Sentenza n. 3239 del 11/02/2020

La controversia riguardava due accertamenti sintetici dei redditi 2004 e 2005, che la CTR aveva confermato ritenendo insufficiente la prova della donazione ricevuta dal contribuente, nonostante l’atto e gli estratti bancari prodotti. La Cassazione afferma che, nel regime applicabile, qualsiasi documentazione oggettivamente riferibile all’entità e alla durata delle risorse può contrastare la presunzione, inclusi gli estratti conto. Poiché il giudice regionale non aveva adeguatamente valutato tale materiale, la Corte accoglie i ricorsi riuniti, cassa entrambe le sentenze e rinvia alla CTR in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3237

Cassazione, sentenza n. 3237 del 11/02/2020

Sentenza n. 3237 del 11/02/2020

La CTR aveva annullato l’accertamento IRPEF e ILOR sul reddito di partecipazione, valorizzando perizie penali attestanti la falsità di alcune firme apposte su atti societari. La Cassazione precisa che il giudicato formatosi sul reddito della società di persone non opera automaticamente contro il socio, ma deve comunque essere considerato insieme alla qualità e alla quota sociale non contestate; la falsità delle sottoscrizioni, da sola, non giustificava la decisione adottata. Accolti i motivi relativi ai vizi motivazionali, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR.

  • IRPEF
  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3234

Cassazione, sentenza n. 3234 del 11/02/2020

Sentenza n. 3234 del 11/02/2020

L’accertamento contestava l’omessa applicazione dell’IVA ai servizi di trasporto nazionale accessori a piccole spedizioni non commerciali o di valore trascurabile, non assoggettate all’imposta in dogana. La Cassazione, richiamando l’interpretazione della Corte di giustizia UE, stabilisce che tali servizi restano non imponibili quando il loro corrispettivo concorre alla base imponibile dell’importazione, anche senza effettivo prelievo doganale dell’IVA, altrimenti verrebbe vanificato il relativo regime. Accolto il motivo principale, la Corte cassa la decisione e, pronunciando nel merito, annulla l’avviso di accertamento.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3233

Cassazione, sentenza n. 3233 del 11/02/2020

Sentenza n. 3233 del 11/02/2020

Una consumatrice finale aveva chiesto direttamente alla Provincia e all’Ufficio doganale il rimborso dell’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica addebitatale dal fornitore; la CTR aveva dichiarato il difetto di giurisdizione tributaria. La Cassazione riconosce tale giurisdizione perché erano impugnati dinieghi amministrativi, ma chiarisce che il rapporto tributario intercorre con il fornitore, unico legittimato al rimborso verso l’Amministrazione, mentre il consumatore agisce ordinariamente contro il fornitore. La Corte cassa la sentenza e, decidendo nel merito, rigetta i ricorsi contro i dinieghi.

N. 3164

Cassazione, ordinanza n. 3164 del 11/02/2020

Ordinanza n. 3164 del 11/02/2020

Il ricorrente chiedeva una nuova valutazione del contenuto di tre notizie giornalistiche, sostenendone il carattere diffamatorio dopo che entrambi i giudici di merito avevano respinto la domanda risarcitoria. La Cassazione dichiara inammissibili le censure perché, pur formulate come violazioni di legge, miravano al riesame dei fatti e delle prove; precisa inoltre che la saturazione della casella PEC, imputabile al destinatario tenuto a gestirla, non impedisce di considerare perfezionata la notificazione. Il ricorso è dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

N. 3104

Cassazione, sentenza n. 3104 del 10/02/2020

Sentenza n. 3104 del 10/02/2020

Il richiedente contestava il diniego della protezione umanitaria, allegando difficoltà economiche, vicende traumatiche, condizioni generali del Paese d’origine e integrazione lavorativa in Italia; la Corte d’appello aveva escluso una specifica vulnerabilità personale. La Cassazione ribadisce che integrazione e situazione generale non bastano se considerate isolatamente, ma devono essere correlate alla vicenda individuale mediante una valutazione concreta e comparativa; nel caso esaminato mancavano allegazioni specifiche e documentazione autosufficiente. Il ricorso è respinto, con condanna alle spese.

N. 3093

Cassazione, ordinanza n. 3093 del 10/02/2020

Ordinanza n. 3093 del 10/02/2020

La Corte d’appello aveva dichiarato nullo l’appello in materia di protezione internazionale perché notificato all’Avvocatura dello Stato presso un indirizzo PEC diverso da quello censito nel REGINDE, dopo il rifiuto del termine per rinnovare la notificazione. Il ricorrente sosteneva invece la validità dell’indirizzo estratto da INI-PEC, anch’esso pubblico elenco. Rilevando orientamenti e riferimenti normativi non univoci sull’utilizzabilità processuale dei registri elettronici, la Cassazione non definisce il ricorso e ne dispone la trattazione in pubblica udienza per l’interesse nomofilattico della questione.

N. 3005

Cassazione, ordinanza n. 3005 del 7/02/2020

Ordinanza n. 3005 del 07/02/2020

Il contribuente aveva impugnato un’intimazione di pagamento eccependo la prescrizione della pretesa, collegata all’asserita irregolarità della precedente notifica alla società; la CTR aveva accolto tale difesa. La Cassazione rileva però che una cartella era stata regolarmente notificata al contribuente nel 2009 e non era stata impugnata: divenuta definitiva, impediva di dedurre contro la successiva intimazione vizi o prescrizioni anteriori, essendo questa sindacabile soltanto per vizi propri. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte cassa la sentenza e rigetta nel merito l’originaria impugnazione.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2897

Cassazione, ordinanza n. 2897 del 7/02/2020

Trust - Accertamento - Trasferimento del bene dal settlor al trustee - Titolo gratuito - Imposte ipotecaria e catastale - Tassazione in misura fissa.

La controversia riguardava il rimborso delle imposte ipotecarie e catastali versate in misura proporzionale per il conferimento di immobili dal disponente al trustee; la CTR aveva riconosciuto la tassazione fissa perché mancava un arricchimento definitivo del beneficiario. La Cassazione conferma che gli atti istitutivo e di dotazione del trust, quando meramente strumentali alla segregazione patrimoniale, non realizzano un trasferimento stabile di ricchezza; l’imposizione proporzionale rileva soltanto con l’eventuale attribuzione finale al beneficiario. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è pertanto rigettato, con compensazione delle spese.

  • Trust
  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 2887

Cassazione, ordinanza n. 2887 del 7/02/2020

Contenzioso tributario - Procedimento - Notifica ricorso a mezzo servizio postale - Deposito in segreteria senza attestazione di conformità - Inammissibilità del ricorso - Rilevabilità d'ufficio.

La contribuente eccepiva l’inammissibilità dell’appello dell’Ufficio, notificato per posta e depositato senza una valida attestazione di conformità, poiché il timbro apposto era privo della sottoscrizione del difensore e l’appellata non si era costituita. La Cassazione precisa che l’inammissibilità dipende normalmente dall’effettiva difformità, non dalla sola omissione dell’attestazione; tuttavia, se la controparte resta assente, il giudice non può effettuare il raffronto diretto e l’omissione ricade sul soggetto onerato. Accolto il motivo, la Corte cassa senza rinvio perché l’appello non poteva proseguire.

N. 2809

Cassazione, sentenza n. 2809 del 6/02/2020

Sentenza n. 2809 del 06/02/2020

La controversia riguardava il classamento in D/8, anziché E/3, di cinque autosilos e i conseguenti accertamenti ICI per il 2007 e il 2008. La Corte ha ritenuto decisivi l’autonomia funzionale e reddituale dei parcheggi e il carattere commerciale della gestione, nonostante la concessione del suolo pubblico, la destinazione a pubblico servizio e i vincoli tariffari. Ha inoltre escluso i vizi processuali e motivazionali dedotti, rilevando anche l’implicito rigetto della richiesta di revisione catastale, e ha quindi respinto il ricorso della contribuente.

  • Immobili
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 2607

Cassazione, sentenza n. 2607 del 5/02/2020

Sentenza n. 2607 del 05/02/2020

La società contestava il classamento in categoria D/8 di autosilos e i connessi accertamenti ICI, oltre a diversi profili processuali e alla mancata restituzione delle somme versate per definire in misura agevolata le sanzioni. La Cassazione ha confermato che l’autonomia reddituale e la gestione imprenditoriale giustificavano il classamento D/8, indipendentemente dalla funzione di servizio pubblico, e ha escluso effetti invalidanti dalla mancata riunione formale degli appelli. Ha inoltre negato la ripetibilità delle sanzioni definite mediante pagamento ridotto e ha rigettato integralmente il ricorso.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 2742

Cassazione, ordinanza n. 2742 del 5/02/2020

Ammortamento - Indeducibilità beni nella disponibilità del venditore.

L’accertamento IRES e IRAP contestava la deduzione delle quote di ammortamento relative ad attrezzature acquistate ma ancora nella disponibilità della società venditrice e mai entrate in funzione. La Corte ha affermato che la deducibilità richiede non soltanto la natura strumentale del bene, ma il suo effettivo inserimento e utilizzo nel processo produttivo; il mero acquisto non è sufficiente. Poiché le attrezzature erano rimaste quiescenti, la Cassazione ha confermato la decisione regionale favorevole all’Ufficio e rigettato il ricorso della contribuente.

N. 2624

Cassazione, sentenza n. 2624 del 5/02/2020

Sentenza n. 2624 del 05/02/2020

I contribuenti contestavano il nuovo classamento e la maggiore rendita attribuiti a un immobile nell’ambito della revisione catastale di una microzona, lamentando l’assenza di ragioni riferite alla specifica unità. La Corte ha stabilito che il richiamo allo scostamento tra valori di mercato e catastali e ai provvedimenti generali non basta: l’atto deve indicare gli elementi urbani, ambientali ed edilizi concretamente incidenti sul riclassamento. Accertata dalla CTR tale omissione, la Cassazione ne ha annullato la sentenza e, decidendo nel merito, ha accolto il ricorso originario.

N. 2623

Cassazione, sentenza n. 2623 del 5/02/2020

Sentenza n. 2623 del 05/02/2020

La controversia verteva sul riclassamento e sulla nuova rendita di due immobili, uno dei quali gravato da distinti diritti di usufrutto e nuda proprietà. La Corte ha rilevato che l’impugnazione del classamento richiede la partecipazione di tutti i contitolari di diritti reali sul medesimo bene, poiché non sono ammissibili valutazioni divergenti sulla sua natura ai fini impositivi. Accolto il motivo sul difetto di litisconsorzio necessario e assorbite le ulteriori censure, la Cassazione ha annullato entrambe le sentenze di merito e rinviato alla Commissione tributaria provinciale per rinnovare il giudizio.

N. 2622

Cassazione, sentenza n. 2622 del 5/02/2020

Sentenza n. 2622 del 05/02/2020

L’Ufficio aveva rettificato mediante procedura DOCFA il classamento proposto per un’abitazione, mentre la CTR aveva annullato l’atto per motivazione generica, mancato sopralluogo e insufficiente dimostrazione delle caratteristiche dell’immobile. La Corte ha precisato che, se i dati fattuali dichiarati restano invariati e diverge soltanto la valutazione tecnica, sono sufficienti i dati identificativi, la categoria, la classe e la consistenza; per gli immobili ordinari, inoltre, il sopralluogo non è necessario. Poiché la CTR non aveva adeguatamente esaminato gli elementi addotti dall’Ufficio, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 2621

Cassazione, sentenza n. 2621 del 5/02/2020

Sentenza n. 2621 del 05/02/2020

I contribuenti contestavano la classe catastale attribuita a un immobile otto anni dopo la proposta DOCFA, sostenendo che il termine annuale avesse reso definitiva la rendita dichiarata e che l’avviso fosse insufficientemente motivato. La Corte ha ribadito che quel termine è ordinatorio e che, quando l’Ufficio non modifica gli elementi di fatto ma compie una diversa valutazione economica, bastano l’indicazione dei dati oggettivi e della classe. Ritenuta comprensibile la motivazione della CTR e non riesaminabile il raffronto di merito con l’unità tipo, la Cassazione ha rigettato il ricorso.

N. 2620

Cassazione, sentenza n. 2620 del 5/02/2020

Sentenza n. 2620 del 05/02/2020

La lite riguardava la rettifica del valore di un terreno industriale ceduto da un Comune, ai fini dell’imposta di registro; la CTR aveva ritenuto congruo il prezzo dichiarato, valorizzando la precedente espropriazione, l’assenza di finalità lucrative e la destinazione a edilizia convenzionata. In cassazione, l’Agenzia delle Entrate ha comunicato che la società coobbligata aveva definito la controversia e versato quanto previsto. Senza pronunciarsi sul merito della valutazione, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessata materia del contendere e ha compensato le spese.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Pace Fiscale
N. 2619

Cassazione, sentenza n. 2619 del 5/02/2020

Sentenza n. 2619 del 05/02/2020

Gli accertamenti IRES e IRAP derivavano dalla contestazione di fatture per operazioni inesistenti; dopo la conferma degli atti in appello, la contribuente aveva chiesto la revocazione, sostenendo che la documentazione prodotta non fosse stata valutata. La Corte ha distinto la falsa percezione di un fatto, rilevante per la revocazione, dall’omesso o erroneo esame di documenti presenti agli atti, che attiene alla valutazione delle prove ed è censurabile con ricorso per cassazione. Poiché la doglianza apparteneva alla seconda ipotesi, ha confermato il rigetto della revocazione e respinto il ricorso.

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