Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 2612

Cassazione, sentenza n. 2612 del 5/02/2020

Sentenza n. 2612 del 05/02/2020

La contribuente contestava il recupero dei dazi su cinque reimportazioni dall’Albania, sostenendo la validità dei certificati di origine e la sufficienza delle lavorazioni eseguite in regime di perfezionamento passivo. La Cassazione ha reputato adeguatamente motivato l’accertamento della CTR secondo cui le fatture documentavano soltanto attività di assemblaggio, insufficiente a conferire l’origine preferenziale; tale autonoma ragione rendeva priva d’interesse la censura sulla necessità del certificato Eur 1 all’esportazione. Esclusa anche una concreta lesione del contraddittorio e respinte le ulteriori doglianze, il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2611

Cassazione, sentenza n. 2611 del 5/02/2020

Sentenza n. 2611 del 05/02/2020

L’amministrazione statale aveva impugnato un’ingiunzione comunale per ICI 2007, comprensiva degli oneri della riscossione, contestando in Cassazione l’affidamento del potere di riscossione a un libero professionista. Prima della decisione sul motivo, le parti hanno depositato un accordo di conciliazione e rinuncia totale alla lite, chiedendo la cessazione della materia del contendere. La Corte ha interpretato l’atto come rinuncia al ricorso accettata dalla controparte, dichiarando estinto il processo e compensando integralmente le spese secondo quanto convenuto.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2609

Cassazione, sentenza n. 2609 del 5/02/2020

Sentenza n. 2609 del 05/02/2020

Il Comune contestava l’agevolazione ICI applicata a terreni edificabili posseduti da comproprietari qualificati come imprenditori agricoli professionali e coltivati mediante una società semplice familiare. La Cassazione ha affermato che il beneficio può riguardare anche terreni posseduti da una società agricola di persone quando lo statuto preveda esclusivamente attività agricole e almeno un socio possieda i requisiti professionali richiesti. Poiché risultavano accertate la qualifica agricola dei soci e la destinazione della compagine, la Corte ha rigettato il ricorso comunale, compensando le spese per i contrasti giurisprudenziali registrati.

  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Società semplice
  • Immobili
N. 2608

Cassazione, sentenza n. 2608 del 5/02/2020

Sentenza n. 2608 del 05/02/2020

La controversia riguardava il diniego di revisione catastale di cinque autosilos e gli accertamenti ICI conseguenti al loro classamento in categoria D/8 anziché E/3. La Cassazione ha ritenuto corretta la decisione regionale, fondata sull’autonomia funzionale e reddituale dei parcheggi e sulla gestione commerciale, reputando irrilevanti la collocazione su suolo pubblico, la concessione e i vincoli tariffari; ha inoltre escluso i vizi processuali dedotti, poiché gli appelli separati avevano avuto trattazione sostanzialmente unitaria. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese in favore del concessionario costituito.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2607

Cassazione, sentenza n. 2607 del 5/02/2020

Sentenza n. 2607 del 05/02/2020

La società contestava il classamento in categoria D/8 di autosilos e i connessi accertamenti ICI, oltre a diversi profili processuali e alla mancata restituzione delle somme versate per definire in misura agevolata le sanzioni. La Cassazione ha confermato che l’autonomia reddituale e la gestione imprenditoriale giustificavano il classamento D/8, indipendentemente dalla funzione di servizio pubblico, e ha escluso effetti invalidanti dalla mancata riunione formale degli appelli. Ha inoltre negato la ripetibilità delle sanzioni definite mediante pagamento ridotto e ha rigettato integralmente il ricorso.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 2742

Cassazione, ordinanza n. 2742 del 5/02/2020

Ammortamento - Indeducibilità beni nella disponibilità del venditore.

L’accertamento IRES e IRAP contestava la deduzione delle quote di ammortamento relative ad attrezzature acquistate ma ancora nella disponibilità della società venditrice e mai entrate in funzione. La Corte ha affermato che la deducibilità richiede non soltanto la natura strumentale del bene, ma il suo effettivo inserimento e utilizzo nel processo produttivo; il mero acquisto non è sufficiente. Poiché le attrezzature erano rimaste quiescenti, la Cassazione ha confermato la decisione regionale favorevole all’Ufficio e rigettato il ricorso della contribuente.

N. 2624

Cassazione, sentenza n. 2624 del 5/02/2020

Sentenza n. 2624 del 05/02/2020

I contribuenti contestavano il nuovo classamento e la maggiore rendita attribuiti a un immobile nell’ambito della revisione catastale di una microzona, lamentando l’assenza di ragioni riferite alla specifica unità. La Corte ha stabilito che il richiamo allo scostamento tra valori di mercato e catastali e ai provvedimenti generali non basta: l’atto deve indicare gli elementi urbani, ambientali ed edilizi concretamente incidenti sul riclassamento. Accertata dalla CTR tale omissione, la Cassazione ne ha annullato la sentenza e, decidendo nel merito, ha accolto il ricorso originario.

N. 2623

Cassazione, sentenza n. 2623 del 5/02/2020

Sentenza n. 2623 del 05/02/2020

La controversia verteva sul riclassamento e sulla nuova rendita di due immobili, uno dei quali gravato da distinti diritti di usufrutto e nuda proprietà. La Corte ha rilevato che l’impugnazione del classamento richiede la partecipazione di tutti i contitolari di diritti reali sul medesimo bene, poiché non sono ammissibili valutazioni divergenti sulla sua natura ai fini impositivi. Accolto il motivo sul difetto di litisconsorzio necessario e assorbite le ulteriori censure, la Cassazione ha annullato entrambe le sentenze di merito e rinviato alla Commissione tributaria provinciale per rinnovare il giudizio.

N. 2478

Cassazione, sentenza n. 2478 del 4/02/2020

Sentenza n. 2478 del 04/02/2020

Una società distributrice di GPL contestava il diniego parziale di rimborso dell’accisa, il recupero delle somme già rimborsate e le sanzioni, sostenendo che la tenuta dei registri di carico e scarico non fosse condizione essenziale del beneficio. La Corte afferma invece che il rimborso presuppone il rispetto delle modalità regolamentari, necessarie a consentire il controllo sulla movimentazione dei prodotti energetici. L’omessa tenuta dei registri integra inoltre la condotta sanzionata dal Testo unico accise; il ricorso è quindi rigettato, con condanna alle spese.

  • Imposte indirette
  • Adempimenti
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 2477

Cassazione, sentenza n. 2477 del 4/02/2020

Sentenza n. 2477 del 04/02/2020

Il contribuente impugnava un accertamento induttivo IRPEF relativo alla plusvalenza che l’Ufficio riteneva derivante dalla cessione onerosa di una licenza taxi, contestando sia l’esistenza di un’attività imprenditoriale autonoma sia la prova del corrispettivo. La Corte non esamina nel merito tali questioni: il primo motivo cumula censure eterogenee senza sufficiente specificità e chiarezza, mentre il secondo non individua, secondo il parametro applicabile, un fatto storico decisivo omesso. Il ricorso è dichiarato inammissibile, senza pronuncia sulle spese.

N. 2476

Cassazione, sentenza n. 2476 del 4/02/2020

Agevolazioni - Credito d'imposta - Decorrenza - Periodo d'imposta anno 2000 - Utilizzabilità per investimenti antecedenti al 14 marzo 2001 - Esclusione - Motivazioni.

Una società contestava il recupero del credito d’imposta utilizzato per un investimento in area svantaggiata, avviato prima dell’approvazione europea del regime agevolativo, sostenendo che l’esclusione operasse soltanto rispetto alla dichiarazione dell’anno 2000. La Corte afferma che il beneficio non spetta per investimenti avviati prima del 14 marzo 2001 e che la comunicazione mediante modello CVS riguardava soltanto chi avesse già conseguito il diritto anteriormente all’8 luglio 2002. Entrambi i motivi sono ritenuti infondati e il ricorso è rigettato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 2475

Cassazione, sentenza n. 2475 del 4/02/2020

Sentenza n. 2475 del 04/02/2020

L’accertamento riguardava IVA e IRAP derivanti dalla qualificazione come cessione in proprietà, anziché consegna in conto lavorazione, dei materiali forniti ai subappaltatori, con conseguente configurazione di un’operazione permutativa. La Corte ritiene in parte nuove o non autosufficienti le censure della società e conferma che la detrazione dell’intero valore dei materiali nelle fatture dei subappaltatori costituiva un elemento compatibile con il trasferimento sostanziale dei beni; le ulteriori doglianze miravano invece a rivalutare i fatti. Il ricorso è rigettato, con condanna alle spese.

  • IVA
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 2474

Cassazione, sentenza n. 2474 del 4/02/2020

Sentenza n. 2474 del 04/02/2020

La controversia riguardava un maggior reddito imponibile ai fini IRPEG, IRAP e IVA, fondato su costi ritenuti non di competenza, canoni di affitto d’azienda sottofatturati e ulteriori componenti positivi non dichiarati. La Corte considera inammissibili o infondate le censure della società: l’imputazione temporale dei servizi e l’antieconomicità dei canoni dipendevano da valutazioni di fatto non adeguatamente contrastate, mentre il giudicato relativo a un’altra annualità non si estendeva a componenti variabili. È inammissibile anche il ricorso incidentale dell’Ufficio; entrambi i ricorsi sono rigettati e le spese compensate.

N. 2483

Cassazione, sentenza n. 2483 del 4/02/2020

Sentenza n. 2483 del 04/02/2020

L’accertamento aveva recuperato l’IVA detratta su fatture per intermediazione ritenute soggettivamente inesistenti, poiché la prestazione era stata resa da una persona diversa dalla società formalmente indicata. La Cassazione ha ribadito che l’Amministrazione deve provare, anche mediante presunzioni, che il contribuente sapeva o poteva sapere con ordinaria diligenza dell’inserimento dell’operazione in una frode. La CTR aveva positivamente desunto tale consapevolezza dalle dichiarazioni del rappresentante, coinvolto nella scelta di intestare il rapporto a un soggetto diverso dal prestatore effettivo; il ricorso è stato quindi rigettato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2480

Cassazione, sentenza n. 2480 del 4/02/2020

Sentenza n. 2480 del 04/02/2020

La controversia verteva su un accertamento IRPEG, IRAP e IVA relativo a costi imputati a un diverso esercizio, canoni di affitto d’azienda ritenuti sottofatturati e operazioni tra committente e commissionario. La Cassazione ha dichiarato inammissibili o infondati i motivi della società: la natura plurima e confusa delle censure, la richiesta di rivalutare fatti e documenti e la variabilità annuale dei componenti reddituali impedivano anche di attribuire efficacia al giudicato invocato. È stato dichiarato inammissibile pure il ricorso incidentale dell’Agenzia, perché fondato su una qualificazione contrattuale riservata al merito; entrambi i ricorsi sono stati rigettati con spese compensate.

N. 2479

Cassazione, sentenza n. 2479 del 4/02/2020

Sentenza n. 2479 del 04/02/2020

Il contribuente contestava un accertamento IVA, IRPEF e IRAP, deducendo l’invalidità della notificazione eseguita da un agente di polizia municipale nominato messo notificatore e l’errata imputazione al 2003 dei ricavi di un appalto. La Cassazione ha ritenuto rituale la notificazione e, comunque, sanato ogni eventuale vizio per la tempestiva piena conoscenza dell’atto. Ha invece affermato che i ricavi dell’appalto rilevano quando il committente accetta i lavori, anche per fatti concludenti, e che la sola data di ultimazione non dimostrava tale accettazione; accolto il secondo motivo, ha cassato con rinvio.

N. 2396

Cassazione, ordinanza n. 2396 del 3/02/2020

Ordinanza n. 2396 del 03/02/2020

In una revocatoria relativa alla costituzione di un fondo patrimoniale, la Corte d’appello aveva dichiarato tardiva l’impugnazione perché la sentenza di primo grado era stata notificata presso il domicilio eletto dal difensore. I ricorrenti sostenevano la nullità della notifica per la mancata indicazione del procuratore costituito. La Cassazione rileva che tale indicazione non è prescritta a pena di nullità e che, considerate l’intestazione della sentenza e la consegna al domiciliatario, l’atto aveva raggiunto lo scopo facendo decorrere il termine breve; rigetta quindi il primo motivo, assorbe gli altri e condanna alle spese.

N. 2313

Cassazione, sentenza n. 2313 del 31/01/2020

Rimborso - Credito di imposta - Direttiva società madre figlia - Neutralità nella tassazione in rapporti transnazionali.

Una società britannica chiedeva il rimborso del credito d’imposta sui dividendi ricevuti da controllate italiane e contestava il successivo diniego con recupero delle somme già erogate. La Corte conferma la competenza del Centro operativo di Pescara, esclude la decadenza invocata e ritiene sanabile l’irritualità della notifica, ma afferma che occorre verificare concretamente se il meccanismo applicato abbia evitato la doppia imposizione economica e assicurato la neutralità fiscale prevista dalla direttiva madre-figlia. Accoglie pertanto il terzo motivo, cassa la sentenza e rinvia alla CTR in diversa composizione.

N. 2142

Cassazione, sentenza n. 2142 del 30/01/2020

Sentenza n. 2142 del 30/01/2020

Il contribuente sosteneva che un terreno edificabile dovesse essere trattato ai fini ICI come agricolo perché direttamente coltivato; i giudici di merito avevano riconosciuto l’agevolazione, reputando irrilevante la titolarità di una pensione. La Corte precisa che spettava al contribuente provare iscrizione negli appositi elenchi, obblighi assicurativi, possesso e conduzione diretta, nonché carattere principale dell’attività agricola; le contestazioni comunali erano mere difese ammissibili anche in appello. Poiché la pensione escludeva il beneficio e mancava un adeguato esame degli altri requisiti, la sentenza è cassata con rinvio.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 2139

Cassazione, sentenza n. 2139 del 30/01/2020

Sentenza n. 2139 del 30/01/2020

L’Agenzia delle Dogane aveva revocato la preferenza tariffaria per elementi di fissaggio dichiarati di origine filippina, applicando dazi e sanzioni sul presupposto che le merci provenissero da Taiwan e fossero state soltanto trasbordate nelle Filippine. La Corte riconosce valore probatorio alla relazione finale OLAF e utilizzabilità agli altri elementi acquisiti nelle indagini, rilevando che le censure miravano prevalentemente a una nuova valutazione dei fatti accertati dalla CTR. Ritenuta legittima l’applicazione della disciplina antidumping già vigente alle importazioni del 2010, rigetta il ricorso e condanna la società alle spese.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario

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