Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 6014

Cassazione, sentenza n. 6014 del 4/03/2020

Sentenza n. 6014 del 04/03/2020

L’accertamento aveva disconosciuto costi di sponsorizzazione sostenuti verso società sportive, in larga parte associazioni dilettantistiche; la CTR aveva annullato l’atto per motivazione contraddittoria e ritenuto effettive le prestazioni. La Cassazione ha escluso la contraddittorietà, considerando compatibili i rilievi di antieconomicità e non inerenza, ma ha respinto la censura dell’Ufficio sull’inesistenza, la cui prova gravava sull’Amministrazione. Ha inoltre ritenuto applicabili alle sponsorizzazioni-rappresentanza i limiti previsti dalla disciplina richiamata, dichiarato inammissibile il ricorso incidentale della contribuente e disposto il rinvio alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Spese di rappresentanza
N. 5796

Cassazione, sentenza n. 5796 del 3/03/2020

Sentenza n. 5796 del 03/03/2020

Una fondazione bancaria chiedeva il rimborso di un credito indicato nella dichiarazione dei redditi; i giudici di merito avevano fatto decorrere la prescrizione dalla scadenza del termine concesso all’Amministrazione per l’accertamento. La Cassazione separa i due istituti: il diritto al rimborso è esercitabile dopo novanta giorni dall’istanza, anche contenuta nella dichiarazione, e da allora decorre la prescrizione ordinaria, senza attendere i termini dei controlli fiscali. Accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa la decisione e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo della contribuente.

N. 5795

Cassazione, sentenza n. 5795 del 3/03/2020

Sentenza n. 5795 del 03/03/2020

L’accertamento fondato sullo studio di settore aveva ricostruito maggiori ricavi di un’attività artigiana, mentre il contribuente attribuiva lo scostamento a una grave patologia sopravvenuta nell’anno verificato; la CTR aveva confermato soltanto una riduzione parziale. La Cassazione afferma che lo scostamento statistico non basta: l’Ufficio deve valutare le concrete condizioni dell’attività e motivare perché le circostanze dedotte non superino la presunzione di grave incongruenza. Poiché la CTR non aveva adeguatamente considerato l’incidenza della documentata incapacità lavorativa sulla redditività dell’impresa, la Corte accoglie il ricorso, cassa e rinvia.

N. 5802

Cassazione, sentenza n. 5802 del 3/03/2020

Sentenza n. 5802 del 03/03/2020

L’Agenzia delle Entrate aveva accertato maggiori imponibili IRES, IRAP e IVA, sulla base di indagini bancarie e dell’omessa dichiarazione; la CTR, riformando il primo grado, aveva accolto l’appello dell’Ufficio. La Cassazione rileva che il giudice regionale si è limitato ad affermazioni astratte sull’onere probatorio, senza confrontarsi con la documentazione prodotta dalla contribuente e con la contestazione relativa agli incassi già dichiarati. Ravvisata una motivazione meramente apparente, accoglie il ricorso, cassa la sentenza e rinvia alla CTR del Lazio in diversa composizione.

N. 5801

Cassazione, sentenza n. 5801 del 3/03/2020

Sentenza n. 5801 del 03/03/2020

La controversia riguardava un accertamento induttivo ai fini IRPEG, IRAP e IVA, che la CTP aveva ridotto della metà e la CTR aveva ulteriormente modificato, dichiarando indeducibili soltanto i costi per carburanti. La Cassazione giudica meramente apparente la motivazione regionale: la CTR ha criticato la riduzione equitativa operata in primo grado, ma ha adottato una soluzione altrettanto apodittica, senza spiegare né il parziale accoglimento dell’appello della contribuente né il rigetto dell’impugnazione incidentale dell’Ufficio. Accoglie entrambi i ricorsi, cassa e rinvia alla CTR della Toscana.

N. 5800

Cassazione, sentenza n. 5800 del 3/03/2020

Accertamento - Omessa presentazione dichiarazione dei redditi - Accertamento induttivo - Legittimità - Condizioni - Prova - Inversione.

A fronte dell’omessa dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate aveva ricostruito induttivamente imponibili IRPEG, IRAP e IVA, riconoscendo una quota forfetaria di costi; la CTR aveva confermato l’accertamento. La Cassazione afferma che l’omissione dichiarativa consente l’accertamento ex articolo 41 del d.P.R. 600/1973 mediante qualsiasi elemento, anche presunzioni prive di gravità, precisione e concordanza, trasferendo sul contribuente la prova contraria. Ritiene inoltre non dimostrati costi superiori a quelli stimati dall’Ufficio e respinge le relative censure, così come quelle sulla sottoscrizione e sulla provenienza dell’appello erariale.

N. 5799

Cassazione, sentenza n. 5799 del 3/03/2020

Sentenza n. 5799 del 03/03/2020

La società contestava sia il mancato perfezionamento della definizione automatica, cui aveva aderito applicando condizioni non spettanti, sia il recupero dell’agevolazione relativa a un immobile ristrutturato e destinato a caserma. La Cassazione esclude che l’errata scelta della fattispecie di condono costituisca un semplice errore scusabile sull’importo: il successivo versamento integrativo non sana quindi l’adesione originaria. Accoglie però le censure sull’agevolazione, poiché le circolari non possono restringere il requisito legale della novità del bene e la CTR lo aveva escluso con motivazione oscura; cassa sul punto e rinvia.

N. 5798

Cassazione, sentenza n. 5798 del 3/03/2020

Sentenza n. 5798 del 03/03/2020

L’accertamento IRPEF riguardava premi sportivi nazionali ed esteri, compensi federali e costi disconosciuti a un professionista, mentre CTP e CTR avevano respinto le sue contestazioni. La Cassazione distingue le doglianze effettivamente esaminate dalla CTR da quelle pretermesse: esclude una nullità complessiva della sentenza e ritiene decise le questioni sui presupposti presuntivi e sul cambio applicato ai premi esteri, ma riscontra l’omessa pronuncia sul disconoscimento dei costi e sull’asserita inclusione di compensi già dichiarati. Nei passaggi forniti tali motivi risultano accolti; il dispositivo conclusivo non è riportato.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Estero
  • Processo tributario
  • Professionisti
N. 5797

Cassazione, sentenza n. 5797 del 3/03/2020

Sentenza n. 5797 del 03/03/2020

Nel giudizio di rinvio era controversa l’aliquota applicabile a somme corrisposte alla cessazione del rapporto come pensione integrativa aziendale; la CTR aveva riconosciuto il rimborso applicando il 12,5 per cento al rendimento certificato. La Cassazione precisa che l’aliquota ridotta riguarda soltanto il rendimento netto effettivamente imputabile alla gestione sul mercato del capitale accantonato. Poiché il documento valorizzato dalla CTR indicava l’entità del rendimento ma non la sua provenienza da investimenti di mercato, accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa e, decidendo nel merito, rigetta la domanda originaria di rimborso.

N. 5634

Cassazione, sentenza n. 5634 del 2/03/2020

Sentenza n. 5634 del 02/03/2020

La controversia riguardava un avviso sostitutivo relativo alle imposte di registro e ipotecarie su una donazione con divisione; i contribuenti deducevano decadenza, giudicato esterno, mancata notifica al notaio e carenze decisorie della CTR. La Cassazione esclude la responsabilità del notaio per imposte complementari o suppletive, ritiene tempestivo l’atto notificato entro tre anni dalla registrazione e limita il precedente giudicato al difetto di motivazione dell’avviso originario. Accoglie tuttavia le censure per omessa pronuncia sulle masse plurime e sui criteri di liquidazione, cassando con rinvio alla CTR della Campania.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 5633

Cassazione, sentenza n. 5633 del 2/03/2020

Sentenza n. 5633 del 02/03/2020

La lite verteva sul classamento di un complesso destinato al trattamento e smaltimento dei rifiuti: l’Ufficio aveva attribuito la categoria D/1, mentre la contribuente chiedeva la categoria residuale E/9 e i giudici di merito avevano valorizzato la finalità pubblica dell’attività. La Cassazione dichiara fondati i motivi dell’Amministrazione, richiamando la classificazione nel gruppo D degli immobili a destinazione speciale e nella categoria D/7 dei fabbricati adattati a particolari esigenze industriali. Il testo fornito riporta la compensazione delle spese di merito e la condanna della contribuente alle spese di legittimità.

N. 5648

Cassazione, sentenza n. 5648 del 2/03/2020

Sentenza n. 5648 del 02/03/2020

La controversia riguardava sanzioni relative a più annualità, originate dalle medesime riprese sul valore normale delle royalties infragruppo; la CTR aveva confermato l’imposizione per il 2006 ma annullato integralmente le sanzioni di quell’anno. La Cassazione chiarisce che, per violazioni della stessa indole commesse in periodi diversi e oggetto di processi separati, il giudice dell’ultimo atto deve applicare il cumulo giuridico rideterminando una sanzione complessiva sulla base delle precedenti decisioni, non annullando l’ultima sanzione. Accoglie sul punto i ricorsi principale e incidentale, cassa e dispone il rinvio.

N. 5632

Cassazione, sentenza n. 5632 del 2/03/2020

Sentenza n. 5632 del 02/03/2020

Una società contestava le rendite attribuite a immobili destinati a scuola pubblica, chiedendo la disapplicazione degli estimi della zona censuaria e denunciando la tardività della notificazione. La Cassazione precisa che il giudice tributario può disapplicare un regolamento o atto generale illegittimo rilevante per la decisione, ma rileva che la ricorrente aveva lamentato soltanto la generica eccessività dei valori, investendo scelte discrezionali non sindacabili in quella sede. Esclude inoltre l’applicabilità del termine invocato a un classamento anteriore alla relativa disciplina e rigetta il ricorso, con condanna alle spese.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5647

Cassazione, sentenza n. 5647 del 2/03/2020

Sentenza n. 5647 del 02/03/2020

L’Agenzia delle Entrate aveva disconosciuto il consolidato nazionale e recuperato l’IRES perché la controllante non aveva trasmesso telematicamente la comunicazione dell’opzione; la CTR aveva invece valorizzato i requisiti sostanziali, le dichiarazioni presentate e il comportamento del gruppo. La Cassazione qualifica la comunicazione tempestiva come condizione essenziale e costitutiva del regime opzionale, non sostituibile da comportamenti concludenti né dalla dichiarazione consolidata. Accoglie quindi il ricorso erariale, cassa la sentenza e, non occorrendo ulteriori accertamenti, rigetta nel merito il ricorso originario della contribuente.

  • IRES
  • Società di capitali
  • Adempimenti
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 5646

Cassazione, sentenza n. 5646 del 2/03/2020

Sentenza n. 5646 del 02/03/2020

La controversia riguardava il recupero di IRPEG e IRAP su royalties infragruppo, ritenute inferiori al valore normale, corrisposte per la licenza di marchi e know-how attraverso una controllata olandese. La Corte ha confermato la legittimità della ripresa, reputando congruo il raffronto con il canone della sublicenza alla società spagnola e ravvisando un’interposizione diretta a spostare redditi nei Paesi Bassi; ha inoltre escluso i denunciati vizi di omessa pronuncia e motivazione dell’accertamento. Ha tuttavia cassato la sentenza limitatamente alle sanzioni, rinviando alla Commissione regionale per valutarle nel quadro sopravvenuto e regolare le spese.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Estero
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 5645

Cassazione, sentenza n. 5645 del 2/03/2020

Sentenza n. 5645 del 02/03/2020

L’accertamento recuperava IRPEG e IRAP su royalties infragruppo non conformi al valore normale e IVA su tre esportazioni ritenute prive di prova documentale, oltre alle sanzioni. La Corte ha confermato il rilievo sul prezzo di trasferimento e respinto le censure processuali e formali indicate nel dispositivo, ma ha riscontrato carenze motivazionali su specifiche contestazioni della contribuente, comprese la determinazione della base imponibile e delle sanzioni. Accolti il quarto, il nono e l’undicesimo motivo, ha cassato con rinvio alla Commissione regionale, chiamata anche ad applicare il regime sanzionatorio sopravvenuto più favorevole se concretamente pertinente.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Estero
  • Processo tributario
N. 5644

Cassazione, sentenza n. 5644 del 2/03/2020

Sentenza n. 5644 del 02/03/2020

L’accertamento disconosceva come elusive due operazioni su partecipazioni societarie: una svalutazione conseguente all’acquisto di azioni e la conservazione del costo fiscale di un’altra partecipazione dopo la distribuzione di dividendi. La Commissione regionale aveva confermato l’elusività della prima operazione ma negato vantaggi fiscali per la seconda; la Corte ha escluso l’omessa pronuncia denunciata dall’Ufficio, ritenendo implicito il rigetto delle sue deduzioni. Ha però giudicato fondati i restanti motivi erariali sulla seconda operazione, richiamando il principio per cui sono disconoscibili le operazioni principalmente rivolte a benefici fiscali contrari alla ratio normativa, salvo valide ragioni extrafiscali.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Società
  • Operazioni straordinarie
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 5643

Cassazione, sentenza n. 5643 del 2/03/2020

Sentenza n. 5643 del 02/03/2020

La lite concerneva la rettifica, ai fini dell’imposta di registro, del valore dichiarato per un complesso immobiliare, fondata sui dati OMI e soprattutto su una stima dell’Agenzia del territorio eseguita dopo sopralluogo. La Corte ha affermato che i criteri dell’articolo 51 del testo unico del registro sono pariordinati e che la stima tecnica, riferita alle caratteristiche concrete del bene, può autonomamente sostenere l’accertamento senza ricorrere necessariamente ai metodi comparativo o reddituale. Ritenuti specifico l’appello dell’Ufficio e adeguata la motivazione regionale, ha rigettato entrambi i ricorsi, senza statuire sulle spese.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 5642

Cassazione, sentenza n. 5642 del 2/03/2020

Sentenza n. 5642 del 02/03/2020

L’Ufficio aveva recuperato IRES, IRAP e IVA ritenendo fiscalmente residente in Italia una società statunitense che intratteneva rapporti commerciali con una partecipata italiana; la Commissione regionale aveva invece annullato integralmente l’accertamento. La Corte ha censurato la motivazione perché non esaminava le dichiarazioni recanti un domicilio fiscale italiano né verificava concretamente gli elementi della stabile organizzazione, applicando inoltre erroneamente le regole sull’onere della prova. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rinviato alla Commissione regionale del Piemonte per un nuovo esame e per le spese.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Processo tributario
N. 5641

Cassazione, sentenza n. 5641 del 2/03/2020

Sentenza n. 5641 del 02/03/2020

La cartella derivava dalla liquidazione automatizzata dei modelli 770 e Unico; la contribuente sosteneva di avere ottenuto la rateazione, garantita però da fideiussioni limitate alle sanzioni ridotte anziché a quelle integrali. La Corte ha ritenuto che l’inidoneità della garanzia avesse impedito il perfezionamento della rateazione e che la disciplina sopravvenuta più favorevole non fosse retroattivamente applicabile; ha inoltre escluso che la mancata preventiva comunicazione dell’Ufficio invalidasse la cartella o eliminasse il tributo per affidamento. Il ricorso è stato integralmente rigettato, con condanna della società alle spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Dichiarazioni
  • Sanzioni
  • Processo tributario

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