Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 15174

Cassazione, sentenza n. 15174 del 16/07/2020

Sentenza n. 15174 del 16/07/2020

L’accertamento recuperava IRPEF, IRAP e IVA sul presupposto che un professionista, nonostante la residenza anagrafica estera, avesse conservato domicilio e residenza fiscale in Italia; la Cassazione lascia ferma la valutazione dei giudici di merito su tale collegamento. Accoglie però le censure IRAP: i proventi dell’attività svolta all’estero non concorrono alla relativa base imponibile e, nell’azione impositiva, spetta all’Amministrazione provare l’autonoma organizzazione. Rileva inoltre l’omessa pronuncia sulla territorialità IVA e rinvia alla CTR per nuovo esame.

  • Estero
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15133

Cassazione, sentenza n. 15133 del 16/07/2020

Sentenza n. 15133 del 16/07/2020

La controversia riguardava l’applicazione del regime IVA del margine all’acquisto di autovetture usate e, inoltre, gli effetti processuali della dedotta estinzione della società. La Cassazione ha ritenuto inammissibile la censura sull’estinzione, nuova e implicante accertamenti di fatto, ma ha precisato che l’Amministrazione deve contestare il regime con elementi specifici e che la diligenza dell’acquirente va verificata sulla storia dei veicoli ricavabile dai documenti disponibili. Accolto il secondo motivo, la decisione è stata cassata con rinvio per accertare se tali documenti consentissero ragionevole certezza sulla provenienza dei beni.

  • IVA
  • Autovetture e Fisco
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15172

Cassazione, sentenza n. 15172 del 16/07/2020

Sentenza n. 15172 del 16/07/2020

La controversia concerneva l’ICI su un parco eolico non accatastato, determinata dal Comune mediante il valore contabile, nonché la responsabilità della società cessionaria e l’applicazione delle sanzioni. La Cassazione qualifica gli impianti eolici, destinati alla produzione di energia, come opifici accatastabili in categoria D/1, includendo le pale nella rendita, e non ravvisa l’incertezza normativa allegata per escludere le sanzioni. Pur rilevando l’omessa comunicazione dell’udienza a una ricorrente, esamina le questioni di diritto e rigetta il ricorso.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Imprese
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 15132

Cassazione, sentenza n. 15132 del 16/07/2020

Tributi erariali diretti - In genere (tributi anteriori alla riforma del 1972) - Tributi doganali (diritti di confine - Dazi all'importazione ed alla esportazione - Diritti doganali) - In genere regime di traffico di perfezionamento attivo - Importazione di olio d'oliva - Prodotti compensatori secondari - Tassi di rendimento forfettari - Applicazione - Condizioni - Inseparabilità degli elementi costitutivi - Fondamento.

Una società contestava la classificazione doganale degli scarti derivanti dalla raffinazione di olio importato in regime di perfezionamento attivo, sostenendo che oleine e stearine, non separabili, dovessero essere tassate unitariamente secondo la voce più favorevole. La Cassazione ha chiarito che, se i componenti sono separabili, ciascuno può ricevere la propria classificazione; quando sono inseparabili, operano invece i tassi forfettari di rendimento predeterminati dalla normativa unionale. Poiché l’ordinaria lavorazione descritta non integrava un metodo speciale, il ricorso è stato rigettato.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15171

Cassazione, sentenza n. 15171 del 16/07/2020

Sentenza n. 15171 del 16/07/2020

Una società chiedeva il rimborso dell’ICI versata dal 1994 al 2004 secondo i valori contabili, richiamando un successivo giudicato relativo ad annualità diverse. La Cassazione esclude l’efficacia esterna di quel giudicato, perché riferito a una situazione fattuale successiva e non a un elemento stabile e permanente comune ai periodi controversi; conferma inoltre che il termine speciale triennale per il rimborso decorreva dai pagamenti, non dalla successiva sentenza. Considerati tardivi i rimborsi e infondate le ulteriori censure, il ricorso è rigettato.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15021

Cassazione, ordinanza n. 15021 del 15/07/2020

Accertamento induttivo - Legittimità.

L’Amministrazione aveva accertato induttivamente redditi d’impresa e corrispettivi non dichiarati relativi all’acquisto di un terreno, alla costruzione di quattro appartamenti e alla loro successiva vendita; la CTR aveva qualificato l’operazione come isolata e priva di organizzazione imprenditoriale. La Cassazione ha affermato che anche un unico affare può costituire impresa se comporta una serie coordinata di atti economici e che l’omessa contabilità e dichiarazione possono legittimare l’accertamento induttivo. Rilevata anche l’extrapetizione della CTR, ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate e disposto il rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IVA
  • Imprese
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 14980

Cassazione, sentenza n. 14980 del 15/07/2020

Sentenza n. 14980 del 15/07/2020

La controversia riguardava un accertamento IRES, IRAP e IVA: da un lato, operazioni fatturate ritenute inesistenti dall’Ufficio; dall’altro, la qualificazione di una fornitura comprensiva di tutoraggio, assoggettata dal giudice regionale all’IVA ordinaria come prestazione di servizi anziché all’aliquota agevolata prevista per i libri. La Cassazione ha ritenuto adeguata tale qualificazione e inammissibile la richiesta di riesaminare la volontà contrattuale senza censurare le regole ermeneutiche. Ha inoltre giudicato inammissibile il ricorso incidentale dell’Agenzia, diretto a rivalutare le prove sull’effettività delle operazioni, rigettando entrambi i ricorsi e compensando le spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 15020

Cassazione, sentenza n. 15020 del 15/07/2020

Sentenza n. 15020 del 15/07/2020

La lite verteva su accertamenti relativi ad acquisti e ricavi non contabilizzati di una società di persone e sui redditi imputati ai soci; durante il giudizio di cassazione, i contribuenti hanno documentato l’adesione alla definizione agevolata e il pagamento delle somme dovute. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio per sopravvenuta cessazione della materia del contendere. In coerenza con la finalità della definizione agevolata, ha compensato integralmente le spese e ha escluso il raddoppio del contributo unificato.

  • Pace Fiscale
  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14979

Cassazione, sentenza n. 14979 del 15/07/2020

Sentenza n. 14979 del 15/07/2020

Gli accertamenti riguardavano cessioni senza applicazione dell’IVA effettuate sulla base di dichiarazioni d’intento false, rilasciate da soggetti privi della qualità di esportatore abituale; la Commissione regionale aveva escluso che gli indizi dimostrassero la consapevolezza della frode da parte della cedente. La Cassazione ha affermato che il beneficio non opera quando il cedente dispone di elementi idonei a far sospettare irregolarità e non adotta tutte le ragionevoli misure disponibili. Poiché il giudice d’appello non aveva compiutamente valutato gli elementi addotti dall’Ufficio, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 15009

Cassazione, sentenza n. 15009 del 15/07/2020

Sentenza n. 15009 del 15/07/2020

Gli avvisi contestavano maggiori ricavi da vendite immobiliari e omesse ritenute sui dividendi, sulla base di indagini finanziarie, valori OMI, listini, bilanci e disponibilità di contante; la CTR, riformando il primo grado, aveva riconosciuto la legittimità degli accertamenti. La Cassazione ha ritenuto inammissibili o infondate le censure volte a ottenere una nuova valutazione delle prove e ha precisato che l’Ufficio deve valutare le osservazioni successive al verbale, ma non è tenuto a esplicitarne l’esame nell’avviso a pena di nullità. Il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14978

Cassazione, sentenza n. 14978 del 15/07/2020

Trust - Accertamento - Elusione.

L’accertamento recuperava IRES e IVA non dichiarate da una società, estendendo la responsabilità solidale ai soggetti destinatari dei beni trasferiti mediante una sequenza di costituzioni societarie e trust. La Cassazione ha confermato l’accertamento di merito secondo cui tali atti, diretti a proseguire la medesima attività spogliando la disponente del patrimonio e sottraendolo alle pretese erariali, realizzavano una cessione d’azienda idonea a fondare la responsabilità solidale. Ha rinviato a nuovo ruolo la posizione interessata dalla domanda di definizione agevolata e rigettato il ricorso degli altri ricorrenti.

  • Trust
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 15008

Cassazione, sentenza n. 15008 del 15/07/2020

Sentenza n. 15008 del 15/07/2020

La rettifica riguardava dividendi distribuiti da una controllata lussemburghese, che l’Amministrazione riteneva fiscalmente residente in Italia; la CTR aveva condiviso tale ricostruzione richiamando genericamente le prove e la normativa applicabile. La Cassazione ha confermato che l’avviso non è nullo per la sola mancata menzione delle osservazioni difensive, purché queste siano valutate, ma ha giudicato apparente la motivazione della sentenza sulla sede della direzione effettiva, perché non indicava prove e percorso logico. Accolto questo motivo, ha cassato la decisione con rinvio, assorbendo le ulteriori questioni sulla residenza.

  • IRES
  • Estero
  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14977

Cassazione, sentenza n. 14977 del 15/07/2020

Sentenza n. 14977 del 15/07/2020

La controversia concerneva il recupero di dazi su importazioni dalla Cina, liquidati sul valore della prima vendita anziché sul maggiore prezzo pagato dall’importatore, e la responsabilità del rappresentante indiretto in dogana. La Cassazione ha ritenuto che le censure dei contribuenti mirassero, sotto forma di violazione di legge, a una nuova valutazione delle prove già esaminate dal giudice regionale. Ha inoltre ribadito che il rappresentante indiretto deve verificare, con diligenza professionale qualificata, l’esattezza delle informazioni fornite nell’operazione doganale e che la mera inconsapevolezza dell’evasione non basta a integrare la buona fede, giudicando infondati i motivi principali.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 15007

Cassazione, sentenza n. 15007 del 15/07/2020

Sentenza n. 15007 del 15/07/2020

Dopo accertamenti fondati su indagini bancarie e operazioni ritenute inesistenti, i contribuenti avevano promosso parallelamente ricorso per cassazione e revocazione; la CTR aveva dichiarato quest’ultima inammissibile. La Cassazione ha rilevato che il nuovo ricorso, composto in larga parte dalla riproduzione indiscriminata degli atti e da censure cumulate e poco specifiche, non consentiva di individuare chiaramente i fatti e le questioni rilevanti, violando i requisiti di sinteticità e autosufficienza. Ha inoltre constatato la preclusione derivante dal precedente giudicato e ha dichiarato il ricorso inammissibile.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 15005

Cassazione, ordinanza n. 15005 del 15/07/2020

Ordinanza n. 15005 del 15/07/2020

La controversia riguardava la detrazione IVA su fatture ritenute soggettivamente inesistenti nell’ambito di una frode carosello; la CTR aveva valorizzato l’asserita natura sospetta ed evanescente dei fornitori e la consapevolezza della contribuente. La Cassazione ha precisato che l’Amministrazione deve provare, anche per indizi oggettivi e specifici, sia la fittizietà del fornitore sia la conoscenza o conoscibilità della frode. Ritenuta gravemente insufficiente la motivazione della CTR, ha accolto il secondo motivo, assorbito il primo, cassato la sentenza e disposto il rinvio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15003

Cassazione, sentenza n. 15003 del 15/07/2020

Sentenza n. 15003 del 15/07/2020

L’accertamento IRPEF e ILOR scaturiva da indagini bancarie; la CTR lo aveva annullato perché l’irreperibilità delle scritture sequestrate avrebbe impedito al contribuente di difendersi compiutamente. La Cassazione ha affermato che i movimenti bancari dell’imprenditore sono assistiti dalla presunzione legale e che l’impossibilità incolpevole di produrre la contabilità non elimina né trasferisce l’onere della prova contraria, assolvibile anche mediante presunzioni semplici. Accolti l’ottavo e il decimo motivo, assorbito il nono e respinti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR.

N. 15002

Cassazione, sentenza n. 15002 del 15/07/2020

Sentenza n. 15002 del 15/07/2020

La lite concerneva una cartella emessa dopo controllo automatizzato per un credito IVA non indicato nella dichiarazione dell’anno di maturazione, ma riportato in quella successiva. La Cassazione ha escluso che tale omissione facesse perdere il credito, ma ha rilevato che la CTR aveva annullato la cartella per la mancata previa rettifica, questione introdotta soltanto in appello e quindi decisa oltre la domanda originaria. Accolto il terzo motivo dell’Agenzia, rigettato il primo e assorbiti il secondo e il ricorso incidentale, la decisione è stata cassata con rinvio.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15001

Cassazione, sentenza n. 15001 del 15/07/2020

Sentenza n. 15001 del 15/07/2020

L’accertamento contestava la detrazione IVA relativa a una cessione immobiliare che la CTR aveva ricondotto a un disegno fraudolento, ritenendo la contribuente consapevole o comunque non diligente. La Cassazione ha giudicato adeguata la motivazione per relationem e legittimo il raddoppio dei termini, poiché, nella disciplina applicabile, bastava la sussistenza dell’obbligo di denuncia, indipendentemente dalla sua presentazione; ha inoltre confermato l’indetraibilità quando il soggetto sapeva o avrebbe dovuto sapere della frode. Le censure esaminate sulla motivazione, sulla decadenza, sulla detrazione e sulle sanzioni sono state dichiarate inammissibili o infondate.

N. 15000

Cassazione, sentenza n. 15000 del 15/07/2020

Sentenza n. 15000 del 15/07/2020

Tre accertamenti recuperavano IVA detratta e costi dedotti in relazione a operazioni ritenute oggettivamente inesistenti; la CTR, riformando il primo grado, aveva considerato insufficienti le prove della contribuente e inattendibile la consulenza tecnica d’ufficio. La Cassazione ha rilevato che l’Ufficio aveva fornito validi elementi indiziari e che spettava quindi alla contribuente dimostrare l’effettività delle operazioni; il giudice di merito poteva inoltre disattendere motivatamente la consulenza. Esclusi vizi sull’effetto devolutivo, sul tema della decisione e sulla motivazione, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.

  • IVA
  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14999

Cassazione, sentenza n. 14999 del 15/07/2020

Sentenza n. 14999 del 15/07/2020

L’accertamento per IRES, IRAP e IVA riguardava ricavi stornati, poste passive e applicazione del reverse charge a prestazioni asseritamente rese in subappalto. La Cassazione ha affermato che grava sull’Amministrazione provare la componente positiva di reddito e che, negli appalti, il corrispettivo rileva quando la prestazione è ultimata e accettata: perciò ha accolto la censura sullo storno dei ricavi, assorbendo quella collegata. Ha invece confermato che il contribuente deve provare passività, inerenza e presupposti oggettivi e soggettivi dell’inversione contabile, ritenendo infondate o inammissibili le relative doglianze.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Imprese

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