Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 22691

Cassazione, ordinanza n. 22691 del 19/10/2020

Contenzioso tributario - Procedimento - Sentenza - Motivazione meramente apparente - Definizione.

La CTR aveva confermato l’annullamento dell’accertamento relativo al 2005 nei confronti di un esercizio commerciale, con una motivazione estremamente sintetica che attribuiva la ripresa ai soli studi di settore. La Cassazione afferma che la motivazione è apparente quando non espone gli elementi del convincimento e non consente di controllare il percorso logico-giuridico; anche il rinvio alla decisione di primo grado deve recepirne criticamente e autonomamente i contenuti. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la Corte cassa la sentenza e rinvia alla CTR per un nuovo esame e per le spese.

N. 22686

Cassazione, sentenza n. 22686 del 19/10/2020

Sentenza n. 22686 del 19/10/2020

La controversia riguarda il rimborso delle addizionali provinciali sull’energia elettrica versate in eccedenza e la decorrenza del termine biennale di decadenza previsto dal testo unico delle accise. La Cassazione precisa che il saldo creditorio annuale, destinato per legge ai successivi acconti, diviene indebito rimborsabile soltanto alla cessazione del rapporto tributario; da allora decorre il biennio. Esclusa la decadenza affermata dall’Amministrazione, la Corte cassa comunque la decisione regionale e rinvia affinché sia verificata l’effettiva cessazione del rapporto e, quindi, la spettanza del rimborso.

N. 22685

Cassazione, sentenza n. 22685 del 19/10/2020

Sentenza n. 22685 del 19/10/2020

La controversia concerne accertamenti suppletivi per IVA all’importazione e sanzioni, fondati sull’asserita costituzione fraudolenta del plafond mediante operazioni fittizie. La Cassazione conferma che il PVC ha efficacia probatoria differenziata e che le dichiarazioni extraprocessuali di terzi possono assumere valore indiziario, senza violare il divieto di prova testimoniale nel processo tributario. Accoglie però il quinto motivo, poiché la CTR ha omesso di esaminare il fatto storico, controverso e decisivo, del possibile mantenimento del plafond per alcune annualità anche considerando fittizie le operazioni contestate; resta assorbita la censura sulle sanzioni.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22684

Cassazione, sentenza n. 22684 del 19/10/2020

Sentenza n. 22684 del 19/10/2020

L’avviso recuperava una maggiore imposta di consumo sull’energia elettrica, contestando l’aggregazione dei consumi propri del produttore con quelli di terzi ai fini dell’esenzione; la società aveva inoltre denunciato il mancato rispetto del termine dilatorio successivo alla verifica. La Cassazione accerta che l’atto fu notificato prima dei sessanta giorni dal verbale di chiusura, senza particolari e documentate ragioni d’urgenza, non identificabili nel solo rischio di prescrizione. Accolto il ricorso incidentale, dichiara assorbite le altre questioni, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso originario contro l’atto impositivo.

N. 22500

Cassazione, sentenza n. 22500 del 16/10/2020

Sentenza n. 22500 del 16/10/2020

Una società aveva chiesto il rimborso delle imposte di registro, ipotecarie e catastali pagate in misura proporzionale per l’acquisto di un terreno, invocando il regime fisso previsto per determinati piani di recupero. La CTR aveva negato il rimborso perché era ancora pendente il distinto giudizio sulla rettifica del valore del bene; la Cassazione esclude però tale pregiudizialità, poiché l’eventuale spettanza della misura fissa renderebbe irrilevante la stima del maggior valore. Il ricorso è accolto, la sentenza cassata e la causa rinviata per un nuovo esame.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22499

Cassazione, sentenza n. 22499 del 16/10/2020

Sentenza n. 22499 del 16/10/2020

L’Amministrazione aveva recuperato crediti d’imposta per investimenti agricoli ritenuti utilizzati oltre i limiti consentiti e, in parte, per compensare debiti inesistenti. La Cassazione afferma che il giudice, in applicazione del principio iura novit curia, non può respingere una censura soltanto perché l’ufficio non ha indicato la normativa pertinente; giudica inoltre incoerente la motivazione che escludeva l’abuso per la sola mancata presentazione di una domanda di rimborso, senza verificare l’impiego dei crediti in compensazione. Accolti due motivi, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22489

Cassazione, sentenza n. 22489 del 16/10/2020

Tributi - IVA - Accertamento - Fatture per operazioni ritenute soggettivamente inesistenti - Indizi presuntivi - Onere di prova contraria.

L’accertamento contestava la detrazione dell’IVA relativa a fatture emesse da un fornitore ritenuto interposto in operazioni soggettivamente inesistenti. La Cassazione precisa che l’Amministrazione deve provare, anche mediante elementi oggettivi e specifici di carattere presuntivo, sia la fittizietà del fornitore sia la conoscenza o conoscibilità della frode da parte del destinatario; assolto tale onere, compete al contribuente dimostrare la massima diligenza esigibile, senza che bastino contabilità e pagamenti regolari. Rilevate anche carenze sulla motivazione dell’avviso e sul contraddittorio, la Corte accoglie i primi sette motivi e rinvia alla CTR.

N. 22482

Cassazione, sentenza n. 22482 del 16/10/2020

Sentenza n. 22482 del 16/10/2020

L’accertamento per IRES, IRAP e IVA si fondava sull’impiego di fatture per operazioni ritenute inesistenti, valutato anche alla luce di una sentenza penale di applicazione della pena e di un processo verbale di constatazione. La Cassazione conferma che il patteggiamento può essere apprezzato nel giudizio tributario insieme agli altri elementi, mentre il verbale ha efficacia probatoria privilegiata soltanto per i fatti direttamente attestati, non per valutazioni o scelte dei verificatori. Ritenuto legittimo l’esame congiunto degli indizi compiuto dalla CTR, la Corte respinge il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22481

Cassazione, sentenza n. 22481 del 16/10/2020

Sentenza n. 22481 del 16/10/2020

La società contestava un accertamento IVA, IRPEG e IRAP emanato prima del decorso di sessanta giorni dal processo verbale, mentre la CTR aveva escluso la garanzia perché gli elementi provenivano da indagini penali. La Cassazione stabilisce che il termine dilatorio opera ogni volta che vi sia stato un accesso nei luoghi del contribuente, anche se svolto dalla polizia giudiziaria, e che l’eventuale urgenza deve essere provata dall’Amministrazione. Dichiarato inammissibile il separato ricorso personale del rappresentante, la Corte accoglie quello societario e, cassata la sentenza, annulla nel merito l’atto impugnato.

N. 22597

Cassazione, sentenza n. 22597 del 16/10/2020

Accise sull'energia elettrica - Omessa presentazione dichiarazione di consumo - Sanzioni - Applicabilità indipendente dall'accertamento dell'imposta evasa.

La controversia riguarda sanzioni connesse a versamenti e dichiarazioni di consumo relative alle accise sull’energia elettrica, che i giudici di merito avevano annullato anche per una successiva compensazione contabile nazionale. La Cassazione esclude che tale compensazione anomala produca effetti sananti retroattivi e afferma che la sanzione per omessa o inesatta dichiarazione dipende dalla condotta, indipendentemente dall’evasione accertata. Dichiarati inammissibili i primi due motivi dell’Amministrazione e respinto quello incidentale, accoglie il terzo, cassa e rinvia alla CTR per valutare la proporzionalità delle sanzioni dichiarative.

N. 22480

Cassazione, sentenza n. 22480 del 16/10/2020

Tributi erariali diretti - In genere (tributi anteriori alla riforma del 1972) - Tributi doganali (diritti di confine - Dazi all'importazione ed alla esportazione - Diritti doganali) - In genere dogane - Rettifica ex art. 32, par. 1, lett. c), reg. cee n. 2913 del 1992 - Applicabilità secondo il diritto unionale - Condizioni - Conseguenze.

L’Agenzia doganale contestava che il valore dichiarato delle merci importate non comprendesse le royalties pagate dalla contribuente. La Cassazione chiarisce che i diritti di licenza integrano il valore doganale quando, cumulativamente, non siano già compresi nel prezzo, riguardino le merci valutate e costituiscano condizione della vendita, anche attraverso un controllo di fatto del licenziante; nel caso concreto, tuttavia, il ricorso non riproduceva gli accordi necessari a verificare tale controllo. Il ricorso principale è quindi rigettato per difetto di specificità e quello incidentale condizionato resta assorbito.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 22596

Cassazione, sentenza n. 22596 del 16/10/2020

Sentenza n. 22596 del 16/10/2020

La controversia concerne accertamenti suppletivi per IVA all’importazione e sanzioni, fondati sull’asserita costituzione fraudolenta del plafond mediante operazioni fittizie. La Cassazione conferma che il PVC ha efficacia probatoria differenziata e che le dichiarazioni extraprocessuali di terzi possono assumere valore indiziario, senza violare il divieto di prova testimoniale nel processo tributario. Accoglie però il quinto motivo, poiché la CTR ha omesso di esaminare il fatto storico, controverso e decisivo, del possibile mantenimento del plafond per alcune annualità anche considerando fittizie le operazioni contestate; resta assorbita la censura sulle sanzioni.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22479

Cassazione, sentenza n. 22479 del 16/10/2020

Tributi erariali diretti - Imposta sul reddito delle persone giuridiche (i.r.p.e.g.) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - Base imponibile - Reddito complessivo - Detrazioni reddito di impresa - Art. 62, comma 3, d.lgs. n. 917 del 1986 - Deducibilità dei compensi spettanti agli amministratori di società di capitali - Spettanza - Fondamento - Conseguenze - Remunerazioni per attività riguardanti l'oggetto sociale ma estranee al rapporto di gestione - Esclusione - Fondamento.

La controversia riguardava la deduzione di compensi reversibili per l’attività gestoria svolta da un dipendente della controllante, oltre a costi per servizi che la CTR aveva ritenuto non provati. La Corte distingue i compensi corrisposti direttamente agli amministratori, deducibili per cassa, dai corrispettivi versati alla società che mette a disposizione la risorsa: questi ultimi costituiscono costi per servizi deducibili secondo competenza. Accolto il primo motivo e respinti o dichiarati inammissibili gli altri, la sentenza è cassata sul punto con rinvio alla CTR.

  • IRES
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22595

Cassazione, sentenza n. 22595 del 16/10/2020

Sentenza n. 22595 del 16/10/2020

Una società, dopo avere ottenuto soltanto parte del rimborso IVA richiesto, presentava anni dopo una nuova istanza per la somma residua e impugnava il successivo silenzio-rifiuto. La Cassazione afferma che il rimborso parziale, se privo di riserve o indicazioni interlocutorie, equivale per la parte non restituita a un rigetto implicito, impugnabile entro sessanta giorni; una seconda istanza non può pertanto generare un nuovo silenzio-rifiuto. Accolto il primo motivo dell’Agenzia delle Entrate e assorbiti gli altri, la Corte cassa la sentenza e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso originario della contribuente.

N. 22476

Cassazione, ordinanza n. 22476 del 16/10/2020

Ritenute fiscali su retribuzioni in "nero" - Avviso di accertamento derivato da verbali di accertamento degli enti previdenziali - Legittimità - Condizioni - Materiale di prova delle violazioni contestate- Valore probatorio.

L’accertamento contestava ritenute non operate su retribuzioni che, secondo l’Ufficio, erano state corrisposte in nero, assumendo come base verbali previdenziali e rapportini giornalieri. La Corte precisa che i verbali ispettivi fanno piena prova soltanto dei fatti avvenuti in presenza dei funzionari o da loro compiuti; dichiarazioni di terzi e ulteriori circostanze restano liberamente valutabili, purché le relative fonti siano ritualmente acquisite nel contraddittorio. Accolto il motivo concernente l’incerta acquisizione dei rapportini, la sentenza è cassata con rinvio per un nuovo accertamento fattuale.

  • Accertamento fiscale
  • Lavoro e previdenza
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22594

Cassazione, sentenza n. 22594 del 16/10/2020

Sentenza n. 22594 del 16/10/2020

La lite riguarda il recupero di diritti doganali conseguente alla diversa classificazione di una partita di olio, accertata mediante analisi a campione; la contribuente deduceva che la tardiva comunicazione degli esiti aveva impedito utili controanalisi. La Cassazione esclude anzitutto che il giudicato sull’autonomo atto sanzionatorio vincoli il giudizio sull’avviso di rettifica. Ritiene poi che la relativa questione difensiva fosse stata proposta già in primo grado e che le precisazioni formulate in appello non costituissero una nuova causa petendi; accoglie quindi il primo motivo, assorbe gli altri, cassa e rinvia alla CTR per un nuovo esame.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22451

Cassazione, sentenza n. 22451 del 16/10/2020

Sentenza n. 22451 del 16/10/2020

La controversia concerneva il riclassamento di una singola unità immobiliare nell’ambito della revisione catastale per microzone, che la CTR aveva confermato reputando sufficiente il richiamo astratto alla normativa. La Corte afferma che l’avviso deve indicare gli elementi concreti, riferiti al contesto urbano e ambientale, al fabbricato e alla specifica unità, che hanno determinato il nuovo classamento, così da rendere conoscibili preventivamente le ragioni della rettifica. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata e il ricorso originario del contribuente accolto nel merito.

N. 22593

Cassazione, sentenza n. 22593 del 16/10/2020

Sentenza n. 22593 del 16/10/2020

La domanda concerne il rimborso dell’imposta di consumo versata sull’importazione di banane da Paesi ACP, ritenuta incompatibile con il diritto dell’Unione; la Corte d’appello aveva applicato il termine triennale previsto per le tasse di concessione governativa. La Cassazione conferma la legittimazione passiva del Ministero e dichiara inammissibile la censura ministeriale sul calcolo del rimborso. Accoglie invece il ricorso incidentale, poiché quel termine decadenziale, avente carattere speciale, non è applicabile all’imposta controversa; cassa la sentenza e rinvia per gli accertamenti di fatto necessari e per l’applicazione dei pertinenti termini codicistici.

N. 22450

Cassazione, sentenza n. 22450 del 16/10/2020

Sentenza n. 22450 del 16/10/2020

La società contestava la rendita catastale attribuita a un immobile industriale, sostenendo che una porzione dell’area fosse stata computata due volte nella stima. La Corte rileva che la CTR si era limitata a richiamare la superficie complessivamente dichiarata, senza esaminare la questione decisiva del maggiore computo risultante dall’avviso e della possibile duplicazione tra sedime del fabbricato e area scoperta. Accolti il primo e il terzo motivo e dichiarato inammissibile il secondo, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR per riesaminare il calcolo dell’area e regolare le spese.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22507

Cassazione, ordinanza n. 22507 del 16/10/2020

IRES - Accertamento - Verbale di constatazione ricavi non dichiarati - Prova - Documentazione extracontabile - Buoni di consegna della merce - Assenza di corrispondenza nella contabilità ufficiale.

L’accertamento recuperava maggiori ricavi ai fini IRES, IRAP e IVA sulla base di buoni di consegna extracontabili privi di corrispondenza in fatture o scontrini; i giudici di merito avevano ritenuto non dimostrata la tesi contraria della società. La Cassazione ribadisce che la contabilità “in nero”, comprendente documenti aziendali non transitati nelle scritture ufficiali, costituisce un valido indizio grave, preciso e concordante e pone sul contribuente l’onere della prova contraria. Ritenute le censure in parte non specifiche e comunque infondate, la Corte rigetta il ricorso e conferma l’esito favorevole all’Amministrazione.

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