Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 26109

Cassazione, ordinanza n. 26109 del 17/11/2020

Accertamento - Accertamento con adesione - Impugnazione - Inammissibilità - Rimborso - Inammissibilità.

La controversia riguardava la revoca di un accertamento con adesione sottoscritto dall’ex socio e liquidatore di una società già cancellata, contestandone la legittimazione. La Cassazione ha affermato che l’adesione è valida ed efficace e rende intangibile la pretesa concordata: non sono consentite né l’impugnazione dell’accordo o dell’atto impositivo né istanze di rimborso che li contestino indirettamente. Dichiarato il difetto di capacità processuale della società estinta, la Corte ha cassato la sentenza regionale e, decidendo nel merito, ha rigettato il ricorso personale del contribuente.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 26104

Cassazione, ordinanza n. 26104 del 17/11/2020

Accertamento - Accertamento bancario - Presunzioni - Prove fornite dal contribuente - Valutazione del giudice.

L’accertamento riguardava IRPEG, IRAP e IVA, con riprese fondate anche su movimentazioni bancarie che la società attribuiva a condotte illecite del professionista operante sui conti. La Cassazione ha ribadito che il contribuente deve dimostrare analiticamente l’estraneità di ogni operazione a fatti imponibili e che il giudice deve verificarne rigorosamente le prove, motivando su ciascuna movimentazione; ha inoltre riconosciuto l’operatività della proroga biennale dei termini di accertamento e delle sanzioni. Accolti quattro motivi dell’Amministrazione e rigettato il ricorso incidentale, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
  • Sanzioni
N. 26181

Cassazione, sentenza n. 26181 del 17/11/2020

Sentenza n. 26181 del 17/11/2020

La società aveva utilizzato un credito d’imposta per aree svantaggiate compensandolo con acconti IRES e IRAP determinati in via previsionale, senza corrispondenti debiti effettivi. La Corte ha confermato che il credito può pagare soltanto imposte realmente dovute e che la ragionevolezza della previsione deve risultare dalla concreta situazione economica; ha però escluso la sanzione per omesso versamento, poiché tale fattispecie non coincide con l’impiego indebito di un credito esistente in assenza di un tributo non pagato. Sono stati rigettati sia il ricorso della contribuente sia quello incidentale dell’Agenzia, con spese compensate.

N. 25992

Cassazione, ordinanza n. 25992 del 16/11/2020

Catasto - Classamento catastale - Complesso immobiliare adibito a RSA per anziani - Assenza di scopo di lucro - Attribuzione categoria B1

La controversia verteva sul classamento di un complesso destinato a residenza sanitaria per anziani, dichiarato in categoria B/1 e riclassificato dall’Amministrazione in D/4. La Cassazione ha precisato che rilevano prioritariamente destinazione ordinaria e caratteristiche strutturali dell’immobile; proprietà pubblica o privata e funzioni sociali sono irrilevanti, mentre il fine di lucro va desunto oggettivamente dalla struttura e non dalla sola attività esercitata. Poiché mancava la prova di caratteristiche funzionali a esigenze commerciali, la categoria B/1 è stata confermata e il ricorso dell’Agenzia rigettato.

N. 25897

Cassazione, sentenza n. 25897 del 16/11/2020

Sentenza n. 25897 del 16/11/2020

La società in amministrazione straordinaria contestava cartelle relative all’IVA maturata prima dell’apertura della procedura, oltre a sanzioni e interessi, sostenendo la natura concorsuale della pretesa. La Cassazione ha ritenuto applicabile anche al commissario straordinario la disciplina dell’articolo 74-bis del DPR 633/1972: lo spossessamento separa le operazioni anteriori da quelle successive, mentre l’universalità della procedura impone l’accertamento del credito fiscale nello stato passivo. La prosecuzione dell’attività d’impresa non modifica tale conclusione; il ricorso dell’Agenzia, diretto a legittimare la riscossione individuale, è stato giudicato infondato.

  • IVA
  • Procedure concorsuali
  • Crisi impresa
  • Riscossione
  • Contenzioso
N. 25896

Cassazione, sentenza n. 25896 del 16/11/2020

IVA - Nota di variazione per mancato pagamento della fattura - Non necessita la certezza dell'irrecuperabilità derivante dall'infruttuosità di procedura concorsuale

La controversia concerneva l’IVA esposta su fatture rimaste insolute per il fallimento del committente, che il prestatore non aveva rettificato mediante nota di variazione. La Cassazione ha stabilito che la pretesa erariale è illegittima quando il curatore del committente abbia registrato la variazione e abbia così eliminato tempestivamente il rischio di perdita di gettito; per la riduzione della base imponibile non occorre attendere la definitiva infruttuosità di una procedura concorsuale potenzialmente molto lunga. Il ricorso della contribuente è stato accolto, con cassazione e rinvio alla Commissione regionale.

N. 25724

Cassazione, sentenza n. 25724 del 13/11/2020

Sentenza n. 25724 del 13/11/2020

Uno spedizioniere doganale contestava sanzioni derivanti da dichiarazioni presentate in rappresentanza indiretta, sostenendo di non avere potuto utilizzare quella diretta e negando un’automatica responsabilità per le irregolarità. La Cassazione ha escluso che il divieto amministrativo fosse concretamente lesivo senza la prova di una specifica volontà, riferita all’operazione controversa, di agire in rappresentanza diretta. Ha inoltre affermato che il rappresentante indiretto, quale dichiarante, risponde dell’obbligazione derivante dalla dichiarazione erronea; nei motivi esaminati, ha respinto i primi due e il terzo, dichiarando inammissibile il quinto.

N. 25723

Cassazione, sentenza n. 25723 del 13/11/2020

Sentenza n. 25723 del 13/11/2020

La società chiedeva il rimborso dell’eccedenza IVA relativa all’acquisto di un immobile A/10, successivamente locato nell’ambito della propria attività di acquisto e gestione immobiliare. La Cassazione ha chiarito che la strumentalità ai fini IVA va accertata in concreto, verificando la funzionalità dell’acquisto rispetto alle operazioni attive dell’impresa; la Commissione regionale aveva compiuto tale valutazione considerando l’immobile funzionale allo scopo sociale. Poiché il ricorso dell’Agenzia sollecitava una nuova valutazione di merito sotto forma di violazione di legge, è stato dichiarato inammissibile, restando confermato il rimborso.

N. 25716

Cassazione, ordinanza n. 25716 del 13/11/2020

Tributi - Riscossione - Accertamento divenuto definitivo - Credito erariale - Prescrizione decennale - Notificazione di atto di riscossione - Interruzione del termine di prescrizione

Il contribuente aveva impugnato un’intimazione di pagamento che i giudici di merito ritenevano intervenuta oltre cinque anni dalla cartella, senza atti interruttivi. La Cassazione ha distinto le componenti del credito: l’imposta derivante da un accertamento definitivo è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale, perché ogni periodo d’imposta genera un’obbligazione autonoma, mentre interessi e sanzioni si prescrivono in cinque anni. Non risultando decorso il termine decennale, la Corte ha accolto il ricorso dell’Amministrazione, cassato la decisione e rinviato per l’esame delle questioni rimaste assorbite, compresa la notificazione della cartella.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25714

Cassazione, ordinanza n. 25714 del 13/11/2020

Agevolazioni fiscali - Detrazioni per riqualificazione energetica edifici - Sostituzione infissi - Immobili concessi in locazione a terzi qualificabili "beni merce" - Diritto alla detrazione - Legittimità.

L’Amministrazione aveva recuperato la detrazione del 55% per interventi di riqualificazione energetica, consistenti nella sostituzione di infissi in immobili dell’impresa concessi in locazione a terzi e qualificati come beni merce. La Cassazione ha escluso che la disciplina limitasse il beneficio ai soli immobili strumentali: la detrazione riguarda tutte le categorie immobiliari e anche i titolari di reddito d’impresa, purché abbiano sostenuto gli importi rimasti a loro carico. Confermata la decisione favorevole alla contribuente, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • EcoBonus
  • Immobili
  • Locazione immobili
  • Imprese
N. 25611

Cassazione, sentenza n. 25611 del 12/11/2020

Sentenza n. 25611 del 12/11/2020

La controversia riguardava la prescrizione del credito per accise su prodotti petroliferi, contestata da una coobbligata che non aveva partecipato al procedimento penale concluso nei confronti del gestore di fatto dell’impianto. La Cassazione ha stabilito che, secondo l’articolo 15 TUA applicabile, l’esercizio dell’azione penale interrompe oggettivamente la prescrizione fino al passaggio in giudicato della sentenza, indipendentemente dall’imputato, dalla partecipazione degli altri debitori e dalla costituzione di parte civile dell’Amministrazione. Ha quindi confermato la decisione regionale e rigettato il ricorso, con condanna alle spese.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25608

Cassazione, sentenza n. 25608 del 12/11/2020

Sentenza n. 25608 del 12/11/2020

Una società chiedeva il rimborso delle maggiori accise sull’energia elettrica versate in acconto, che la commissione regionale aveva negato ritenendo decorso il termine biennale dalla prima dichiarazione recante il credito. La Cassazione ha precisato che il saldo creditorio, riportato e detratto dai successivi acconti, non è reclamabile prima della chiusura del rapporto tributario: la decadenza decorre quindi dall’ultima dichiarazione definitiva. Poiché il credito risultava ancora nella dichiarazione relativa al 2012, l’istanza del 2013 era tempestiva; la sentenza è stata cassata e il ricorso originario accolto nel merito.

  • Accertamento e riscossione
  • Adempimenti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25607

Cassazione, sentenza n. 25607 del 12/11/2020

Sentenza n. 25607 del 12/11/2020

L’Amministrazione contestava la tempestività del rimborso delle maggiori accise sull’energia elettrica versate in acconto nel 2008 e riportate nelle dichiarazioni successive. La Cassazione ha affermato che il saldo creditorio, utilizzato per legge in detrazione dai successivi acconti, costituisce un credito rinnovato e non può essere reclamato prima della chiusura del rapporto; il termine biennale decorre pertanto dall’ultima dichiarazione definitiva che lo espone. Essendo il credito riportato nella dichiarazione relativa al 2011, l’istanza del 2012 era tempestiva: il ricorso dell’Amministrazione è stato rigettato.

  • Accertamento e riscossione
  • Adempimenti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25606

Cassazione, sentenza n. 25606 del 12/11/2020

Sentenza n. 25606 del 12/11/2020

La controversia concerneva il disconoscimento, nella liquidazione IVA di gruppo, di un credito ritenuto oggettivamente inesistente e proveniente da una controllata, nonché la regolazione delle spese dopo il rinvio. La Cassazione ha confermato che il giudice di rinvio, quando l’esito della lite viene ribaltato, deve rideterminare anche d’ufficio le spese dei diversi gradi; ha inoltre ritenuto adeguatamente motivato l’accertamento e inammissibile la richiesta di rivalutare le prove sull’inesistenza del credito. Il ricorso della contribuente è stato integralmente rigettato, con condanna alle spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 25605

Cassazione, sentenza n. 25605 del 12/11/2020

Sentenza n. 25605 del 12/11/2020

Una società chiedeva il rimborso dell’IVA relativa all’acquisto di un immobile industriale, mentre il giudice regionale lo aveva escluso valorizzando la contestazione di abuso, il mancato versamento dell’imposta e l’identità delle compagini societarie di acquirente e venditrice. La Cassazione ha chiarito che la decisione regionale non si fondava sul solo mancato pagamento dell’IVA, astrattamente irrilevante per la detrazione, ma sugli elementi documentali ricondotti alla condotta abusiva; tale autonoma ragione non era stata specificamente censurata. Entrambi i motivi sono stati giudicati infondati e il ricorso è stato rigettato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 25527

Cassazione, ordinanza n. 25527 del 12/11/2020

Accertamento - Contraddittorio endoprocedimentale - Obbligatorietà in caso di accertamento mediante studi di settore.

Gli avvisi per IRES, IRAP e IVA erano stati annullati nei gradi di merito perché il contraddittorio preventivo, ritenuto necessario per un accertamento fondato sugli studi di settore, non era stato instaurato. La Cassazione ha invece qualificato il controllo come analitico-induttivo: lo studio di settore rappresentava soltanto l’avvio di un’indagine estesa a costi, ricavi e condotte antieconomiche, per la quale non operava quell’obbligo. Ha inoltre rilevato che il vizio non era stato dedotto nel ricorso originario e non poteva essere introdotto in appello o rilevato d’ufficio; ha cassato con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
N. 25523

Cassazione, ordinanza n. 25523 del 12/11/2020

Catasto - Cessione di immobili - Prezzo di cessione inferiore a quello del preliminare, al valore della perizia di mutuo, alle quotazioni OMI - Rettifica - Legittimità

L’accertamento recuperava maggiori ricavi, ai fini IRPEF, IVA e IRAP, per la vendita di due immobili a corrispettivi inferiori a quelli risultanti da preliminari, perizie bancarie, quotazioni OMI e listini camerali. La Cassazione ha ritenuto sufficiente la motivazione per relationem a dati agevolmente conoscibili e ha riconosciuto che la pluralità di elementi concordanti poteva integrare presunzioni gravi, precise e concordanti di sottofatturazione, non essendo la rettifica fondata sul solo valore OMI. È stata quindi confermata la legittimità dell’accertamento analitico-induttivo avallato dai giudici di merito.

N. 25521

Cassazione, sentenza n. 25521 del 12/11/2020

Contenzioso tributario - Procedimento - Ricorso - Notifica mediante spedizione a mezzo agente di posta privata - Inammissibilità.

Il contribuente aveva spedito l’ultimo giorno utile, tramite un operatore postale privato munito di licenza ordinaria, il ricorso contro una cartella IRPEF; l’atto era pervenuto all’Amministrazione dopo la scadenza. La Cassazione ha distinto la valida notificazione privata degli atti amministrativi dalla notificazione degli atti giudiziari, compresi i ricorsi tributari, riservata nel regime applicabile al gestore universale e, dopo la liberalizzazione, agli operatori dotati di licenza speciale. Non potendo attribuirsi efficacia fidefacente alla spedizione, ha confermato l’inammissibilità per tardività e rigettato il ricorso, compensando le spese.

N. 25520

Cassazione, sentenza n. 25520 del 12/11/2020

Sentenza n. 25520 del 12/11/2020

La società e i soci contestavano recuperi IVA relativi a vendite di telefoni cellulari qualificate dall’Amministrazione come operazioni con società cartiere, nell’ambito di esportazioni e cessioni intracomunitarie. La Cassazione ha giudicato le censure in parte infondate e in parte inammissibili perché non individuavano effettivi errori di diritto, miravano a sostituire una diversa valutazione delle prove a quella regionale e non coglievano che il giudice d’appello aveva ritenuto dimostrati i fatti posti a fondamento degli accertamenti. Il ricorso congiunto è stato rigettato, con condanna solidale alle spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di persone
N. 25519

Cassazione, sentenza n. 25519 del 12/11/2020

Sentenza n. 25519 del 12/11/2020

Un utente contestava davanti al giudice tributario l’IVA addebitata dal gestore in rivalsa sulla tariffa di igiene ambientale, mediante intimazione di pagamento accompagnata dal preavviso di sospensione del servizio. La Cassazione ha stabilito che la lite riguarda un rapporto privatistico tra utente e gestore: quest’ultimo, rispetto all’IVA, non esercita potestà impositiva, mentre la debenza dell’imposta costituisce soltanto un accertamento incidentale sul diritto di rivalsa. Ha pertanto confermato il difetto di giurisdizione tributaria e rigettato il ricorso, compensando le spese del giudizio di legittimità.

  • IVA
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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