Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 6594

Cassazione, ordinanza n. 6594 del 10/03/2021

Ordinanza n. 6594 del 10/03/2021

Il contribuente contestava un accertamento fondato sui versamenti bancari, deducendo irregolarità nell’autorizzazione alle indagini e sostenendo che la differenza rispetto ai ricavi dichiarati dipendesse dall’applicazione di due regimi contabili. La Corte rileva che la CTR aveva accertato l’esistenza dell’autorizzazione e che l’omessa allegazione o comunicazione non era stata collegata a un concreto pregiudizio; considera inoltre inammissibili le censure dirette a una nuova valutazione delle prove, poiché mancava una puntuale giustificazione della discordanza. Il ricorso è pertanto rigettato.

N. 6593

Cassazione, sentenza n. 6593 del 10/03/2021

Riscossione - Omesso o insufficiente versamento - Ravvedimento operoso - Condizioni - Applicabilità.

La controversia riguardava carenti versamenti IRES, IRAP e IVA dopo una dichiarazione integrativa e il mancato integrale pagamento di interessi e sanzioni in sede di ravvedimento. La Corte esclude che affidamento e buona fede consentano di disapplicare la disciplina tributaria: secondo la normativa applicabile, il ravvedimento richiedeva il pagamento integrale, ferma la necessità di verificare gli effetti della sopravvenuta disciplina sul ravvedimento parziale; accoglie inoltre la censura relativa all’IRAP. La sentenza è cassata con rinvio per accertare i presupposti del ravvedimento parziale, mentre il ricorso incidentale è dichiarato inammissibile.

N. 6592

Cassazione, sentenza n. 6592 del 10/03/2021

Sentenza n. 6592 del 10/03/2021

Una società contestava l’accertamento di maggiori ricavi derivanti dalla vendita a un socio di tre immobili a prezzi inferiori a quelli ritenuti effettivi, censurando motivazione, prova e valore degli indizi utilizzati. La Corte giudica comprensibile la decisione d’appello e considera inammissibile la richiesta di rivalutare gli elementi fattuali, tra cui lo scostamento dai valori OMI e l’antieconomicità: l’accertamento induttivo può fondarsi anche su una sola presunzione semplice, purché grave e precisa. Il ricorso è integralmente respinto.

  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Società, imprese e Professionisti
  • Processo tributario
N. 6591

Cassazione, sentenza n. 6591 del 10/03/2021

Sentenza n. 6591 del 10/03/2021

La controversia riguardava l’esenzione dall’imposta di donazione per un patto di famiglia che aveva attribuito separatamente ai discendenti partecipazioni societarie non idonee, singolarmente, ad assicurare il controllo, affidato a un successivo patto parasociale. La Corte stabilisce che i requisiti agevolativi devono sussistere al momento del trasferimento e che il patto parasociale successivo, efficace soltanto tra i contraenti, non può integrarli; riconosce inoltre come correggibile l’errore materiale nel dispositivo della sentenza regionale. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte cassa e decide nel merito rigettando l’originaria impugnazione del contribuente.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 6476

Cassazione, ordinanza n. 6476 del 9/03/2021

Ordinanza n. 6476 del 09/03/2021

L’Amministrazione sosteneva che una società formalmente residente all’estero fosse fiscalmente residente in Italia perché qui venivano assunte le decisioni essenziali di gestione; la CTR aveva invece richiesto la prova di specifiche operazioni compiute nel territorio nazionale. La Corte chiarisce che, ai fini della residenza fiscale, rileva la sede effettiva dell’amministrazione, ossia il luogo in cui si concentrano concretamente direzione e gestione dell’attività. Accolto il secondo motivo, assorbito il terzo e respinto quello sulla motivazione apparente, la sentenza è cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Società
  • Processo tributario
N. 6397

Cassazione, sentenza n. 6397 del 9/03/2021

Sentenza n. 6397 del 09/03/2021

La controversia originava da una cartella per il recupero dell’IRAP, annullata in primo grado con decisione confermata dalla CTR mediante un sostanziale rinvio alla motivazione precedente. La Corte afferma che la motivazione per relationem è consentita solo se il giudice d’appello espone, almeno sinteticamente, le ragioni della conferma rispetto ai motivi di gravame; il richiamo acritico e stereotipato determina invece nullità per carenza assoluta di motivazione. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR della Basilicata.

N. 6396

Cassazione, sentenza n. 6396 del 9/03/2021

Sentenza n. 6396 del 09/03/2021

Una società estera contestava gli accertamenti IRPEG, IRAP e IVA, negando di disporre in Italia di un centro di attività stabile e invocando il reverse charge per le operazioni effettuate. La Corte conferma l’accertamento di merito secondo cui l’organizzazione mantenuta in Italia per la fornitura e l’installazione di impianti presentava stabilità e autonomia sufficienti; proprio tale presenza escludeva l’inversione contabile, salva la prova, non fornita, dell’assolvimento dell’IVA da parte dei committenti. Le ulteriori censure sono dichiarate inammissibili o infondate e il ricorso è respinto.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Reverse Charge
  • Processo tributario
N. 6395

Cassazione, sentenza n. 6395 del 9/03/2021

Sentenza n. 6395 del 09/03/2021

Una società chiedeva il rimborso di un credito IVA acquistato da una curatela fallimentare, mentre l’Agenzia opponeva in compensazione propri controcrediti erariali; la CTR aveva escluso l’eccezione perché riferita a obbligazioni estranee al giudizio. La Corte stabilisce che, se proposta tempestivamente già in primo grado, la compensazione costituisce un’eccezione di merito rispetto alla domanda di rimborso e non amplia indebitamente l’oggetto della causa, anche in assenza di un formale fermo del pagamento. La sentenza è cassata con rinvio per esaminare la fondatezza della compensazione; il ricorso incidentale condizionato è inammissibile.

  • IVA
  • Riscossione
  • Procedure concorsuali
  • Processo tributario
N. 6394

Cassazione, sentenza n. 6394 del 9/03/2021

Sentenza n. 6394 del 09/03/2021

Un’associazione contestava il recupero di IVA, IRES e IRAP e le relative sanzioni, sostenendo di avere svolto soltanto attività istituzionale verso i soci. La Corte ritiene non censurabile l’accertamento della CTR sulla prevalente natura commerciale dell’attività, fondato sui ricavi da intermediazione, sul marginale impiego istituzionale e sui compensi sproporzionati ai componenti direttivi; esclude inoltre lo scorporo dell’IVA, essendo prevista la possibilità di rivalsa dopo il pagamento, e non ravvisa un errore inevitabile idoneo a escludere le sanzioni. Il ricorso è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 6393

Cassazione, sentenza n. 6393 del 9/03/2021

Sentenza n. 6393 del 09/03/2021

L’Agenzia delle Entrate aveva recuperato IVA, IRES e IRAP, oltre alle sanzioni, qualificando come commerciale l’attività di un’associazione che sosteneva di operare esclusivamente per i soci. La Cassazione rileva che la CTR aveva motivatamente individuato un’attività d’intermediazione remunerata e, quindi, escluso il presupposto soggettivo necessario per applicare la decommercializzazione prevista per gli enti non commerciali. Le censure sulla valutazione delle prove, sullo scorporo dell’IVA e sulle sanzioni risultano inammissibili per difetti di formulazione e specificità; il ricorso è pertanto rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6380

Cassazione, ordinanza n. 6380 del 8/03/2021

Riscossione - Fondo patrimoniale - Non aggredibilità per debiti estranei ai bisogni della famiglia.

La controversia riguardava il preavviso d’iscrizione ipotecaria su immobili compresi in fondi patrimoniali, a garanzia di un debito recato da una cartella definitiva. La Cassazione afferma che i limiti dell’articolo 170 del codice civile operano anche per l’ipoteca della riscossione: essa è illegittima quando il debito è estraneo ai bisogni familiari e il creditore conosce tale estraneità. Poiché la CTR aveva accertato entrambe le circostanze mediante elementi tratti dalle indagini penali, senza attribuire efficacia di giudicato all’archiviazione, il ricorso dell’agente della riscossione è rigettato.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6368

Cassazione, ordinanza n. 6368 del 8/03/2021

Reddito di impresa - Costi deducibili - Costi per spese di sponsorizzazione - Requisito di inerenza - Valutazione di congruità rispetto ai ricavi - Irrilevanza - Prevalenza di giudizio di carattere qualitativo.

Una società aveva contestato il recupero di IRES, IRAP e IVA relativo a spese di sponsorizzazione, giudicate dalla CTR non inerenti perché sproporzionate rispetto al ritorno economico atteso. La Cassazione conferma, per l’IVA, il rigetto dell’eccezione sul mancato contraddittorio, poiché la contribuente non aveva indicato le concrete difese che avrebbe potuto svolgere. Accoglie invece la censura sull’inerenza: la correlazione va verificata qualitativamente rispetto all’attività d’impresa, mentre incongruità e antieconomicità sono soltanto indici; la sentenza è cassata con rinvio.

N. 6119

Cassazione, ordinanza n. 6119 del 5/03/2021

Ordinanza n. 6119 del 05/03/2021

La lite concerneva un accertamento analitico-induttivo per maggiori ricavi derivanti dalla compravendita di un immobile, il cui prezzo dichiarato era stato rettificato ai fini IVA, IRES e IRAP. La Cassazione ritiene adeguata la motivazione per relationem al processo verbale già conosciuto dalla società e conferma che lo scostamento dai valori OMI era sostenuto da ulteriori indizi, tra cui l’identità dei soci delle società contraenti, una perizia e le caratteristiche del bene. Esclusa ogni rivalutazione del merito in sede di legittimità, il ricorso della contribuente è rigettato.

N. 6117

Cassazione, sentenza n. 6117 del 5/03/2021

Sentenza n. 6117 del 05/03/2021

L’Amministrazione aveva determinato sinteticamente maggiori redditi IRPEF sulla base della disponibilità di immobili, veicoli di lusso e di un’imbarcazione, oltre che di incrementi patrimoniali e investimenti finanziari. La Cassazione ribadisce che gli indici redditometrici dispensano l’Ufficio da ulteriori prove, mentre spetta al contribuente dimostrare l’inesistenza o la minore entità del reddito presunto; nella specie, le fatture invocate non provavano un diverso utilizzo dell’imbarcazione. Poiché il ricorso mirava a riesaminare valutazioni di fatto riservate ai giudici di merito, viene dichiarato inammissibile.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Autovetture e Fisco
  • Processo tributario
N. 5984

Cassazione, ordinanza n. 5984 del 4/03/2021

IRPEF - Oneri deducibili - Somme riconosciute all'ex coniuge in base a un accordo di separazione - Accollo delle rate residue del mutuo.

Le controversie riunite riguardavano la deducibilità IRPEF delle rate di mutuo pagate, in aggiunta all’assegno periodico, dal coniuge obbligato in forza di un accordo di separazione omologato. La Cassazione afferma che il pagamento al creditore può costituire modalità di adempimento dell’obbligo di mantenimento e che anche l’accollo interno del mutuo sull’abitazione intestata o cointestata è deducibile, se finalizzato al sostegno del coniuge economicamente debole; resta fermo, ove pertinente, il limite dell’assegno stabilito. I ricorsi sono accolti nei termini esposti, con cassazione delle sentenze e rinvio alla CTR.

N. 5945

Cassazione, ordinanza n. 5945 del 4/03/2021

Ordinanza n. 5945 del 04/03/2021

L’accertamento IRES era stato notificato prima che trascorressero sessanta giorni dalla chiusura di un accesso presso la sede della società, qualificato dall’Ufficio come mera acquisizione documentale. La Cassazione chiarisce che la garanzia del contraddittorio opera per ogni accesso nei locali aziendali, anche istantaneo o soltanto istruttorio, indipendentemente dalla denominazione del verbale; l’atto anticipato è illegittimo salvo specifiche ragioni urgenti, che l’Amministrazione deve provare. Non risultando tempestivamente dedotte e dimostrate tali ragioni, il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è integralmente rigettato.

N. 5779

Cassazione, ordinanza n. 5779 del 3/03/2021

Riscossione - Fallimento - Iscrizione a ruolo di somme riferite ad accertamenti precedenti al fallimento - Notifica cartella alla curatela fallimentare - Legittimità.

La CTR aveva annullato una cartella relativa a un ruolo straordinario per IRAP, ritenendo che, dopo il fallimento della società, l’Amministrazione dovesse limitarsi a chiedere l’ammissione al passivo; si era inoltre pronunciata sulla nullità degli avvisi presupposti. La Cassazione afferma che il fallimento integra il pericolo per la riscossione e consente l’iscrizione nel ruolo straordinario, utile a incidere sulla formazione del passivo, sebbene il ruolo non sia indispensabile per insinuare il credito. Accertata anche l’extrapetizione sugli avvisi estranei al giudizio, accoglie il ricorso, cassa e rinvia alla CTR.

  • Riscossione
  • Procedure concorsuali
  • Crisi impresa
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5754

Cassazione, ordinanza n. 5754 del 3/03/2021

Ordinanza n. 5754 del 03/03/2021

La società contestava un accertamento per IVA, IRPEG e IRAP fondato sull’utilizzo di fatture relative a operazioni soggettivamente inesistenti; la CTR aveva confermato la ripresa IVA. La Cassazione esamina prioritariamente la notifica dell’atto prima del decorso dei sessanta giorni successivi alla verifica e chiarisce che l’imminente decadenza dell’azione accertativa non costituisce, da sola, una particolare e motivata urgenza idonea a comprimere il contraddittorio. Dichiarato quindi nullo l’avviso emesso anticipatamente, accoglie il ricorso originario della contribuente senza rinvio e dichiara assorbite le altre censure.

N. 5623

Cassazione, ordinanza n. 5623 del 2/03/2021

Ordinanza n. 5623 del 02/03/2021

Dopo il fallimento di una società, l’Ufficio aveva accertato induttivamente IRES, IRAP e IVA per omessa dichiarazione relativa all’anno precedente, il cui termine scadeva dopo la nomina del curatore. La Cassazione pone a carico del curatore la presentazione della dichiarazione IVA e, in base a una lettura sistematica, anche di quella per le imposte dirette; precisa inoltre che l’omissione dichiarativa consente l’uso di elementi e presunzioni anche non qualificate, spettando al contribuente la prova contraria. Accoglie tutti i motivi, censura l’annullamento integrale dell’atto anziché la rideterminazione della pretesa e rinvia alla CTR.

  • Procedure concorsuali
  • Dichiarazioni
  • Dichiarazione IVA
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Processo tributario
N. 5617

Cassazione, ordinanza n. 5617 del 2/03/2021

Processo tributario - Sentenza - Riproduzione del contenuto di atto di parte - Nullità - Esclusione.

La controversia riguardava un accertamento IVA fondato su cessioni senza imposta a sedicenti esportatori abituali e, sul piano processuale, la validità della motivazione della sentenza regionale. La Cassazione ha precisato che la riproduzione di difese di parte o di altri atti non determina nullità quando le ragioni siano chiaramente attribuibili al giudice, univoche ed esaustive; ha inoltre escluso che il processo verbale non potesse sostenere un accertamento parziale. Ha però accolto la censura relativa alla duplicazione della pretesa, poiché l’Ufficio aveva sia ridotto il credito IVA sia richiesto il medesimo importo, mentre ha respinto o dichiarato inammissibili le ulteriori doglianze esaminate.

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