Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 5607

Cassazione, ordinanza n. 5607 del 2/03/2021

Processo tributario - Appello - Nuovi documenti.

La società e i soci contestavano accertamenti basati sugli studi di settore, deducendo che la documentazione giustificativa, dichiarata tardiva in primo grado, era stata nuovamente depositata con l’appello. La Cassazione ha affermato che nel processo tributario possono essere prodotti nuovi documenti in appello senza dimostrare che la precedente omissione non sia imputabile alla parte; inoltre, i documenti già inseriti nel fascicolo d’ufficio restano acquisiti al giudizio. Poiché la CTR non li aveva esaminati, la Corte ha accolto il primo motivo, cassato la sentenza e rinviato alla medesima Commissione regionale in diversa composizione.

  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 5596

Cassazione, ordinanza n. 5596 del 2/03/2021

IVA - Esenzione.

La controversia riguardava l’esenzione IVA di cessioni intracomunitarie fatturate a un operatore il cui identificativo IVA risultava irregolare, oltre a una distinta ripresa relativa a prestazioni formative. La Cassazione ha stabilito che un requisito meramente formale non basta a negare l’esenzione quando il trasferimento dei beni in un altro Stato membro e gli altri presupposti sostanziali siano dimostrati e non emergano seri indizi di frode. Poiché la CTR si era concentrata sugli obblighi fiscali del destinatario senza verificare l’effettività delle cessioni, la Corte ha accolto due motivi, cassato la decisione e disposto il rinvio.

N. 5623

Cassazione, ordinanza n. 5623 del 2/03/2021

Ordinanza n. 5623 del 02/03/2021

Dopo il fallimento di una società, l’Ufficio aveva accertato induttivamente IRES, IRAP e IVA per omessa dichiarazione relativa all’anno precedente, il cui termine scadeva dopo la nomina del curatore. La Cassazione pone a carico del curatore la presentazione della dichiarazione IVA e, in base a una lettura sistematica, anche di quella per le imposte dirette; precisa inoltre che l’omissione dichiarativa consente l’uso di elementi e presunzioni anche non qualificate, spettando al contribuente la prova contraria. Accoglie tutti i motivi, censura l’annullamento integrale dell’atto anziché la rideterminazione della pretesa e rinvia alla CTR.

  • Procedure concorsuali
  • Dichiarazioni
  • Dichiarazione IVA
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Processo tributario
N. 4589

Cassazione, sentenza n. 4589 del 28/02/2021

Sentenza n. 4589 del 28/02/2021

Il giudizio penale riguardava la responsabilità dell’amministratore di una società fallita per bancarotta fraudolenta documentale, dopo l’assorbimento del distinto reato di omesso deposito delle scritture contabili. La difesa sosteneva che la contabilità fosse affidata a uno studio esterno e contestava la prova del dolo; la Cassazione ha invece ritenuto adeguatamente motivato l’accertamento della tenuta frammentaria e irregolare dei documenti, tale da impedire la ricostruzione del patrimonio e degli affari. Il ricorso, giudicato generico e manifestamente infondato, è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese e alla somma prevista in favore della Cassa delle ammende.

  • Procedure concorsuali
  • Crisi impresa
  • Contabilità
N. 5477

Cassazione, sentenza n. 5477 del 26/02/2021

Processo tributario - Prove - Produzione di documenti in copia fotostatica - Validità - Disconoscimento - Modalità - Onere di produzione dell'originale.

La controversia concerneva un’ipoteca iscritta per crediti previdenziali, la cui validità dipendeva dalla prova della notificazione delle cartelle prodotte in copia ottica. La società aveva formulato un disconoscimento generico: la Cassazione ha chiarito che la contestazione della conformità all’originale deve indicare specificamente il documento e le difformità lamentate, non essendo sufficienti clausole di stile; solo un disconoscimento efficace impone la produzione dell’originale, ferma la possibilità di verificare la conformità altrimenti. Accolto il ricorso del concessionario, la sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d’appello per un nuovo esame.

N. 5464

Cassazione, ordinanza n. 5464 del 26/02/2021

Debiti fiscali della società cancellata - Responsabilità dei singoli soci - Limiti.

Due ex soci avevano impugnato accertamenti relativi ai debiti fiscali di una società cancellata, sostenendo l’assenza di somme ricevute in liquidazione; la CTR aveva posto sull’Ufficio l’onere di dimostrare riparti o utili extracontabili. La Cassazione ha ribadito che l’estinzione societaria trasferisce i debiti ai soci nei limiti di quanto riscosso, ma ha giudicato lacunoso l’esame dell’attendibilità del bilancio e dell’eventuale conseguimento di utili. Ha inoltre rilevato l’omessa pronuncia sui versamenti bancari di un ex socio: accolti tre motivi dell’Agenzia, ha cassato la decisione con rinvio.

  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Riscossione
N. 5462

Cassazione, ordinanza n. 5462 del 26/02/2021

Società di capitali a ristretta base sociale - Presunzione di attribuzione ai soci degli utili extracontabili - Onere di prova contraria - Modalità.

L’accertamento IRPEF imputava a una socia gli utili extracontabili prodotti da una società di capitali con due partecipanti; la CTR aveva annullato la pretesa, ponendo integralmente sull’Amministrazione l’onere probatorio e valorizzando la mancata allegazione del verbale. La Cassazione ha affermato che la ristretta base sociale consente di presumere la distribuzione degli utili: il socio deve provare la mancata attribuzione oppure contestare l’effettivo conseguimento degli utili da parte della società, non bastando richiamare genericamente l’assenza di un accertamento definitivo. Accolto il motivo erariale, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • IRPEF
  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 5175

Cassazione, ordinanza n. 5175 del 25/02/2021

Reddito d'mpresa - Somministrazione di cibi e bevande al personale e ai soci - Valore non superiore ad euro 25,82 - Ricavi da autoconsumo - Imponibilità - Esclusione

Un accertamento analitico-induttivo aveva qualificato come ricavi da autoconsumo i pasti somministrati da un’impresa alberghiera a dipendenti, soci e familiari, recuperando imposte dirette e IVA. La Cassazione ha ricondotto tali somministrazioni alle prestazioni di ristorazione: entro la soglia prevista, esse restano fuori campo IVA indipendentemente dal destinatario e non assumono rilievo come ricavi neppure ai fini delle imposte dirette; per i dipendenti costituiscono invece costi dell’impresa. Accolto l’ottavo motivo, la Corte ha rigettato gli altri, cassato la decisione e rinviato per l’accertamento del valore delle singole prestazioni.

N. 5174

Cassazione, ordinanza n. 5174 del 25/02/2021

Accertamento - Associazione non riconosciuta - Responsabilità solidale dei soci Motivazioni.

La cartella derivava dal mancato pagamento delle rate concordate in sede di accertamento con adesione da un’associazione sportiva non riconosciuta e veniva richiesta anche al suo legale rappresentante. La Cassazione ha precisato che la responsabilità solidale tributaria non dipende soltanto dall’ingerenza negoziale: il rappresentante deve dimostrare di avere correttamente assolto gli obblighi fiscali gravanti sull’ente; nel caso esaminato, i tributi erano stati riconosciuti con l’adesione ma non versati. Rigettata anche l’opposizione al diniego di definizione agevolata, la Corte ha accolto il ricorso erariale, cassato la sentenza e rinviato alla CTR.

N. 5164

Cassazione, ordinanza n. 5164 del 25/02/2021

Debiti fiscali della società cancellata - Responsabilità dei singoli soci - Limiti.

La controversia riguarda le sanzioni tributarie irrogate, secondo la disciplina anteriore al 2003, all’amministratrice delegata di una società per violazioni in materia di IVA, IRPEG e IRAP. La Cassazione afferma che la carica gestoria non consente di attribuire automaticamente l’illecito: occorre individuare poteri, condotte ed elementi dai quali desumere la personale addebitabilità delle violazioni. Poiché il giudice del rinvio aveva ravvisato la responsabilità sulla sola base della carica, la Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza per motivazione apparente e dispone un nuovo esame della fattispecie.

  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 5158

Cassazione, ordinanza n. 5158 del 25/02/2021

Imposte di registro e ipo-catastali - Acquisto di terreni - Agevolazione ex art. 33, co. 3, L. n. 388 del 2000 - Revoca - Termine decadenziale - Decorrenza.

La contribuente contestava la revoca dell’agevolazione sulle imposte di registro, ipotecaria e catastale applicata all’acquisto di terreni, nonché la tempestività degli avvisi notificati dopo la rivendita parziale avvenuta prima dell’edificazione. La Cassazione precisa che il termine triennale decorre dalla richiesta di registrazione dell’atto di rivendita, momento nel quale l’Amministrazione può conoscere il fatto determinante la perdita del beneficio; nel caso esaminato operava inoltre la proroga biennale prevista per gli atti registrati entro il 30 settembre 2003. Gli avvisi risultano tempestivi e il ricorso viene integralmente rigettato.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 5156

Cassazione, ordinanza n. 5156 del 25/02/2021

IVA - Cessione di partecipazione della società - Operazione esente - Ipotesi di esclusione.

La controversia concerne il trattamento IVA della cessione di una partecipazione e la conseguente incidenza sul pro rata di detrazione. La Cassazione chiarisce che deve considerarsi l’attività concretamente esercitata, non il solo oggetto statutario: la cessione rientra nell’ambito IVA soltanto se collegata a un’attività commerciale di acquisizione diretta a interferire nella gestione della partecipata oppure se costituisce prolungamento diretto, permanente e necessario dell’attività imponibile. Poiché il giudice regionale aveva valorizzato essenzialmente lo statuto senza svolgere tale verifica concreta, il ricorso è accolto e la causa rinviata.

  • IVA
  • Società
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5153

Cassazione, sentenza n. 5153 del 25/02/2021

IVA - Accertamento - Esportatore abituale - Indebito utilizzo del plafond per operazioni fittizie.

L’accertamento riguardava l’utilizzo del plafond IVA formato mediante operazioni qualificate dalla contribuente come esportazioni di prodotti alcolici verso società estere, che i giudici di merito avevano invece ritenuto fittiziamente interposte. La Cassazione considera legittima la valutazione complessiva degli indizi provenienti anche dal procedimento penale e conferma che, in presenza di partecipazione consapevole alla frode, le fatture relative a operazioni soggettivamente inesistenti non possono alimentare il plafond né giustificare l’esenzione. Le censure sulla materiale uscita delle merci e sulla riqualificazione come cessioni intracomunitarie non colgono la ragione della decisione; il ricorso è rigettato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Contenzioso
  • Sanzioni
N. 5073

Cassazione, ordinanza n. 5073 del 24/02/2021

Processo tributario - Appello - Vizio di apparente motivazione - Ipotesi.

Un socio contestava l’accertamento IRPEF fondato sulla presunta distribuzione, in proporzione alla quota, degli utili extracontabili accertati presso una società di capitali a ristretta base sociale. La Cassazione ribadisce che la ristrettezza della compagine consente tale presunzione, salva la prova che gli utili siano stati accantonati o reinvestiti; l’asserita estraneità del socio alla formazione degli utili non basta a superarla. La motivazione resa in sede di rinvio esponeva un percorso logico controllabile e non era meramente apparente, sicché entrambi i motivi vengono respinti e il ricorso è rigettato.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4971

Cassazione, ordinanza n. 4971 del 24/02/2021

Reddito di impresa - Costi deducibili - Compensi spettanti agli amministratori della società - Esercizio di competenza - Deducibilità - Principio di cassa.

Tra i rilievi dell’accertamento figurava la deduzione, nell’esercizio 2005, dei compensi agli amministratori pagati il 18 gennaio dell’anno successivo. La Cassazione afferma che tali compensi sono deducibili nell’esercizio di corresponsione e, quali redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, beneficiano della cassa allargata soltanto se pagati entro il 12 gennaio; non è consentita l’imputazione discrezionale a un diverso periodo. Accolto su questo punto il ricorso dell’Agenzia, mentre gli altri motivi sono respinti o dichiarati inammissibili, la sentenza è cassata con rinvio per un nuovo esame e per le spese.

N. 4809

Cassazione, ordinanza n. 4809 del 23/02/2021

Ordinanza n. 4809 del 23/02/2021

La controversia riguarda il raddoppio dei termini per un accertamento IRES e IRAP relativo all’attività di compro oro, escluso dal giudice regionale perché non risultava provata l’effettiva presentazione della denuncia penale. La Cassazione afferma che, nella disciplina applicabile, sono sufficienti seri indizi di reato idonei a far sorgere l’obbligo di denuncia, indipendentemente dal suo concreto inoltro, dall’avvio dell’azione penale o dall’accertamento del reato. Il ricorso dell’Agenzia è quindi accolto; assorbito il secondo motivo, la sentenza è cassata con rinvio per verificare la sussistenza degli indizi richiesti.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4743

Cassazione, ordinanza n. 4743 del 23/02/2021

Ordinanza n. 4743 del 23/02/2021

L’Amministrazione aveva recuperato a IRPEF i canoni derivanti dall’affitto di fondi rustici a società, sostenendo che dovessero qualificarsi come redditi diversi per uso non agricolo. La Cassazione rileva che il giudice regionale aveva desunto dai contratti la destinazione agricola dei terreni e chiarisce che l’uso non agricolo costituisce elemento della pretesa impositiva: spetta pertanto all’Amministrazione provarlo, anche se si tratta di un fatto negativo, mentre la natura societaria dell’affittuaria non è di per sé sufficiente. Il ricorso dell’Agenzia viene rigettato, con conferma dell’esito favorevole al contribuente.

N. 4719

Cassazione, ordinanza n. 4719 del 20/02/2021

Accertamento - Scudo fiscale - Prova del contribuente.

La controversia concerne l’opponibilità dello scudo fiscale ad accertamenti sintetici IRPEF relativi ad annualità anteriori al rimpatrio delle attività estere. La Cassazione esclude qualsiasi preclusione automatica: il contribuente deve provare una correlazione concreta, almeno compatibile sotto i profili oggettivo, cronologico e quantitativo, tra gli imponibili accertati e le somme o i beni rimpatriati, restando estranee le componenti non riconducibili alle attività emerse. Poiché il giudice regionale aveva applicato automaticamente l’effetto inibente senza compiere questa verifica, il ricorso dell’Agenzia è accolto e la sentenza cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Estero
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 4363

Cassazione, ordinanza n. 4363 del 18/02/2021

Ordinanza n. 4363 del 18/02/2021

Un Confidi chiedeva il rimborso del credito IRPEG derivante dalle ritenute operate sugli interessi attivi destinati a riserve indivisibili, mentre l’Amministrazione le aveva considerate ritenute a titolo d’imposta. La Cassazione riafferma che i Confidi, pur non svolgendo attività commerciale, sono soggetti passivi IRPEG e che la non concorrenza delle somme destinate a riserve indivisibili costituisce un beneficio condizionato, non un’esenzione oggettiva: le ritenute sugli interessi hanno quindi natura di acconto e l’eventuale eccedenza può generare un credito rimborsabile. Risulta pertanto fondata la censura contro la decisione regionale che aveva negato il rimborso.

N. 4327

Cassazione, ordinanza n. 4327 del 18/02/2021

Ordinanza n. 4327 del 18/02/2021

La controversia riguardava l’imposta di registro liquidata su un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, la cui esecutorietà era stata sospesa durante il giudizio di opposizione. La Cassazione ha stabilito che la sospensione non incide sulla legittimità dell’imposizione: soltanto una decisione definitiva che revochi, annulli o dichiari nullo il decreto può escludere il tributo, facendo sorgere autonomamente il diritto al conguaglio o al rimborso. Il ricorso della contribuente è stato pertanto rigettato.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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