Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 9187

Cassazione, sentenza n. 9187 del 22/03/2022

Sentenza n. 9187 del 22/03/2022

Alcuni comproprietari chiedevano il rimborso dell’ICI 2011 su un’area edificabile, ritenendo eccessivo il valore comunale di 55 euro al metro quadrato rispetto ai 25 euro indicati dalle loro perizie; i giudici di merito avevano accolto la domanda. La Cassazione ha precisato che i valori fissati dalle delibere comunali operano come presunzioni e spetta ai contribuenti dimostrarne l’erroneità; inoltre, i parametri estimativi devono essere valutati con riferimento al 1° gennaio dell’anno d’imposta. Accolti i primi tre motivi comunali, la causa è stata rinviata alla CTR.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9186

Cassazione, sentenza n. 9186 del 22/03/2022

Sentenza n. 9186 del 22/03/2022

La cartella per ICI dovuta dal defunto era stata notificata alle figlie quali presunte eredi, sebbene queste affermassero di essere state interamente pretermesse dal testamento; la CTR ne aveva confermato la legittimazione passiva. La Cassazione ha stabilito che la mera chiamata all’eredità non basta per rispondere dei debiti tributari del defunto: occorre l’accettazione, espressa o tacita, che deve essere provata da chi pretende il pagamento. Accolto il secondo motivo e assorbita la questione sulle sanzioni, la Corte ha cassato la sentenza e accolto il ricorso originario.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9185

Cassazione, sentenza n. 9185 del 22/03/2022

Sentenza n. 9185 del 22/03/2022

Una società aveva impugnato gli accertamenti della tariffa di igiene ambientale per il 2001-2004; dopo la riassunzione, la CTR aveva confermato l’inammissibilità del ricorso originario perché proposto oltre i termini, compresa la sospensione collegata al procedimento di adesione. Nel giudizio di cassazione la contribuente ha rinunciato al ricorso, dichiarando che la lite era stata conciliata, e il gestore del servizio ha accettato la rinuncia. Ricorrendo i presupposti processuali previsti per tale rinuncia, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio senza statuire sulle spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9184

Cassazione, sentenza n. 9184 del 22/03/2022

Sentenza n. 9184 del 22/03/2022

La controversia concerneva atti di accertamento della tariffa di igiene ambientale per il periodo 2001-2004; la CTR, pronunciandosi dopo la riassunzione, aveva confermato la tardività del ricorso introduttivo rispetto al termine ordinario e all’ulteriore periodo previsto per l’adesione. In pendenza del ricorso per cassazione, la società contribuente vi ha rinunciato a seguito della conciliazione della lite, con accettazione della controparte. La Corte, verificati i presupposti della rinuncia accettata, ha dichiarato estinto il giudizio e non ha adottato alcuna pronuncia sulle spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9183

Cassazione, sentenza n. 9183 del 22/03/2022

Sentenza n. 9183 del 22/03/2022

La società contestava la TIA 2006-2009, sostenendo l’esclusione delle aree produttive di rifiuti speciali smaltiti autonomamente; la CTR aveva invece rilevato la mancata prova delle superfici inidonee a produrre rifiuti e dell’avvio al recupero. La Cassazione ha ricostruito il principio per cui la quota fissa resta dovuta per le superfici astrattamente produttive, mentre l’effettiva produzione e il recupero autonomo possono incidere sulla sola quota variabile, con onere probatorio a carico del produttore. Il testo disponibile esamina come infondata la prima censura, ma non riporta la decisione conclusiva sul ricorso.

  • Tributi locali
  • Adempimenti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8818

Cassazione, sentenza n. 8818 del 18/03/2022

Sentenza n. 8818 del 18/03/2022

L’Agenzia contestava l’annullamento delle sanzioni irrogate per l’omessa compilazione del quadro RW, relativa a disponibilità finanziarie detenute all’estero negli anni 2005-2007. La Corte ha qualificato come procedimentale la disciplina che raddoppia i termini di decadenza e prescrizione per tali sanzioni, distinguendola dalla presunzione di evasione, di natura sostanziale e non retroattiva; il raddoppio opera quindi anche per periodi anteriori alla sua entrata in vigore. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • Estero
  • Sanzioni
  • Dichiarazioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 9213

Cassazione, sentenza n. 9213 del 17/03/2022

Tributi locali - Imposta di soggiorno - Gestore - Peculato - Legge n. 34 del 2020 - Retroattività della lex milior - Esclusione - Illecito amministrativo - Solidarietà tributaria - Legge 17 dicembre 2021, n. 215, art. 5-quinquies.

Il giudizio riguardava l’omesso riversamento al Comune dell’imposta di soggiorno riscossa da una struttura ricettiva negli anni 2016-2018, qualificato dal giudice di merito come peculato nell’ambito di un patteggiamento. La Corte ha rilevato che la sopravvenuta norma interpretativa attribuisce retroattivamente al gestore la qualifica di responsabile d’imposta, facendo venir meno, anche per i fatti anteriori al 19 maggio 2020, il presupposto soggettivo del peculato e lasciando l’eventuale illecito amministrativo-tributario. Ha annullato senza rinvio perché il fatto non è più previsto come reato, trasmettendo gli atti al Comune.

N. 8503

Cassazione, sentenza n. 8503 del 16/03/2022

Sentenza n. 8503 del 16/03/2022

Nella compravendita di un’abitazione assoggettata al criterio del prezzo-valore, l’Ufficio aveva contestato l’occultamento parziale del corrispettivo, desumendolo anche da prelievi in contanti effettuati in prossimità dell’atto, e aveva irrogato le relative sanzioni. La Cassazione ha chiarito che l’opzione catastale preclude la rettifica del valore venale, ma non l’accertamento del corrispettivo effettivamente pattuito; i valori OMI erano stati usati soltanto come indizio iniziale. Ritenuta non riesaminabile la valutazione probatoria con cui la CTR aveva collegato i prelievi al maggior prezzo, la Corte ha rigettato integralmente il ricorso.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
N. 8502

Cassazione, sentenza n. 8502 del 16/03/2022

Sentenza n. 8502 del 16/03/2022

I contribuenti avevano impugnato cartelle ICI deducendo la mancata notificazione degli avvisi presupposti; la CTR aveva invece ritenuto provate le comunicazioni mediante raccomandata. La Cassazione ha escluso il litisconsorzio necessario tra Comune e agente della riscossione, precisando che, per il vizio di omessa notifica dell’atto prodromico, il ricorso può essere rivolto indifferentemente contro l’uno o l’altro; ha inoltre riscontrato la compatibilità delle date postali e l’insufficiente esposizione della questione sull’autotutela. Il ricorso contro l’agente, estraneo ai gradi di merito, è stato dichiarato inammissibile, mentre quello contro il Comune è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Autotutela
N. 8501

Cassazione, sentenza n. 8501 del 16/03/2022

Sentenza n. 8501 del 16/03/2022

Gli avvisi riguardavano l’ICI su opere idrauliche e componenti stabilmente connesse a centrali idroelettriche, con base imponibile determinata provvisoriamente secondo il valore contabilizzato dei fabbricati di categoria D non iscritti in catasto. La Cassazione ha confermato che tali elementi concorrono all’unitaria consistenza immobiliare e ha respinto le principali contestazioni sul criterio di valorizzazione, giudicando altresì inammissibile la tardiva introduzione di nuovi temi mediante documenti prodotti in appello. Ha però accolto i motivi sul trattamento sanzionatorio e, decidendo nel merito, ha dichiarato non dovute le sanzioni, compensando le spese.

N. 8653

Cassazione, sentenza n. 8653 del 16/03/2022

Sentenza n. 8653 del 16/03/2022

La controversia aveva ad oggetto sanzioni per l’omessa indicazione nel quadro RW di disponibilità finanziarie detenute all’estero negli anni 2005-2007, annullate dai giudici di merito. La Corte ha distinto la presunzione di evasione, norma sostanziale priva di efficacia retroattiva, dalle disposizioni sul raddoppio dei termini per contestare o irrogare le sanzioni, che hanno natura procedimentale e seguono il principio tempus regit actum anche per periodi precedenti. Ritenuta erronea la decisione della CTR, ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e disposto il rinvio.

  • Estero
  • Sanzioni
  • Dichiarazioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 8652

Cassazione, sentenza n. 8652 del 16/03/2022

Sentenza n. 8652 del 16/03/2022

L’accertamento imputava alla socia, in proporzione alla partecipazione in una società di capitali a ristretta base, maggiori utili extracontabili relativi al 2004; la CTR lo aveva annullato considerando caduto l’accertamento societario. La Corte ha precisato che la validità della ripresa verso la società costituisce presupposto indefettibile della presunzione di distribuzione ai soci e che il suo annullamento definitivo per ragioni attinenti al merito travolge l’accertamento personale. Poiché il giudicato riguardava proprio il merito della pretesa societaria, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

N. 8651

Cassazione, sentenza n. 8651 del 16/03/2022

Sentenza n. 8651 del 16/03/2022

Una società chiedeva il rimborso dell’IRAP asseritamente versata in eccesso per errori nelle variazioni relative a plusvalenze e minusvalenze non realizzate; la CTR aveva negato il rimborso anche per insufficienza della documentazione. La Corte ha distinto l’autonoma istanza di rimborso, proponibile entro quarantotto mesi, dalla dichiarazione integrativa, ma ha rilevato che la contribuente non aveva impugnato efficacemente l’ulteriore e autonoma ragione della decisione, fondata sulla mancata prova dell’eccedenza versata. Ha pertanto rigettato il ricorso, condannando la ricorrente alle spese.

N. 8647

Cassazione, sentenza n. 8647 del 16/03/2022

Sentenza n. 8647 del 16/03/2022

La società contestava la rettifica, ai fini IRES per il 2006, della perdita dichiarata mediante recupero di interessi passivi indeducibili secondo la disciplina allora vigente, sostenendo l’applicazione retroattiva della successiva normativa più favorevole. La Corte ha affermato che la riforma introdotta dalla legge finanziaria 2008, con abrogazione delle precedenti regole sul pro rata patrimoniale e sulla sottocapitalizzazione, ha natura sostanziale e opera soltanto dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007; non trattandosi di disciplina sanzionatoria, è escluso il favor rei. Il ricorso è stato rigettato.

N. 8646

Cassazione, sentenza n. 8646 del 16/03/2022

Sentenza n. 8646 del 16/03/2022

Per il 2006, l’Amministrazione aveva rettificato la perdita IRES recuperando interessi passivi indeducibili secondo la disciplina allora vigente sul pro rata patrimoniale e sulla sottocapitalizzazione; la contribuente invocava retroattivamente la riforma introdotta dalla legge finanziaria 2008, quale normativa più favorevole. La Cassazione ha escluso il favor rei, poiché l’abrogazione degli articoli 97 e 98 TUIR e la nuova disciplina dell’articolo 96 hanno natura sostanziale e operano solo dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007. Il ricorso è stato rigettato; inammissibile anche l’istanza di sospensione rivolta alla Corte.

N. 8645

Cassazione, ordinanza n. 8645 del 16/03/2022

Accertamento - Verifica conti correnti - Soggetto interposto - Amministratore di fatto di società - Attribuzione derivata di maggior reddito - Definitività dell'accertamento societario per mancata impugnazione - Impugnabilità dell'accertamento personale - Limiti.

L’accertamento personale riguardava l’amministratore di fatto, non socio, ritenuto interposto nella percezione di redditi non dichiarati da una società a ristretta base, quantificati attraverso versamenti e prelevamenti sui suoi conti. La Cassazione ha stabilito che la definitività dell’accertamento societario impediva di contestare presupposti e misura del maggior reddito sociale: restavano contestabili la qualità di interposto e la riconducibilità delle movimentazioni all’attività occulta, con prova a carico dell’interessato. Accolti i primi tre motivi dell’Agenzia e parte del quarto, rigettato il ricorso incidentale, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 8627

Cassazione, sentenza n. 8627 del 16/03/2022

Sentenza n. 8627 del 16/03/2022

Dopo l’interruzione dell’appello tributario per il decesso di una parte, la CTR aveva dichiarato estinto il giudizio perché nessuno aveva presentato entro sei mesi l’istanza di trattazione; l’Agenzia sosteneva che il termine fosse sospeso dalla disciplina sulla definizione delle controversie. La Cassazione ha precisato che la sospensione di nove mesi riguardava la riassunzione davanti al giudice del rinvio, non la ripresa del processo interrotto all’interno dello stesso grado. Poiché il termine era già scaduto senza adempimento, il ricorso è stato rigettato, mentre è stata esclusa la responsabilità per lite temeraria.

N. 8610

Cassazione, sentenza n. 8610 del 16/03/2022

Sentenza n. 8610 del 16/03/2022

Gli avvisi TARSU per il 2006-2010 riguardavano uno studio professionale mai denunciato; il contribuente contestava, tra l’altro, decadenza, superficie imponibile, motivazione e sanzioni. La Cassazione ha confermato il termine quinquennale, applicabile anche al 2006 perché la precedente decadenza non era ancora maturata, ma ha rilevato l’omessa pronuncia sulla documentata divergenza tra i 200 metri quadrati accertati e la minore superficie allegata. Accolti il terzo, il quarto e, nei limiti conseguenti, il quinto motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio per verificare superficie, imposta e sanzioni; gli altri motivi sono stati respinti.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 8604

Cassazione, sentenza n. 8604 del 16/03/2022

Sentenza n. 8604 del 16/03/2022

La controversia riguardava un avviso TARSU emesso dal gestore incaricato dal Comune, contestato sia per l’affidamento del servizio senza gara sia per motivazione, presunzioni e assoggettamento di superfici produttive di rifiuti speciali. La Cassazione ha dichiarato inammissibile la censura sulla procedura di affidamento: le regole concorrenziali invocate non tutelano il contribuente nel rapporto tributario, ferma la possibilità di chiedere prova dell’effettivo conferimento del servizio, e la questione europea era priva di rilevanza decisoria. Il testo fornito si interrompe durante l’esame degli ulteriori motivi e non consente di ricostruire prudentemente il dispositivo complessivo.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 8589

Cassazione, sentenza n. 8589 del 16/03/2022

Sentenza n. 8589 del 16/03/2022

L’accertamento recuperava IRPEG, IRAP e IVA sulla base di numerosi rilievi relativi, tra l’altro, a costi, accantonamenti, ammortamenti e imposta detratta su prestazioni nel settore dei rifiuti. La Cassazione ha riscontrato ultrapetizione su riprese non contestate o decise in base a fatti estranei al giudizio, motivazione contraddittoria sull’inerenza, indebita deduzione di un accantonamento non previsto dal TUIR e violazioni concernenti la detrazione IVA; ha invece dichiarato inammissibile la censura sui coefficienti di ammortamento perché richiedeva un nuovo apprezzamento fattuale. Accolti otto motivi dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio; il ricorso incidentale è stato in larga parte rigettato o dichiarato inammissibile.

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