Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 26289

Cassazione, sentenza n. 26289 del 6/09/2022

Sentenza n. 26289 del 06/09/2022

L’accertamento recuperava IRES, IRAP e IVA in relazione a operazioni soggettivamente inesistenti; la CTR aveva ammesso il PVC e gli allegati prodotti dall’Agenzia delle Entrate in appello e confermato la ripresa. La Cassazione ritiene legittima la produzione documentale in secondo grado, ma afferma che i costi delle operazioni soggettivamente inesistenti sono deducibili dalle imposte sui redditi se non direttamente utilizzati per commettere reati e se rispettano i requisiti del TUIR. Accolto il relativo motivo, cassa con rinvio per tali verifiche e per la rideterminazione delle sanzioni, confermando le altre statuizioni.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 26288

Cassazione, sentenza n. 26288 del 6/09/2022

Sentenza n. 26288 del 06/09/2022

La controversia riguardava il recupero di IRES, IRAP e IVA per operazioni soggettivamente inesistenti, fondato anche su un PVC che la CTR aveva utilizzato dopo la sua produzione con l’atto di appello dell’Agenzia delle Entrate. La Cassazione conferma che nel processo tributario possono essere prodotti in appello documenti nuovi, anche preesistenti al primo grado. Accoglie però la censura sulla deducibilità dei costi ai fini delle imposte dirette, non essendo stato dimostrato il loro impiego diretto nella commissione di reati, e rinvia per verificare i requisiti previsti dal TUIR e rideterminare le sanzioni.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 26013

Cassazione, sentenza n. 26013 del 5/09/2022

Sentenza n. 26013 del 05/09/2022

Il contribuente chiedeva la revocazione di una precedente ordinanza della Cassazione, sostenendo che la Corte avesse frainteso la censura sulla mancata firma del presidente in calce alla sentenza tributaria e avesse commesso ulteriori errori. La Corte ha escluso l’errore revocatorio: la precedente decisione aveva correttamente percepito il fatto denunciato e ne aveva dato una valutazione giuridica, non sindacabile mediante revocazione. Anche le doglianze sull’omessa pronuncia e sull’applicazione della disciplina sanzionatoria prospettavano errori di diritto, non sviste materiali; il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con spese compensate.

N. 26012

Cassazione, sentenza n. 26012 del 5/09/2022

Sentenza n. 26012 del 05/09/2022

La CTR aveva confermato sei accertamenti per IVA, IRES e IRAP limitandosi, dopo l’esposizione delle difese, ad affermare la legittimità dei rilievi e l’insufficienza delle contestazioni della contribuente. La Cassazione ha qualificato tale motivazione come apparente: anche il rinvio alla decisione di primo grado è valido soltanto quando il giudice d’appello esponga, almeno sinteticamente, una propria valutazione critica dei motivi di gravame. Dichiarata cessata la materia del contendere per alcune riprese IRAP definite in via agevolata, la Corte ha accolto i primi due motivi per il resto, cassando con rinvio e assorbendo le altre censure.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26011

Cassazione, sentenza n. 26011 del 5/09/2022

Sentenza n. 26011 del 05/09/2022

La controversia riguardava il disconoscimento parziale, ai fini IVA, IRES e IRAP, di costi di sponsorizzazione ritenuti manifestamente antieconomici e non inerenti, anche perché quadruplicavano gli utili dell’esercizio. La Cassazione ha giudicato inammissibili le censure sulla comparabilità con il contratto dell’anno precedente e sulla motivazione, rilevando che il raffronto temporale era soltanto un indizio e serviva soprattutto a quantificare la ripresa; ha inoltre escluso l’immutazione della contestazione, poiché l’accertamento già richiamava incongruità e irragionevolezza del costo. Il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 26010

Cassazione, sentenza n. 26010 del 5/09/2022

Sentenza n. 26010 del 05/09/2022

L’accertamento ricostruiva maggiori ricavi d’impresa sulla base di documentazione extracontabile rinvenuta presso un fornitore, indicativa di acquisti di merce non contabilizzati, applicando una percentuale di ricarico del 25%. La Cassazione ha confermato che documenti reperiti anche presso terzi possono costituire indizi gravi, precisi e concordanti, indipendentemente da irregolarità della contabilità, spettando al contribuente offrire prova contraria; le contestazioni sulla motivazione e sulla prova erano inoltre prive della necessaria specificità o rivolte al merito. Il ricorso è stato rigettato.

N. 26009

Cassazione, sentenza n. 26009 del 5/09/2022

Sentenza n. 26009 del 05/09/2022

La società contestava il diniego di un condono relativo al recupero dell’IVA detratta su una fattura riferita a un’operazione ritenuta oggettivamente inesistente. Correggendo la motivazione del giudice regionale, la Cassazione ha affermato che la disciplina del condono invocata deve essere disapplicata quando riguarda l’IVA, perché incompatibile con il diritto dell’Unione; ha inoltre escluso un termine autonomo per notificare il diniego, dovendosi rispettare i termini della pretesa impositiva. Le ulteriori doglianze erano infondate o inammissibili e il ricorso è stato rigettato.

N. 26008

Cassazione, sentenza n. 26008 del 5/09/2022

Sentenza n. 26008 del 05/09/2022

Gli accertamenti disconoscevano deduzioni IRES e IRAP e detrazione IVA connesse al costo dell’usufrutto ventennale di immobili, ritenuto fittizio in base a plurimi elementi presuntivi, tra cui la sproporzione dei prezzi, la contestualità dei trasferimenti e la mancata prova del pagamento. La Cassazione ha ritenuto che le ricorrenti non si fossero confrontate con tale ricostruzione e ha confermato che le questioni assorbite in primo grado dovevano essere riproposte tempestivamente nelle controdeduzioni d’appello, mentre quella già respinta richiedeva appello incidentale. Entrambi i ricorsi sono stati rigettati.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 26007

Cassazione, sentenza n. 26007 del 5/09/2022

Sentenza n. 26007 del 05/09/2022

Il contribuente contestava accertamenti su redditi d’impresa e IVA, sostenendo la decadenza dell’Ufficio per l’annualità 2005 e l’uso pretestuoso del raddoppio dei termini collegato a una notizia di reato. La Cassazione ha ribadito che, nel regime temporale applicabile, rileva l’obbligo di denuncia valutato al momento della violazione e dell’accertamento, non il successivo ridimensionamento della pretesa; le allegazioni sulla strumentalità erano però carenti di specificità. Ha inoltre escluso l’obbligo di previo contraddittorio sulla questione giuridica della specificità dell’appello e ha rigettato i primi tre motivi, assorbendo gli altri.

N. 26006

Cassazione, sentenza n. 26006 del 5/09/2022

Sentenza n. 26006 del 05/09/2022

Un ex rappresentante e socio aveva impugnato nel 2013 un avviso di accertamento intestato alla società e notificatogli nel 2009, sostenendone l’inesistenza e chiedendo la cessazione della materia del contendere. La Cassazione ha rilevato che il ricorso introduttivo era stato proposto oltre il termine previsto per l’impugnazione, circostanza rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado e già accertata da entrambi i giudici di merito. Ha quindi rigettato il ricorso, confermando l’inammissibilità dell’impugnazione originaria per tardività.

N. 26005

Cassazione, sentenza n. 26005 del 5/09/2022

Sentenza n. 26005 del 05/09/2022

La lite riguardava una cartella emessa per l’iscrizione provvisoria a ruolo del 30% delle maggiori imposte risultanti da avvisi autonomamente impugnati, con esito allora sfavorevole al contribuente. La Cassazione ha dichiarato inammissibile la censura sulla notifica postale diretta della cartella perché nuova e non autosufficiente, precisando comunque che tale modalità è consentita; anche la contestazione delle notifiche degli atti presupposti era stata proposta per la prima volta in sede di legittimità. Il ricorso principale è stato dichiarato inammissibile e quello incidentale condizionato dell’Amministrazione è rimasto assorbito.

N. 26148

Cassazione, sentenza n. 26148 del 5/09/2022

IRPEF - Redditi soggetti a tassazione separata - Rinuncia al diritto di opzione.

La controversia riguardava il trattamento IRPEF del corrispettivo percepito da un socio, nell’ambito di una transazione, per rinunciare all’esercizio del diritto di opzione e abbandonare il relativo giudizio. La Corte ha equiparato la rinuncia onerosa alla cessione del diritto, poiché il titolare lo perde in cambio del corrispettivo e il soggetto pagatore consegue un vantaggio economico; non si trattava, quindi, della remunerazione di un generico obbligo di fare, non fare o permettere. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato rigettato, confermando il regime dei redditi diversi applicato dalla CTR.

  • IRPEF
  • Società
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26064

Cassazione, ordinanza n. 26064 del 5/09/2022

TARSU TIA - Delibere tariffe - Non necessaria allegazione.

La CTR aveva annullato un accertamento TARSU/TIA perché il Comune non aveva prodotto il regolamento tariffario né provato la pubblicazione delle tariffe richiamate. La Cassazione ha affermato che delibere e regolamenti comunali, quali atti generali sottoposti a pubblicità legale, si presumono conoscibili e non devono essere allegati all’atto impositivo; è inoltre irrilevante la loro mancata pubblicazione sul sito internet comunale, che non costituisce il mezzo di pubblicità legale. Il ricorso del Comune è stato accolto, con cassazione e rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 26057

Cassazione, ordinanza n. 26057 del 5/09/2022

IMU - Sanzioni.

La controversia concerneva l’IMU su un immobile non restituito dall’utilizzatore dopo la risoluzione del leasing e le relative sanzioni. La Corte ha confermato che, cessato il contratto, il soggetto passivo torna a essere la società concedente anche senza materiale riconsegna del bene; ha però riconosciuto un’obiettiva incertezza normativa, documentata da precedenti giurisprudenziali contrastanti, idonea a escludere le sanzioni. Accolto soltanto il quinto motivo, la Cassazione ha deciso nel merito annullando le sanzioni e confermando imposta e interessi, con compensazione delle spese.

N. 26021

Cassazione, sentenza n. 26021 del 5/09/2022

Sentenza n. 26021 del 05/09/2022

Nel giudizio su una cartella relativa a sanzioni, la contribuente aveva anche impugnato il diniego di definizione agevolata della controversia. La Corte ha escluso la definibilità, poiché la cartella non costituiva il primo atto manifestativo della pretesa, essendo stata preceduta dagli atti di irrogazione delle sanzioni ormai definitivamente giudicati. Ha inoltre dichiarato inammissibile il ricorso dell’Agenzia delle Entrate contro la decisione sulla prescrizione, perché proposto verso una persona diversa dalla società parte del giudizio, senza possibilità di integrare un rapporto processuale mai validamente instaurato; entrambi i ricorsi sono stati quindi respinti, con spese compensate.

N. 26020

Cassazione, sentenza n. 26020 del 5/09/2022

Sentenza n. 26020 del 05/09/2022

Una ex socia di società di persone aveva ottenuto dalla CTR l’annullamento di cartelle per IVA e IRAP, sul presupposto che gli atti impositivi dovessero essere notificati anche ai coobbligati. La Cassazione ha affermato che la responsabilità solidale e illimitata dei soci opera anche per i debiti tributari e che, ai fini della decadenza dalla riscossione, l’articolo 25 consente la notifica della cartella alternativamente al debitore iscritto a ruolo o al coobbligato. Quest’ultimo conserva il diritto di contestare la pretesa originaria mediante l’impugnazione della cartella; l’unico motivo dell’Agenzia è stato ritenuto fondato.

  • Riscossione
  • Società di persone
  • IVA
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 26019

Cassazione, sentenza n. 26019 del 5/09/2022

Sentenza n. 26019 del 05/09/2022

L’accertamento contestava a un’impresa di trasporto diverse deduzioni e detrazioni, una plusvalenza non contabilizzata e il trattamento IRAP di contributi regionali; la CTR aveva accolto soltanto il rilievo relativo alle divise dei dipendenti. La Cassazione ha ritenuto inammissibili le censure che, sotto la veste di violazioni di legge, miravano a rivedere gli accertamenti di fatto sull’associazione in partecipazione e su alcune operazioni ritenute inesistenti; ha inoltre confermato l’inclusione nell’imponibile IRAP dei contributi non direttamente correlati a specifici costi del personale. Accolto parzialmente il nono motivo, ha cassato con rinvio, rigettando il resto.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • IRES
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 26014

Cassazione, sentenza n. 26014 del 5/09/2022

Sentenza n. 26014 del 05/09/2022

L’accertamento riguardava principalmente costi e IVA relativi a sponsorizzazioni motociclistiche estere ritenute inesistenti, oltre ad altre componenti negative considerate non inerenti. La Corte ha escluso la motivazione apparente: la CTR aveva richiamato il processo verbale di constatazione, le indagini bancarie e altri elementi istruttori; ha inoltre precisato che il valore probatorio del verbale varia secondo la natura dei fatti attestati e che l’omesso esame di singoli elementi non rileva se il fatto storico è stato considerato. Accolto soltanto il dodicesimo motivo, la sentenza è stata cassata sul relativo profilo con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 25866

Cassazione, sentenza n. 25866 del 2/09/2022

Sentenza n. 25866 del 02/09/2022

Gli eredi del contribuente avevano impugnato la decisione che riconosceva la validità della notifica di una delle cartelle sottese alle intimazioni di pagamento per IVA, IRPEF e IRAP. Nel corso del giudizio hanno rinunciato al ricorso dopo avere aderito alla definizione agevolata, ma la rinuncia non era stata notificata alla controparte né vistata dal suo difensore. La Cassazione ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse, compensando le spese ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.

  • Riscossione
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25865

Cassazione, sentenza n. 25865 del 2/09/2022

Sentenza n. 25865 del 02/09/2022

La controversia riguardava la tempestività di cartelle derivanti dal controllo automatizzato delle dichiarazioni di una società di persone cancellata nel 2001, successivamente richieste a una socia. La Cassazione ha stabilito che, per le cancellazioni anteriori alla riforma societaria, l’estinzione opera dal 1° gennaio 2004: le notifiche eseguite alla società nel 2003 potevano quindi impedire la decadenza anche verso la coobbligata, mentre quelle successive all’estinzione e oltre l’anno dalla cancellazione non producevano tale effetto. Il ricorso dell’Agenzia è stato parzialmente accolto, con cassazione e rinvio.

  • Riscossione
  • Società di persone
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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