Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 27432

Cassazione, sentenza n. 27432 del 20/09/2022

IRAP - Base imponibile - Differenze retributive versate ai dipendenti all'esito di un contenzioso.

Un ente pubblico chiedeva il rimborso dell’IRAP versata sulle differenze retributive corrisposte ai dipendenti dopo un contenzioso, riferite in parte ad annualità anteriori all’introduzione del tributo. La Cassazione stabilisce che tali somme non entrano nella base imponibile per i periodi precedenti al 1998, poiché allora mancava lo stesso presupposto impositivo, mentre restano assoggettabili per le annualità successive. Respinge le censure sulla decorrenza del termine di rimborso e sul contributo sanitario, ma accoglie parzialmente il primo motivo, cassa la decisione regionale e rinvia per il riesame.

N. 27187

Cassazione, sentenza n. 27187 del 15/09/2022

Sentenza n. 27187 del 15/09/2022

Gli accertamenti ICI erano fondati su una rendita catastale modificata e mai notificata, mentre la Commissione regionale aveva valorizzato una precedente rendita risalente al 1986; contro tale decisione erano stati proposti sia ricorso per cassazione sia revocazione. La Corte considera tempestiva la revocazione in base alla data di spedizione, ma la rigetta nel merito perché il prospettato errore non era decisivo e riguardava un punto controverso. Sul ricorso principale accoglie invece la censura relativa all’efficacia della nuova rendita, ribadendo che, dal 1° gennaio 2000, l’atto attributivo o modificativo non può essere utilizzato prima della notificazione; cassa pertanto la decisione impugnata.

N. 27250

Cassazione, sentenza n. 27250 del 15/09/2022

Sentenza n. 27250 del 15/09/2022

Gli accertamenti per IRES, IRAP e IVA riguardavano prestazioni di manutenzione ritenute oggettivamente inesistenti; per una delle annualità la lite era stata definita in via agevolata. La Cassazione precisa che, negli accertamenti documentali senza accesso nei locali, non opera un obbligo generalizzato di contraddittorio; per l’IVA il contribuente deve inoltre indicare concretamente le difese che avrebbe svolto. Ritiene adeguata la motivazione per relationem quando l’atto riproduce il contenuto essenziale dei documenti richiamati; dichiara estinta una parte del giudizio e, sulla lite residua, accoglie il motivo relativo alla decadenza limitatamente all’IRAP e un ulteriore motivo, disponendo il rinvio.

N. 27243

Cassazione, sentenza n. 27243 del 15/09/2022

Sentenza n. 27243 del 15/09/2022

La controversia riguardava un accertamento ICI fondato su rendite catastali contestate, del quale la società denunciava il difetto di motivazione e la mancata notifica degli atti della procedura di aggiornamento. La Cassazione rileva che il giudice regionale aveva omesso di pronunciarsi su tali questioni e aveva erroneamente considerato tardiva la deduzione della discrasia emersa dalla visura prodotta in giudizio, trattandosi di mera difesa a sostegno di un motivo già proposto. Accoglie quindi i primi due motivi e, in parte, quello sul contributo unificato, cassa la sentenza e rinvia alla Commissione regionale.

N. 27242

Cassazione, sentenza n. 27242 del 15/09/2022

Sentenza n. 27242 del 15/09/2022

Il Comune aveva recuperato l’ICI su un complesso immobiliare appartenente a un ente religioso, inutilizzato da anni ma originariamente destinato alla formazione del clero; i giudici di merito avevano riconosciuto l’esenzione valorizzandone la destinazione potenziale. La Cassazione ricorda che il beneficio richiede congiuntamente la natura non commerciale dell’ente e l’utilizzo del bene per una delle attività tutelate, non essendo sufficiente una destinazione meramente astratta quando l’immobile ha cessato stabilmente di essere impiegato ed è oggetto di trattative di vendita. Su tali presupposti dichiara fondato il primo motivo proposto dal Comune.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 27241

Cassazione, sentenza n. 27241 del 15/09/2022

Sentenza n. 27241 del 15/09/2022

L’Amministrazione aveva recuperato l’IVA ordinaria sull’acquisto di un’abitazione ritenuta di lusso, negando l’aliquota agevolata applicata come prima casa; il giudice di rinvio aveva desunto il superamento della soglia anche dalla perizia dei contribuenti. La Cassazione precisa che terrazzi e piscina sul terrazzo non concorrono al calcolo, mentre il sottotetto deve essere incluso se concretamente utilizzabile, anche se non abitabile. Poiché l’accertamento sul superamento dei 240 metri quadrati non era stato specificamente censurato e le prove acquisite sono utilizzabili indipendentemente dalla parte che le produce, la Corte rigetta il ricorso.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 27240

Cassazione, sentenza n. 27240 del 15/09/2022

Sentenza n. 27240 del 15/09/2022

Un ex rappresentante e socio aveva impugnato personalmente, a distanza di anni, un avviso intestato alla società; i giudici di merito avevano dichiarato tardivo il ricorso. In Cassazione furono presentati due ricorsi identici: il primo privo delle sottoscrizioni necessarie e il secondo formalmente valido ma notificato oltre sessanta giorni dalla prima impugnazione, che aveva determinato la conoscenza legale della sentenza. La Corte dichiara entrambi inammissibili, precisando che un secondo ricorso può sostituire il primo non ancora dichiarato inammissibile soltanto se rispetta anche il termine breve decorrente dalla notificazione della prima impugnazione.

N. 27143

Cassazione, sentenza n. 27143 del 14/09/2022

Sentenza n. 27143 del 14/09/2022

La lite sostanziale riguardava la classificazione doganale di più prodotti per il corpo venduti in un unico cofanetto, che l’Agenzia delle dogane aveva ricondotto a una sola voce tariffaria; la Commissione regionale aveva invece riconosciuto voci distinte. La Cassazione non esamina il merito perché il ricorso dell’Amministrazione era stato notificato a indirizzi PEC privi di qualsiasi collegamento con i difensori domiciliatari. Una notificazione così estranea alla sfera di conoscibilità del destinatario è inesistente, non semplicemente nulla; il ricorso viene pertanto dichiarato inammissibile, con condanna dell’Agenzia alle spese.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
N. 27142

Cassazione, sentenza n. 27142 del 14/09/2022

Sentenza n. 27142 del 14/09/2022

La controversia riguardava la classificazione doganale di una confezione composta da prodotti diversi e il conseguente recupero di maggiori diritti; i giudici di merito avevano escluso una voce tariffaria unica, ritenendo i prodotti autonomamente utilizzabili. La Cassazione non ha esaminato tale questione: il ricorso dell’Agenzia delle Dogane era stato notificato a indirizzi PEC privi di qualsiasi collegamento con la società resistente. Ravvisata l’inesistenza della notificazione, anziché una mera nullità, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e condannato la ricorrente alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imposte indirette
N. 26939

Cassazione, sentenza n. 26939 del 13/09/2022

Sentenza n. 26939 del 13/09/2022

La società chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva escluso il regime agevolato previsto per gli immobili storico-artistici strumentali all’attività d’impresa, sostenendo che l’immobile locato a terzi fosse invece patrimoniale. La Cassazione ha distinto la mera svista percettiva, rilevante ai fini revocatori, dagli errori di diritto, giudizio o valutazione: la qualificazione dell’immobile costituiva un punto controverso già sottoposto all’esame giudiziale. Ha quindi ritenuto inammissibile la revocazione; inoltre, i dinieghi di definizione agevolata erano divenuti definitivi perché non impugnati davanti alla stessa Corte, presso cui pendeva la lite.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Pace Fiscale
N. 26938

Cassazione, sentenza n. 26938 del 13/09/2022

Sentenza n. 26938 del 13/09/2022

L’Agenzia aveva recuperato un credito d’imposta per investimenti perché il capannone agevolato non risultava effettivamente impiegato nell’attività produttiva prevista e comprendeva unità abitative locate a terzi. La Cassazione ha precisato che, anche dopo una fusione, la società incorporante subentra nel credito con i relativi vincoli e che la mera ultimazione o disponibilità dell’immobile non equivale alla sua entrata in funzione: occorre l’effettivo inserimento nel ciclo produttivo entro il termine stabilito. Ha inoltre ritenuto legittimo l’avviso di recupero, distinto dal controllo automatizzato, e ha rigettato il ricorso.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Immobili
N. 26920

Cassazione, ordinanza n. 26920 del 13/09/2022

Richiesta di risarcimento dei danni morali e materiali - Avviso di accertamento sintetico - Maggior reddito imponibile.

Il contribuente domandava autonomamente il risarcimento dei danni attribuiti a un accertamento sintetico già annullato con decisione definitiva; i giudici di merito avevano reputato la domanda proponibile soltanto nel processo tributario originario. La Cassazione ha chiarito che la responsabilità aggravata per pretesa impositiva temeraria spetta ordinariamente al giudice tributario del giudizio presupposto, ma ammette un’azione autonoma quando la domanda non poteva essere proposta in quella sede. Poiché il precedente processo si era concluso sotto la disciplina che escludeva l’applicazione dell’articolo 96 c.p.c., ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e disposto il rinvio.

N. 26823

Cassazione, sentenza n. 26823 del 12/09/2022

Sentenza n. 26823 del 12/09/2022

La lite riguardava un accertamento ICI per terreni appartenenti a una società partecipata da enti locali e destinati al servizio idrico; i giudici di merito avevano negato l’esenzione per assenza di strumentalità rispetto all’attività svolta. Nel giudizio di cassazione la società incorporante ha rinunciato al ricorso e il Comune ha accettato la rinuncia, rinunciando anche alla condanna alle spese. La Corte, senza pronunciarsi sulla fondatezza delle contestazioni tributarie, ha dichiarato estinto il giudizio, compensato le spese e escluso l’ulteriore contributo unificato previsto per rigetto, inammissibilità o improcedibilità.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26810

Cassazione, ordinanza n. 26810 del 12/09/2022

Ordinanza n. 26810 del 12/09/2022

La controversia, estranea alla materia tributaria, riguardava il risarcimento chiesto dalla conduttrice per il crollo di parte di un immobile commerciale; la Corte d’appello aveva escluso la responsabilità della locatrice, ritenendo non provata la conoscenza o prevedibilità del pericolo al momento della stipula. La Cassazione ha giudicato inammissibile il ricorso principale perché, sotto la veste di violazioni di legge e omesso esame, sollecitava una nuova valutazione dei fatti e delle prove già considerate nel merito. Il motivo sulla quantificazione del danno e il ricorso incidentale condizionato sono rimasti assorbiti.

N. 26751

Cassazione, ordinanza n. 26751 del 12/09/2022

Accertamento - Accesso Guardia di Finanza - Autorizzazione non necessaria.

Il contribuente contestava accertamenti e sanzioni relativi a un’attività alberghiera, deducendo l’illegittimità dell’accesso della Guardia di Finanza in un immobile a uso promiscuo e l’applicabilità del regime previsto per gli immobili storico-artistici. La Cassazione ha affermato che la Guardia di Finanza può accedere senza autorizzazione scritta nei locali adibiti ad attività commerciale; nella specie, inoltre, l’accesso alla parte abitativa risultava autorizzato sulla base di gravi indizi. Ha escluso il regime speciale, riferito ai redditi fondiari e non al reddito d’impresa, e ha rigettato il ricorso.

N. 26702

Cassazione, sentenza n. 26702 del 12/09/2022

Sentenza n. 26702 del 12/09/2022

L’accertamento attribuiva a una società formalmente estera redditi e IVA in Italia, assumendo che le decisioni gestionali provenissero dal territorio nazionale; i giudici di merito avevano confermato la pretesa sulla base di elementi indiziari relativi all’attività locale. La Cassazione non ha esaminato il merito fiscale: il ricorso era stato proposto, per la società di capitali, da chi si qualificava amministratore di fatto, sebbene esistesse un amministratore regolarmente nominato. Poiché l’amministratore di fatto non ha rappresentanza legale della società, la Corte ha cassato senza rinvio la sentenza, dichiarando che il giudizio non poteva essere iniziato.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26699

Cassazione, sentenza n. 26699 del 12/09/2022

Sentenza n. 26699 del 12/09/2022

Le cause riunite riguardavano accertamenti IRES, IRAP e IVA verso una società a ristretta base partecipativa e i conseguenti recuperi IRPEF verso i soci, fondati anche sui movimenti dei conti personali del socio-amministratore. La Cassazione ha escluso che tra società di capitali e soci sussistesse il litisconsorzio necessario proprio delle società di persone e ha rilevato l’inammissibilità delle censure sul concordato fiscale non rivolte contro tutte le autonome ragioni della decisione. Ha però accolto le doglianze concernenti l’attribuzione alla società delle movimentazioni personali, ritenendo necessari elementi idonei e un’adeguata motivazione, e ha accolto il ricorso erariale relativo all’altra socia.

  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26698

Cassazione, sentenza n. 26698 del 12/09/2022

Sentenza n. 26698 del 12/09/2022

L’accertamento contestava, ai fini IRES, prezzi inferiori al valore normale nelle operazioni tra una società italiana e una controllata estera; la CTR lo aveva annullato qualificando il transfer pricing come clausola antielusiva e ritenendo non provato l’intento elusivo. La Cassazione ha chiarito che l’Amministrazione deve provare l’esistenza di operazioni infragruppo a prezzi apparentemente inferiori al normale, mentre spetta al contribuente dimostrarne la conformità al mercato; la scelta del metodo richiede verifiche concrete di comparabilità. Tuttavia, accolto anche il motivo della società sul mancato rispetto del contraddittorio successivo all’accesso, ha cassato la decisione e accolto nel merito il ricorso originario della contribuente.

N. 26697

Cassazione, sentenza n. 26697 del 12/09/2022

Sentenza n. 26697 del 12/09/2022

L’accertamento IRAP contestava l’applicazione, nelle operazioni con una controllata estera, di prezzi inferiori al valore normale; CTP e CTR avevano accolto la tesi della contribuente, ritenendo non provata l’elusione e adeguato il metodo CUP. La Cassazione afferma che l’art. 110, comma 7, TUIR non impone all’Amministrazione di dimostrare un intento elusivo, mentre il contribuente deve provare la conformità delle transazioni ai valori di mercato. Sono quindi ritenuti fondati il primo e il quarto motivo dell’Agenzia e infondato quello sulla motivazione apparente.

  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26696

Cassazione, sentenza n. 26696 del 12/09/2022

Sentenza n. 26696 del 12/09/2022

La controversia riguardava un accertamento IRES sul consolidato, fondato su prezzi ritenuti inferiori al valore normale nelle operazioni con una controllata estera; la CTR, confermando il primo grado, aveva escluso che l’Ufficio avesse provato l’elusione e aveva valorizzato il metodo CUP. La Cassazione precisa che, ai fini dell’art. 110, comma 7, TUIR, l’Amministrazione deve dimostrare transazioni infragruppo a prezzo apparentemente inferiore al normale, non la finalità elusiva, mentre al contribuente spetta provare i valori di mercato. Risultano fondati il primo e il quarto motivo dell’Agenzia, ma non la censura sulla motivazione apparente.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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