Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 26695

Cassazione, sentenza n. 26695 del 12/09/2022

Sentenza n. 26695 del 12/09/2022

L’accertamento IRAP per il 2004 contestava prezzi infragruppo inferiori al valore normale; la CTR aveva confermato l’annullamento, ponendo sull’Amministrazione la prova dell’elusione e respingendo anche la censura della contribuente sul contraddittorio preventivo. La Cassazione chiarisce che, nel transfer pricing, l’Ufficio deve provare transazioni collegate a prezzo apparentemente inferiore al normale, mentre il contribuente deve dimostrarne la conformità al mercato; il metodo TNMM è utilizzabile alle condizioni indicate nella pronuncia. Accolti sia due motivi dell’Agenzia sia il motivo incidentale sul contraddittorio, la Corte cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso originario della contribuente.

  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26694

Cassazione, sentenza n. 26694 del 9/09/2022

Sentenza n. 26694 del 09/09/2022

La controversia riguardava la validità di un avviso di accertamento IVA sottoscritto da un funzionario delegato, dopo che i giudici di merito lo avevano annullato perché la delega di firma recava l’indicazione a stampa, ma non la sottoscrizione autografa del direttore. La Cassazione ha qualificato la delega di firma come atto amministrativo interno, distinto dalla delega di funzioni e soggetto alla disciplina generale che equipara alla sottoscrizione l’apposita indicazione a stampa. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rinviato alla CTR in diversa composizione.

N. 26592

Cassazione, sentenza n. 26592 del 9/09/2022

Sentenza n. 26592 del 09/09/2022

La commissione regionale aveva dichiarato inammissibile un appello notificato tramite PEC quando, nel Lazio, non era ancora operativa la disciplina attuativa del processo tributario telematico. La Cassazione ha confermato che la normativa speciale del rito tributario consentiva tali notificazioni soltanto dopo l’entrata in vigore dei relativi decreti attuativi; prima di quel momento, la notifica telematica era giuridicamente inesistente e non poteva essere sanata neppure dalla costituzione delle controparti. La motivazione della sentenza regionale rendeva inoltre chiaramente percepibili le ragioni processuali della decisione. Il ricorso è stato rigettato.

N. 26693

Cassazione, sentenza n. 26693 del 9/09/2022

Sentenza n. 26693 del 09/09/2022

Il giudizio concerneva una cartella di pagamento per IRES, IVA e altri importi, già ritenuta legittima nei due gradi di merito. In Cassazione la contribuente ha dichiarato di non avere più interesse al ricorso, riferendo l’annullamento della cartella, ma la rinuncia non poteva determinare l’estinzione perché priva della sottoscrizione personale della parte e di un mandato speciale al difensore. La Corte ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse, senza statuire sulle spese né applicare il doppio contributo.

N. 26591

Cassazione, sentenza n. 26591 del 9/09/2022

Sentenza n. 26591 del 09/09/2022

La controversia riguardava il diniego di definizione agevolata di liti relative ad avvisi di liquidazione per INVIM e imposte di registro e ipocatastali, emessi dopo la definizione giudiziale del valore di immobili conferiti a una società. La Cassazione ha guardato alla funzione sostanziale degli atti: essi liquidavano per la prima volta imposte e sanzioni e lasciavano aperta un’effettiva contestazione sulla misura del tributo, assumendo quindi natura impositiva ai fini della definizione. Accolti i ricorsi contro i dinieghi, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio e compensato integralmente le spese.

  • Pace Fiscale
  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
N. 26684

Cassazione, sentenza n. 26684 del 9/09/2022

Sentenza n. 26684 del 09/09/2022

Una società estera chiedeva il rimborso delle ritenute del 15 per cento applicate ai dividendi italiani nel 2005-2007, allegando una discriminazione rispetto al trattamento delle società residenti; la CTR aveva escluso il rimborso per insufficiente prova della disparità concreta e dell’imposta pagata all’estero. La Cassazione ha respinto la censura di motivazione apparente, ma ha ritenuto fondati i motivi relativi alla libera circolazione dei capitali, all’onere probatorio e all’omessa decisione sulla domanda subordinata. Ha rilevato che la riduzione convenzionale dal 27 al 15 per cento non eliminava il trattamento deteriore già accertato in sede unionale.

N. 26556

Cassazione, sentenza n. 26556 del 9/09/2022

Sentenza n. 26556 del 09/09/2022

Il giudizio riguardava il recupero delle maggiori imposte di registro, ipotecarie e catastali su una successione, dopo il disconoscimento dell’agevolazione prima casa per un’abitazione ritenuta di lusso. La Cassazione ha affermato che, nel calcolo della superficie utile, conta l’utilizzabilità concreta degli ambienti e non la loro qualificazione progettuale o catastale: il locale indicato come soffitta presentava, secondo l’accertamento regionale, caratteristiche e potenzialità abitative. L’assenza dell’impianto di riscaldamento non era decisiva e la successiva variazione DOCFA non vincolava né l’Amministrazione né il giudice. Il ricorso è stato rigettato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
N. 26681

Cassazione, sentenza n. 26681 del 9/09/2022

Sentenza n. 26681 del 09/09/2022

La lite verteva sul rimborso delle ritenute del 15 per cento applicate nel 2005-2007 a dividendi corrisposti a una società estera, che denunciava un trattamento discriminatorio rispetto alle società residenti. La CTR aveva negato il rimborso, richiedendo la prova concreta della maggiore imposizione e dell’effettivo pagamento di imposte nello Stato di residenza. La Cassazione ha escluso la nullità della motivazione, ma ha ritenuto fondati gli altri motivi: la riduzione convenzionale dal 27 al 15 per cento non eliminava la disparità rispetto alla ritenuta dell’1,65 per cento prevista per le società residenti.

N. 26555

Cassazione, sentenza n. 26555 del 9/09/2022

Sentenza n. 26555 del 09/09/2022

La società aveva impugnato un avviso di pagamento TARSU per le annualità dal 2007 al 2012, contestando notificazione, sottoscrizione, motivazione, superfici tassabili, qualità del servizio e sanzioni; i giudici di merito avevano respinto le doglianze. Nel giudizio di legittimità la ricorrente ha tuttavia rinunciato al ricorso. La Cassazione, senza pronunciarsi sulla fondatezza delle questioni tributarie prospettate, ha rilevato che la rinuncia è un atto unilaterale e non richiedeva notificazione alle controparti rimaste intimate; ha quindi dichiarato estinto il giudizio, senza statuizione sulle spese né ulteriore contributo unificato.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26677

Cassazione, sentenza n. 26677 del 9/09/2022

Sentenza n. 26677 del 09/09/2022

La controversia riguardava il rimborso dell’imposta sostitutiva applicata alle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni in società italiane, riconosciuto dalla CTR dopo avere ritenuto definitivamente accertata la legittimazione della richiedente. L’Agenzia sosteneva in Cassazione che l’intermediario non potesse agire per un diritto riferibile alla clientela estera. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché non censurava la distinta statuizione della CTR sull’esistenza del giudicato interno relativo alla legittimazione attiva, limite operante anche rispetto alla rilevabilità d’ufficio della questione; l’Agenzia è stata condannata alle spese.

N. 26633

Cassazione, sentenza n. 26633 del 9/09/2022

Sentenza n. 26633 del 09/09/2022

L’Ufficio aveva riqualificato come cessione immobiliare una promessa di trasferimento di immobili destinati a liquidare la quota di un socio receduto, valorizzando l’immediata consegna dei beni e applicando l’imposta di registro proporzionale. La Cassazione ha chiarito che, nel preliminare a esecuzione anticipata, consegna e pagamento non producono da soli l’effetto traslativo: la disponibilità del bene può integrare una detenzione qualificata collegata a un rapporto obbligatorio. Ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato alla CTR per riesaminare l’intero contenuto negoziale e il successivo comportamento delle parti.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
N. 26632

Cassazione, sentenza n. 26632 del 9/09/2022

Sentenza n. 26632 del 09/09/2022

Il giudizio riguardava contributi di bonifica richiesti per terreni che il giudice di rinvio aveva ritenuto privi di uno specifico vantaggio derivante dall’attività consortile. Il Consorzio ha dedotto, tra l’altro, di non avere ricevuto l’avviso dell’udienza dinanzi alla CTR, producendo un’attestazione della segreteria conforme allo svolgimento processuale riportato nella sentenza. La Cassazione ha affermato che l’omessa comunicazione tempestiva dell’udienza viola contraddittorio e diritto di difesa e rende nulla la decisione; ha pertanto accolto il primo motivo, assorbito gli altri e rinviato alla CTR in diversa composizione.

N. 26631

Cassazione, sentenza n. 26631 del 9/09/2022

Sentenza n. 26631 del 09/09/2022

La controversia concerneva avvisi di liquidazione per INVIM e imposta di registro, con sanzioni, emessi dopo la definizione giudiziale del valore dei beni; la contribuente aveva impugnato anche il diniego di definizione agevolata. La Cassazione ha ritenuto decisiva la funzione sostanziale degli avvisi: essi esprimevano per la prima volta la quantificazione dei tributi e delle sanzioni, lasciando aperte contestazioni effettive su misura e presupposti dell’obbligazione. Ha quindi accolto i ricorsi contro i dinieghi, riconosciuto la controversia definibile e dichiarato estinto il giudizio, compensando integralmente le spese.

  • Imposta di registro
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 26600

Cassazione, sentenza n. 26600 del 9/09/2022

Sentenza n. 26600 del 09/09/2022

Il contribuente chiedeva la revocazione di un’ordinanza relativa alle agevolazioni per un’abitazione, deducendo errori sulla presenza di una stima tecnica e sul computo del seminterrato. La Cassazione ha ribadito che l’errore revocatorio deve essere una svista percettiva evidente e decisiva, non un errore di diritto né una questione che richieda nuove indagini; ha quindi dichiarato inammissibile la revocazione. Ha tuttavia corretto l’errore materiale nel dispositivo dell’ordinanza, precisando che il primo motivo era inammissibile e che il giudice di rinvio non doveva computare il seminterrato nella superficie.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Imposta di registro
  • Processo tributario
N. 26599

Cassazione, sentenza n. 26599 del 9/09/2022

Sentenza n. 26599 del 09/09/2022

L’Agenzia aveva revocato le agevolazioni prima casa perché la residenza non era stata trasferita nel Comune dell’immobile entro diciotto mesi dalla stipula; la contribuente invocava una diversa decorrenza e una patologia quale forza maggiore. La Cassazione ha confermato che il termine è perentorio, decorre dall’acquisto e tutela la certezza del presupposto agevolativo, mentre il termine triennale dalla registrazione riguarda i controlli dell’Ufficio. La forza maggiore richiede un impedimento sopravvenuto, imprevedibile, inevitabile e non imputabile; la relativa valutazione della CTR non era riesaminabile in legittimità. Il ricorso è stato rigettato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 26598

Cassazione, sentenza n. 26598 del 9/09/2022

Sentenza n. 26598 del 09/09/2022

La controversia riguardava la revoca delle agevolazioni prima casa per un immobile acquistato nel 2013, ritenuto di lusso perché la documentazione catastale indicava una superficie utile superiore a 240 metri quadrati. La Cassazione ha confermato che il precedente riconoscimento del beneficio non era decisivo, che per l’imposta di registro mancava uno specifico obbligo di contraddittorio preventivo e che gli acquirenti pro quota rispondevano solidalmente dell’intera imposta. Le ulteriori contestazioni sollecitavano un riesame del merito o erano precluse dalla doppia conforme; il ricorso è stato rigettato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 26597

Cassazione, sentenza n. 26597 del 9/09/2022

Sentenza n. 26597 del 09/09/2022

Il giudizio concerneva una cartella per TARSU relativa a più annualità, contestata per la pendenza delle impugnazioni degli avvisi presupposti, lo svolgimento della mediazione, il trattamento delle sanzioni e asserite decadenze. La Cassazione ha escluso un rapporto di pregiudizialità tecnica che imponesse la sospensione e ha precisato che la proposta formulata dal Comune nella mediazione, rimasta senza accordo, non costituiva autotutela. Le questioni attinenti alla formazione della pretesa dovevano essere dedotte contro gli avvisi di accertamento, non contro la cartella per vizi propri; le censure sono state respinte o dichiarate inammissibili.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26596

Cassazione, sentenza n. 26596 del 9/09/2022

Sentenza n. 26596 del 09/09/2022

La controversia riguardava avvisi di accertamento TARSU per il 2008 e il 2009, confermati nel merito dalla commissione regionale salvo l’applicazione del cumulo giuridico alle sanzioni. La Cassazione ha ritenuto tempestivi gli atti notificati nel 2013, poiché il termine quinquennale decorreva dall’anno dell’omesso versamento, e ha escluso che eventuali irregolarità dell’accertamento con adesione invalidassero la pretesa. Le contestazioni sulla destinazione dell’immobile, sui pagamenti e sulla superficie richiedevano un nuovo esame dei fatti; anche la comunicazione prevista per l’adeguamento delle superfici non era pertinente. Il ricorso è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26595

Cassazione, sentenza n. 26595 del 9/09/2022

Sentenza n. 26595 del 09/09/2022

La lite verteva su una cartella TARSU per il 2012, emessa sulla base della superficie e della destinazione professionale comunicate dal contribuente, nonché sulla regolarità dell’appello comunale notificato per posta. La Cassazione ha qualificato come mera irregolarità la spedizione in busta chiusa e ha escluso vizi della consegna e dell’individuazione del destinatario. Ha inoltre confermato che il Comune poteva liquidare direttamente il tributo e iscriverlo a ruolo, trattandosi di dati già dichiarati e non modificati d’ufficio, senza necessità di un previo accertamento. Le censure sono state respinte.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 26594

Cassazione, sentenza n. 26594 del 9/09/2022

Sentenza n. 26594 del 09/09/2022

Erano impugnati due avvisi TARSU per il 2005 e il 2006, emessi per adeguare la pretesa a una precedente sentenza definitiva che aveva rideterminato in 86 metri quadrati la superficie occupata dal contribuente. La Cassazione ha escluso che gli atti costituissero una nuova imposizione: essi davano esecuzione al giudicato, sicché la riscossione era soggetta alla prescrizione dell’actio iudicati e non ai termini propri dell’originaria azione amministrativa. Le contestazioni sulla tariffa, sul pagamento e sul procedimento impositivo erano ormai coperte dal giudicato e andavano proposte contro gli accertamenti originari. Il ricorso è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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