Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 1042

Cassazione, sentenza n. 1042 del 16/01/2023

Sentenza n. 1042 del 16/01/2023

Un’impresa contestava la quota fissa della TIA, sostenendo di affidare a soggetti esterni lo smaltimento dei rifiuti speciali non pericolosi e censurando anche i poteri del concessionario e la regolarità dell’accertamento. La Corte ha riconosciuto al concessionario convenzionato il potere di accertare e riscuotere il tributo e ha escluso che l’omessa indicazione del responsabile del procedimento rendesse nullo l’avviso, nel quale figurava il funzionario responsabile. Ha inoltre respinto le censure relative alla quota fissa e alla non assimilabilità dei rifiuti, confermando su tali punti la decisione regionale.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1008

Cassazione, sentenza n. 1008 del 16/01/2023

Sentenza n. 1008 del 16/01/2023

La contribuente contestava un avviso TIA relativo al 2006-2009, emesso per omessa denuncia dei locali industriali, deducendo tra l’altro il difetto di potere del concessionario, vizi formali e la produzione di rifiuti speciali affidati a operatori esterni. La Cassazione ha riconosciuto che il soggetto convenzionato e iscritto nell’apposito albo può accertare e riscuotere il tributo locale; ha inoltre escluso la nullità dell’avviso per mancata indicazione del responsabile del procedimento, essendo indicato il funzionario responsabile. Ha respinto anche le censure esaminate sulla debenza della quota fissa della tariffa.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Sanzioni
N. 1041

Cassazione, sentenza n. 1041 del 16/01/2023

Sentenza n. 1041 del 16/01/2023

Nel giudizio di rinvio relativo alla TIA, la CTR aveva riconosciuto l’esenzione dalla quota variabile per superfici produttive di rifiuti speciali non assimilabili, richiamando genericamente i modelli presentati dal contribuente. La Corte ha giudicato apparente la motivazione, perché non indicava gli elementi idonei a dimostrare natura e smaltimento dei rifiuti né considerava le contestazioni probatorie; ha invece confermato che la TIA relativa al periodo 2001-2005, avendo natura tributaria, non è soggetta a IVA. Accolti quattro motivi e respinto quello sull’IVA, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Tributi locali
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1003

Cassazione, sentenza n. 1003 del 16/01/2023

Sentenza n. 1003 del 16/01/2023

La controversia concerneva la TARSU 2009 applicata a una struttura alberghiera, con contestazioni sul giudicato formatosi per altre annualità, sulla tariffa più elevata rispetto alle abitazioni e sulla riduzione per attività stagionale. La Cassazione ha escluso che precedenti interpretazioni giuridiche riferite ad anni diversi impedissero un nuovo esame e ha riconosciuto al Comune la facoltà di differenziare le tariffe in base alla maggiore produzione di rifiuti degli alberghi. Ha inoltre confermato che la stagionalità deve essere dichiarata e provata dal contribuente e che la relativa riduzione dipende dalla disciplina comunale.

N. 1040

Cassazione, sentenza n. 1040 del 16/01/2023

Sentenza n. 1040 del 16/01/2023

La società contestava accertamenti TARSU fondati sulla maggiore superficie imponibile di uno stabilimento, invocando l’esclusione delle aree produttive di rifiuti speciali, delle pertinenze scoperte e una riduzione per disservizio. La Corte ha confermato la rilevanza delle disposizioni comunali sull’assimilazione dei rifiuti e ha ritenuto infondate le doglianze sulla denuncia e sui fatti già esaminati dal giudice di merito. Ha inoltre precisato che il servizio irregolare non determina esenzione e che la riduzione richiede una prova specifica a carico del contribuente; il ricorso è stato integralmente rigettato.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1002

Cassazione, sentenza n. 1002 del 16/01/2023

Sentenza n. 1002 del 16/01/2023

La contribuente chiedeva il rimborso dell’Euroritenuta applicata da una banca svizzera, per il 2014 e 2015 regolarizzati mediante dichiarazione integrativa e ravvedimento, contro il silenzio-rifiuto dell’Amministrazione. La Cassazione ha stabilito che l’abrogazione della direttiva sul risparmio dal 2016 non incide sulle ritenute dei periodi precedenti e che il rinvio alla legislazione nazionale non può tradursi nel diniego assoluto del rimborso volto a eliminare la doppia imposizione. Ha pertanto ritenuto fondati il primo e il terzo motivo, assorbendo la censura sul mancato contraddittorio.

N. 1039

Cassazione, sentenza n. 1039 del 16/01/2023

Sentenza n. 1039 del 16/01/2023

Il Comune pretendeva l’ICI su aree divenute inedificabili perché destinate a parco pubblico, sostenendo che i diritti edificatori fossero trasferibili su altre aree nell’ambito di una compensazione urbanistica. La Corte ha distinto tale compensazione dalla perequazione: il diritto compensativo non è una qualità reale e intrinseca del terreno e, finché non sia individuata l’area di atterraggio, non rende imponibile il suolo originario. Poiché nell’annualità accertata la compensazione non era perfezionata, il ricorso comunale è stato rigettato e l’esclusione dall’ICI confermata.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 1038

Cassazione, sentenza n. 1038 del 16/01/2023

Sentenza n. 1038 del 16/01/2023

La CTR aveva ritenuto dovuta l’ICI su aree originariamente edificabili, poi assoggettate a inedificabilità assoluta, considerando già trasferito il diritto edificatorio verso un’area di atterraggio. La Corte ha stabilito che l’imponibilità dell’area destinataria della compensazione sorge soltanto dopo il perfezionamento dell’accordo di programma, l’approvazione delle varianti urbanistiche e la precisa individuazione catastale delle aree e delle volumetrie. Poiché risultava soltanto avviato il programma e il contribuente vantava una mera aspettativa, il primo motivo è stato accolto, censurando la decisione regionale favorevole al Comune.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 1037

Cassazione, sentenza n. 1037 del 16/01/2023

Sentenza n. 1037 del 16/01/2023

La controversia riguardava il diniego delle agevolazioni prima casa per un immobile ritenuto di lusso, confermato nei due gradi di merito e contestato anche sotto il profilo della trattazione camerale anziché in pubblica udienza. Durante il giudizio di legittimità la contribuente ha dichiarato il sopravvenuto difetto d’interesse: la Corte ha equiparato tale dichiarazione alla rinuncia, rilevando tuttavia la mancanza dei requisiti necessari per l’estinzione. Ha quindi dichiarato il ricorso sopravvenutamente inammissibile e compensato integralmente le spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 999

Cassazione, sentenza n. 999 del 16/01/2023

Sentenza n. 999 del 16/01/2023

La lite riguardava la rendita catastale di un complesso immobiliare e, in particolare, l’inclusione nel relativo calcolo di macchinari e impianti presenti nello stabilimento. La CTR aveva respinto l’appello richiamando genericamente precedenti di legittimità, senza verificare la tipologia degli impianti né se essi assicurassero all’immobile una specifica e stabile autonomia funzionale e reddituale. La Cassazione ha qualificato tale motivazione come meramente apparente, ha accolto il primo motivo, assorbito gli altri e rinviato al giudice tributario regionale per un nuovo esame.

N. 1036

Cassazione, sentenza n. 1036 del 16/01/2023

IVA - Detrazione - Simulazione soggettiva delle operazioni - Operazione soggettivamente inesistente - Inammissibilità.

L’Amministrazione contestava la detrazione IVA relativa ad acquisti ritenuti soggettivamente inesistenti, ma il giudice regionale aveva annullato gli avvisi perché non esponevano neppure sinteticamente gli elementi dai quali desumere l’interposizione del fornitore. La Corte ha rilevato che i motivi dell’Agenzia, incentrati sull’esame delle prove e sulla conoscenza della frode, non censuravano questa autonoma ragione decisoria, costituita dal difetto di motivazione degli atti. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile, con condanna dell’Amministrazione alle spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 967

Cassazione, sentenza n. 967 del 13/01/2023

Sentenza n. 967 del 13/01/2023

La controversia derivava da un avviso IRES per il 2007, con cui era stato contestato l’abuso del diritto in relazione a un lease-back ritenuto invece lecito nei due gradi di merito. Nelle more del giudizio, la società consolidata ha perfezionato la definizione agevolata della lite per la stessa annualità, liberando la consolidante dalle connesse obbligazioni fiscali; l’Agenzia delle Entrate ha pertanto chiesto la cessazione della materia del contendere. La Cassazione non ha esaminato il merito dell’operazione e ha dichiarato estinto il giudizio, compensando le spese.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Società di capitali
N. 965

Cassazione, sentenza n. 965 del 13/01/2023

Sentenza n. 965 del 13/01/2023

Gli atti impositivi per imposte dirette e IVA del 2006 contestavano operazioni di riorganizzazione infragruppo come abusive e una partecipazione a una frode carosello; la Commissione regionale, confermando il primo grado, aveva escluso entrambe le contestazioni e riconosciuto le ragioni economiche delle operazioni. In cassazione l’Agenzia delle Entrate ha rinunciato al ricorso in esecuzione di un accordo quadro per la definizione stragiudiziale delle liti analoghe. La Corte non ha quindi riesaminato abuso e frode, ma ha dichiarato estinto il giudizio e compensato le spese.

  • IVA
  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Operazioni straordinarie
N. 959

Cassazione, sentenza n. 959 del 13/01/2023

Sentenza n. 959 del 13/01/2023

Alcune società avevano impugnato avvisi di accertamento per imposte dirette e IVA relativi al 2005, contestando l’abuso del diritto ravvisato dall’Amministrazione; la commissione regionale aveva qualificato le operazioni come lecita riorganizzazione infrasocietaria, economicamente giustificata. Durante il giudizio di cassazione le contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata prevista dal decreto-legge n. 119 del 2018. Su concorde richiesta delle parti, la Corte non esamina quindi il merito del ricorso, ma dichiara estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere e compensa le spese.

N. 957

Cassazione, sentenza n. 957 del 13/01/2023

Sentenza n. 957 del 13/01/2023

Il contribuente chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva confermato accertamenti sintetici IRPEF per redditi non dichiarati, denunciando l’omesso esame di motivi concernenti documenti bancari prodotti nel contraddittorio. La Corte ravvisa l’errore revocatorio e afferma che, se il termine per produrre documenti è prorogato d’accordo con l’ufficio, quanto depositato entro il nuovo termine è utilizzabile senza gli adempimenti previsti per la deroga alla preclusione; ciò vale a maggior ragione se gli atti impositivi richiamano quei documenti. Revocata la precedente ordinanza, accoglie il ricorso, cassa la decisione regionale e rinvia per il riesame del merito.

N. 914

Cassazione, sentenza n. 914 del 13/01/2023

Sentenza n. 914 del 13/01/2023

L’Amministrazione aveva ricostruito induttivamente reddito e valore della produzione di una società, ritenendo gravemente irregolare la contabilizzazione di gruppi meccanici ricondizionati come immobilizzazioni anziché beni-merce; i giudici di merito avevano annullato gli avvisi. La Cassazione osserva che la classificazione adottata, pur riferita a circa un terzo dell’attività, incideva su immobilizzazioni, costi e ricavi, compromettendo l’attendibilità complessiva delle scritture e legittimando l’accertamento induttivo puro. Accolto il primo motivo dell’Agenzia e assorbito quello sul quantum, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • Contabilità
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 913

Cassazione, sentenza n. 913 del 13/01/2023

Sentenza n. 913 del 13/01/2023

La controversia riguardava un accertamento induttivo puro fondato sulla classificazione contabile di componenti meccanici ricondizionati come beni strumentali, anziché come beni-merce, e sulla conseguente rettifica del reddito societario e di quello imputato ai soci. Secondo la Corte, il continuo ingresso e trasferimento dei componenti era incompatibile con la loro iscrizione tra immobilizzazioni durevoli; l’errore ripetuto alterava inoltre costi, ricavi e rappresentazione del magazzino, rendendo inattendibile l’intero impianto contabile. La Cassazione accoglie la censura dell’Agenzia, dichiara assorbita quella sulla quantificazione e rinvia al giudice regionale.

  • Accertamento fiscale
  • Contabilità
  • IRAP
  • Società di persone
  • Processo tributario
N. 911

Cassazione, sentenza n. 911 del 13/01/2023

Sentenza n. 911 del 13/01/2023

L’accertamento contestava la deduzione di provvigioni corrisposte a imprese situate in un Paese a fiscalità privilegiata e prive di struttura, mentre le prestazioni sarebbero state materialmente eseguite da altri soggetti. La Corte afferma che, esclusa l’effettività dell’impresa estera, il contribuente deve provare l’interesse economico e l’esecuzione effettiva delle operazioni proprio con il soggetto estero percettore delle somme: non basta riferire tali requisiti a differenti esecutori. Accolto il ricorso dell’Agenzia, e respinto in parte e per il resto assorbito quello incidentale, la decisione è cassata con rinvio.

N. 908

Cassazione, sentenza n. 908 del 13/01/2023

Sentenza n. 908 del 13/01/2023

Una società aveva subito un accertamento induttivo puro perché contabilizzava come immobilizzazioni i gruppi meccanici ricevuti dai clienti e successivamente ricondizionati e trasferiti, qualificando le operazioni come servizi; i giudici di merito avevano accolto l’impugnazione. La Cassazione ritiene che la destinazione concreta dei beni, mutevoli per tipologia e titolarità, escludesse la loro natura strumentale e che la classificazione adottata alterasse complessivamente immobilizzazioni, costi e ricavi. Ravvisata una generale inattendibilità delle scritture, accoglie il primo motivo dell’Agenzia, assorbe il secondo e cassa con rinvio.

N. 901

Cassazione, sentenza n. 901 del 13/01/2023

Sentenza n. 901 del 13/01/2023

Il contribuente aveva ottenuto con giudicato il rimborso del 90% dell’IRPEF versata quale residente in un comune colpito dal sisma del 1990 e aveva poi promosso il giudizio di ottemperanza. La Corte chiarisce che i limiti delle risorse stanziate incidono sulle modalità esecutive, non eliminano il diritto definitivamente accertato: il giudice deve verificare la capienza dei fondi e, se insufficiente, adottare specifiche misure, anche tramite commissario, compreso l’ordine di pagamento in conto sospeso. Poiché il giudice regionale aveva escluso l’applicabilità della disciplina sopravvenuta, la sentenza è cassata con rinvio.

  • IRPEF
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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