Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 908

Cassazione, sentenza n. 908 del 13/01/2023

Sentenza n. 908 del 13/01/2023

Una società aveva subito un accertamento induttivo puro perché contabilizzava come immobilizzazioni i gruppi meccanici ricevuti dai clienti e successivamente ricondizionati e trasferiti, qualificando le operazioni come servizi; i giudici di merito avevano accolto l’impugnazione. La Cassazione ritiene che la destinazione concreta dei beni, mutevoli per tipologia e titolarità, escludesse la loro natura strumentale e che la classificazione adottata alterasse complessivamente immobilizzazioni, costi e ricavi. Ravvisata una generale inattendibilità delle scritture, accoglie il primo motivo dell’Agenzia, assorbe il secondo e cassa con rinvio.

N. 901

Cassazione, sentenza n. 901 del 13/01/2023

Sentenza n. 901 del 13/01/2023

Il contribuente aveva ottenuto con giudicato il rimborso del 90% dell’IRPEF versata quale residente in un comune colpito dal sisma del 1990 e aveva poi promosso il giudizio di ottemperanza. La Corte chiarisce che i limiti delle risorse stanziate incidono sulle modalità esecutive, non eliminano il diritto definitivamente accertato: il giudice deve verificare la capienza dei fondi e, se insufficiente, adottare specifiche misure, anche tramite commissario, compreso l’ordine di pagamento in conto sospeso. Poiché il giudice regionale aveva escluso l’applicabilità della disciplina sopravvenuta, la sentenza è cassata con rinvio.

  • IRPEF
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 900

Cassazione, sentenza n. 900 del 13/01/2023

IRPEF - Accertamento - Riscossione dell'imposta in pendenza di giudizio - Riscossione frazionata.

La controversia concerneva un’intimazione di pagamento emessa dopo una sentenza di primo grado che aveva ridotto l’imponibile IRPEF; il giudice regionale, ritenendo applicata una sanzione pari al 200% dell’imposta, l’aveva rideterminata. La Cassazione distingue la riscossione provvisoria successiva all’avviso, pari a un terzo di imposte e interessi, dalla riscossione frazionata durante il processo: dopo la decisione di primo grado sono dovuti, nei limiti stabiliti, i successivi importi dell’imposta e due terzi delle sanzioni. Non avendo il giudice regionale considerato tale scansione, la Corte accoglie il ricorso dell’Agenzia e rinvia.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • IRPEF
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 899

Cassazione, sentenza n. 899 del 13/01/2023

Sentenza n. 899 del 13/01/2023

L’accertamento aveva tassato come reddito d’impresa un contributo europeo ritenuto provento illecito e contabilizzato dalla società in diminuzione del valore di terreni non ammortizzabili. La Corte afferma che la tassazione del provento illecito non richiede una condanna definitiva e che il sequestro o la confisca ne escludono l’imponibilità soltanto se intervenuti nel medesimo periodo d’imposta; rigetta quindi le relative censure della contribuente. Quanto alle sanzioni, accoglie invece il motivo dell’Agenzia perché la domanda fondata sull’incertezza normativa era stata proposta soltanto in appello, in violazione del divieto di domande nuove, assorbendo l’ulteriore censura incidentale.

N. 898

Cassazione, sentenza n. 898 del 13/01/2023

Sentenza n. 898 del 13/01/2023

La commissione regionale aveva escluso la responsabilità solidale di alcuni componenti del consiglio direttivo di un’associazione sportiva non riconosciuta, ritenendo che l’Amministrazione non avesse provato concrete attività gestorie, e l’aveva mantenuta soltanto per il presidente. La Cassazione precisa che, per le obbligazioni tributarie sorte per legge, l’ufficio deve provare la qualità di rappresentante o gestore, mentre spetta al soggetto chiamato a rispondere dimostrare la propria estraneità alla gestione; assume quindi rilievo l’attribuzione statutaria collegiale dei poteri amministrativi. Accolto il ricorso dell’Agenzia e dichiarato inammissibile quello incidentale, la sentenza è cassata con rinvio.

N. 977

Cassazione, sentenza n. 977 del 13/01/2023

Imposte e tasse in genere - Detrazione - Imposte pagate all'estero -divieto doppia imposizione - Voluntary disclosure - Ammissibilità - Sussiste -limiti- omessa indicazione dei redditi prodotti all'estero nella dichiarazione dei redditi.

L’Agenzia delle Entrate contestava il rimborso dell’Euroritenuta subita su interessi esteri, sostenendo che la definizione della collaborazione volontaria fosse ormai incontestabile e che l’omessa originaria indicazione dei redditi precludesse il credito d’imposta. La Cassazione ha affermato che la voluntary disclosure non impedisce una successiva domanda di rimborso e che le fonti europee e convenzionali contro la doppia imposizione limitano l’applicazione delle preclusioni dell’articolo 165 TUIR. Ha quindi confermato il diritto al rimborso riconosciuto nei gradi di merito e rigettato il ricorso dell’Amministrazione.

N. 892

Cassazione, sentenza n. 892 del 13/01/2023

Sentenza n. 892 del 13/01/2023

La controversia riguardava una sentenza d’appello che aveva confermato accertamenti fondati, tra l’altro, su fatture per operazioni inesistenti, riproducendo sostanzialmente la motivazione di primo grado senza confrontarsi con i motivi di gravame. La Cassazione ha affermato che la motivazione per relationem è legittima soltanto quando emerga un autonomo esame critico delle censure, qui assente. Ha accolto il primo motivo, dichiarato assorbiti gli altri, cassato la decisione e rinviato alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado in diversa composizione.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 973

Cassazione, sentenza n. 973 del 13/01/2023

Sentenza n. 973 del 13/01/2023

Gli avvisi per imposte dirette e IVA relativi al 2010 contestavano come abuso del diritto un’operazione di lease-back, mentre entrambi i giudici di merito ne avevano riconosciuto la liceità. Durante il giudizio di legittimità, l’Agenzia delle Entrate ha rinunciato al ricorso in attuazione di un accordo quadro raggiunto con le società del gruppo, chiedendo la cessazione della materia del contendere. La Cassazione non ha quindi deciso nel merito della contestazione antielusiva, ma ha dichiarato estinto il giudizio e compensato le spese.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Contenzioso
  • Società, imprese e Professionisti
N. 804

Cassazione, sentenza n. 804 del 13/01/2023

Sentenza n. 804 del 13/01/2023

La contribuente chiedeva il rimborso dell’Euroritenuta applicata in Svizzera su redditi di capitale successivamente regolarizzati mediante collaborazione volontaria e, per altre annualità, dichiarazione integrativa con ravvedimento; il giudice d’appello aveva negato il rimborso. La Cassazione ha ritenuto che la disciplina unionale e convenzionale contro la doppia imposizione consenta il rimborso anche quando il reddito inizialmente non dichiarato sia poi assoggettato a imposizione in Italia, senza che la definizione della collaborazione volontaria lo precluda. Ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario.

N. 975

Cassazione, sentenza n. 975 del 12/01/2023

Sentenza n. 975 del 12/01/2023

L’Agenzia delle Entrate contestava il rimborso dell’Euroritenuta applicata su interessi di fonte svizzera, emersi con la collaborazione volontaria, sostenendo sia la tardività delle istanze sia la preclusione derivante dall’omessa originaria dichiarazione dei redditi esteri. La Cassazione ha individuato il presupposto restitutorio nel pagamento effettuato per la procedura, giudicando tempestive le domande, e ha riconosciuto che la disciplina unionale e l’Accordo con la Svizzera impongono di eliminare la doppia imposizione. Ha quindi rigettato il ricorso dell’Amministrazione, confermando il rimborso nei limiti stabiliti dal giudice d’appello.

N. 798

Cassazione, sentenza n. 798 del 12/01/2023

Sentenza n. 798 del 12/01/2023

L’Amministrazione contestava il rimborso dell’Euroritenuta subita su redditi finanziari esteri poi regolarizzati mediante collaborazione volontaria, richiamando la preclusione prevista per i redditi esteri non indicati nella dichiarazione. La Cassazione ha ritenuto prevalente la disciplina unionale e convenzionale volta a evitare la doppia imposizione e ha precisato che l’irretrattabilità della collaborazione volontaria riguarda i dati confessori, non la successiva domanda di rimborso della ritenuta. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato pertanto rigettato, con conferma della decisione favorevole al contribuente.

N. 796

Cassazione, sentenza n. 796 del 12/01/2023

Sentenza n. 796 del 12/01/2023

La controversia riguardava una cartella emessa dopo controllo automatizzato della dichiarazione, relativa a importi IRES portati in compensazione; in appello era stata valorizzata una dichiarazione integrativa, dedotta però soltanto con memoria illustrativa. La Cassazione ha stabilito che la memoria non può ampliare il tema definito dai motivi specifici del ricorso introduttivo e ha inoltre rilevato l’omessa motivazione sul distinto recupero collegato al regime di trasparenza. Ha accolto il primo e il terzo motivo dell’Agenzia, assorbito gli altri, cassato la sentenza e rinviato al giudice regionale.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Dichiarazioni
  • IRES
  • Riscossione
N. 759

Cassazione, sentenza n. 759 del 12/01/2023

Sentenza n. 759 del 12/01/2023

La lite riguardava la sanzione irrogata per la classificazione doganale di apparecchi importati come fotocamere digitali, mentre l’Ufficio li considerava action cam riconducibili alla voce delle altre videocamere digitali. I giudici di merito avevano accolto la tesi degli importatori, attribuendo prevalenza alla funzione fotografica. La Cassazione ha respinto le eccezioni d’inammissibilità e ritenuto fondato il motivo dell’Agenzia delle Dogane: la contestazione concerneva la corretta applicazione dei parametri unionali della voce NC 8525 80 99 alle caratteristiche accertate dei prodotti, non un nuovo esame dei fatti.

N. 755

Cassazione, sentenza n. 755 del 12/01/2023

Sentenza n. 755 del 12/01/2023

Il giudizio verteva sulla sanzione collegata all’importazione di apparecchi dichiarati come fotocamere digitali, classificazione confermata dai giudici di merito in ragione della funzione fotografica ritenuta principale. L’Agenzia delle Dogane sosteneva invece che le caratteristiche tecniche rendessero applicabile la voce unionale prevista per le action cam, comprese tra le altre videocamere digitali. La Cassazione ha dichiarato ammissibile e fondato il motivo: la censura investiva la sussunzione dei beni nei parametri della voce NC 8525 80 99, senza richiedere una nuova valutazione dei fatti materiali.

N. 754

Cassazione, sentenza n. 754 del 12/01/2023

Sentenza n. 754 del 12/01/2023

Il contribuente chiedeva il rimborso dell’Euroritenuta applicata in Svizzera su redditi finanziari successivamente regolarizzati mediante collaborazione volontaria e, per alcune annualità, dichiarazione integrativa con ravvedimento; il giudice regionale aveva escluso il diritto in base all’articolo 165, comma 8, TUIR. La Cassazione ha affermato che la normativa unionale e convenzionale contro la doppia imposizione consente il rimborso e che la collaborazione volontaria non produce gli stessi effetti preclusivi dell’accertamento con adesione. Ha accolto il ricorso, cassato la decisione e, pronunciando nel merito, accolto il ricorso originario.

N. 746

Cassazione, sentenza n. 746 del 12/01/2023

Sentenza n. 746 del 12/01/2023

La controversia concerneva maggiori dazi e IVA all’importazione derivanti dalla riclassificazione, come videocamere digitali, di apparecchi dichiarati come fotocamere; i giudici di merito avevano annullato la pretesa, ritenendo prevalente la funzione fotografica. L’Agenzia delle Dogane sosteneva invece che i prodotti avessero le caratteristiche delle action cam contemplate dalla voce NC 8525 80 99. La Cassazione ha respinto le eccezioni d’inammissibilità e giudicato fondato il motivo, chiarendo che la verifica richiesta riguardava l’applicazione della corretta voce tariffaria unionale ai fatti già accertati, non la loro rivalutazione.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 738

Cassazione, sentenza n. 738 del 12/01/2023

Sentenza n. 738 del 12/01/2023

Il contribuente domandava il rimborso dell’Euroritenuta applicata da un istituto svizzero sui redditi finanziari poi emersi attraverso la collaborazione volontaria; i giudici di merito lo avevano negato richiamando la mancata originaria dichiarazione dei redditi esteri. La Cassazione ha ritenuto che le fonti unionali, convenzionali e interne di attuazione impongano di eliminare la doppia imposizione e che l’irretrattabilità della procedura non impedisca la richiesta restitutoria. Ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto l’impugnazione originaria contro il diniego tacito dell’Agenzia delle Entrate.

N. 728

Cassazione, sentenza n. 728 del 12/01/2023

Sentenza n. 728 del 12/01/2023

La controversia riguarda i maggiori dazi e l’IVA all’importazione richiesti per apparecchi digitali qualificati dall’Ufficio come videocamere, mentre i giudici di merito li avevano considerati fotocamere con funzione video accessoria. La Cassazione ha ritenuto ammissibile e fondato il motivo dell’Agenzia delle Dogane: il regolamento unionale richiamato detta specifici parametri per classificare le action cam e la censura concerne la corretta sussunzione delle caratteristiche accertate nella pertinente voce doganale, non un riesame dei fatti. È stata inoltre respinta l’eccezione relativa alla carente esposizione del ricorso.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 720

Cassazione, sentenza n. 720 del 12/01/2023

Sentenza n. 720 del 12/01/2023

L’accertamento recuperava maggiori dazi e IVA all’importazione, contestando la classificazione come fotocamere digitali di apparecchi ritenuti action cam e quella attribuita ai relativi accessori. I giudici di merito avevano annullato la pretesa, valorizzando la funzione fotografica principale e la destinazione degli accessori agli apparecchi. La Cassazione ha giudicato ammissibile e fondato il primo motivo dell’Agenzia delle Dogane, rilevando che il regolamento unionale stabilisce parametri specifici per le action cam e che la doglianza investe l’applicazione della voce tariffaria ai fatti già accertati, senza richiederne un nuovo esame.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 646

Cassazione, sentenza n. 646 del 12/01/2023

Sentenza n. 646 del 12/01/2023

Una compagnia assicurativa chiedeva il rimborso delle ritenute applicate alle cedole periodiche di polizze vita collegate a titoli o indici, sostenendo che l’eventuale reddito fosse determinabile soltanto alla scadenza o al riscatto. La Cassazione ha escluso che tali cedole costituiscano attribuzioni patrimoniali autonome: è imponibile soltanto il differenziale positivo tra quanto complessivamente percepito e i premi pagati, quando divenga certo. Ha quindi respinto le censure dell’Agenzia sulla tassazione immediata e confermato, sui punti esaminati, la legittimità del rimborso delle ritenute indebitamente versate.

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