Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Interpelli

3.801 documenti

N. 331

Interpello n. 331 del 24/05/2023

Credito di imposta Art–Bonus – Articolo 1, comma 1, del decreto legge n. 83 del 2014 – Erogazioni liberali finalizzate allo specifico sostegno dell'attività di conservazione, manutenzione e valorizzazione di beni culturali

Una fondazione di diritto privato, istituita per iniziativa comunale e incaricata della gestione di una chiesa e di una fortezza pubbliche, chiede se le erogazioni destinate alla loro conservazione e valorizzazione possano beneficiare dell’Art Bonus. L’Agenzia, sulla base del parere del Ministero della Cultura, riconosce la natura sostanzialmente pubblicistica della fondazione e la riconducibilità dei due complessi ai luoghi della cultura di appartenenza pubblica, ammettendo quindi l’agevolazione. Restano applicabili gli obblighi di comunicazione e pubblicità relativi all’ammontare, alla destinazione e all’utilizzo delle erogazioni ricevute.

N. 330

Interpello n. 330 del 22/05/2023

Compenso amministratore – obbligo di riversamento di qualsiasi compenso a lui spettante – deducibilità del costo – ritenute da operare all'atto del pagamento

Una società italiana corrisponde direttamente a una consociata dell’Unione europea il compenso deliberato per un amministratore che ne è dipendente ed è contrattualmente obbligato al riversamento integrale. L’Agenzia esclude che la somma costituisca reddito dell’amministratore e la qualifica, in capo alla consociata priva di stabile organizzazione italiana, come reddito d’impresa imponibile esclusivamente nello Stato di residenza. Per la società italiana il costo è deducibile secondo il criterio di competenza e il pagamento non comporta l’applicazione della ritenuta a titolo d’imposta.

N. 329

Interpello n. 329 del 15/05/2023

Rifiuti di pile e accumulatori – Somme erogate – Ristoro di costi – Trattamento ai fini IVA

Un consorzio operante nella raccolta di pile e accumulatori chiede il trattamento IVA delle somme versate ai gestori dei centri di raccolta: ristori degli oneri, importi incrementali legati alla raccolta e corrispettivi per attività logistiche. L’Agenzia considera i primi due flussi erogazioni di denaro non soggette a IVA, in quanto rivolte a obiettivi generali di efficienza e tutela ambientale. Per le prestazioni di gestione, stoccaggio e deposito temporaneo relative a pile e accumulatori qualificabili come rifiuti urbani, indica l’aliquota del 10 per cento, subordinatamente alle necessarie verifiche tecniche secondo la disciplina ambientale.

N. 328

Interpello n. 328 del 15/05/2023

Imposta di bollo sui costi di immatricolazione di veicoli addebitati in fattura

Una concessionaria riaddebita agli acquirenti dei veicoli i costi di immatricolazione e iscrizione al PRA anticipati tramite agenzie di pratiche automobilistiche, chiedendo se tali importi beneficino dell’esenzione dall’imposta di bollo. L’Agenzia esclude che l’esenzione prevista per gli atti relativi alla riscossione e al rimborso dei tributi si applichi al mero riaddebito. Sulle fatture contenenti anche anticipazioni documentate non soggette a IVA, il bollo è dovuto quando queste raggiungono almeno 77,47 euro; non è invece dovuto se la fattura riguarda esclusivamente corrispettivi assoggettati a IVA.

  • Imposte indirette
  • Autovetture e Fisco
  • IVA
N. 327

Interpello n. 327 del 10/05/2023

GEFIA di ''minori dimensioni'' – Requisito della «vigilanza» – Artt. 27, comma 3, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e 1, comma 633, legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021)

Una società lussemburghese, gestore sotto soglia di fondi di investimento alternativi, chiede se la registrazione presso l’autorità finanziaria locale e i controlli periodici integrino il requisito della soggezione a forme di vigilanza. Il requisito rileva per le esenzioni applicabili ai dividendi percepiti e alle plusvalenze realizzate dai fondi lussemburghesi gestiti dalla società. L’Agenzia riconduce il regime dei gestori di minori dimensioni alla direttiva AIFM e considera la società soggetta a forme di vigilanza nel Paese estero ai fini delle disposizioni esaminate.

N. 326

Interpello n. 326 del 10/05/2023

Cessione al Comune da parte di impresa di aree a titolo di compensazione urbanistica aggiuntiva - Tassazione ai fini Iva

Un Comune chiede il trattamento IVA della cessione, da parte di un’impresa, di un’area destinata all’edilizia residenziale pubblica, prevista da una convenzione urbanistica quale compensazione aggiuntiva e condizione per il rilascio del permesso di costruire. La cessione avviene a prezzo convenzionale, non gratuitamente e non a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Poiché è effettuata da un soggetto passivo nell’esercizio dell’impresa, l’Agenzia la considera rilevante ai fini IVA, distinguendola dalle cessioni comunali escluse dal tributo dalla specifica disciplina sulle opere e aree di urbanizzazione.

N. 325

Interpello n. 325 del 9/05/2023

Cessione proventi diritti musicali a società fiscalmente residente in Lussemburgo – artt. 23 e 53 del TUIR, art. 25 DPR 600/1973, DPR 633/1972, art. 40 DPR 131/1986

Una società lussemburghese senza stabile organizzazione dichiarata in Italia intende acquistare dagli artisti una quota dei crediti futuri relativi ai proventi musicali amministrati dalla SIAE, senza acquisire i diritti d’autore. L’Agenzia ritiene che la cessione non modifichi natura e trattamento reddituale dei proventi: la SIAE continua ad applicare le ritenute come se pagasse direttamente gli autori, mentre la società riceve un mero flusso finanziario, non rilevante ai fini IVA. Gli obblighi di sostituzione gravano sul soggetto non residente soltanto in presenza di una stabile organizzazione italiana; i quesiti sugli adempimenti degli artisti sono dichiarati inammissibili.

N. 324

Interpello n. 324 del 9/05/2023

Liquidazione del patrimonio ex articolo 14–ter della legge 27 gennaio 2012, n. 3 – Inapplicabilità dell'articolo 26, comma 3–bis, del dPR 26 ottobre 1972, n. 633

Una società fornitrice, rimasta creditrice per vendite effettuate a un cliente ammesso nel 2022 alla liquidazione del patrimonio per sovraindebitamento, chiede di recuperare l’IVA mediante nota di variazione dalla data di apertura della procedura. L’Agenzia rileva che l’articolo 26, comma 3-bis, individua specifiche procedure concorsuali e non comprende la liquidazione del patrimonio disciplinata dalla legge n. 3 del 2012. In assenza di un’espressa previsione normativa, esclude quindi l’estensione interpretativa della disposizione e nega, per il caso prospettato, la possibilità di emettere la nota di variazione in diminuzione.

N. 323

Interpello n. 323 del 9/05/2023

Disciplina IVA delle operazioni di riparazione e sostituzione di prodotti (e/o loro componenti) in garanzia

Una società extra-UE, identificata ai fini IVA in Italia e responsabile della garanzia su apparecchiature informatiche, prospetta trasferimenti di ricambi e prodotti tra un centro logistico europeo e un centro di riparazione italiano. Per la spedizione in Italia di pezzi di ricambio propri destinati alla riparazione dei prodotti difettosi, l’Agenzia aderisce alla qualificazione dell’operazione come trasferimento intracomunitario a sé stessa, anziché come semplice movimentazione fuori campo. La valutazione è resa nel perimetro della procedura di riparazione e sostituzione descritta e delle clausole contrattuali che regolano la proprietà dei beni.

N. 321

Interpello n. 321 del 9/05/2023

Attività di natura educativa e didattica – Trattamento ai fini IVA

Una società riconosciuta per l’erogazione di corsi di lingua inglese chiede se possa fatturare in esenzione IVA le prestazioni rese per due istituti committenti, uno riconosciuto e l’altro privo del requisito. L’Agenzia ammette l’esenzione se restano validi i presupposti del riconoscimento e i corsi coincidono con l’attività riconosciuta, senza ridursi alla mera messa a disposizione di docenti; a tali condizioni, non rileva che il committente sia riconosciuto. Nella successiva fatturazione ai discenti, l’esenzione compete invece ad ALFA, mentre BETA non può applicarla per mancanza del requisito soggettivo.

N. 320

Interpello n. 320 del 9/05/2023

Trattamento ai fini IVA della sanzione per la violazione da parte dell'utente delle condizioni generali di contratto di parcheggio

Una società che gestisce parcheggi concede agli utenti un periodo gratuito e applica un importo fisso quando viene superato il limite stabilito dalle condizioni contrattuali. Pur qualificato dall’istante come sanzione risarcitoria, l’importo è connesso alla fruizione dello stallo e alle condizioni accettate dall’automobilista. Richiamando la fattispecie esaminata dalla Corte di giustizia UE, l’Agenzia lo considera corrispettivo di una prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso e, pertanto, soggetto a IVA, non una penalità esclusa dalla base imponibile.

N. 319

Interpello n. 319 del 8/05/2023

Rimborso finanziamento infruttifero a società controllante non residente – Articolo 88 del TUIR – Articolo 26 DPR 600/1973 – Abuso del diritto art. 10–bis legge 212/2000

Due società italiane appartenenti a un gruppo valutano il rimborso anticipato, tramite accollo infragruppo, di un finanziamento cinquantennale infruttifero concesso dalla controllante lussemburghese e contabilizzato secondo i principi IAS/IFRS distinguendo debito e apporto figurativo. L’Agenzia esamina gli effetti ai fini IRES e IRAP, le ritenute sul pagamento alla controllante estera e il possibile abuso del diritto. Per i finanziamenti infragruppo con obbligo di restituzione, precisa che l’apporto meramente contabile non assume rilevanza fiscale e che gli oneri finanziari figurativi connessi al prestito non sono deducibili, restando determinanti il contratto e la corretta rappresentazione contabile dell’operazione.

N. 318

Interpello n. 318 del 8/05/2023

Finanziamenti infragruppo infruttiferi o a tassi significativamente diversi da quelli di mercato – Effetti sull'IRAP e per le holding di partecipazione non finanziaria in conseguenza della contabilizzazione con il criterio del costo ammortizzato delle operazioni di finanziamento – Articolo 5, comma 4–bis, del decreto Ministeriale dell'8 giugno 2011

Una holding di partecipazione non finanziaria ha contabilizzato secondo il costo ammortizzato un finanziamento infragruppo a lungo termine, ricevuto dal socio di maggioranza a un tasso significativamente inferiore a quello di mercato, rilevando oneri finanziari figurativi. L’Agenzia ritiene applicabile anche ai fini IRAP l’articolo 5, comma 4-bis, del decreto ministeriale 8 giugno 2011: in presenza dell’obbligo di restituzione, l’apporto contabile non assume rilevanza fiscale e gli oneri finanziari connessi al processo di attualizzazione non sono deducibili.

N. 317

Interpello n. 317 del 8/05/2023

Scissione parziale di una partecipazione societaria a favore della beneficiaria socio unico della scissa - Valutazione antiabuso ai sensi dell'articolo 10–bis della legge 27 luglio 2000, n. 212

Un gruppo intende trasferire alla capogruppo, mediante scissione parziale semplificata della controllata totalitaria, l’intera partecipazione detenuta da quest’ultima in un’altra società, così da riallinearne controllo, governance e reportistica all’evoluzione del relativo modello di business. Sulla base dei fatti rappresentati e della prevista continuità aziendale, l’Agenzia ritiene che l’operazione non costituisca abuso del diritto, poiché non realizza alcun vantaggio fiscale indebito; la medesima conclusione vale per i profili IRAP esaminati.

N. 316

Interpello n. 316 del 8/05/2023

Credito d'imposta per imprese gasivore – Requisito dell'incremento del trenta per cento in caso di contratto di fornitura a prezzo fisso – Articolo 15.1 del decreto legge 27 gennaio 2022, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2022, n. 25, e successivi interventi normativi

Un’impresa a forte consumo di gas naturale, titolare nel 2022 di un contratto di fornitura a prezzo fisso, chiede se possa accedere ai crediti d’imposta relativi ai consumi del terzo e quarto trimestre nonostante il costo da essa sostenuto non sia aumentato di oltre il 30 per cento. L’Agenzia chiarisce che lo scostamento va calcolato confrontando le medie dei prezzi MI-GAS pubblicati dal GME nei periodi indicati dalle norme: il prezzo fisso del singolo contratto non rileva, fermo il rispetto degli altri requisiti dell’agevolazione.

N. 315

Interpello n. 315 del 8/05/2023

IVA – Imposta di registro – Cessione di autovetture a favore di società veicolo per la realizzazione di operazione di cartolarizzazione di beni mobili registrati ex Legge 30 aprile 1999 n. 130 – Art. 2 d.P.R. n. 633 del 1972 – Artt. 5 e 40 del d.P.R. n. 131 del 1986

Una società operativa ha ceduto circa 17.000 autoveicoli a una società veicolo, destinandoli a un patrimonio separato nell’ambito di una cartolarizzazione; alla cessionaria non sono stati trasferiti personale, struttura organizzativa, contratti o ulteriori beni e diritti. L’Agenzia rileva che, al momento della cessione, il complesso trasferito è privo dell’elemento organizzativo necessario per configurare un’azienda o un ramo d’azienda. L’operazione è quindi qualificata, ai fini IVA, come cessione di beni isolatamente considerati.

  • IVA
  • Autovetture e Fisco
  • Imposta di registro
  • Finanziamenti
N. 314

Interpello n. 314 del 8/05/2023

GRUPPO IVA – Operazioni tra stabili organizzazioni di un medesimo soggetto di cui una stabilita in Italia, non facente parte di un Gruppo IVA ivi costituito, e l'altra localizzata in un Paese extra UE (Regno Unito) e ivi partecipante ad un Gruppo IVA

La stabile organizzazione italiana di una società tedesca ha scambiato servizi con la stabile organizzazione londinese della medesima società, aderente a un Gruppo IVA britannico, applicando in alcuni casi il reverse charge e chiedendo il trattamento successivo alla Brexit e le modalità di correzione. L’Agenzia considera tali prestazioni escluse dall’IVA dal 1° gennaio 2021. L’errore può essere neutralizzato con annotazioni contabili di segno contrario; se l’imposta non è stata detratta, il recupero può avvenire mediante nota di variazione entro i termini indicati.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Estero
  • Adempimenti
N. 313

Interpello n. 313 del 8/05/2023

Aliquota IVA – Cessione di succo a base di purea di frutta – N. 74) Tabella A– Parte III allegata al d.P.R. n. 633 del 1972

Una società produce una bevanda composta da succhi e puree di più frutti, con aggiunta di vitamine C e D, e chiede di applicare alla cessione l’aliquota IVA del 10 per cento prevista per la frutta altrimenti preparata o conservata. In base alla classificazione tecnica nella sottovoce NC 2009 90, l’Agenzia ritiene che il prodotto sia un succo di frutta e non possa, in linea di principio, beneficiare dell’aliquota ridotta richiesta. Un diverso inquadramento richiederebbe un ulteriore accertamento formale dell’Agenzia delle Dogane.

N. 312

Interpello n. 312 del 8/05/2023

Aliquota IVA – Cessione succo a base di purea di frutta – N. 74) Tabella A– Parte III allegata al d.P.R. n. 633 del 1972

Una società intende commercializzare una bevanda non fermentata, composta da puree e succhi di frutta e ortaggi, con acido ascorbico e senza zuccheri aggiunti, chiedendo l’applicazione dell’IVA al 10 per cento prevista per la frutta altrimenti preparata o conservata. L’Agenzia, recependo l’accertamento tecnico doganale, rileva che il prodotto conserva il carattere originario di succo ed è classificato nella voce NC 2009 90. Poiché tale voce è diversa da quella richiamata dal numero 74 della Tabella A, parte III, l’aliquota ridotta richiesta non è applicabile.

N. 310

Interpello n. 310 del 3/05/2023

Articolo 5, comma 2, del decreto–legge n. 91 del 2017 - Credito di imposta ZES - Requisito della ''novità'' per i beni immobili

Una società ha acquistato nel 2021 dalla curatela fallimentare un compendio industriale già utilizzato in forza di un affitto d’azienda, in parte situato in area ZES, e vi ha eseguito lavori edili funzionali a nuovi impianti. L’Agenzia afferma che anche gli immobili strumentali devono possedere il requisito della novità: il costo del compendio usato non è quindi agevolabile. Per l’ampliamento di immobili non nuovi, il credito può riguardare soltanto le relative spese quando l’intervento costituisce nuova costruzione nei termini richiamati, ferma la verifica della natura dei lavori.

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