Argomento Normativo

Visto di conformità

Casi e regole sul visto di conformità per crediti e dichiarazioni, inclusi IVA TR, Superbonus, controlli automatizzati e benefici collegati al concordato preventivo.

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8mag 2026
Superbonus

Superbonus general contractor: controlli su lavori e spese tecniche

Nei controlli sul Superbonus, il general contractor deve dimostrare non solo il margine applicato, ma anche che lavori e SAL siano stati eseguiti nei tempi dichiarati e che le spese tecniche riaddebitate al committente corrispondano a prestazioni effettive. La fattura, da sola, non basta: servono contratto e mandato, stati di avanzamento, pagamenti, asseverazioni e tracciabilità delle attività. Un fascicolo incompleto può mettere in discussione la spettanza della detrazione e trasformare il credito in un rischio fiscale per imprese e condomìni.

30apr 2026
Professionisti

Responsabilità commercialista: concorso solo con prova concreta

Il commercialista esterno può concorrere nella violazione fiscale della società anche se non tiene la contabilità e trasmette soltanto la dichiarazione: l’articolo 7 del decreto legge 269/2003 non esclude i terzi dall’articolo 9 del decreto legislativo 472/1997. La sanzione richiede la prova di un contributo causale concreto, materiale o morale, anche senza vantaggio personale. Il visto di conformità impone una verifica dei dati. Gli studi devono delimitare il mandato e documentare controlli e anomalie, distinguendo la diligenza dall’agevolazione dell’illecito.

29apr 2026
Accertamento fiscale

Visto di conformità infedele: irregolarità formale, credito IVA al sicuro

Un visto di conformità carente, ma rilasciato da un professionista abilitato, è un'irregolarità formale: il Fisco non può recuperare automaticamente il credito IVA compensato e deve prima dimostrarne l'inesistenza con un accertamento sostanziale. Il professionista resta esposto alle sanzioni previste per il visto infedele, mentre il recupero è legittimo se il visto manca o proviene da un soggetto non abilitato. La tutela non opera per crediti fittizi: se sono stati certificati dati non veritieri, il professionista può rispondere in solido dell'imposta evasa.

15apr 2026
Professionisti

Visto di conformità leggero: il professionista non sfugge alla verifica sostanziale

Il visto di conformità leggero su una dichiarazione IVA impone al commercialista di verificare l’esistenza del credito, non il solo riscontro aritmetico con i registri. Se il credito è inesistente e viene compensato, il professionista può rispondere in solido del tributo e della sanzione dell’art. 13 del D.Lgs. 471/1997. La Cassazione esclude lo scudo dell’art. 7 del D.L. 269/2003, riferito all’organo societario e non al consulente esterno: gli studi devono documentare controlli effettivi e coerenti prima di apporre il visto.

24mar 2026
Dichiarazione IVA

Rimborso Credito IVA 2025: le modalità di richiesta nella dichiarazione annuale

Il credito IVA maturato nel 2025 può essere riportato, compensato oppure chiesto a rimborso nella dichiarazione IVA 2026, da presentare entro il 30 aprile, ma il rimborso richiede almeno 2.582,28 euro e uno dei presupposti dell’art. 30 del D.P.R. 633/1972. Rilevano, tra gli altri, l’aliquota media, le operazioni non imponibili, i beni ammortizzabili e l’attività fuori campo. Il modello elimina il riquadro delle società di comodo, conferma l’IVA sulle opere su beni di terzi e amplia per i soggetti ISA meritevoli l’esonero dal visto.

10mar 2026
Sanzioni

Visto di conformità infedele: compensazione valida, sanzione solo al professionista

La Cassazione, con l’ordinanza n. 4917 del 5 marzo 2026, considera violazione formale l’apposizione di un visto di conformità infedele da parte di un professionista abilitato che non abbia svolto i controlli prescritti. L’irregolarità non equivale a omesso versamento, non impedisce all’Erario di verificare la posizione e non rende invalida la compensazione eseguita dal contribuente. La sanzione resta quindi a carico del professionista, mentre il contribuente deve conservare la documentazione e contestare eventuali atti di recupero privi di adeguata motivazione.

17feb 2026
Professionisti

Responsabilità del commercialista sui bonus fiscali: verifica obbligatoria

Il commercialista che inserisce bonus, deduzioni o detrazioni nella dichiarazione non può limitarsi ai dati forniti dal cliente. Secondo la Cassazione, la diligenza qualificata impone di verificare presupposti, documentazione e adempimenti richiesti dall’agevolazione, chiedendo riscontri prima dell’invio. Se il beneficio è indebito e genera recuperi, sanzioni o interessi, il professionista può rispondere del danno quando la mancata verifica abbia inciso sull’esito. Lo studio deve conservare le prove dei controlli e definire procedure per le pratiche a rischio.

3feb 2026
Professionisti

Potenziamento cassetto fiscale: cosa cambia per i professionisti

L’Agenzia delle Entrate prepara nuovi strumenti digitali per i professionisti: il cassetto fiscale dovrà dialogare meglio con i gestionali, mentre Civis di seconda istanza offrirà un ulteriore canale per chiarire le posizioni. È inoltre previsto un applicativo dedicato al visto di conformità, insieme a sportelli pomeridiani e corsie preferenziali; una circolare dovrebbe completare le indicazioni sul lavoro dipendente. L’obiettivo è rendere più accessibili servizi già disponibili e ridurre gli accessi fisici, con la collaborazione di ordini, associazioni e STP.