Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 4407

Cassazione, sentenza n. 4407 del 23/02/2018

IMPOSTA DI REGISTRO - APPLICAZIONE DELL'IMPOSTA - INTERPRETAZIONE DEGLI ATTI Imposta di registro - Modifica dell'art. 20 del d.P.R. n. 131 del 1986 ad opera della l. n. 205 del 2017 - Retroattività - Esclusione - Ragioni.

L’Ufficio aveva riqualificato come vendita immobiliare una sequenza comprendente conferimento di un albergo gravato da mutuo e successiva cessione delle quote, recuperando maggiore imposta di registro; la CTR aveva condiviso tale ricostruzione. La Cassazione ha escluso l’applicazione retroattiva della modifica dell’art. 20 del d.P.R. n. 131 del 1986, vigente dal 1° gennaio 2018, perché innovativa e priva di un’espressa previsione di retroattività. Applicata la disciplina precedente, ha ritenuto corretta la considerazione unitaria dell’operazione economica e ha rigettato il ricorso dei contribuenti.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4406

Cassazione, sentenza n. 4406 del 23/02/2018

Sentenza n. 4406 del 23/02/2018

La lite concerneva il conferimento di un terreno gravato da mutuo, con accollo del debito e applicazione dell’imposta di registro sul valore al netto della passività; la CTR aveva annullato il recupero, negando la possibilità di utilizzare elementi extratestuali. La Cassazione, applicando la formulazione dell’art. 20 vigente per gli atti anteriori al 1° gennaio 2018, ha ritenuto valutabile il collegamento tra mutuo e conferimento per individuare l’eventuale effetto obiettivo di una vendita, quando la passività non sia inerente al bene. Ha accolto il ricorso dell’Agenzia e rinviato per un nuovo esame adeguatamente motivato.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 4404

Cassazione, sentenza n. 4404 del 23/02/2018

Sentenza n. 4404 del 23/02/2018

Gli avvisi avevano riqualificato la cessione totalitaria delle quote di una società, proprietaria di tre immobili e priva di attività operativa, come trasferimento immobiliare soggetto a maggiore imposta di registro; i giudici di merito li avevano annullati. La Cassazione ha rilevato che, secondo l’art. 20 applicabile agli atti anteriori al 1° gennaio 2018, occorreva esaminare la natura intrinseca e gli effetti giuridici dell’operazione, considerando anche gli elementi indicati dall’Ufficio. Ha accolto il ricorso principale, dichiarato inammissibile quello incidentale e cassato con rinvio.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 4400

Cassazione, sentenza n. 4400 del 23/02/2018

Sentenza n. 4400 del 23/02/2018

La cartella derivava dal controllo automatizzato e dal disconoscimento di un credito IVA maturato in un’annualità per la quale era stata omessa la dichiarazione; la CTR aveva ritenuto legittima la procedura e definitivamente perduto il diritto alla detrazione. La Cassazione ha confermato che il recupero può avvenire mediante controllo automatizzato, ma ha precisato che l’omissione dichiarativa non esclude la detrazione esercitata entro la cornice biennale, se sono provati i requisiti sostanziali. Accolto questo profilo, ha cassato con rinvio affinché la CTR verifichi tali requisiti.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 4398

Cassazione, sentenza n. 4398 del 23/02/2018

Sentenza n. 4398 del 23/02/2018

Due cartelle avevano recuperato, mediante controllo automatizzato, un credito IVA riportato da un’annualità per la quale mancava la dichiarazione; entrambi i giudici di merito avevano confermato la pretesa. La Cassazione ha ribadito che, in tale situazione, l’Amministrazione può iscrivere a ruolo l’imposta detratta quando il controllo consista nel mero raffronto con i dati disponibili, restando possibile provare nel giudizio i requisiti sostanziali e la tempestività della detrazione. Poiché quest’ultima questione non era stata specificamente dedotta nei motivi, la Corte ha rigettato il ricorso e compensato le spese.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 4395

Cassazione, sentenza n. 4395 del 23/02/2018

Sentenza n. 4395 del 23/02/2018

Dopo il fallimento della società, l’Agenzia aveva recuperato con controllo automatizzato un credito IVA maturato nell’anno precedente, utilizzato in compensazione ma non esposto nella relativa dichiarazione annuale; la CTR ne aveva riconosciuto l’esistenza sulla base delle dichiarazioni periodiche. La Cassazione ha affermato che l’omissione della dichiarazione non preclude la detrazione esercitata entro il secondo anno successivo, quando risultino rispettati i requisiti sostanziali. Poiché la CTR aveva accertato, senza specifica impugnazione, che il credito era ineccepibile, la Corte ha rigettato il ricorso dell’Agenzia e compensato le spese.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Procedure concorsuali
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
N. 4394

Cassazione, sentenza n. 4394 del 23/02/2018

Sentenza n. 4394 del 23/02/2018

La cartella aveva recuperato somme IVA, IRAP e IRPEF dopo il disconoscimento, mediante controllo automatizzato, di un credito IVA relativo a un’annualità senza dichiarazione; la CTR aveva annullato l’atto ritenendo superati i limiti del controllo cartolare. La Cassazione ha invece riconosciuto la legittimità dell’iscrizione a ruolo quando il riscontro si fondi sui dati dell’anagrafe tributaria, ferma la possibilità del contribuente di provare tempestività e requisiti sostanziali della detrazione. Non risultando tali elementi ritualmente introdotti, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 4294

Cassazione, ordinanza n. 4294 del 22/02/2018

IVA- Accertamento fiscale - Fatture inesistenti - Frode - Motivazione per relationem - Requisiti di ammissibilità.

L’Amministrazione contestava la detrazione IVA relativa a fatture soggettivamente inesistenti, allegando la consapevole partecipazione della contribuente a una frode; la commissione regionale aveva escluso tale consapevolezza richiamando una pronuncia favorevole al fornitore e reputando insufficienti gli indizi. La Corte precisa che la motivazione per relationem deve restare autosufficiente e che gli elementi presuntivi vanno esaminati prima singolarmente e poi nel loro complesso. Ritenuta la motivazione inferiore al minimo costituzionale, la decisione è cassata con rinvio per nuovo esame.

N. 4159

Cassazione, sentenza n. 4159 del 21/02/2018

Sentenza n. 4159 del 21/02/2018

La società contestava accertamenti IVA, IRPEG e IRAP, insistendo sulla deducibilità di un canone per l’uso di impianti demaniali e di ulteriori costi, ma formulava le censure con riferimento alla decisione di primo grado anziché alla sentenza d’appello. La Corte rileva che l’omessa pronuncia della commissione regionale sui motivi di gravame avrebbe dovuto essere denunciata come specifico errore processuale, così da consentire l’esame degli atti. Poiché i motivi proposti non erano riferibili alla decisione impugnata, il ricorso è dichiarato inammissibile.

N. 4158

Cassazione, sentenza n. 4158 del 21/02/2018

Sentenza n. 4158 del 21/02/2018

Gli accertamenti riguardavano maggiori corrispettivi e plusvalenze derivanti dalla cessione di un’azienda e della nuda proprietà dell’immobile aziendale, desunti dal mutuo dell’acquirente, dalle quotazioni immobiliari e dal valore successivamente dichiarato per l’usufrutto. La Corte rileva che la decisione regionale non si fondava sul solo scostamento dal valore normale, ma su più presunzioni semplici valutate congiuntamente, il cui apprezzamento appartiene al giudice di merito. Dichiarate inammissibili o infondate anche le ulteriori censure, compresa la richiesta generica di riduzione delle sanzioni, il ricorso è rigettato.

N. 4157

Cassazione, sentenza n. 4157 del 21/02/2018

Sentenza n. 4157 del 21/02/2018

L’Agenzia impugnava la decisione che aveva escluso soprattasse e interessi richiesti con una cartella per omessi o tardivi versamenti IRPEF e ILOR, esclusione motivata nei gradi precedenti con la difficoltà finanziaria derivante dal congelamento di crediti verso un Comune. La Corte rileva che il capo sugli interessi non era stato censurato ed era quindi coperto da giudicato interno; quanto alle soprattasse, qualificate come sanzioni, esse non si trasmettono agli eredi della contribuente deceduta. Il ricorso è dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse.

N. 4156

Cassazione, sentenza n. 4156 del 21/02/2018

Sentenza n. 4156 del 21/02/2018

La controversia verteva su soprattasse e interessi applicati, mediante cartella, per omessi o ritardati versamenti IRPEF e ILOR; i giudici precedenti li avevano esclusi richiamando l’impossibilità economica provocata dal congelamento di crediti vantati verso un ente locale. La Cassazione osserva che l’esclusione degli interessi era divenuta definitiva perché non impugnata e che le soprattasse, avendo natura sanzionatoria, non potevano trasmettersi agli eredi dopo il decesso della contribuente. Per cessazione della materia del contendere, il ricorso dell’Agenzia è dichiarato inammissibile.

N. 4155

Cassazione, sentenza n. 4155 del 21/02/2018

IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE GIURIDICHE (I.R.P.E.G.) - SOCIETA' DI CAPITALI ED EQUIPARATI - IN GENERE Consolidato fiscale nazionale - Interruzione del triennio - Eccedenze di imposta riportate a nuovo - Esclusiva disponibilità della controllante - Conseguenze.

La società controllante chiedeva il rimborso di eccedenze IRAP e IVA trasferite dalla controllata al consolidato fiscale e riportate a nuovo, dopo che la liquidazione e la cancellazione della controllata avevano interrotto anticipatamente la tassazione di gruppo. La Corte distingue le regole applicabili durante il consolidato da quelle relative alla sua interruzione prima del triennio: in quest’ultima ipotesi le eccedenze riportate a nuovo restano nell’esclusiva disponibilità della controllante. È quindi riconosciuta alla controllante la legittimazione a richiederne il rimborso, respingendo sul punto le censure dell’Agenzia.

  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 4154

Cassazione, sentenza n. 4154 del 21/02/2018

Sentenza n. 4154 del 21/02/2018

I giudizi riuniti riguardavano il recupero e la successiva iscrizione a ruolo di crediti d’imposta utilizzati in compensazione, inclusi costi per opere murarie eseguite su un immobile locato. La Corte esclude l’agevolazione per opere non separabili dal bene altrui e prive di autonoma funzionalità; rileva inoltre che il giudice regionale avrebbe dovuto verificare se avviso di recupero e cartella avessero duplicato la medesima pretesa. Accolti i motivi pertinenti, entrambe le sentenze impugnate sono cassate con rinvio per i necessari accertamenti di fatto.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 4153

Cassazione, sentenza n. 4153 del 21/02/2018

Sentenza n. 4153 del 21/02/2018

La società contestava il recupero di un credito d’imposta per investimenti, sostenendo la decadenza dell’Ufficio, l’effetto preclusivo del condono tombale e l’insufficienza della prova circa l’inesistenza delle operazioni. La Corte individua il termine di decadenza a partire dall’effettivo utilizzo del credito, esclude che il condono impedisca il controllo dei crediti agevolativi e ritiene adeguati gli indizi tratti dal verbale della Guardia di Finanza, con conseguente onere di prova contraria sulla contribuente. Tutti i motivi sono respinti e il ricorso è rigettato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4152

Cassazione, sentenza n. 4152 del 21/02/2018

Sentenza n. 4152 del 21/02/2018

La controversia riguardava una cartella per ritenute IRPEF del dicembre 1984, che la società sosteneva di avere versato cumulativamente nell’aprile 1985. La Cassazione ha ritenuto tempestive le difese dell’Ufficio e ha escluso che la quietanza e i modelli prodotti dimostrassero l’imputazione di parte del pagamento alle ritenute contestate, il cui fatto estintivo spettava alla contribuente provare. Ha inoltre negato lo sgravio della soprattassa, poiché la rata era scaduta prima dell’entrata in vigore della sanatoria, e ha rigettato il ricorso.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • IRPEF
  • Sanzioni
N. 4151

Cassazione, sentenza n. 4151 del 21/02/2018

Sentenza n. 4151 del 21/02/2018

Nel giudizio relativo all’accertamento IRPEF imputato a un socio in base al maggior reddito della società, il contribuente ha documentato in Cassazione di avere aderito alla definizione agevolata dei carichi iscritti a ruolo e versato integralmente l’importo richiesto, escluse le componenti non dovute secondo tale disciplina. La Corte ha qualificato il pagamento come condotta incompatibile con la volontà di proseguire l’impugnazione. Ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse e compensato le spese del giudizio di legittimità.

  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • IRPEF
  • Società di persone
N. 4150

Cassazione, sentenza n. 4150 del 21/02/2018

IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - OBBLIGHI DEI CONTRIBUENTI - PAGAMENTO DELL'IMPOSTA - RIMBORSI Imposta versata in forza di norma dichiarata incompatibile con il diritto comunitario - Rimborso - Disciplina - Decadenza prevista dall'art. 21, comma 2, del d.lgs. n. 546 del 1992 - Contrasto con il diritto dell'Unione europea - Esclusione - Fondamento.

Una società chiedeva il rimborso dell’IVA non detratta sui veicoli aziendali per annualità anteriori al 2003, invocando l’incompatibilità della disciplina nazionale con il diritto dell’Unione. La Cassazione ha affermato che, in assenza di una disciplina specifica, anche tale rimborso resta soggetto al termine biennale di decadenza previsto per le restituzioni tributarie, compatibile con i principi europei di equivalenza ed effettività. Poiché le istanze erano tardive e i rapporti ormai esauriti, la Corte ha rigettato il ricorso, compensando integralmente le spese.

N. 4049

Cassazione, ordinanza n. 4049 del 20/02/2018

Avviso di accertamento - Notifica a mezzo raccomandata - Mancato recapito - Avviso di giacenza presso l'ufficio postale - Termine di impugnazione - Decorrenza.

La controversia verteva sulla tempestività del ricorso contro un avviso di accertamento spedito direttamente dall’Agenzia delle Entrate e ritirato dopo la compiuta giacenza. La Cassazione ha ribadito che la notificazione si perfeziona, per il destinatario, decorsi dieci giorni dalla spedizione dell’avviso di giacenza, oppure al precedente ritiro del plico; un ritiro successivo non sposta l’inizio del termine di impugnazione. Confermata quindi la tardività rilevata dal giudice regionale, la Corte ha rigettato il ricorso e posto le spese a carico del contribuente.

N. 4026

Cassazione, sentenza n. 4026 del 20/02/2018

Giochi e lotterie- Contenzioso - Concessione - contratto - Affidamento servizio pubblico - Fatto illecito del concessionario - Esercizio del potere di vigilanza e controllo - Responsabilità del concedente.

Un titolare di conto di gioco chiedeva il risarcimento all’amministrazione concedente dopo la mancata restituzione delle somme da parte della concessionaria; il Tribunale aveva accolto la domanda e l’appello era stato dichiarato inammissibile. La Cassazione ha ritenuto che l’inserimento del concessionario nell’apparato organizzativo pubblico e il potere di vigilanza e controllo previsto dalla concessione consentissero di imputare all’autorità ministeriale la responsabilità per il fatto illecito del concessionario. Ha quindi respinto anche le contestazioni sulla quantificazione del danno e rigettato il ricorso delle amministrazioni.

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