Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 6309

Cassazione, sentenza n. 6309 del 14/03/2018

Sentenza n. 6309 del 14/03/2018

L’Amministrazione aveva revocato le agevolazioni applicate a un’apertura di credito fondiario, sostenendo che una clausola allegata consentisse alla banca il recesso senza rispettare la durata minima di diciotto mesi; i giudici regionali avevano invece ritenuto prevalente la clausola contrattuale speciale, riferita a fatti oggettivi predeterminati. La Cassazione dichiara inammissibili le censure, poiché propongono una diversa, ma non unica, interpretazione del contratto senza dimostrare la specifica violazione dei canoni ermeneutici, e giudica congrua la motivazione della CTR. Rigetta quindi il ricorso, assorbendo quello incidentale condizionato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6308

Cassazione, sentenza n. 6308 del 14/03/2018

Sentenza n. 6308 del 14/03/2018

La controversia riguardava il recupero di un credito d’imposta utilizzato in compensazione negli anni 2003 e 2004 e la conseguente cartella di pagamento; i giudici di merito avevano respinto i ricorsi riuniti della società. La Cassazione non esamina le tre doglianze formulate dalla contribuente, perché il ricorso, spedito il 20 maggio 2010 contro una sentenza depositata il 12 marzo 2009, era stato proposto oltre il termine applicabile previsto dall’art. 327 c.p.c. L’impugnazione è pertanto dichiarata inammissibile, con condanna della ricorrente alle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 6307

Cassazione, sentenza n. 6307 del 14/03/2018

Sentenza n. 6307 del 14/03/2018

Il giudizio concerneva il recupero di un credito d’imposta utilizzato in compensazione nel 2001 e la successiva cartella; la CTP aveva accolto i ricorsi riuniti soltanto quanto alla rideterminazione delle sanzioni, mentre la CTR aveva confermato tale decisione. La Cassazione non affronta i quattro motivi della contribuente, rilevando che il ricorso, spedito il 20 maggio 2010 contro la sentenza depositata il 12 marzo 2009, era tardivo rispetto al termine previsto dall’art. 327 c.p.c. Dichiara quindi l’impugnazione inammissibile e pone le spese a carico della ricorrente.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 6276

Cassazione, ordinanza n. 6276 del 14/03/2018

Imposte dirette - IRPEF - Accertamento - Donazione di terreni agricoli a seguito di successione ereditaria.

L’Ufficio aveva imputato al donante la plusvalenza sulla vendita di terreni agricoli, donati ai figli e da questi ceduti lo stesso giorno, ravvisando simulazione, interposizione e finalità elusiva; i giudici di merito avevano annullato gli accertamenti. La Cassazione conferma che l’Amministrazione può provare l’interposizione anche mediante presunzioni gravi, precise e concordanti, ma ritiene congrua la valutazione della CTR: gli indizi erano superati dall’effettivo incasso del prezzo da parte dei donatari e mancavano elementi contrari alla liberalità. Non essendo stato provato il disegno elusivo, il ricorso è rigettato con compensazione delle spese.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6269

Cassazione, sentenza n. 6269 del 14/03/2018

Sentenza n. 6269 del 14/03/2018

L’accertamento recuperava maggiori IRPEG, IRAP e IVA su varie componenti dell’attività di gestione della rete idrica. La Cassazione ritiene errata la deduzione integrale dei costi degli allacciamenti, poiché il contributo dell’utente, predeterminato, non prova una correlazione diretta idonea a escluderne la natura pluriennale; conferma invece la natura non tributaria dei canoni negoziali versati al consorzio di bonifica. Accoglie inoltre le censure sugli altri rilievi perché la CTR aveva motivato mediante mera adesione alla decisione precedente, senza esaminare gli appelli; cassa quindi la sentenza nei limiti indicati e rinvia.

  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 6318

Cassazione, sentenza n. 6318 del 14/03/2018

Sentenza n. 6318 del 14/03/2018

L’Amministrazione aveva revocato l’agevolazione prevista per un’apertura di credito garantita da ipoteca, contestando una clausola che consentiva alla banca il recesso anticipato per giustificato motivo; i giudici di merito avevano annullato il recupero delle imposte ipotecaria e di bollo. La Cassazione rileva che la CTR si era limitata ad aderire alla decisione di primo grado, senza esaminare le critiche dell’appellante né rendere riconoscibili tema e ragioni della decisione. Accoglie quindi il ricorso, cassa la sentenza e rinvia alla CTR in diversa composizione.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
  • Finanziamenti
N. 6317

Cassazione, sentenza n. 6317 del 14/03/2018

Sentenza n. 6317 del 14/03/2018

La lite concerneva la revoca dell’agevolazione fiscale applicata a un’apertura di credito con garanzia ipotecaria, motivata dall’Amministrazione con la facoltà bancaria di recesso anticipato per giustificato motivo; CTP e CTR avevano accolto le impugnazioni dell’avviso. La Cassazione dichiara nulla la sentenza regionale perché la motivazione per relationem non illustrava le censure dell’appello né le ragioni del loro rigetto, impedendo di ricostruire il percorso decisorio. Accoglie il primo motivo, assorbe il secondo, cassa e rinvia alla CTR in diversa composizione.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
  • Finanziamenti
N. 6316

Cassazione, sentenza n. 6316 del 14/03/2018

Sentenza n. 6316 del 14/03/2018

L’Amministrazione aveva recuperato le imposte ipotecaria e di bollo, negando l’agevolazione per un finanziamento con durata dichiarata superiore a diciotto mesi ma collegato a condizioni di conto corrente che, secondo l’Ufficio, consentivano il recesso in ogni momento. La Cassazione stabilisce che la verifica dei presupposti agevolativi richiedeva l’interpretazione letterale e sistematica dell’intero regolamento negoziale, comprese le clausole richiamate e allegate. Poiché la CTR aveva esaminato soltanto la clausola del contratto principale, la Corte accoglie il ricorso, cassa e rinvia per un nuovo esame.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
  • Finanziamenti
N. 6315

Cassazione, sentenza n. 6315 del 14/03/2018

Sentenza n. 6315 del 14/03/2018

La controversia riguardava il diniego dell’agevolazione sull’imposta ipotecaria relativa a un’apertura di credito, fondato sulla clausola generale di recesso anticipato contenuta in un allegato; la CTR aveva invece attribuito prevalenza alla clausola speciale del contratto, che subordinava il recesso a fatti oggettivi predeterminati. La Cassazione precisa che l’interpretazione negoziale del giudice di merito è censurabile solo indicando specificamente i canoni violati o un effettivo vizio logico. Ritenute generiche le doglianze e congrua la motivazione regionale, dichiara inammissibili i motivi e rigetta il ricorso.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
  • Finanziamenti
N. 6314

Cassazione, sentenza n. 6314 del 14/03/2018

Sentenza n. 6314 del 14/03/2018

L’Amministrazione aveva negato l’agevolazione sull’imposta ipotecaria sostenendo che un allegato all’apertura di credito consentisse alla banca il recesso in qualsiasi momento; la CTR aveva però ritenuto prevalente la clausola speciale del contratto, riferita a fatti oggettivi prestabiliti. La Cassazione osserva che non basta prospettare una diversa interpretazione negoziale: occorre indicare puntualmente il criterio ermeneutico violato o dimostrare l’illogicità della motivazione. Poiché la censura non soddisfaceva tali requisiti e la decisione regionale era congruamente motivata, il ricorso viene rigettato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
  • Finanziamenti
N. 6073

Cassazione, ordinanza n. 6073 del 13/03/2018

Imposte sui redditi - Utili extracontabili di società di capitali a ristretta base azionaria - Accertamento pro quota nei confronti del socio - Sanatoria ex art. 15, della Legge n. 289 del 2002 da parte della società - Effetti in favore del socio - Esclusione.

L’accertamento aveva attribuito pro quota a una socia gli utili extracontabili di una società di capitali a ristretta base familiare; la CTR lo aveva escluso perché la società aveva definito la propria posizione mediante la sanatoria prevista dalla legge n. 289 del 2002. La Cassazione ribadisce che la presunzione di distribuzione degli utili extra bilancio inverte l’onere probatorio e che società e soci conservano posizioni fiscali distinte: il condono scelto dalla prima non impedisce l’accertamento IRPEF verso il socio che non vi abbia aderito. Accoglie il ricorso, cassa e rinvia alla CTR.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 11035

Cassazione, sentenza n. 11035 del 13/03/2018

Violazioni e sanzioni - Sanzioni penali - Omesso versamento di tributi - art. 8 del d.lgs. 24/09/2015 n. 158 - Causa di non punibilità - inapplicabilità ai procedimenti in corso anche dopo la dichiarazione di apertura del dibattimento - Esclusione.

Il giudizio riguardava l’omesso versamento dell’IVA dichiarata per il 2008 e il 2009; l’imputato allegava una crisi di liquidità e, per il 2009, l’integrale pagamento successivo del debito. La Cassazione annulla senza rinvio la condanna per il 2008, perché l’importo era inferiore alla nuova soglia penale di 250.000 euro, applicabile retroattivamente quale disciplina più favorevole, mentre esclude che le sole difficoltà economiche dimostrino forza maggiore. Per il 2009 dispone il rinvio affinché sia verificata l’integralità del pagamento e l’applicabilità della sopravvenuta causa di non punibilità.

N. 11034

Cassazione, sentenza n. 11034 del 13/03/2018

Violazioni e sanzioni - Sanzione penale - Emissione di fatture per operazioni inesistenti - Società emittente e società utilizzatrice - Medesimo amministratore - Reato - Applicazione art. 9 del D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74 - esclusione.

L’imputato, amministratore sia della società emittente sia di quella utilizzatrice, era stato condannato per emissione e impiego in dichiarazione di fatture relative a operazioni inesistenti. La Cassazione afferma che il divieto di concorso previsto dall’art. 9 del d.lgs. n. 74 del 2000 presuppone persone fisiche diverse e non opera quando il medesimo soggetto realizza direttamente entrambe le condotte per due società; precisa inoltre che il consolidato fiscale non elimina la falsità della dichiarazione individuale contenente gli elementi passivi fittizi. Respinge anche le ulteriori censure e rigetta il ricorso.

N. 5771

Cassazione, sentenza n. 5771 del 9/03/2018

Sentenza n. 5771 del 09/03/2018

La controversia concerneva un accertamento ICI per il 2002 fondato sulla rendita definita mediante conciliazione giudiziale, mentre la contribuente ne sosteneva l’applicabilità soltanto dal 2004. La Corte ha ritenuto che l’appello contenesse la parte censurata della decisione provinciale e le specifiche ragioni di critica, risultando quindi ammissibile ai sensi della disciplina processuale applicabile. Le argomentazioni sul merito formulate dalla commissione regionale dopo la declaratoria d’inammissibilità erano meramente aggiuntive e non sindacabili; la sentenza è stata cassata con rinvio per l’esame del merito dell’appello.

  • Tributi locali
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Immobili
N. 5742

Cassazione, sentenza n. 5742 del 9/03/2018

Sentenza n. 5742 del 09/03/2018

Un professionista contestava un accertamento che aveva disconosciuto alcuni costi per difetto di inerenza, censurando anche l’acquisizione della documentazione presso lo studio del depositario delle scritture contabili. La Cassazione ha ritenuto plausibile l’interpretazione della delega adottata dalla CTR: l’assistenza ai verificatori e la firma dei verbali comprendevano il consenso allo svolgimento del controllo presso il professionista depositario, senza ulteriori autorizzazioni. Le doglianze sull’inerenza dei compensi, della consulenza tecnica e del box auto miravano a una nuova valutazione delle prove; il ricorso è stato quindi rigettato.

  • Professionisti
  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Processo tributario
N. 5722

Cassazione, sentenza n. 5722 del 9/03/2018

Sentenza n. 5722 del 09/03/2018

Il contribuente contestava l’accertamento IRPEF della plusvalenza derivante dalla cessione di una licenza taxi, sostenendo che l’Ufficio non avesse provato gli elementi presuntivi impiegati e che la CTR avesse trascurato la documentazione contraria. La Cassazione ha ribadito che la licenza è un bene immateriale strumentale dell’impresa e che, per un reddito non dichiarato, l’accertamento può utilizzare dati comunque acquisiti e presunzioni anche non qualificate. Ritenuta effettivamente esaminata la questione probatoria dalla CTR e parzialmente non autosufficiente la censura, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 5770

Cassazione, sentenza n. 5770 del 9/03/2018

Sentenza n. 5770 del 09/03/2018

La contribuente impugnava la liquidazione della maggiore ICI e delle sanzioni, contestando la conoscenza della rendita DOCFA, la motivazione dell’atto e la correttezza della stima. La Corte ha rilevato che la commissione regionale aveva esaminato nel merito la contestazione, menzionandone la tardività soltanto incidentalmente; inoltre, la censura sull’omessa allegazione del classamento non indicava gli elementi di fatto alla base della divergenza tra rendita proposta e attribuita. Ritenuta adeguatamente autonoma anche la valutazione regionale sulla stima, la Corte ha rigettato il ricorso, reputando inutile integrare il contraddittorio con l’Agenzia del Territorio.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 5741

Cassazione, sentenza n. 5741 del 9/03/2018

Sentenza n. 5741 del 09/03/2018

Un professionista chiedeva il rimborso dell’IRAP versata, deducendo l’assenza del presupposto impositivo; la CTR aveva riconosciuto il rimborso senza esaminare l’adesione alla definizione automatica per le medesime annualità. La Cassazione ha affermato che il condono forma un nuovo titolo, rende definitiva la liquidazione e implica rinuncia alla restituzione, anche quando sia contestata l’esistenza del presupposto tributario; i suoi effetti sono rilevabili anche in appello. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato la domanda originaria del contribuente.

  • IRAP
  • Pace Fiscale
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4957

Cassazione, sentenza n. 4957 del 9/03/2018

Sentenza n. 4957 del 09/03/2018

La controversia verteva sull’applicazione dell’IVA alla tariffa di igiene ambientale richiesta per il 2009 e il 2010; i giudici di merito avevano escluso l’imposta riconoscendo natura tributaria alla TIA. La Cassazione ha confermato che, nel periodo considerato, continuava ad applicarsi la TIA prevista dal d.lgs. n. 22 del 1997, qualificata come tributo e priva di un rapporto sinallagmatico tra gestore e utente. Poiché il pagamento non costituisce corrispettivo di un servizio ai fini IVA, il ricorso del gestore è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • IVA
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
N. 5769

Cassazione, sentenza n. 5769 del 9/03/2018

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - ICI - Esenzione per immobili rurali non iscritti in catasto - Presupposti - Classificazione catastale - Strumentalità all'attività agricola - Irrilevanza - Ragioni.

Alcune cooperative chiedevano il rimborso dell’ICI versata per il 2003-2005 su immobili che assumevano strumentali all’attività agricola; la commissione regionale aveva riconosciuto l’esenzione in base all’utilizzo concreto. La Corte ha invece affermato che rileva la classificazione catastale rurale, non la sola strumentalità: gli immobili risultavano censiti nelle categorie D1 o D8 e la successiva procedura di riconoscimento della ruralità non poteva retroagire sino alle annualità controverse. Accolto il ricorso comunale, la sentenza è stata cassata e, decidendo nel merito, la Corte ha respinto le domande di rimborso, compensando le spese.

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  • Processo tributario

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