Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 5737

Cassazione, sentenza n. 5737 del 9/03/2018

Sentenza n. 5737 del 09/03/2018

La lite riguardava il recupero di un credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate, contestato per data di avvio, destinazione e novità dei beni, eccedenza nell’utilizzo e applicazione delle sanzioni. La Cassazione ha escluso la decadenza quando il bene sia trasferito altrove ma resti nella medesima struttura produttiva in senso economico-funzionale; ha invece rilevato carenze motivazionali sull’avvio degli investimenti, omessa pronuncia sul momento di utilizzo del credito e insussistenza di una dimostrata incertezza normativa oggettiva. Accolti tre motivi su quattro, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 5765

Cassazione, sentenza n. 5765 del 9/03/2018

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - ICI - Esenzione ex art. 7, comma 1, del d.lgs. n. 504 del 1992 - Immobile comunale locato di edilizia residenziale Applicabilità - Esclusione - Violazione dell'art. 3 Cost. - Manifesta infondatezza - Ragioni.

Un Comune proprietario chiedeva l’esenzione ICI per alloggi di edilizia residenziale pubblica situati in altro Comune e concessi in locazione, deducendone la destinazione istituzionale e assistenziale; i giudici di merito avevano confermato gli accertamenti, eliminando soltanto le sanzioni. La Corte ha escluso l’esenzione perché l’utilizzazione diretta dell’immobile da parte dell’ente possessore costituisce requisito necessario e ha posto sul richiedente l’onere di provare tutti i presupposti agevolativi. Ritenute manifestamente infondate anche le questioni costituzionali prospettate, ha rigettato il ricorso e condannato il ricorrente alle spese.

  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
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N. 5736

Cassazione, sentenza n. 5736 del 9/03/2018

Sentenza n. 5736 del 09/03/2018

L’accertamento recuperava IVA detratta e costi dedotti per compravendite immobiliari ritenute inserite in un meccanismo fraudolento; i giudici di merito avevano accolto la difesa della società valorizzando pagamenti documentati e una conciliazione relativa alla venditrice. La Cassazione ha ribadito che l’Ufficio deve offrire elementi, anche presuntivi, sull’inesistenza delle operazioni e sulla conoscenza o conoscibilità della frode, mentre la regolarità formale delle scritture e dei pagamenti non basta da sola al contribuente. Poiché la CTR non aveva esaminato gli indizi indicati nell’accertamento, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 5764

Cassazione, sentenza n. 5764 del 9/03/2018

Sentenza n. 5764 del 09/03/2018

Una società contestava l’accertamento ICI che aveva elevato il valore venale di un’area edificabile acquistata nel 2002, lamentando, tra l’altro, l’omessa considerazione della vicina autostrada, della fascia di rispetto e dei relativi effetti sulla potenzialità edificatoria. La Corte ha escluso rilievo alla mera errata denominazione formale dell’atto e dichiarato non specifica la censura sulla sua motivazione, ma ha rilevato che la commissione regionale non aveva esaminato le concrete critiche rivolte alla valutazione del terreno. Ha quindi accolto tale motivo, cassato la sentenza e rinviato per nuove verifiche; la questione su sanzioni e interessi è rimasta assorbita.

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  • Accertamento fiscale
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  • Processo tributario
N. 5731

Cassazione, sentenza n. 5731 del 9/03/2018

Sentenza n. 5731 del 09/03/2018

La cartella, emessa dopo controllo automatizzato, recuperava crediti d’imposta da carbon tax e accise sul gasolio utilizzati in compensazione ma non indicati nel quadro RU; la contribuente deduceva un errore nella dichiarazione. La Cassazione ha affermato che, per contrastare una maggiore pretesa non ancora pagata, il contribuente può allegare in giudizio errori di fatto o di diritto senza le decadenze proprie della dichiarazione integrativa, restando a suo carico la prova; un credito derivante da somme già versate richiede invece le procedure di rimborso. Il ricorso è stato accolto, con cassazione e rinvio.

N. 5763

Cassazione, sentenza n. 5763 del 9/03/2018

Sentenza n. 5763 del 09/03/2018

La controversia riguardava la base imponibile ICI 2001 di un’area edificabile, valorizzata dal Comune considerando anche un procedimento urbanistico già avviato, destinato a modificarne la classificazione e ad aumentarne la cubatura. La Cassazione ha affermato che il valore venale va stimato ex ante, tenendo conto della potenzialità edificatoria e di tutti gli elementi oggettivi capaci di incidere sul mercato, anche prima della formale conclusione dell’accordo urbanistico. Ritenuta adeguata la motivazione dell’accertamento e corretta la valutazione della CTR, ha rigettato il ricorso della contribuente.

  • Tributi locali
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N. 5730

Cassazione, sentenza n. 5730 del 9/03/2018

Sentenza n. 5730 del 09/03/2018

La società impugnava una cartella da controllo automatizzato relativa a crediti per carbon tax e accise sul gasolio compensati ma non esposti nel quadro RU, sostenendo che l’omissione dipendesse da un errore dichiarativo. La Cassazione ha riconosciuto la possibilità di opporre in giudizio errori della dichiarazione contro una pretesa per somme non versate, fermo l’onere probatorio del contribuente; se il maggior importo fosse già stato pagato, occorrerebbe invece attivare il rimborso entro i termini previsti. Il ricorso è stato accolto e la decisione cassata con rinvio alla CTR.

N. 5762

Cassazione, sentenza n. 5762 del 9/03/2018

Sentenza n. 5762 del 09/03/2018

L’accertamento recuperava maggiori ricavi, reddito d’impresa, IRPEF, IRAP e IVA per acquisti di calzature ritenuti non fatturati, desunti dalla documentazione contabile e telefonica rinvenuta presso il fornitore. La Cassazione ha ribadito che l’accertamento analitico-induttivo può fondarsi su presunzioni gravi, precise e concordanti anche quando la contabilità sia formalmente regolare; le contestazioni sulla riferibilità delle annotazioni al contribuente non possono tradursi in un nuovo esame del merito. Dichiarate inammissibili o infondate le singole censure, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 5729

Cassazione, sentenza n. 5729 del 9/03/2018

Sentenza n. 5729 del 09/03/2018

Una cartella da controllo automatizzato richiedeva IVA, IRPEF e IRAP dichiarate ma non versate; la contribuente sosteneva che gli importi derivassero da un errore successivamente corretto mediante dichiarazione integrativa. La Cassazione ha confermato che, per contrastare una pretesa su somme non pagate, l’errore dichiarativo può essere fatto valere in giudizio indipendentemente dai termini dell’integrativa, mentre i maggiori importi già versati devono essere chiesti a rimborso con le procedure previste. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato rigettato e le spese compensate.

N. 5761

Cassazione, sentenza n. 5761 del 9/03/2018

Sentenza n. 5761 del 09/03/2018

Società di persone e soci contestavano accertamenti analitico-induttivi per IRAP, IVA e redditi imputati per trasparenza, basati sulle percentuali di ricarico rilevate durante una verifica successiva. La Cassazione ha riunito i procedimenti connessi e ha affermato, nella parte disponibile, che una contabilità formalmente regolare e la congruità agli studi di settore non impediscono la rettifica quando emergano presunzioni qualificate e attività non dichiarate superiori alla soglia considerata; ha inoltre escluso un concreto pregiudizio al contraddittorio. Il testo fornito si interrompe durante l’esame dell’ultimo motivo e non riporta l’esito conclusivo.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • IVA
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 5728

Cassazione, sentenza n. 5728 del 9/03/2018

ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI - DICHIARAZIONE ANNUALE - IN GENERE Errori ed omissioni in danno del contribuente - Deduzione in sede contenziosa contro la pretesa dell'Amministrazione - Possibilità - Limiti - Ragioni.

La controversia nasceva da una cartella per tributi e ritenute dichiarati ma non versati, che la contribuente collegava a errori poi rettificati con dichiarazione integrativa. La Cassazione ha riconosciuto l’emendabilità giudiziale della dichiarazione quando serve a contrastare una maggiore pretesa non pagata, distinguendola dalla richiesta di un credito per somme già versate, soggetta alle procedure di rimborso; ha però precisato che la prova dell’errore incombe sul contribuente. Poiché la CTR aveva addossato all’Ufficio un onere di specifica contestazione, la sentenza è stata cassata sul terzo motivo con rinvio.

N. 5758

Cassazione, sentenza n. 5758 del 9/03/2018

Sentenza n. 5758 del 09/03/2018

Il contribuente contestava accertamenti IVA, IRPEF e IRAP fondati su movimentazioni bancarie, sostenendo tra l’altro l’assenza dell’autorizzazione, l’estraneità di alcuni conti e il mancato riconoscimento dei costi. La Cassazione ha ribadito che i dati bancari fondano la presunzione di imponibilità e trasferiscono sul contribuente l’onere di fornire una prova analitica per ciascun movimento; la mancata allegazione dell’autorizzazione, avente funzione organizzativa, non invalida l’atto senza concreta lesione. Le ulteriori doglianze sono state ritenute inammissibili o infondate e il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRPEF
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 5727

Cassazione, sentenza n. 5727 del 9/03/2018

Sentenza n. 5727 del 09/03/2018

La cartella da controllo automatizzato riguardava IVA, IRPEF e IRAP dichiarate ma non versate; il contribuente contestava in giudizio l’assoggettamento a IRAP per asserita mancanza di autonoma organizzazione, sebbene l’imposta fosse stata indicata nelle dichiarazioni. La Cassazione ha ritenuto legittima l’emissione della cartella sui dati dichiarati, ma ha chiarito che la dichiarazione è emendabile e che il contribuente può provare l’assenza del presupposto impositivo; non era invece necessario il contraddittorio preventivo per meri omessi versamenti privi di incertezze dichiarative. Accolto il primo motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 5974

Cassazione, sentenza n. 5974 del 9/03/2018

Sentenza n. 5974 del 09/03/2018

Una società contestava l’accertamento della maggiore ICI dovuta per il 2005 in base a una rendita catastale superiore, lamentando l’omessa allegazione dell’atto attributivo e la mancata indicazione dell’autorità amministrativa competente al riesame; CTP e CTR avevano respinto le doglianze. La Cassazione dichiara inammissibile il primo motivo perché il ricorso riproduceva solo parzialmente l’avviso, impedendo di verificarne la motivazione. Esclude inoltre che l’omessa indicazione dell’autorità amministrativa determini la nullità dell’atto, corregge sul punto la motivazione giuridica della CTR e rigetta il ricorso.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 5756

Cassazione, sentenza n. 5756 del 9/03/2018

Sentenza n. 5756 del 09/03/2018

La controversia verteva su accertamenti unitari per imposte dirette, IRAP e IVA notificati a una società di persone, esaminati nei gradi di merito senza la partecipazione dei soci. La Cassazione ha rilevato d’ufficio che l’imputazione per trasparenza rende inscindibile il rapporto tra società e soci e impone il litisconsorzio necessario; nel caso concreto anche il profilo IVA, fondato sui medesimi elementi, non era autonomamente definibile. Ha quindi dichiarato nullo l’intero giudizio, cassato la sentenza e rinviato alla Commissione tributaria provinciale, compensando le spese.

  • Società di persone
  • IRAP
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5726

Cassazione, sentenza n. 5726 del 9/03/2018

IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.) - BASE IMPONIBILE - REDDITI PRODOTTI IN FORMA ASSOCIATA Impresa familiare - Cessione - Plusvalenza - Dichiarazione del titolare ex art. 1 del d.lgs. n. 358 del 1997 - Imputazione del reddito allo stesso - Conseguenze.

La controversia riguardava l’imputazione della plusvalenza derivante dalla cessione di un’impresa familiare, dopo che i giudici di merito ne avevano attribuito solo il 40% al titolare e il residuo ai collaboratori. La Cassazione ha rilevato che il titolare aveva optato nella propria dichiarazione per l’imposta sostitutiva prevista dal d.lgs. n. 358 del 1997: in tale regime derogatorio, la plusvalenza incassata deve essergli imputata integralmente. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata e il ricorso originario del contribuente rigettato.

  • IRPEF
  • Imprese
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 5774

Cassazione, sentenza n. 5774 del 9/03/2018

Sentenza n. 5774 del 09/03/2018

La controversia verteva sulla maggiore ICI richiesta per il 2005 in relazione a una rendita catastale più elevata; la contribuente deduceva che l’avviso non allegava l’atto attributivo della rendita e non indicava l’autorità amministrativa cui chiedere il riesame, ma i giudici di merito avevano confermato l’accertamento. La Cassazione considera inammissibile la prima censura, poiché la riproduzione incompleta dell’avviso non consente di valutarne la motivazione. Quanto alla seconda, afferma che l’omissione non rende nullo l’atto, corregge la motivazione in diritto della CTR e rigetta il ricorso.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 5752

Cassazione, sentenza n. 5752 del 9/03/2018

Sentenza n. 5752 del 09/03/2018

Una contribuente, destinataria di accertamenti IRPEF riferiti a un soggetto deceduto, aveva contestato la propria legittimazione, la riferibilità dei redditi e la sottoscrizione della dichiarazione; il giudice precedente aveva considerato nuove alcune questioni prospettate in appello. La Cassazione ha escluso la novità, poiché tali deduzioni erano comprese nelle contestazioni originarie e non modificavano causa petendi o tema della decisione; ha inoltre ricordato che nel processo tributario è ammessa nuova documentazione in appello. Accolti i motivi pertinenti, ha cassato la sentenza e rinviato alla CTR per il riesame.

  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Dichiarazioni
N. 5725

Cassazione, sentenza n. 5725 del 9/03/2018

Sentenza n. 5725 del 09/03/2018

Una società contestava le ingiunzioni per il recupero di agevolazioni IRPEG qualificate come aiuti di Stato incompatibili, sostenendo anche l’assenza di effetti distorsivi della concorrenza. La Cassazione ha confermato la natura tributaria della controversia e l’obbligatorietà del recupero, salvo l’applicabilità della regola de minimis, che spettava alla destinataria eccepire e provare. Ha però giudicato carente la motivazione della CTR sul calcolo e sulla decorrenza degli interessi, nonché omessa la pronuncia su una specifica contestazione: la decisione è stata quindi cassata su tali punti con rinvio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRES
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5773

Cassazione, sentenza n. 5773 del 9/03/2018

Sentenza n. 5773 del 09/03/2018

La controversia riguardava la base imponibile ICI di quattro unità immobiliari interessate, dal 2004 al 2007, da interventi di ristrutturazione, che il contribuente aveva calcolato sulla rendita catastale. La Corte ha stabilito che, durante tali interventi di recupero, l’imposta deve essere commisurata al valore dell’area fabbricabile, senza computare il fabbricato in corso d’opera fino all’ultimazione o all’eventuale precedente utilizzo. Ha quindi accolto il ricorso comunale, cassato la decisione regionale e rinviato affinché sia verificata la congruità del valore indicato dal Comune; l’ulteriore motivo è rimasto assorbito.

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  • Processo tributario

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