Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

Documenti ufficiali conservati in formato PDF e collegati alla fonte originaria

Sentenze

11.961 documenti

N. 23998

Cassazione, sentenza n. 23998 del 3/10/2018

Sentenza n. 23998 del 03/10/2018

La cartella emessa dopo controllo automatizzato recuperava un’eccedenza IVA derivante da una dichiarazione integrativa ritenuta tardiva; la contribuente denunciava la duplicazione rispetto a un precedente avviso di accertamento. L’Agenzia sosteneva in Cassazione che i due recuperi avessero cause diverse, ma la Corte ha rilevato che la CTR aveva espressamente esaminato tale circostanza e aveva riscontrato anche nell’avviso il recupero della detrazione indicata nella dichiarazione tardiva. Non ricorrendo l’omesso esame del fatto dedotto, il ricorso dell’Amministrazione è stato rigettato.

N. 24013

Cassazione, sentenza n. 24013 del 3/10/2018

Sentenza n. 24013 del 03/10/2018

A seguito dell’omessa dichiarazione dei redditi per il 2001, l’Agenzia aveva effettuato un accertamento induttivo fondato su un processo verbale della Guardia di Finanza; il contribuente ne contestava motivazione e calcoli. La Cassazione ha giudicato le censure inammissibili per difetto di autosufficienza, poiché il ricorso non riproduceva le parti rilevanti dell’avviso, del verbale e degli altri documenti, e comunque infondate: l’Ufficio può valutare le risultanze della verifica, mentre il riesame delle prove compete al giudice di merito. Il ricorso è stato pertanto rigettato.

N. 23997

Cassazione, sentenza n. 23997 del 3/10/2018

TRIBUTI (IN GENERALE) - ACCERTAMENTO TRIBUTARIO (NOZIONE) - AVVISO DI ACCERTAMENTO - IN GENERE Cessione ramo di azienda - Clausola di retrodatazione - Opponibilità al Fisco - Esclusione.

L’accertamento riguardava, tra l’altro, una plusvalenza da cessione di ramo d’azienda retrodatata convenzionalmente e il mancato pro-rata IVA sugli interessi attivi maturati nei rapporti finanziari infragruppo. La Cassazione ha escluso l’opponibilità fiscale della retrodatazione: per l’imputazione della plusvalenza rileva la stipulazione, essendo eccezionali le norme tributarie che consentono effetti retroattivi; per il pro-rata occorre inoltre considerare l’attività concretamente esercitata, non soltanto l’oggetto sociale. Accolti quattro motivi e respinto quello sulla capitalizzazione degli interessi del mutuo, la Corte ha cassato con rinvio.

  • Operazioni straordinarie
  • Imprese
  • IRES
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 24012

Cassazione, sentenza n. 24012 del 3/10/2018

Sentenza n. 24012 del 03/10/2018

Una società contestava riprese relative alla svalutazione di una partecipazione, a svalutazioni e perdite su crediti, anche ceduti pro soluto, oltre ad altri componenti reddituali. La Cassazione ha confermato la valutazione della CTR: per dedurre perdite su crediti non collegate a procedure concorsuali il contribuente deve dimostrare elementi certi e precisi, non ricavabili dal solo dispositivo di una sentenza né da un parere legale acquisito informalmente; molte censure erano inoltre prive di autosufficienza. Il ricorso della società è stato integralmente rigettato.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
  • Procedure concorsuali
N. 23996

Cassazione, sentenza n. 23996 del 3/10/2018

Sentenza n. 23996 del 03/10/2018

Gli accertamenti recuperavano imposte su una fattura per operazioni oggettivamente inesistenti, un finanziamento soci non documentato e altre componenti reddituali; la contribuente richiamava dichiarazioni di terzi e una sentenza penale assolutoria. La Cassazione ha ribadito che l’assoluzione penale, peraltro non irrevocabile, non vincola automaticamente il giudice tributario e ha dichiarato inammissibili le censure per carenza di specificità e decisività. Ha tuttavia cassato la sentenza affinché la CTR applicasse retroattivamente la disciplina sopravvenuta che, entro precisi limiti e previa prova del contribuente, esclude dal reddito i componenti positivi correlati a costi fittizi non dedotti.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IVA
  • Imprese
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 24011

Cassazione, sentenza n. 24011 del 3/10/2018

Sentenza n. 24011 del 03/10/2018

La controversia riguardava perdite su crediti e sopravvenienze attive attribuite a una società italiana sul presupposto della fittizia interposizione di una società francese in un’operazione immobiliare. La Cassazione ha ritenuto non provati gli elementi certi e precisi della perdita e ha confermato che, in assenza di prova contraria, l’Ufficio poteva imputare le sopravvenienze mediante presunzioni gravi, precise e concordanti; ulteriori doglianze erano carenti di autosufficienza. È stato inoltre escluso che l’appello dell’Agenzia richiedesse la precedente autorizzazione prevista per i soppressi uffici ministeriali; il ricorso è stato rigettato.

N. 23995

Cassazione, sentenza n. 23995 del 3/10/2018

Sentenza n. 23995 del 03/10/2018

La controversia riguardava un avviso di accertamento IVA che aveva disconosciuto un credito riferito a una fattura per operazioni ritenute inesistenti, mentre la contribuente sosteneva che la precedente definizione automatica precludesse il recupero. Dopo l’esito favorevole in primo grado e contrario in appello, la società ha aderito alla definizione agevolata prevista dal d.l. n. 50 del 2017, pagando integralmente quanto dovuto. Preso atto anche dell’attestazione dell’Agenzia delle Entrate, la Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio e compensato integralmente le spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
N. 24010

Cassazione, sentenza n. 24010 del 3/10/2018

Sentenza n. 24010 del 03/10/2018

La causa concerneva l’imputazione temporale dei componenti reddituali derivanti da una cessione di ramo d’azienda stipulata a fine 1999, ma con efficacia contrattualmente differita al 1° gennaio 2000, nonché il trattamento IRAP della plusvalenza relativa a un immobile compreso nel complesso ceduto. La Cassazione ha affermato che, ai fini fiscali, rileva la stipula dell’atto e che la clausola di differimento degli effetti civilistici non sposta la competenza; ha inoltre confermato l’esclusione dalla base IRAP della plusvalenza accertata come derivante dal trasferimento aziendale. Il ricorso principale dell’Agenzia è stato rigettato e quello incidentale assorbito.

  • Operazioni straordinarie
  • IRAP
  • IRES
  • Società, imprese e Professionisti
N. 23994

Cassazione, sentenza n. 23994 del 3/10/2018

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - DETERMINAZIONE DELL'IMPOSTA - DETRAZIONI Detrazione - Inerenza - Necessità - Attività preparatoria all'esercizio dell'impresa - Presupposti - Fattispecie.

La controversia concerneva la detrazione dell’IVA versata per l’acquisto di un immobile abitativo destinato, previa variazione e ristrutturazione, all’attività alberghiera; i giudici di merito l’avevano negata per l’originaria destinazione del bene e il mancato esercizio dell’attività al momento dell’acquisto. La Cassazione ha affermato che l’inerenza può sussistere anche per attività preparatorie, purché l’intento imprenditoriale sia comprovato da elementi oggettivi. Ha quindi accolto il ricorso, cassato la decisione e rinviato alla CTR perché valuti le iniziative concretamente intraprese.

N. 24009

Cassazione, sentenza n. 24009 del 3/10/2018

Sentenza n. 24009 del 03/10/2018

Gli eredi della contribuente contestavano un avviso che aveva rettificato, ai fini dell’imposta di registro, il valore di immobili oggetto di una sentenza di usucapione, deducendo errori valutativi, catastali e motivazionali. La Cassazione non ha riesaminato tali questioni nel merito: ha dichiarato inammissibili le censure perché prive della trascrizione e della precisa individuazione degli atti rilevanti, non ricondotte chiaramente ai vizi tipici del giudizio di legittimità e rivolte prevalentemente contro l’atto impositivo anziché contro le ragioni della sentenza d’appello. Il ricorso è stato rigettato.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24008

Cassazione, sentenza n. 24008 del 3/10/2018

Sentenza n. 24008 del 03/10/2018

L’Agenzia contestava la deduzione, in un esercizio diverso da quello di competenza, di costi relativi a merci acquistate con clausola FOB, oltre a una ripresa IVA; la CTR aveva annullato il recupero ritenendo assente un danno erariale. La Cassazione ha affermato che le regole temporali sui componenti del reddito d’impresa sono inderogabili e che l’errata imputazione dei costi incide sull’imponibile, mentre la disposizione sulle violazioni meramente formali può rilevare per le sanzioni, non per eliminare il tributo. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte ha cassato e rigettato nel merito l’impugnazione originaria.

N. 24007

Cassazione, sentenza n. 24007 del 3/10/2018

Sentenza n. 24007 del 03/10/2018

L’accertamento recuperava ricavi ritenuti occultati mediante anticipazioni in contanti dei soci a una società di persone, con conseguenti maggiori IVA, IRAP e IRPEF; i giudici di merito avevano sostanzialmente confermato la ripresa. La Cassazione ha però rilevato d’ufficio che la rettifica del reddito della società e la sua automatica imputazione ai soci integrano una controversia inscindibile, nella quale società e tutti i soci sono litisconsorti necessari. Poiché il contraddittorio non era stato integralmente instaurato, ha dichiarato nullo l’intero giudizio e rinviato alla CTP affinché ne ordinasse l’integrazione.

  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24006

Cassazione, sentenza n. 24006 del 3/10/2018

Sentenza n. 24006 del 03/10/2018

L’Ufficio aveva recuperato costi per acquisti di merci con clausola FOB, contabilizzati nell’esercizio successivo a quello della spedizione; la CTR, pur riconoscendo l’errore temporale, aveva escluso tributo e sanzioni per asserita mancanza di danno erariale. La Cassazione ha ribadito che il principio di competenza rende indeducibili i costi imputati a un periodo diverso da quello dovuto e che la disciplina delle violazioni senza danno erariale può giustificare soltanto la disapplicazione delle sanzioni, non l’annullamento del debito d’imposta. La sentenza è stata cassata e l’originario ricorso della contribuente rigettato nel merito.

N. 24005

Cassazione, sentenza n. 24005 del 3/10/2018

Sentenza n. 24005 del 03/10/2018

La controversia riguardava il recupero di un credito d’imposta per nuove assunzioni utilizzato oltre il limite «de minimis», con relative sanzioni. La Cassazione ha ritenuto legittimo circoscrivere l’agevolazione entro tale soglia e ha escluso che l’atto di recupero dovesse essere preceduto dalla comunicazione prevista per i crediti non spettanti esposti in dichiarazione, trattandosi di un autonomo atto motivato che assicura il pieno contraddittorio. Respinta anche la questione costituzionale, la Corte ha rigettato integralmente il ricorso della contribuente.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24004

Cassazione, sentenza n. 24004 del 3/10/2018

Sentenza n. 24004 del 03/10/2018

Una società immobiliare contestava l’accertamento analitico-induttivo di maggiori ricavi, fondato su quotazioni di mercato, importi dei mutui e ulteriori circostanze, nonché la mancata confutazione espressa delle osservazioni presentate dopo la verifica. La Cassazione ha chiarito che tali osservazioni devono essere valutate, ma l’avviso non richiede una motivazione rafforzata; ha inoltre riconosciuto agli indicatori del valore degli immobili natura di presunzioni semplici, apprezzabili insieme agli altri elementi. Esclusa una retroattiva applicazione del criterio del valore normale e dichiarate inammissibili le richieste di nuova valutazione delle prove, ha rigettato il ricorso.

N. 24003

Cassazione, sentenza n. 24003 del 3/10/2018

Sentenza n. 24003 del 03/10/2018

L’accertamento IVA qualificava come oggettivamente inesistenti le operazioni documentate dalle fatture contestate, mentre in appello l’Amministrazione e la CTR le avevano considerate soggettivamente inesistenti. La Cassazione ha affermato che le ragioni dell’atto impositivo delimitano il processo tributario e non possono essere sostituite in giudizio, poiché le due qualificazioni presuppongono fatti e difese differenti; resta distinto il potere del giudice di qualificare giuridicamente la fattispecie senza mutarne il fondamento. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR.

N. 24002

Cassazione, sentenza n. 24002 del 3/10/2018

Sentenza n. 24002 del 03/10/2018

L’Amministrazione contestava un rimborso IVA infrannuale, sostenendo che alcune operazioni commerciali fossero state predisposte per integrare il requisito quantitativo necessario, mentre la CTR aveva escluso genericamente la finalità elusiva e annullato anche la sanzione. La Cassazione ha giudicato insufficiente tale motivazione perché non esaminava i numerosi indici di anomalia dedotti dall’Ufficio; ha però precisato che l’eventuale assenza dei presupposti del rimborso configura violazione della disciplina applicabile, non abuso del diritto. Accolto il primo motivo, rigettato il secondo e assorbito il terzo, ha cassato con rinvio.

N. 23685

Cassazione, ordinanza n. 23685 del 1/10/2018

Accertamento Imposte - Avviso di accertamento - Accertamento parziale - Accertamento successivo- Illegittimità - Presupposti - Esercizio del diritto di difesa - Limiti.

La CTR aveva annullato un accertamento parziale relativo a IRPEF, IRAP e IVA, ritenendo mancanti la sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi e una segnalazione proveniente dagli organi indicati dalla legge. La Cassazione ha chiarito che l’accertamento parziale può muovere anche da fonti interne all’ufficio e che l’inosservanza delle regole sulla successiva integrazione può rendere illegittimo il secondo accertamento, non quello già emesso. Poiché non era seguito alcun ulteriore atto, ha accolto il ricorso dell’Agenzia, dichiarato inammissibile quello incidentale e disposto il rinvio per l’esame del merito.

N. 23670

Cassazione, sentenza n. 23670 del 1/10/2018

TRIBUTI (IN GENERALE) - ACCERTAMENTO TRIBUTARIO (NOZIONE) - AVVISO DI ACCERTAMENTO - IN GENERE Avviso di accertamento emanato prima del decorso del termine di cui all'art. 12 della l. n. 212 del 2000 - Illegittimità - Pregiudizio concreto per il contribuente - Necessità - Esclusione - Fondamento.

Gli avvisi di liquidazione per maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale erano stati emessi cinque giorni dopo la consegna del verbale di chiusura della verifica, senza attendere il termine dilatorio di sessanta giorni; l’ufficio aveva richiamato soltanto l’imminente decadenza. La Cassazione ha escluso che tale circostanza integrasse, da sola, una specifica ragione di urgenza e ha qualificato la violazione come vizio oggettivo dell’iter formativo degli atti, opponibile anche dal coobbligato non verificato in loco senza prova di un concreto pregiudizio. Ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, annullato gli avvisi.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 23668

Cassazione, sentenza n. 23668 del 1/10/2018

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IN GENERE IVA - Obbligazioni di non fare - Imponibilità - Condizioni.

La controversia riguardava l’assoggettamento a IVA delle reciproche rinunce a crediti intervenute, nell’ambito del rinnovo di concessioni autostradali, tra un ente pubblico e società concessionarie; la CTR aveva ravvisato una transazione con prestazioni corrispettive. La Cassazione ha confermato che la rinuncia al credito e l’impegno a estinguere i giudizi costituiscono obbligazioni di non fare e di fare, remunerate dalle corrispondenti attribuzioni della controparte e quindi imponibili come prestazioni di servizi. Ha tuttavia cassato con rinvio limitatamente alla verifica del trattamento sanzionatorio più favorevole sopravvenuto.

Le sintesi editoriali sono generate con Codex esclusivamente sulla base dei documenti acquisiti dalle fonti istituzionali e servono a orientare la consultazione; non sostituiscono la lettura integrale. I PDF sono copie di consultazione dei documenti o delle relative pagine istituzionali. Per verificare eventuali aggiornamenti o allegati, consulta sempre la fonte istituzionale.