Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 25255

Cassazione, sentenza n. 25255 del 11/10/2018

Sentenza n. 25255 del 11/10/2018

Una società tedesca senza stabile organizzazione in Italia aveva ceduto una partecipazione totalitaria, mentre l’Ufficio pretendeva di tassare in Italia la plusvalenza non dichiarata neppure nello Stato di residenza. La Corte riconosce la prevalenza della Convenzione italo-tedesca, che attribuiva alla Germania l’esclusiva potestà impositiva sull’utile: l’omesso pagamento in quello Stato non consentiva di disapplicare la ripartizione convenzionale, ma poteva giustificare lo scambio di informazioni. Accolti i primi due motivi, la sentenza è stata cassata e il ricorso introduttivo accolto nel merito.

N. 25254

Cassazione, sentenza n. 25254 del 11/10/2018

Sentenza n. 25254 del 11/10/2018

La controversia comprendeva riprese relative a un contratto di completamento edilizio remunerato mediante cessione di terreni, a migliorie e a passività ritenute inesistenti. La Corte esclude che la qualificazione come permuta potesse essere affermata senza un’adeguata ricostruzione del contratto e ricorda che, per gli appalti, i ricavi rilevano quando interviene l’accettazione del committente, che l’Amministrazione deve provare. Accolta anche una censura dell’Ufficio sull’omesso esame di fatti concernenti le passività, la sentenza è stata cassata sui relativi capi con rinvio.

N. 25219

Cassazione, sentenza n. 25219 del 11/10/2018

Domicilio fiscale - Omesso pagamento delle imposte - Convenzione italo-tedesca contro la doppia imposizione - Ripartizione del potere impositivo - Interpretazione.

L’accertamento assoggettava a imposizione italiana la plusvalenza ricavata dalla cessione di partecipazioni da parte di una società residente in Germania e priva di stabile organizzazione in Italia. La Corte stabilisce che la Convenzione italo-tedesca prevale sulla disciplina nazionale e riserva tale utile allo Stato di residenza; il mancato pagamento in Germania non modifica la potestà impositiva, potendo semmai attivare lo scambio di informazioni. Accolti i motivi sulla disciplina convenzionale, la decisione regionale è stata cassata e il ricorso originario della contribuente accolto.

N. 25218

Cassazione, ordinanza n. 25218 del 11/10/2018

Contenzioso tributario - Prove - Fatto notorio - Presunzione di una sottodichiarazione del prezzo di cessione - Non ammissibilità.

L’Ufficio aveva accertato maggiori ricavi immobiliari sulla base della differenza tra mutui, prezzi dichiarati e ulteriori elementi, mentre il giudice regionale aveva richiamato una presunta pratica commerciale usuale per escludere la sottofatturazione. La Corte nega che tale prassi costituisca fatto notorio, nozione riservata a circostanze collettivamente conosciute con certezza incontestabile, e rileva l’omesso esame degli altri indizi allegati. Ritiene inoltre inderogabile l’imputazione dei ricavi all’esercizio di competenza e, accolto il ricorso dell’Agenzia, cassa la decisione con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Imprese
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
N. 25217

Cassazione, ordinanza n. 25217 del 11/10/2018

Accertamento delle Imposte - Avviso di accertamento - Reddito di Impresa - Costi per prestazioni di servizi - Imputazione del pagamento - Rilevanza.

La controversia riguardava la deducibilità di costi per servizi infragruppo e la rettifica analitico-induttiva fondata sull’antieconomicità del contratto. La Cassazione afferma che le spese per servizi competono all’esercizio in cui la prestazione è ultimata, indipendentemente da fatturazione e pagamento, e che una singola operazione non può essere isolata dal complessivo quadro contabile per giustificare la rettifica. Accolto il ricorso, ha cassato la decisione regionale, che non aveva valutato gli ulteriori elementi prospettati, rinviando per un nuovo esame anche dell’eccepito giudicato interno.

  • Accertamento fiscale
  • Contabilità e Bilancio
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 25216

Cassazione, sentenza n. 25216 del 11/10/2018

Sentenza n. 25216 del 11/10/2018

La controversia verteva sull’inclusione delle royalties nel valore doganale di merci importate e sulle conseguenti pretese per dazi, IVA e sanzioni; la CTR aveva escluso i tributi richiamando in astratto i requisiti normativi. La Cassazione ha rilevato una motivazione apparente, poiché la decisione non esponeva adeguatamente fatti, posizioni delle società, motivi d’appello ed elementi probatori, rendendo impossibile individuare la concreta ragione del giudizio. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio per riesaminare anche le questioni di merito rimaste impregiudicate.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25256

Cassazione, sentenza n. 25256 del 11/10/2018

TRIBUTI (IN GENERALE) - REPRESSIONE DELLE VIOLAZIONI DELLE LEGGI FINANZIARIE - MISURE CONSERVATIVE Sentenza resa in appello - Ricorribilità per cassazione - Fondamento.

La controversia riguardava sequestro conservativo e iscrizione ipotecaria richiesti dall’Agenzia sulla base di una verifica relativa a una prospettata frode carosello. La Corte afferma che la decisione cautelare della commissione tributaria, pur non producendo un giudicato stabile, ha forma di sentenza ed è quindi appellabile e ricorribile per cassazione. Nel caso concreto dichiara inammissibili le censure dirette a contestare motivazione e valutazione delle prove su fumus e periculum, rigettando il ricorso e confermando la decisione d’appello.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
  • IVA
N. 25027

Cassazione, ordinanza n. 25027 del 10/10/2018

Accertamento delle Imposte - Avviso di accertamento - Detrazioni collegate all'art.14, comma 4bis, della legge n.537/1993 ( come modificato dall'art.8 del D.L. n. 16/ 2012) - Indeducibilità - Esclusione.

L’Ufficio contestava la deducibilità, ai fini delle imposte dirette, dei costi sostenuti per acquisti di autoveicoli nell’ambito di operazioni soggettivamente inesistenti; i giudici di merito avevano invece mantenuto ferma soltanto l’indetraibilità dell’IVA. La Cassazione ha applicato retroattivamente il regime più favorevole del 2012: tali costi sono deducibili se effettivamente sostenuti, anche in presenza di consapevolezza della frode, salvo il difetto dei requisiti generali del TUIR o l’impiego diretto per un delitto non colposo. Il ricorso dell’Agenzia è stato pertanto rigettato.

N. 25005

Cassazione, ordinanza n. 25005 del 10/10/2018

Rimborsi -IVA - Diniego rimborso - Società inesistente - Impugnazione del processo verbale di contestazione - Valutazione da parte del giudice Tributario - Non impugnabilità del giudizio in Cassazione - Esclusione.

Il giudizio riguardava il diniego di rimborso di un credito IVA, motivato dall’asserita inesistenza sostanziale della società e delle operazioni commerciali, che la CTR aveva escluso valorizzando soltanto adempimenti e dati formali. La Cassazione ha precisato che il giudice tributario deve esaminare prima, singolarmente e nel loro complesso, gli elementi presuntivi dell’Amministrazione e poi l’eventuale prova contraria del contribuente. Poiché non erano stati valutati gli indizi relativi a rappresentanza, struttura aziendale e beni strumentali, ha accolto due motivi dell’Agenzia, cassando con rinvio; il ricorso incidentale sulle spese è rimasto assorbito.

N. 25001

Cassazione, sentenza n. 25001 del 10/10/2018

Sentenza n. 25001 del 10/10/2018

La contribuente impugnava accertamenti sintetici IRPEF fondati su beni-indice, contestando anche l’applicazione delle sanzioni; la CTR aveva confermato la pretesa e ritenuto inidonee le prove contrarie. La Cassazione ha escluso l’omessa pronuncia sui presupposti dell’accertamento e dichiarato inammissibili le censure motivazionali, ma ha rilevato che il giudice d’appello non aveva deciso la domanda subordinata di disapplicazione delle sanzioni pecuniarie. Ha quindi accolto soltanto questo motivo, cassando la sentenza nei relativi limiti e rinviando alla CTR per la decisione sulla domanda e sulle spese.

N. 24996

Cassazione, sentenza n. 24996 del 10/10/2018

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE (TRIBUTI ANTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI)

La controversia concerneva l’inclusione, nel valore doganale delle merci importate, delle royalties corrisposte alla licenziante, esclusa dalla CTR per asserita mancanza di collegamento con i beni, di una condizione di vendita e del controllo sui produttori. La Cassazione ha ribadito che i diritti di licenza incidono sul valore quando non inclusi nel prezzo, riferiti alle merci e dovuti come condizione della vendita, valorizzando nella fattispecie il controllo della licenziante sulla licenziataria, sull’agente e sulla selezione dei fabbricanti. Accolti i profili indicati, ha cassato con rinvio, dichiarando inammissibile la censura diretta a rivalutare le prove.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24982

Cassazione, sentenza n. 24982 del 10/10/2018

Sentenza n. 24982 del 10/10/2018

L’Agenzia contestava sia l’inerenza dei costi per servizi resi dalla controllante, con la relativa detrazione IVA, sia la deduzione della minusvalenza derivante dalla svalutazione e successiva cessione infragruppo di una partecipazione. La Cassazione ha dichiarato inammissibili le prime due censure, perché richiedevano un riesame delle prove, ma ha giudicato insufficiente la motivazione con cui la CTR aveva riconosciuto valide ragioni economiche per la svalutazione, senza esaminare gli elementi contrari indicati dall’Ufficio. Accolto il terzo motivo, ha cassato la sentenza e rinviato alla CTR per un nuovo esame.

N. 24981

Cassazione, sentenza n. 24981 del 10/10/2018

Sentenza n. 24981 del 10/10/2018

Una cooperativa aveva fruito del credito d’imposta per incremento dell’occupazione dopo aver assorbito organizzazione e soci artigiani di una preesistente società, trasformati in soci lavoratori; la CTR aveva qualificato l’operazione come lecito risparmio d’imposta. La Cassazione ha interpretato restrittivamente l’agevolazione, rilevando che la mera modifica dello status degli stessi soggetti non aveva prodotto alcun aumento stabile del numero degli occupati e non integrava quindi il presupposto sostanziale del beneficio. Ha accolto il ricorso dell’Agenzia e, decidendo nel merito, ha rigettato il ricorso originario della contribuente, compensando le spese.

N. 24658

Cassazione, ordinanza n. 24658 del 8/10/2018

Imposta di registro - Agevolazione prima casa - Alienazione parziale nel quinquennio - Revoca parziale - Ammissibilità - Motivazioni.

L’Ufficio aveva revocato integralmente le agevolazioni “prima casa” dopo l’alienazione, entro cinque anni dall’acquisto, di una sola quota dell’immobile; la CTR aveva confermato l’avviso di liquidazione. La Cassazione ha ritenuto che, in caso di trasferimento parziale, anche la decadenza debba essere limitata alla porzione ceduta, salvaguardando proporzionalmente il beneficio rimasto legittimamente riferibile alla quota conservata. Ha quindi accolto il ricorso, cassato la decisione regionale e rinviato alla CTR per rideterminare la revoca nei limiti del valore della quota alienata e regolare le spese.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 24657

Cassazione, ordinanza n. 24657 del 8/10/2018

Imposte - Benefici per l'acquisto della "prima casa" - Requisiti - Impossidenza di altro immobile idoneo ad abitazione - Idoneità ad abitazione - Nozione

La contribuente chiedeva nuovamente l’agevolazione “prima casa”, sostenendo che l’abitazione già posseduta, divenuta insufficiente per l’ampliamento del nucleo familiare, fosse soggettivamente inidonea; la CTR aveva confermato il recupero dell’imposta. La Cassazione ha distinto l’immobile acquistato senza benefici, per il quale può rilevare l’inidoneità abitativa, da quello già acquistato con la medesima agevolazione: secondo la disciplina applicabile al rogito, il precedente acquisto agevolato costituiva un impedimento autonomo, indipendente dall’idoneità dell’alloggio. Ha pertanto rigettato il ricorso, confermando la decisione impugnata.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 24655

Cassazione, ordinanza n. 24655 del 8/10/2018

Imposte - Agevolazione piccola proprietà contadina - Permuta - Finalità - Vendita - Non applicabilità.

La controversia riguardava il diniego, in autotutela, di una diversa agevolazione dopo la perdita del beneficio richiesto alla registrazione per la piccola proprietà contadina. La Cassazione afferma che la decadenza dall’agevolazione originariamente applicata preclude una nuova tassazione fondata su presupposti differenti e precisa che, nella permuta, il beneficio richiede che entrambi i permutanti perseguano l’arrotondamento della proprietà contadina, diversamente dalla vendita, nella quale rileva il solo bene acquistato. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24640

Cassazione, ordinanza n. 24640 del 5/10/2018

Ordinanza n. 24640 del 05/10/2018

La controversia concerneva l’appello dell’agente della riscossione, notificato via PEC nel Lazio nel febbraio 2015, contro una decisione relativa a un pignoramento presso terzi fondato su cartelle asseritamente non notificate. La Cassazione conferma che, prima dell’attivazione territoriale del processo tributario telematico e delle relative norme tecniche, quella notificazione non era equipollente alle forme tradizionali ed era giuridicamente inesistente, senza sanatoria per la costituzione dell’appellata. Il ricorso è dichiarato inammissibile, con condanna della ricorrente alle spese.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
N. 24470

Cassazione, sentenza n. 24470 del 5/10/2018

Sentenza n. 24470 del 05/10/2018

La CTR aveva annullato pretese per IRPEF e recupero di un credito d’imposta, negando il raddoppio dei termini perché la denuncia penale era successiva alla scadenza ordinaria e richiamando il divieto di bis in idem. La Cassazione chiarisce che, per la disciplina applicabile agli avvisi già notificati, rileva l’obbligo di denuncia fondato su seri indizi di reato, anche se emerso dopo il termine ordinario; precisa inoltre che il bis in idem riguarda l’eventuale componente sanzionatoria, non il mero recupero dell’imposta. Accolti quattro motivi, la decisione è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRPEF
  • Sanzioni
N. 24469

Cassazione, sentenza n. 24469 del 5/10/2018

Sentenza n. 24469 del 05/10/2018

L’accertamento riguardava un maggior reddito imponibile composto anche da redditi di partecipazione, imputati per trasparenza in relazione a società semplici; il contribuente era risultato soccombente in entrambi i gradi di merito. La Cassazione afferma che la rettifica dei redditi di una società di persone e la conseguente imputazione ai soci formano una controversia inscindibile, salvo questioni esclusivamente personali, imponendo la partecipazione della società e di tutti i soci. Accolto il relativo motivo, sono dichiarati nulli il giudizio e gli atti processuali, con rimessione alla CTP.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Società di persone
  • Società semplice
  • IRPEF
N. 24468

Cassazione, sentenza n. 24468 del 5/10/2018

Sentenza n. 24468 del 05/10/2018

La controversia riguardava il maggior reddito imputato per trasparenza a un socio di società semplice, derivante da un conferimento e dalla successiva alienazione minusvalente di una partecipazione; i giudici di merito avevano confermato l’accertamento. La Cassazione rileva d’ufficio che la rettifica coinvolge inscindibilmente la società e tutti i soci, salvo questioni personali, configurando un litisconsorzio necessario originario. Poiché il processo si era svolto senza tutti i soggetti necessari, la Corte dichiara nulli il giudizio e gli atti processuali e rimette le parti alla CTP.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Società semplice
  • Società di persone
  • Accertamento fiscale

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