Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 16523

Cassazione, sentenza n. 16523 del 16/04/2019

Violazioni e Sanzioni- Sanzioni penali - Sequestro preventivo - Oggetto - Sequestro finalizzato a confisca per equivalente - Presupposti - Preventiva valutazione allo stato degli atti del patrimonio dell'ente beneficiato dal reato - Necessità

Il sequestro preventivo per equivalente aveva colpito i beni di persone indagate per omessa dichiarazione tributaria riferita a un ente, senza una previa verifica della possibilità di sequestrare direttamente presso quest’ultimo il profitto ipotizzato. La Corte ha affermato che il sequestro per equivalente nei confronti dei responsabili presuppone una valutazione, allo stato degli atti, della capienza patrimoniale dell’ente beneficiario; non occorrono specifiche indagini, ma tale verifica non può essere omessa. Riscontrata l’assenza dello scrutinio nonostante i flussi finanziari segnalati, ha annullato senza rinvio ordinanza e decreto, disponendo la restituzione dei beni sequestrati.

N. 10378

Cassazione, sentenza n. 10378 del 12/04/2019

Sentenza n. 10378 del 12/04/2019

Una cartella, emessa dopo controllo formale, richiedeva al percettore le ritenute d’acconto operate ma non versate dal sostituto d’imposta; i giudici di merito avevano escluso la solidarietà del sostituito. Le Sezioni Unite hanno chiarito che l’obbligo di versamento della ritenuta è autonomo e grava sul sostituto, mentre la responsabilità solidale del sostituito sorge soltanto se siano omesse sia la ritenuta sia il versamento. Il ricorso dell’Amministrazione è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse, ma la Corte ha comunque enunciato il principio nell’interesse della legge e compensato le spese.

N. 10277

Cassazione, ordinanza n. 10277 del 12/04/2019

Ordinanza n. 10277 del 12/04/2019

La contribuente contestava una cartella per contributi di bonifica del 2007, sostenendo l’assenza di beneficio per i fondi, il mancato funzionamento delle opere e l’inadeguatezza della manutenzione. La CTR aveva attribuito al piano di classifica una presunzione relativa di beneficio, ponendo a carico della contribuente la prova contraria. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso: alcune questioni erano nuove, le contestazioni probatorie erano formulate senza indicare specificamente documenti e contenuti, e la statuizione di assorbimento degli altri motivi d’appello non era stata censurata con precise ragioni; sono seguite condanna alle spese e applicazione dell’ulteriore contributo unificato.

N. 10275

Cassazione, sentenza n. 10275 del 12/04/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI - ACCERTAMENTI E CONTROLLI - POTERI DEGLI UFFICI DELLE IMPOSTE - ACCESSI, ISPEZIONI E VERIFICHE Accertamento - Accesso domiciliare - Autorizzazione - Necessità - Mancanza - Conseguenze.

L’accertamento IVA si fondava su documentazione extracontabile acquisita dalla Guardia di Finanza in locali abitativi o promiscui, nonché mediante apertura di una borsa chiusa, senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria. La Corte ha affermato che l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica è necessaria per la legittimità dell’accesso domiciliare e che, se manca, le risultanze sono inutilizzabili anche quando i documenti siano consegnati spontaneamente. Accolto il relativo motivo e assorbiti gli altri, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso introduttivo contro l’avviso, ponendo le spese di legittimità a carico dell’Agenzia delle Entrate.

N. 10126

Cassazione, sentenza n. 10126 del 11/04/2019

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TRIBUTI LOCALI - Imposta comunale sugli immobili (ICI) - Classamento - Rettifica a seguito di dichiarazione DOCFA - Attribuzione di rendita - Decorrenza - Annualità pregresse - Sussistenza.

La controversia riguardava la base imponibile ICI di una centrale e di ulteriori cespiti, dopo l’attribuzione nel 2011 della rendita per immobili già denunciati mediante DOCFA. La Corte ha stabilito che la rendita, una volta notificata, si applica anche alle annualità pregresse ancora accertabili, liquidabili o rimborsabili; per beni non denunciati resta invece applicabile il pertinente criterio legale, mentre il valore contabile va rivalutato secondo l’anno di acquisto. Ha inoltre riconosciuto l’incertezza normativa oggettiva sull’individuazione delle componenti assoggettabili, ritenendo fondata anche la censura relativa alle sanzioni.

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N. 10125

Cassazione, sentenza n. 10125 del 11/04/2019

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TRIBUTI LOCALI - ICI - Impianti serventi rispetto ad una centrale idroelettrica - Omesso accatastamento - Determinazione della base imponibile - Fattispecie.

La società aveva omesso il versamento ICI per impianti e immobili non accatastati, serventi una centrale idroelettrica e non compresi nella dichiarazione DOCFA relativa ai soli edifici della centrale. La Corte ha ritenuto prioritario il criterio del valore di bilancio previsto per i fabbricati del gruppo D non iscritti in catasto; in mancanza della documentazione contabile richiesta, era applicabile in via subordinata il confronto con fabbricati similari, allora previsto dalla legge. Il Comune aveva quindi agito nei propri poteri di liquidazione e accertamento, senza sostituirsi all’ufficio competente nel classamento, e l’omessa denuncia non poteva determinare l’esenzione dei cespiti.

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N. 10124

Cassazione, sentenza n. 10124 del 11/04/2019

Imposta comunale sugli immobili (ici) -Esenzioni e agevolazioni - Enti ecclesiastici - Requisiti soggettivi e oggettivi - Esenzione ex art. 7, comma 1, D.Lgs. n. 504 del 1992 - Qualificazione giudica dell'attività con circolare amministrativa - Esclusione.

La controversia riguardava l’esenzione ICI per un immobile di un ente ecclesiastico adibito a casa di cura convenzionata; i giudici di merito l’avevano riconosciuta valorizzando la natura sanitaria dell’attività. La Cassazione ha stabilito che devono coesistere il requisito soggettivo dell’ente non commerciale e quello oggettivo dell’uso esclusivo con modalità non commerciali, mentre le tariffe convenzionali dirette a coprire costi e fattori produttivi qualificano l’attività come commerciale e la circolare ministeriale non vincola il giudice. Ha quindi accolto il ricorso comunale, cassato la sentenza e rigettato nel merito il ricorso originario.

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N. 10123

Cassazione, sentenza n. 10123 del 11/04/2019

Sentenza n. 10123 del 11/04/2019

Gli avvisi riguardavano l’ICI dovuta per una casa di cura gestita da un ente religioso negli anni 2000-2002; la CTR aveva confermato l’esenzione richiamando le prestazioni convenzionate, quelle non rimborsate oltre il tetto e i bilanci in perdita. La Cassazione ha chiarito che l’attività sanitaria convenzionata resta commerciale quando i corrispettivi coprono costi e fattori produttivi: né le prestazioni non rimborsate per ragioni contrattuali, né il risultato economico negativo, né la circolare amministrativa dimostrano modalità non commerciali. Accolto il ricorso comunale, ha cassato la decisione e respinto nel merito il ricorso del contribuente.

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N. 10122

Cassazione, sentenza n. 10122 del 11/04/2019

Sentenza n. 10122 del 11/04/2019

La società contestava avvisi ICI 2004-2008 relativi, fra l’altro, a un fabbricato collabente censito in categoria F/2, che il Comune aveva tassato assumendo il valore edificabile dell’area di sedime; la CTR aveva ritenuto legittima la pretesa. La Cassazione ha affermato che l’unità collabente, priva di rendita, non è imponibile come fabbricato né come area edificabile finché l’eventuale demolizione non restituisca autonomia edificatoria al terreno. Ha accolto anche la censura per omessa pronuncia sull’annualità 2008 e, decidendo nel merito, ha annullato la pretesa limitatamente all’immobile collabente.

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N. 10002

Cassazione, sentenza n. 10002 del 10/04/2019

Sentenza n. 10002 del 10/04/2019

La controversia riguardava avvisi di accertamento ICI calcolati sulla rendita catastale di una diga, il cui classamento era oggetto di un separato giudizio; la CTR aveva respinto l’appello senza sospendere il processo. La Cassazione afferma che il giudizio sull’imposta dipende da quello sulla rendita e che il classamento definitivo, sopravvenuto in categoria E/3, opera sin dall’attribuzione originaria. Poiché tale categoria beneficia dell’esenzione ICI, la Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, annulla imposta e sanzioni, compensando le spese.

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N. 10001

Cassazione, sentenza n. 10001 del 10/04/2019

Sentenza n. 10001 del 10/04/2019

Il giudizio verteva sull’ICI 2006 richiesta per una diga in base al classamento D/7 contestato in un autonomo procedimento; la contribuente deduceva anche di essere divenuta proprietaria soltanto nell’ottobre 2006, mentre la CTR aveva confermato l’accertamento. La Cassazione riconosce la pregiudizialità del giudizio catastale e attribuisce efficacia retroattiva al sopravvenuto giudicato che ha classificato l’immobile in categoria E/3. Essendo tale categoria esente da ICI, accoglie il ricorso e annulla imposta e sanzioni; la questione sull’individuazione del soggetto passivo resta assorbita.

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N. 10000

Cassazione, sentenza n. 10000 del 10/04/2019

Sentenza n. 10000 del 10/04/2019

La società aveva impugnato avvisi ICI relativi a una diga, fondati sul classamento D/7 ancora contestato in un diverso giudizio; la CTR aveva rigettato l’appello dichiarandosi incompetente a esaminare rendita e categoria catastale. La Cassazione ribadisce che la causa sull’ICI deve essere sospesa quando dipende dalla definitiva determinazione della rendita e che il giudicato catastale sopravvenuto retroagisce al momento della domanda. Accertato il classamento in E/3, categoria esente, la Corte cassa la decisione e accoglie nel merito il ricorso originario contro imposta e sanzioni.

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N. 9999

Cassazione, sentenza n. 9999 del 10/04/2019

Sentenza n. 9999 del 10/04/2019

La lite concerneva l’imposta regionale sulle concessioni statali per il 2006; i giudici di merito avevano confermato la pretesa, mentre le sanzioni erano state escluse in primo grado per obiettiva incertezza. In Cassazione la ricorrente ha depositato una rinuncia non notificata alla controparte né vistata dal suo difensore: l’atto non ha quindi estinto il giudizio secondo le formalità previste, ma ha fatto venir meno l’interesse alla decisione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse, posto le spese a carico della ricorrente ed escluso l’ulteriore contributo unificato.

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N. 10072

Cassazione, ordinanza n. 10072 del 10/04/2019

Imposta di registro- Agevolazioni ed esenzioni - Benefici fiscali per l'acquisto della prima casa -Situazione di fatto contrastante con il dato anagrafico- Ammissibilità agevolazione- Esclusione.

L’Amministrazione aveva revocato l’agevolazione prima casa perché la contribuente aveva trasferito la residenza oltre diciotto mesi; la CTR aveva invece valorizzato l’istanza di cambio e il pagamento della TARSU come comportamenti comprovanti la residenza effettiva. La Cassazione ha ribadito che rileva il dato anagrafico, non la situazione di fatto, salva la decorrenza dalla dichiarazione di trasferimento nell’unitario procedimento amministrativo; inoltre, la contribuente non aveva provato che il mancato perfezionamento dell’iscrizione non le fosse imputabile. La Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rinviato alla CTR in diversa composizione.

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N. 10007

Cassazione, sentenza n. 10007 del 10/04/2019

Sentenza n. 10007 del 10/04/2019

Una società sportiva concessionaria di un’area comunale contestava l’ICI 2006, sostenendo che la concessione avesse natura obbligatoria, che la clausola sul diritto di superficie fosse indeterminata e che dalla base imponibile dovessero sottrarsi i contributi comunali alla costruzione dell’impianto. La Cassazione ha ritenuto irrilevante la natura reale o obbligatoria del rapporto, poiché la disciplina applicabile assoggetta comunque a ICI il concessionario; ha inoltre escluso l’indeterminatezza del bene e affermato che il costo contabile comprende anche i contributi dell’ente concedente. Il ricorso è stato integralmente rigettato.

N. 10006

Cassazione, sentenza n. 10006 del 10/04/2019

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TRIBUTI LOCALI - ICI - Base imponibile - Immobile costruito con contributi comunali - Computo di tali contributi - Necessità - Fattispecie.

La controversia riguardava l’ICI 2004-2005 su un impianto sportivo costruito e gestito dal concessionario di un’area comunale; la CTR aveva riconosciuto la soggettività passiva della società, ma ridotto la base imponibile sottraendo i contributi erogati dal Comune. La Cassazione ha confermato che il concessionario è soggetto all’imposta indipendentemente dalla natura reale o obbligatoria della concessione e che l’identificazione catastale successiva non rende indeterminato il bene. Accogliendo il ricorso incidentale comunale, ha incluso nel costo di costruzione anche i contributi dell’ente, cassato la sentenza e rigettato nel merito il ricorso originario.

N. 10005

Cassazione, sentenza n. 10005 del 10/04/2019

Sentenza n. 10005 del 10/04/2019

Il contribuente contestava avvisi ICI 2003-2004 relativi ad aree, fabbricati e terreni, deducendo tra l’altro la natura agricola di alcune aree, la ruralità degli immobili destinati all’agriturismo, l’inagibilità, la tardiva iscrizione catastale e vizi degli atti. La CTR aveva respinto l’appello con un richiamo generico alle descrizioni contenute negli avvisi e aveva dichiarato assorbite le ulteriori eccezioni. La Cassazione ha ritenuto che tale motivazione non esaminasse le specifiche questioni devolute, ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato alla CTR perché riesamini integralmente la controversia.

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N. 10004

Cassazione, sentenza n. 10004 del 10/04/2019

Sentenza n. 10004 del 10/04/2019

Il Comune aveva accertato l’ICI 2008 su una diga in base al classamento D/7, mentre nel separato giudizio catastale una sentenza poi definitiva aveva attribuito all’immobile la categoria E/3; la CTR aveva conseguentemente escluso il tributo. La Cassazione ha affermato che il giudizio sulla rendita è pregiudiziale rispetto a quello sull’ICI e che la rendita stabilita con giudicato, anche sopravvenuto, costituisce l’unico dato valido dalla domanda, con effetti sul rapporto impositivo. Poiché la categoria E/3 beneficia dell’esenzione, ha confermato che imposta e sanzioni non erano dovute e ha rigettato il ricorso comunale.

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N. 10003

Cassazione, sentenza n. 10003 del 10/04/2019

Sentenza n. 10003 del 10/04/2019

La società aveva impugnato avvisi ICI calcolati sul classamento D/7 di una diga, mentre la contestazione della rendita era ancora pendente; la CTR aveva respinto l’appello anziché sospendere il giudizio. La Cassazione ha riconosciuto il rapporto di pregiudizialità tra causa catastale e causa impositiva e ha applicato il giudicato sopravvenuto che classificava il bene in E/3, rendita efficace retroattivamente dalla domanda e determinante per l’imposta. Essendo tale categoria esente da ICI, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario, escludendo tributo e sanzioni.

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N. 9784

Cassazione, ordinanza n. 9784 del 8/04/2019

Irpef- Redditi di impresa - Contestazione da parte del fisco dell'esistenza di perdite su crediti e della loro inerenza - Onere della prova a carico del contribuente - Fattispecie.

L’Amministrazione contestava la deduzione di una perdita su crediti ai fini IRPEF, mentre i giudici di merito l’avevano ammessa valorizzando l’accertamento giudiziale del credito, il fallimento del debitore e la sua definitiva inesigibilità. La Cassazione precisa che la procedura concorsuale rende certi per legge l’insolvenza e il carattere definitivo della perdita, ma non dispensa il contribuente dal provare l’inerenza e il collegamento con un ricavo precedentemente tassato. Poiché la CTR aveva omesso tale verifica, il ricorso dell’Agenzia è accolto e la causa rinviata ad altra sezione regionale.

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