Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 9611

Cassazione, sentenza n. 9611 del 5/04/2019

Sentenza n. 9611 del 05/04/2019

La CTR, pronunciando dopo un precedente rinvio della Cassazione in una controversia su avvisi TIA per il 2001-2004, aveva dichiarato tardivo l’atto di riassunzione considerando la data del suo deposito. La Corte afferma invece che il perfezionamento della notificazione postale può essere provato dall’elenco delle raccomandate munito del timbro dell’ufficio postale, la cui efficacia non viene meno per l’assenza di sottoscrizione. Il ricorso è accolto e la sentenza cassata, con nuovo rinvio alla CTR per il riesame della controversia e la regolazione delle spese.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Tributi locali
N. 9610

Cassazione, sentenza n. 9610 del 5/04/2019

Sentenza n. 9610 del 05/04/2019

La controversia riguardava una cartella TIA del 2006 e l’imponibilità delle superfici industriali produttrici di ingenti quantità di rifiuti, oltre all’applicazione dell’IVA. La Corte conferma che l’assimilazione comunale dei rifiuti speciali agli urbani deve fondarsi su criteri qualitativi e quantitativi; la CTR aveva quindi legittimamente disapplicato il regolamento privo del limite quantitativo e, sulla base delle prove, escluso le superfici interessate. Confermata anche la natura tributaria della TIA e la sua estraneità all’IVA, il ricorso dell’ente impositore è rigettato.

  • Tributi locali
  • IVA
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9607

Cassazione, sentenza n. 9607 del 5/04/2019

Sentenza n. 9607 del 05/04/2019

L’Agenzia delle Entrate aveva assoggettato a IRPEF la plusvalenza derivante dalla vendita di fabbricati provenienti da successione, qualificando l’operazione come cessione di area edificabile in ragione del piano di recupero e della futura demolizione. La Corte conferma l’accertamento della CTR secondo cui l’atto aveva per oggetto fabbricati già esistenti: ai fini dell’art. 67 TUIR, la futura potenzialità edificatoria e le successive iniziative degli acquirenti non consentono di trasformare tale oggetto in terreno edificabile. Entrambi i motivi dell’Amministrazione sono pertanto rigettati.

  • IRPEF
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9606

Cassazione, sentenza n. 9606 del 5/04/2019

Sentenza n. 9606 del 05/04/2019

L’Amministrazione aveva tassato ai fini IRPEF la plusvalenza relativa alla vendita di fabbricati inclusi in un piano di recupero, sostenendo che le maggiori cubature consentite imponessero di qualificare l’operazione come cessione di area edificabile. La censura sull’interpretazione del contratto è dichiarata inammissibile perché non riproduceva integralmente le clausole rilevanti né precisava lo scostamento dai criteri ermeneutici; resta quindi fermo l’accertamento della CTR circa la vendita di un fabbricato con pertinenze. Poiché la futura demolizione e l’ulteriore edificabilità non mutano tale oggetto ai fini dell’art. 67 TUIR, il ricorso è rigettato.

  • IRPEF
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9604

Cassazione, sentenza n. 9604 del 5/04/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.) - REDDITI DI LAVORO - LAVORO DIPENDENTE - IN GENERE "Stock options" - Tassazione - Regime agevolato di cui all'art. 51 d.P.R. n. 917 del 1986 - Condizioni necessarie - Momento dell'acquisto - Rilevanza - Conseguenze - Esercizio dell'opzione e contestuale rivendita a terzi - Disciplina.

La lite riguardava il rimborso delle ritenute applicate al vantaggio ottenuto da un dipendente mediante esercizio di stock option e contestuale vendita delle azioni. La Corte esclude il regime agevolato dell’art. 51 TUIR in mancanza delle condizioni vigenti al momento dell’acquisto: va tassato il maggior valore conseguito esercitando l’opzione, mentre la rivendita immediata al medesimo valore di mercato non genera un’ulteriore plusvalenza; esclude inoltre la rivalutabilità del diritto di opzione nei termini riconosciuti dalla CTR. Accolto il ricorso dell’Agenzia e rigettato quello incidentale, la causa è rinviata alla CTR.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9591

Cassazione, sentenza n. 9591 del 5/04/2019

Sentenza n. 9591 del 05/04/2019

L’Agenzia delle Entrate aveva riqualificato un leasing finanziario nautico come vendita simulata dell’imbarcazione, contestando l’applicazione della base imponibile IVA forfetaria e allegando anomalie quali maxicanone elevato e prezzo di riscatto ridotto. La CTR aveva invece ravvisato un effettivo leasing, sorretto da interessi economici propri del concedente, ed escluso l’abuso del diritto. La Cassazione giudica le censure in parte inammissibili, perché dirette a ottenere una nuova valutazione dei fatti e del contratto, e in parte infondate, poiché la motivazione non è apparente: il ricorso è rigettato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9590

Cassazione, sentenza n. 9590 del 5/04/2019

Sentenza n. 9590 del 05/04/2019

I giudizi riuniti concernevano un accertamento IVA 2003 relativo a quattro leasing nautici, ritenuti dall’Agenzia vendite simulate e abusive, e il connesso fermo amministrativo di un rimborso IVA. La Corte reputa inammissibili le censure contro la qualificazione dei contratti operata dalla CTR, perché volte a sostituire alla valutazione di merito una diversa lettura dei fatti senza dedurre correttamente errori di diritto; restano quindi fermi l’annullamento dell’accertamento e l’esclusione dell’abuso. Il ricorso sull’accertamento è rigettato, mentre quello relativo al fermo è dichiarato inammissibile per sopravvenuto difetto d’interesse.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9589

Cassazione, sentenza n. 9589 del 5/04/2019

Sentenza n. 9589 del 05/04/2019

La controversia riguardava una sanzione irrogata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per il tardivo versamento dell’addizionale provinciale sulla produzione di energia elettrica; la contribuente chiedeva di definirla in misura agevolata, come riconosciuto in primo grado e negato dalla CTR. La Corte afferma che il divieto di definizione agevolata per sanzioni da omesso o tardivo versamento opera qualunque sia la modalità d’irrogazione, quindi anche mediante autonomo atto e non soltanto con iscrizione a ruolo. Essendo pacifico il ritardo nel pagamento, il ricorso è rigettato.

  • Sanzioni
  • Adempimenti
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9619

Cassazione, sentenza n. 9619 del 5/04/2019

Sentenza n. 9619 del 05/04/2019

La contribuente chiedeva il rimborso della ritenuta IRPEF del 20% applicata dal Comune su somme risarcitorie per l’occupazione senza titolo e l’irreversibile trasformazione di un terreno; la CTR aveva negato il rimborso. La Cassazione ritiene che la tassazione riguardi anche le somme dovute per occupazione usurpativa, poiché rileva l’acquisizione coattiva del bene e la plusvalenza correlata, e giudica infondata la censura basata sulla tutela convenzionale della proprietà. Il ricorso è quindi rigettato, risultando priva d’interesse anche la doglianza sull’omesso esame della sentenza civile risarcitoria.

N. 9588

Cassazione, sentenza n. 9588 del 5/04/2019

Sentenza n. 9588 del 05/04/2019

La controversia riguardava la detrazione IVA relativa a operazioni ritenute soggettivamente inesistenti e l’efficacia di una dichiarazione di condono, già subordinata dalla Cassazione alla verifica della legittimità della detrazione. La Corte ha precisato che l’Amministrazione deve provare, anche mediante elementi oggettivi e specifici, sia la fittizietà del fornitore sia la consapevolezza, effettiva o esigibile, del destinatario; solo dopo tale prova incombe sul contribuente la dimostrazione della massima diligenza. Poiché la CTR aveva invertito l’onere probatorio e richiamato indizi non specificati, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9618

Cassazione, sentenza n. 9618 del 5/04/2019

Sentenza n. 9618 del 05/04/2019

Una banca chiedeva il rimborso delle imposte versate per il 1983 sugli interessi maturati su crediti d’imposta; la Commissione tributaria centrale aveva confermato il diniego, ritenendo tali interessi imponibili. La Cassazione distingue secondo il momento della rettifica: l’istanza presentata prima dell’entrata in vigore della disciplina che rese retroattivamente tassabili gli interessi impedisce il consolidarsi della dichiarazione conforme alle nuove norme. Poiché la domanda di rimborso era anteriore, la Corte accoglie il ricorso principale, respinge quello incidentale dell’Agenzia e decide nel merito in favore della contribuente.

N. 9587

Cassazione, sentenza n. 9587 del 5/04/2019

Sentenza n. 9587 del 05/04/2019

La società contestava il diniego della definizione agevolata della sanzione applicata per il tardivo pagamento dell’addizionale provinciale sulla produzione di energia elettrica, sostenendo che mancasse l’iscrizione a ruolo. La Cassazione ha stabilito che l’esclusione dalla definizione agevolata riguarda ogni sanzione per omesso o ritardato versamento d’imposta, indipendentemente dalla modalità di irrogazione: iscrizione diretta a ruolo, contestazione con l’accertamento o autonomo atto sanzionatorio. Accertata la natura tardiva del versamento, la Corte ha rigettato il ricorso e confermato la preclusione al beneficio.

N. 9617

Cassazione, sentenza n. 9617 del 5/04/2019

Sentenza n. 9617 del 05/04/2019

L’Agenzia contestava, ai fini IRES e IRAP, la congruità delle royalties infragruppo calcolate al 5,1% dell’intero fatturato, nonché l’inclusione di vendite estere e bonus riconosciuti ai clienti; la CTR aveva confermato l’annullamento dell’accertamento sulla base delle prove offerte dalla società. La Cassazione rileva che il giudice regionale aveva esaminato gli elementi contrattuali, economici e comparativi, ritenendoli idonei a giustificare percentuale e base di calcolo. Poiché le censure miravano in sostanza a ottenere una nuova valutazione del merito e non sussisteva omessa pronuncia, il ricorso è dichiarato inammissibile.

N. 9586

Cassazione, sentenza n. 9586 del 5/04/2019

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - OGGETTO - CESSIONE DI BENI - ESENZIONI Cessione all'esportazione - Regime di sospensione d'imposta - Applicazione prima della dichiarazione d'intenti - Ammissibilità.

Tra le riprese contestate figurava l’applicazione del regime IVA di sospensione d’imposta a cessioni effettuate prima della ricezione delle dichiarazioni d’intento degli esportatori abituali. La Cassazione ha affermato che, nella disciplina applicabile, la ricezione tardiva non impedisce di per sé il regime, purché il cedente provi tutti i presupposti fattuali della cessione; se la dichiarazione è ideologicamente falsa, deve inoltre dimostrare l’estraneità alla frode e l’adozione delle ragionevoli cautele. Accolti i primi due motivi, la sentenza è stata cassata nei relativi limiti con rinvio, mentre le ulteriori censure sono state dichiarate inammissibili o rigettate.

N. 9616

Cassazione, sentenza n. 9616 del 5/04/2019

Sentenza n. 9616 del 05/04/2019

L’accertamento analitico-induttivo aveva rideterminato i ricavi delle vendite immobiliari sulla base del modesto utile, della scarsa remunerazione del capitale, dei finanziamenti infruttiferi dei soci e dei maggiori valori indicati in alcune richieste di mutuo; i giudici di merito avevano ridotto la ripresa del 20% per la collocazione periferica degli immobili. La Cassazione afferma che la congruità agli studi di settore non impedisce un accertamento fondato su presunzioni gravi, precise e concordanti. Ritenute inammissibili o infondate le ulteriori censure, rigetta sia il ricorso della società sia quello incidentale dell’Agenzia.

  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Processo tributario
N. 9585

Cassazione, sentenza n. 9585 del 5/04/2019

Sentenza n. 9585 del 05/04/2019

Il contribuente aveva impugnato il diniego di autotutela relativo a una cartella e alla successiva iscrizione ipotecaria, ottenendo in appello l’annullamento del rifiuto per ragioni attinenti alla propria estraneità alla pretesa. La Cassazione ha rilevato che l’avviso e la cartella, non tempestivamente impugnati, erano divenuti definitivi e che il sindacato sul diniego di autotutela può riguardare soltanto l’illegittimità del rifiuto rispetto a ragioni di rilevante interesse generale, non il merito del credito tributario. Ha quindi cassato la sentenza e, decidendo nel merito, dichiarato inammissibile il ricorso introduttivo.

  • Autotutela
  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 9615

Cassazione, sentenza n. 9615 del 5/04/2019

Sentenza n. 9615 del 05/04/2019

La controversia riguardava la ripresa IRES e IRAP di royalties corrisposte a una controllante estera, calcolate al 3,5% del fatturato oltre a un ulteriore contributo dell’1,6%; la CTR aveva ritenuto congrua la rideterminazione dell’Ufficio al 2%. La Cassazione precisa che, nel transfer pricing, l’Amministrazione deve provare le transazioni infragruppo a valori apparentemente non normali, mentre il contribuente deve dimostrarne la conformità al mercato. Poiché la CTR aveva valutato rapporto di controllo, contratto, settore e prove contrarie senza vizi riesaminabili in legittimità, la Corte rigetta il ricorso.

N. 9579

Cassazione, ordinanza n. 9579 del 5/04/2019

Ordinanza n. 9579 del 05/04/2019

La società contestava il diniego del nulla osta per un credito d’imposta relativo a spese di ricerca e sviluppo, motivato dall’esaurimento delle risorse stanziate e dall’ordine cronologico delle domande telematiche. La Cassazione ha escluso i prospettati vizi costituzionali e le violazioni dello Statuto del contribuente, ritenendo legittimo il limite quantitativo introdotto per esigenze di copertura e adeguatamente motivato il diniego; l’omessa indicazione del responsabile non determinava nullità e il provvedimento aveva natura vincolata. Il ricorso è stato integralmente rigettato, con compensazione delle spese.

  • Ricerca e Sviluppo
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 9614

Cassazione, sentenza n. 9614 del 5/04/2019

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TRIBUTI LOCALI - ICI - Esenzione - Società sportive dilettantistiche costituite in forma di società di capitali senza scopo di lucro - Presupposti.

Una società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata invocava l’esenzione ICI per un immobile destinato ad attività sportiva; la CTR l’aveva negata, ravvisando nell’attività concretamente svolta carattere commerciale e finalità lucrativa. La Cassazione riconosce che l’agevolazione prevista per le associazioni può estendersi alle società sportive di capitali senza scopo di lucro, ma soltanto quando la veste formale corrisponda alla realtà sostanziale. Poiché il giudice di merito aveva desunto dal rilevante volume d’affari lo svolgimento di attività lucrativa, valutazione non riesaminabile in legittimità, il ricorso è rigettato.

  • Tributi locali
  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 9613

Cassazione, sentenza n. 9613 del 5/04/2019

Sentenza n. 9613 del 05/04/2019

La controversia riguardava avvisi di accertamento TIA relativi a uno stabilimento industriale per il 2006-2009, contestati per carenza dei poteri del gestore, errata determinazione delle superfici ed esclusione delle aree produttive di rifiuti speciali. La Corte ritiene legittimato il gestore dalla convenzione comunale e utilizzabili le precedenti rilevazioni, poiché la tardiva denuncia di variazione produceva effetti solo dalla comunicazione. Spettava inoltre alla contribuente provare i presupposti dell’esenzione o della riduzione, compresa l’autorizzazione allo smaltimento autonomo: il ricorso è rigettato.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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