Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 15995

Cassazione, sentenza n. 15995 del 14/06/2019

Sentenza n. 15995 del 14/06/2019

L’importatrice contestava il recupero di prelievi agricoli, IVA e sanzioni conseguente a premi post vendita che avevano ridotto il valore dei prodotti sotto la soglia richiesta per il regime doganale preferenziale. La Cassazione ritiene utilizzabili i documenti acquisiti nelle indagini penali e adeguata la motivazione per relationem; precisa inoltre che gli sconti successivi determinano la perdita del beneficio attestato dal certificato IMA 1, indipendentemente dalla buona fede dell’importatore. Gli ulteriori motivi sono stati dichiarati inammissibili e il ricorso è stato rigettato.

N. 15994

Cassazione, sentenza n. 15994 del 14/06/2019

TRIBUTI DOGANALI - IVA - Accertamento - Beni importati - Regolamenti (CE) nn. 804/68 e 1767/82 - Certificato IMA 1 - Atteggiamento psicologico dell'importatore.

La rettifica riguardava maggiori prelievi agricoli, IVA e sanzioni su importazioni di prodotti lattiero-caseari, dopo l’accertamento di premi post vendita che avevano ridotto il valore di transazione sotto la soglia del regime preferenziale. La Cassazione afferma che il certificato IMA 1 esclude anche future riduzioni del prezzo: gli sconti successivamente riconosciuti comportano quindi la perdita del trattamento agevolato, a prescindere da un accordo preventivo o dalla buona fede dell’importatore. Ritenute infondate o inammissibili le censure, il ricorso è stato rigettato.

N. 16010

Cassazione, ordinanza n. 16010 del 14/06/2019

Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Rivalsa e detrazione d'imposta - Detrazione e antieconomicità manifesta dell'operazione - Onere della prova a carico del contribuente.

Una società contestava il recupero dell’IVA detratta su un premio commerciale, che l’Ufficio e la CTR avevano reputato sproporzionato e privo di adeguata giustificazione economica. La Cassazione ha distinto l’inerenza qualitativa dalla congruità quantitativa: in materia IVA la mera antieconomicità non consente di negare la detrazione, salvo che sia manifesta e macroscopica, assumendo valore indiziario della non veridicità della fattura o dell’estraneità dell’acquisto alle operazioni imponibili; solo allora spetta al contribuente provare l’inerenza. Esclusa l’efficacia preclusiva del giudicato relativo alle imposte dirette, la Corte ha ritenuto fondato il motivo sull’errata applicazione di tale criterio.

N. 16006

Cassazione, sentenza n. 16006 del 14/06/2019

Sentenza n. 16006 del 14/06/2019

Un Comune aveva recuperato l’ICI per più annualità includendo opere idrauliche e manufatti funzionali a una centrale idroelettrica, non indicati ai fini catastali; la CTR aveva confermato sia l’imposta sia le sanzioni. La Cassazione ha respinto le censure sulla base imponibile, riconoscendo la rilevanza delle componenti essenziali e non separabili dell’opificio e il ricorso al criterio contabile sino alla richiesta di attribuzione della rendita. Ha però ravvisato un’obiettiva incertezza normativa, anche per i precedenti orientamenti contrastanti, e ha dichiarato non dovute le sanzioni, confermando nel resto l’accertamento.

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N. 16005

Cassazione, sentenza n. 16005 del 14/06/2019

Sentenza n. 16005 del 14/06/2019

Il Comune aveva accertato una maggiore ICI su opere idrauliche e macchinari non dichiarati, serventi una centrale iscritta nella categoria catastale transitoria F/4 e quindi priva di rendita, determinandone il valore con criterio contabile. La Cassazione ha ritenuto legittimi sia tale criterio, applicabile in assenza di una rendita attribuita, sia il potere comunale di accertare porzioni immobiliari omesse; ha inoltre dichiarato inammissibile la censura sulla motivazione dell’atto, non integralmente riprodotto nel ricorso. Ha invece riconosciuto la fondatezza della doglianza sulle sanzioni, per l’obiettiva incertezza generata dai contrasti interpretativi sulla disciplina applicabile.

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N. 16004

Cassazione, sentenza n. 16004 del 14/06/2019

Sentenza n. 16004 del 14/06/2019

Una società madre francese chiedeva il credito d’imposta convenzionale sui dividendi distribuiti da controllate italiane, dopo avere già beneficiato del regime di detassazione previsto dalla disciplina europea madre-figlia. La Cassazione ha affermato che convenzione bilaterale e direttiva perseguono finalità complementari ma operano secondo un criterio di alternatività: il contribuente può scegliere il regime più favorevole, senza cumulare credito d’imposta ed esenzione o rimborso della ritenuta. Poiché la richiesta avrebbe prodotto un duplice beneficio, la Corte ha confermato il diniego e rigettato il ricorso.

N. 16003

Cassazione, sentenza n. 16003 del 14/06/2019

Sentenza n. 16003 del 14/06/2019

Un professionista contestava l’accertamento induttivo del maggior reddito di lavoro autonomo, fondato anche sul consumo di materiali monouso; la CTR aveva ridotto del cinquanta per cento le prestazioni presuntivamente ricostruite, senza spiegare il criterio adottato. La Cassazione ha ribadito che gli indizi devono essere valutati globalmente mediante deduzioni di ragionevole probabilità e che il contribuente conserva il diritto alla prova contraria. Ritenendo immotivato l’abbattimento operato in appello, ha accolto i primi tre motivi, cassato la sentenza e rinviato alla CTR in diversa composizione per un nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16002

Cassazione, sentenza n. 16002 del 14/06/2019

Sentenza n. 16002 del 14/06/2019

L’Ufficio aveva rettificato le plusvalenze dichiarate per la cessione di un bar-caffetteria e di una rivendita di tabacchi, valorizzando in via presuntiva gli studi di settore delle annualità precedenti e l’anomalo calo della percentuale di ricarico. Il contribuente sosteneva che la CTR avesse applicato i criteri dell’accertamento analitico-contabile anziché quelli dell’accertamento analitico-induttivo posto a fondamento dell’atto. La Cassazione ha escluso tale errore, rilevando che la decisione regionale aveva effettivamente esaminato il sistema presuntivo e il conseguente onere di prova contraria; ha pertanto rigettato il ricorso.

N. 16001

Cassazione, sentenza n. 16001 del 14/06/2019

Sentenza n. 16001 del 14/06/2019

Una società non residente contestava il diniego parziale e la richiesta di restituzione di crediti d’imposta sui dividendi già rimborsati, sostenendo, tra l’altro, la decadenza dell’Amministrazione e la necessità della cartella di pagamento. La Cassazione afferma che, in assenza di uno specifico termine, opera la prescrizione decennale e che il diniego può anche determinare il credito restitutorio; conferma inoltre l’accertamento di merito sull’abusività delle operazioni e l’applicazione degli interessi dalla data del rimborso indebito. Il ricorso è stato integralmente rigettato.

N. 16000

Cassazione, sentenza n. 16000 del 14/06/2019

Sentenza n. 16000 del 14/06/2019

La controversia riguardava il rimborso dell’IRPEG versata senza applicare la riduzione prevista per un’impresa operante nel Mezzogiorno e gli effetti dell’estinzione di un distinto giudizio pendente davanti alla Commissione tributaria centrale. La Cassazione chiarisce che, ricorrendo le condizioni della disciplina richiamata, la mancata riforma della decisione di primo grado favorevole alla contribuente ne determina il passaggio in giudicato, anziché la caducazione delle precedenti pronunce. Accolto il ricorso, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR della Sardegna.

N. 15999

Cassazione, sentenza n. 15999 del 14/06/2019

Sentenza n. 15999 del 14/06/2019

La contribuente chiedeva il rimborso di IRPEF e ILOR applicate agli interessi maturati per il pagamento rateale del prezzo di terreni, mentre l’Amministrazione ne sosteneva la tassabilità come redditi derivanti da attività commerciale occasionale. La Commissione tributaria centrale aveva invece deciso sulla natura accessoria degli interessi, introducendo una qualificazione estranea al tema devoluto: la Cassazione ravvisa così una pronuncia oltre i limiti della domanda. Accolto il secondo motivo, assorbito il primo e respinto il terzo, la decisione è stata cassata con rinvio alla CTR dell’Umbria.

  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 15998

Cassazione, ordinanza n. 15998 del 14/06/2019

Contenzioso - Istruzione probatoria - Diniego del rimborso IVA - Impugnazione - Onere della prova a carico del contribuente - Modalità di assolvimento.

Una curatela fallimentare impugnava il silenzio-rifiuto sul rimborso di un credito IVA esposto in dichiarazione, che la CTR aveva riconosciuto addebitando all’Ufficio la mancata acquisizione dei documenti sequestrati in sede penale. La Cassazione afferma che, nelle liti da diniego di rimborso, il contribuente è attore sostanziale e deve provare il credito mediante la documentazione richiesta, senza che tale onere si trasferisca all’Amministrazione. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR della Toscana.

  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
N. 15996

Cassazione, sentenza n. 15996 del 14/06/2019

Sentenza n. 15996 del 14/06/2019

L’Agenzia delle Dogane aveva riassunto tardivamente un giudizio interrotto automaticamente dal fallimento della controparte, sostenendo che la successiva elaborazione giurisprudenziale giustificasse l’errore e richiamando inoltre l’esigenza di recuperare aiuti comunitari. La Cassazione distingue il terzo estraneo dalla parte che abbia partecipato alla procedura concorsuale: il deposito della domanda di ammissione al passivo rende superflua un’ulteriore comunicazione formale del fallimento ai fini della conoscenza dell’evento interruttivo. La porzione di pronuncia fornita non riporta la decisione conclusiva sui motivi né il dispositivo.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
N. 26196

Cassazione, sentenza n. 26196 del 13/06/2019

Violazioni e sanzioni - Sanzione penale - Reato concernente omesso pagamento IVA - Quantificazione della base imponibile attraverso costi sostenuti e documentati - Presupposti.

Il legale rappresentante di una società, condannato per omessa dichiarazione IVA e IRAP, contestava il superamento della soglia penale, deducendo l’incertezza dell’indice di ricarico impiegato per ricostruire i ricavi. La Cassazione ribadisce che, per determinare la base imponibile IVA e l’imposta evasa, rilevano soltanto i costi documentati; giudica inoltre coerente la ricostruzione indiziaria fondata sulle anomalie contabili, sulle vendite sottocosto, sui dati dell’anno precedente e sui finanziamenti dei soci. Il ricorso è stato rigettato, con conferma della responsabilità penale.

N. 14642

Cassazione, sentenza n. 14642 del 11/06/2019

Sentenza n. 14642 del 11/06/2019

Una società contestava l’accertamento ICI su un complesso immobiliare interessato da lavori di recupero, chiedendo di assumere il valore dell’area o, in subordine, la riduzione per inagibilità, e invocando affidamento e conoscenza dei lavori da parte del Comune. La Cassazione esclude l’omessa pronuncia e afferma che, finché non intervenga una variazione catastale richiesta dal contribuente, il fabbricato già accatastato resta imponibile secondo la rendita vigente. La conoscenza comunale delle modifiche non sostituisce tale adempimento né fonda affidamento tutelabile; per la riduzione occorre inoltre la dichiarazione di inagibilità prevista dalla disciplina.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25734

Cassazione, sentenza n. 25734 del 11/06/2019

Violazioni e sanzioni - Sanzione penale - Art. 10 ter D.Lgs. n. 74 del 2000 - Irrogazione definitiva di una sanzione amministrativa di natura "sostanzialmente penale" - Ulteriore Irrogazione di sanzione penale per il medesimo fatto nei confronti di soggetto giuridico diverso - Improcedibilità dell'azione penale ex art. 649 cod. proc. pen. - Esclusione.

Il rappresentante legale di una società, condannato per omesso versamento dell’IVA dichiarata, invocava il divieto di un secondo giudizio dopo l’applicazione delle sanzioni fiscali alla società, oltre alla particolare tenuità e al difetto di prova sulla propria qualifica. La Cassazione esclude il divieto quando la persona sottoposta al processo penale non coincide con il soggetto sanzionato amministrativamente e ritiene generiche o manifestamente infondate anche le altre doglianze. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con le conseguenti condanne pecuniarie e alle spese.

N. 15646

Cassazione, sentenza n. 15646 del 11/06/2019

Sentenza n. 15646 del 11/06/2019

Il contribuente contestava un avviso di accertamento TARSU del Comune, deducendo che non identificasse gli immobili tassati né gli elementi necessari per verificare la pretesa; i giudici di merito ne avevano invece confermato la legittimità. La Cassazione rileva che la CTR aveva motivatamente accertato la presenza nell’atto di elementi sufficientemente determinati e intelligibili, compreso il riferimento agli immobili indicati nella denuncia del contribuente, e che tale valutazione non poteva essere rinnovata in sede di legittimità. Il ricorso è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15645

Cassazione, sentenza n. 15645 del 11/06/2019

Sentenza n. 15645 del 11/06/2019

Dopo la definitiva e integrale riforma della sentenza civile assoggettata a imposta di registro, l’Agenzia aveva sgravato il tributo ma pretendeva ancora sanzioni e interessi mediante cartella. La Cassazione afferma che tali accessori seguono la debenza dell’imposta: venuto meno il presupposto impositivo, sarebbe illogico esigerli per poi doverli rimborsare. Il ricorso dell’Agenzia è pertanto dichiarato inammissibile per difetto di interesse, con condanna alle spese del giudizio di legittimità.

  • Imposta di registro
  • Sanzioni
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15644

Cassazione, sentenza n. 15644 del 11/06/2019

Sentenza n. 15644 del 11/06/2019

La controversia riguarda l’ICI 2006 su un complesso residenziale in ristrutturazione, calcolata dal Comune secondo la rendita catastale anziché sul valore dell’area, nonché la richiesta di riduzione per inagibilità. La Cassazione ritiene che, finché il contribuente non richieda all’organo catastale la variazione pertinente, iscrizione, classamento e rendita vincolino il rapporto con il Comune; la sua precedente inerzia non genera affidamento sulla rinuncia al tributo e la riduzione non opera d’ufficio. Nel testo disponibile non compare il dispositivo conclusivo del ricorso.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15643

Cassazione, sentenza n. 15643 del 11/06/2019

Sentenza n. 15643 del 11/06/2019

La società contestava il conguaglio ICI 2007 fondato sulle rendite catastali di due immobili alberghieri, sostenendone l’inefficacia per le annualità anteriori alla notificazione e chiedendo la disapplicazione degli atti presupposti. La Cassazione precisa che la rendita non impugnata davanti all’organo competente non può essere contestata incidentalmente contro il Comune e che, una volta notificata, può essere utilizzata per annualità ancora accertabili; nella procedura DOCFA, inoltre, il Comune può liquidare l’imposta senza preventiva notifica della rendita proposta. Il ricorso è rigettato, con condanna alle spese.

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