Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 23067

Cassazione, sentenza n. 23067 del 17/09/2019

TRIBUTI (IN GENERALE) - ACCERTAMENTO TRIBUTARIO (NOZIONE) - TIPI E SISTEMI DI ACCERTAMENTO - ACCERTAMENTO CATASTALE (CATASTO) - IN GENERE ICI - Aree portuali - Imponibilità - Criterio della funzione - Sussistenza - Criterio di ubicazione - Esclusione - Conseguenze - Interesse pubblico delle attività portuali - Irrilevanza.

Una concessionaria di immobili demaniali adibiti a terminal portuale contestava l’ICI 2006-2007, sostenendo la classificabilità dei beni in categoria E/1 e la conseguente esenzione. La Cassazione ha applicato il criterio funzionale: rileva l’esercizio dell’attività secondo parametri imprenditoriali e commerciali, non la sola ubicazione portuale né l’interesse pubblico dell’attività; ha quindi escluso l’esenzione, senza applicare la disciplina sopravvenuta efficace dal 2020. Ritenuta inoltre insufficiente la generica riproposizione delle eccezioni di primo grado, ha rigettato il ricorso principale e dichiarato assorbito quello incidentale.

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N. 23049

Cassazione, sentenza n. 23049 del 17/09/2019

Sentenza n. 23049 del 17/09/2019

La contribuente contestava il riclassamento di tre immobili, accolto in primo grado ma successivamente confermato dalla CTR su appello dell’Agenzia in ragione dello scostamento superiore alla soglia rilevato nella microzona. La Cassazione chiarisce che il richiamo a tale scostamento non assolve da solo l’obbligo motivazionale: occorre specificare i concreti mutamenti della microzona, le fonti e i criteri di elaborazione dei dati e l’incidenza sulla singola unità. Accoglie pertanto il ricorso, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie l’impugnazione originaria del riclassamento.

N. 23066

Cassazione, sentenza n. 23066 del 17/09/2019

Sentenza n. 23066 del 17/09/2019

Il Comune impugnava la decisione che aveva disapplicato, ai fini ICI, una delibera recante un unico valore minimo per tutte le aree edificabili, senza distinzione per zone omogenee. La Cassazione ha ricordato che i valori comunali costituiscono parametri presuntivi e autolimitano l’accertamento, mentre resta centrale il valore venale in comune commercio; ha però rilevato che i motivi non censuravano la specifica ragione posta dalla CTR a fondamento della decisione, insistendo su questioni diverse. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile.

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N. 23048

Cassazione, sentenza n. 23048 del 17/09/2019

Sentenza n. 23048 del 17/09/2019

La controversia riguardava la revisione parziale del classamento di tre unità immobiliari situate in una microzona comunale, che la CTR aveva ritenuto legittima salvo che per una di esse. La Cassazione afferma che l’avviso deve indicare analiticamente presupposti, dati, date, operazioni e criteri impiegati sia per individuare la microzona anomala sia per rideterminare la rendita della singola unità; tali elementi non possono essere sostituiti in giudizio. Riscontrata una motivazione apparente e formulare, accoglie il ricorso, cassa la sentenza e annulla l’accertamento, compensando le spese.

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N. 23065

Cassazione, sentenza n. 23065 del 17/09/2019

Sentenza n. 23065 del 17/09/2019

La contribuente chiedeva il rimborso dell’ICI versata per un terreno utilizzato in agricoltura, contestandone l’edificabilità e il valore venale attribuito dal Comune. La Cassazione ha ritenuto sufficiente, ai fini fiscali, la qualificazione edificatoria risultante dal piano regolatore, indipendentemente dall’uso effettivo e dagli strumenti attuativi; trattandosi di domanda di rimborso, spettava inoltre alla contribuente provare il diverso valore venale secondo i parametri normativi. Le contestazioni sul valore sono state giudicate non autosufficienti e dirette a riesaminare il merito, con conseguente rigetto del ricorso.

N. 23047

Cassazione, sentenza n. 23047 del 17/09/2019

Sentenza n. 23047 del 17/09/2019

La CTR aveva giudicato sufficientemente motivato l’avviso che elevava il classamento di un’unità immobiliare, richiamando lo scostamento superiore al 35% rilevato nella microzona. La Cassazione precisa che, nella revisione per microzone, l’Amministrazione deve esporre concretamente i parametri, i dati temporali, le operazioni di calcolo e i criteri con cui il riallineamento generale viene applicato al singolo immobile, senza limitarsi a formule normative o di stile. Poiché l’atto era radicalmente carente, accoglie il ricorso, cassa la decisione e accoglie l’impugnazione originaria, compensando le spese.

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N. 23064

Cassazione, sentenza n. 23064 del 17/09/2019

Sentenza n. 23064 del 17/09/2019

La CTR aveva annullato gli accertamenti TARSU 2011 per mancata allegazione della relazione tecnica comunale e aveva riconosciuto l’esenzione delle aree industriali. La Cassazione ha rilevato che la contribuente conosceva già gli esiti del sopralluogo e il fondamento della pretesa; ha inoltre censurato l’omesso esame sia della dichiarazione sulle superfici produttive di rifiuti speciali, presentata soltanto nel 2013 e operante dal 2014, sia del verbale ispettivo che riconosceva una riduzione dell’area scoperta. Accolti tutti i motivi, ha cassato con rinvio alla CTR.

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N. 23046

Cassazione, sentenza n. 23046 del 17/09/2019

TRIBUTI (IN GENERALE) - ACCERTAMENTO TRIBUTARIO (NOZIONE) - TIPI E SISTEMI DI ACCERTAMENTO - ACCERTAMENTO CATASTALE (CATASTO) - IN GENERE Classamento - Ipotesi di revisione - Differenze - Interscambiabilità - Esclusione - Revisione microzone comunali - Procedimento e motivazione.

La controversia concerneva la revisione del classamento di quattro immobili in una microzona, ritenuta legittima dalla CTR sulla base dei mutamenti urbani e della rivalutazione immobiliare della zona. La Cassazione distingue la revisione per microzone dalle procedure fondate su caratteristiche o variazioni del singolo bene: occorre motivare e provare sia i presupposti della riclassificazione collettiva sia i criteri applicati a ciascuna unità, senza intercambiare le diverse cause di revisione. Ritenute generiche le formule dell’avviso, accoglie il ricorso, cassa la sentenza e accoglie l’impugnazione originaria.

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N. 23063

Cassazione, sentenza n. 23063 del 17/09/2019

Sentenza n. 23063 del 17/09/2019

La controversia riguardava una cartella TARSU 2012 emessa senza previo avviso di accertamento sulla base delle superfici risultanti da un contratto di locazione. La Cassazione ha affermato che il Comune può procedere direttamente alla liquidazione e all’iscrizione a ruolo quando utilizza dati già acquisiti e invariati, mentre l’accertamento preventivo occorre se vengono rettificate le condizioni dichiarate o esercitato un potere discrezionale; nella specie, la cartella si limitava ai dati contrattuali. Ritenute inammissibili o infondate anche le ulteriori censure, compresa la domanda risarcitoria implicitamente respinta, la Corte ha rigettato il ricorso.

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N. 23062

Cassazione, sentenza n. 23062 del 17/09/2019

Sentenza n. 23062 del 17/09/2019

Una società contestava gli accertamenti TARSU 2006, sostenendo che le aree industriali producessero rifiuti speciali autosmaltiti e dovessero essere escluse o ridotte dalla tassazione. La Cassazione ha confermato che l’onere di provare i presupposti dell’esenzione grava sul contribuente, ma ha rilevato che la CTR aveva omesso di esaminare documenti potenzialmente decisivi, tra cui denuncia iniziale, formulari, relazione tecnica e planimetria, incorrendo inoltre in una motivazione contraddittoria. Dichiarati inammissibili i motivi sulla motivazione degli avvisi, ha accolto quelli relativi al merito, cassando con rinvio.

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N. 23061

Cassazione, sentenza n. 23061 del 17/09/2019

Sentenza n. 23061 del 17/09/2019

La CTR aveva annullato gli accertamenti TARSU 2007-2010 per mancata allegazione delle relazioni tecniche e aveva ritenuto esenti le aree industriali. La Cassazione ha accertato che le risultanze erano già note alla contribuente attraverso il contraddittorio preventivo, la memoria tecnica e le difese svolte, sicché la mancata allegazione non aveva impedito la comprensione della pretesa. Ha inoltre giudicato apparente la motivazione sull’esenzione, priva di specifici riscontri circa natura dei rifiuti, superfici interessate ed effettivo autosmaltimento; la sentenza è stata cassata con rinvio per il riesame di tali profili.

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N. 23060

Cassazione, sentenza n. 23060 del 17/09/2019

Sentenza n. 23060 del 17/09/2019

La controversia riguardava un sollecito e un avviso di liquidazione del tributo sui rifiuti, impugnati anche per l’asserita esenzione delle aree destinate allo stoccaggio di merci; la CTR aveva ritenuto tempestivo il ricorso e riconosciuto l’esenzione. La Cassazione afferma che spetta al contribuente provare la tempestività mediante documentazione della data di notifica dell’atto, salvo il caso di notifica nulla. Accolto il primo motivo, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, dichiara inammissibile per tardività il ricorso originario, assorbendo le questioni sostanziali e dichiarando inammissibile il ricorso incidentale.

N. 23059

Cassazione, sentenza n. 23059 del 17/09/2019

Sentenza n. 23059 del 17/09/2019

Una società contestava la TARSU 2009 sostenendo che una parte dell’immobile producesse rifiuti speciali autonomamente smaltiti; i giudici di merito avevano escluso l’esenzione per insufficienza della prova. La Cassazione conferma che il contribuente deve indicare e delimitare le aree interessate, documentando le condizioni dell’esclusione, e precisa che l’autosmaltimento accertato per un’altra annualità non produce automaticamente effetti su periodi diversi, trattandosi di circostanza variabile. Il ricorso è quindi rigettato, restando ferma la pretesa comunale.

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N. 23074

Cassazione, sentenza n. 23074 del 17/09/2019

Sentenza n. 23074 del 17/09/2019

Il giudizio riguardava un avviso di accertamento ICI per il 2008, annullato nei gradi di merito perché non spiegava gli elementi utilizzati per determinare una maggiore imposta. La Cassazione ha confermato che l’atto deve rendere conoscibili non soltanto il quantum, ma anche le ragioni della pretesa, indicando la diversa base imponibile e il percorso logico-matematico fondato sui parametri rilevanti per il valore venale; tali carenze non possono essere colmate successivamente in giudizio. Ritenuta assorbente la nullità dell’avviso, la Corte ha respinto entrambi i motivi di ricorso.

N. 23058

Cassazione, sentenza n. 23058 del 17/09/2019

Sentenza n. 23058 del 17/09/2019

Il contribuente contestava gli accertamenti TARSU 2006-2011 relativi a un box non dichiarato, deducendo decadenza, inidoneità del locale a produrre rifiuti e insussistenza delle sanzioni; i giudici di merito avevano mantenuto il tributo, riducendo le sanzioni al minimo. La Cassazione afferma che, per la superficie omessa, l’obbligo dichiarativo si rinnova annualmente e trova applicazione il termine quinquennale; il garage è inoltre presuntivamente produttivo di rifiuti, salva prova contraria. Esclusa anche la mera incompletezza dichiarativa, la Corte rigetta integralmente il ricorso.

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N. 23073

Cassazione, sentenza n. 23073 del 17/09/2019

Sentenza n. 23073 del 17/09/2019

La controversia concerneva maggiori imposte ICI per il 2008-2011, determinate anche in relazione a un immobile di categoria catastale D e ad altri immobili diversamente classificati. La Cassazione ha rilevato che la CTR non aveva esaminato lo specifico motivo comunale relativo agli immobili diversi dalla categoria D; ha inoltre affermato che, quando l’attribuzione della rendita deriva dall’iniziativa del contribuente e non dalla procedura attivata dal Comune per inerzia, la nuova rendita dell’immobile D opera retroattivamente dalla richiesta di accatastamento. Il ricorso è stato accolto, con cassazione e rinvio per un nuovo esame.

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N. 23057

Cassazione, sentenza n. 23057 del 17/09/2019

Sentenza n. 23057 del 17/09/2019

La controversia concerneva cartelle TARSU per il 2006 e il 2008 e la richiesta di applicare la riduzione al 40% prevista in relazione al sisma abruzzese; la CTR l’aveva negata perché le scadenze precedevano il periodo di sospensione. La Cassazione conferma che il beneficio riguarda esclusivamente i tributi la cui scadenza naturale ricadeva nel periodo sospeso, non ogni debito pregresso riscosso successivamente. Respinge anche la censura sulle spese, poiché l’appello diretto alla riforma integrale investiva la relativa pronuncia accessoria, e rigetta il ricorso.

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N. 23072

Cassazione, sentenza n. 23072 del 17/09/2019

Sentenza n. 23072 del 17/09/2019

Il giudizio riguardava l’ICI 2008 su immobili costruiti su terreno comunale e detenuti dalla contribuente in base a una convenzione che la CTR aveva interpretato come costitutiva di un diritto di superficie. La Cassazione ha dichiarato inammissibile la diversa lettura contrattuale proposta, poiché non denunciava specifiche violazioni dei criteri interpretativi, e ha applicato la regola che pone l’ICI a carico del titolare del diritto di superficie, escludendo l’esenzione riservata agli immobili comunali. Ha inoltre negato un’oggettiva incertezza normativa idonea a escludere le sanzioni e ha rigettato il ricorso.

N. 23056

Cassazione, sentenza n. 23056 del 17/09/2019

Sentenza n. 23056 del 17/09/2019

Una società contestava un accertamento TARSU 2007-2011, sostenendo l’esclusione di aree produttive di rifiuti speciali smaltiti autonomamente e la riferibilità di un’altra area al comodatario; la CTR aveva invece ritenuto non assolto l’onere probatorio. La Cassazione considera sufficientemente specifico l’appello comunale e rileva che la decisione regionale poggiava anche sull’omessa denuncia dei presupposti dell’esclusione, autonoma ratio non censurata. Poiché le deroghe non operano automaticamente e richiedono l’adempimento dell’onere informativo del contribuente, le ulteriori doglianze sono inammissibili e il ricorso viene rigettato.

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  • Processo tributario
N. 38042

Cassazione, sentenza n. 38042 del 13/09/2019

Violazioni e sanzioni - Sanzione penale - Reato di indebita compensazione - Art. 10-quater d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 - Compensazione riguardante crediti e debiti - Configurabilità reato - Esclusione.

Nel riesame di sequestri disposti per contestate indebite compensazioni, il pubblico ministero sosteneva che il reato comprendesse anche l’omesso pagamento di contributi previdenziali e assistenziali. La Cassazione afferma invece che l’art. 10-quater del d.lgs. n. 74/2000 considera, sul lato dei crediti compensati, tutte le poste ammesse, ma sul lato dei debiti tutela soltanto le imposte sui redditi e l’IVA; la compensazione di debiti esclusivamente previdenziali non integra quindi quel reato. Rigetta il ricorso dell’accusa e anche quelli privati, questi ultimi in parte inammissibili quanto ai vizi motivazionali.

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