Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 31802

Cassazione, sentenza n. 31802 del 5/12/2019

Sentenza n. 31802 del 05/12/2019

L’ente provinciale contestava l’esenzione dall’imposta provinciale di trascrizione applicata agli acquisti di veicoli usati, deducendo carenze autorizzative, simulazione della sede operativa e abuso del diritto. La Cassazione ha ritenuto sufficiente la prova dell’effettiva attività di commercio dei veicoli, poiché la legge non subordina l’esenzione a un titolo formale; la sede delle successive rivendite non incideva inoltre sul tributo relativo agli acquisti. Tutti i motivi sono stati respinti e il ricorso dell’ente è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • Autovetture e Fisco
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 31786

Cassazione, sentenza n. 31786 del 5/12/2019

Sentenza n. 31786 del 05/12/2019

La controversia riguarda il rimborso degli interessi di mora e dell’aggio applicati su una cartella la cui esecutività era stata sospesa durante il giudizio e il cui importo era stato poi rideterminato. La Cassazione afferma che la sospensione, quale misura processuale provvisoria, non incide sul rapporto sostanziale né interrompe la maturazione degli interessi, che decorrono dalla notificazione della cartella anche durante i sessanta giorni concessi per il pagamento. Accolto il ricorso principale e rigettato quello incidentale, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR della Toscana.

N. 31769

Cassazione, sentenza n. 31769 del 5/12/2019

Sentenza n. 31769 del 05/12/2019

L’avviso recuperava accise sul gasolio impiegato per rifornimenti navali, mentre la CTR lo aveva annullato sia per mancato rispetto del termine dilatorio di sessanta giorni sia per omessa indicazione delle aliquote applicate. La Cassazione stabilisce che, nella materia doganale considerata, opera la disciplina speciale sul contraddittorio e non la disposizione invocata dalla CTR; aggiunge che, essendo le aliquote delle accise fissate dalla legge, l’obbligazione è determinabile mediante la sola indicazione della quantità di prodotto consumato. Accoglie entrambi i motivi dell’Agenzia delle dogane, cassa la sentenza e rinvia alla CTR per il riesame del merito.

N. 31801

Cassazione, sentenza n. 31801 del 5/12/2019

Sentenza n. 31801 del 05/12/2019

Il contribuente aveva impugnato cartelle conosciute mediante estratto di ruolo, lamentandone l’omessa notificazione e contestando anche la produzione documentale dell’Agenzia costituitasi tardivamente. La Cassazione ha riconosciuto l’interesse a impugnare cartella e ruolo non validamente notificati, mentre ha escluso che la tardiva costituzione del resistente renda inammissibili i documenti depositati nel termine previsto. Ha inoltre giudicato apparente la motivazione per relationem della CTR sulle notifiche, cassando la sentenza e rinviando alla CTR del Lazio.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31785

Cassazione, sentenza n. 31785 del 5/12/2019

Sentenza n. 31785 del 05/12/2019

La società contestava accertamenti IRES, IVA e IRAP fondati sulla contabilizzazione di fatture per operazioni ritenute inesistenti, sostenendo che la documentazione prodotta dimostrasse l’effettività delle operazioni. La Cassazione conferma che, a fronte di elementi gravi, precisi e concordanti forniti dall’Amministrazione, spetta al contribuente provare la legittimità delle detrazioni; nella fatturazione differita, la mancata emissione del documento di trasporto assumeva rilievo anche per verificare data ed effettività delle operazioni. Esclusa una nuova valutazione delle prove in sede di legittimità, il ricorso è rigettato.

N. 31768

Cassazione, sentenza n. 31768 del 5/12/2019

Sentenza n. 31768 del 05/12/2019

La controversia riguardava il maggior prelievo erariale unico richiesto a una concessionaria per un apparecchio da gioco installato e utilizzato senza collegamento alla rete telematica; la CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello perché riproduceva le difese di primo grado, pronunciandosi poi anche sul merito. La Cassazione afferma che, nel processo tributario, la riproposizione delle originarie ragioni soddisfa l’onere di specificità quando dall’atto emerga inequivocabilmente il dissenso rispetto alla decisione impugnata. Accoglie il motivo processuale, dichiara gli altri inammissibili perché riferiti a motivazioni rese ad abundantiam, cassa e rinvia alla CTR per l’esame del merito.

N. 31800

Cassazione, sentenza n. 31800 del 5/12/2019

Sentenza n. 31800 del 05/12/2019

Il Comune pretendeva l’imposta di sbarco e le relative sanzioni per luglio e agosto 2012, sulla base di un regolamento approvato nel giugno dello stesso anno. La Cassazione ha qualificato il prelievo come tributo di nuova istituzione e ha escluso che potesse produrre effetti nell’anno in corso: la retroattività prevista per deliberazioni tempestive riguarda soltanto aliquote e tariffe di tributi già esistenti. Il ricorso comunale è stato pertanto rigettato, con assorbimento delle ulteriori censure.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 31784

Cassazione, sentenza n. 31784 del 5/12/2019

Sentenza n. 31784 del 05/12/2019

La controversia concerne il rimborso IRAP relativo alle quote di svalutazioni su crediti contabilizzate in esercizi anteriori e rinviate, secondo la disciplina allora vigente, agli esercizi successivi. La Cassazione afferma che la svalutazione determina immediatamente la riduzione del valore fiscale dei ricavi, mentre il frazionamento riguarda soltanto il momento della deduzione: la sopravvenuta indeducibilità dal 2005 non colpisce quindi i cosiddetti “noni pregressi”, riferiti a situazioni sostanziali già consolidate. Il ricorso dell’Amministrazione contro le decisioni favorevoli alla contribuente è rigettato.

N. 31767

Cassazione, sentenza n. 31767 del 5/12/2019

Sentenza n. 31767 del 05/12/2019

La causa concerneva il recupero del prelievo erariale unico nei confronti della concessionaria di rete per un apparecchio da gioco in uso ma non collegato telematicamente; la CTR aveva reputato l’appello privo di motivi specifici, pur aggiungendo valutazioni sul merito. La Cassazione chiarisce che l’appello tributario ha effetto devolutivo pieno e che la riproposizione delle contestazioni originarie è sufficiente se, valutato complessivamente l’atto, esprime in modo inequivoco il dissenso dalla sentenza di primo grado. Accoglie il quarto motivo, dichiara inammissibili gli altri perché diretti contro argomentazioni ad abundantiam, cassa la decisione e rinvia alla CTR.

N. 3180

Cassazione, sentenza n. 3180 del 5/12/2019

Sentenza n. 3180 del 05/12/2019

L’Agenzia aveva imputato alla socia, in proporzione alla partecipazione, gli utili extracontabili accertati presso una società di capitali a ristretta base, mentre i giudici di merito avevano valorizzato l’assenza di parentela e di poteri gestori. La Cassazione ha precisato che la presunzione può essere superata provando l’accantonamento o il reinvestimento degli utili, oppure la completa estraneità alla gestione, intesa come ruolo meramente formale. Mancando tale verifica, ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato alla CTR del Lazio.

  • IRES
  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31783

Cassazione, sentenza n. 31783 del 5/12/2019

Sentenza n. 31783 del 05/12/2019

L’accertamento imputava alla socia, per l’anno in cui aveva detenuto il 50% di una società a ristretta base partecipativa, una quota degli utili extracontabili definitivamente accertati in capo alla società. La Cassazione precisa che la successiva uscita dalla compagine non elimina la responsabilità fiscale per gli anni precedenti e che, nelle società con pochi soci, opera la presunzione di distribuzione degli utili occulti, superabile provando che furono accantonati o reinvestiti. Ritenuto accertato il carattere ristretto della compagine e non necessaria la prova dell’effettivo controllo reciproco, il ricorso è rigettato.

N. 31767

Cassazione, sentenza n. 31767 del 5/12/2019

Sentenza n. 31767 del 05/12/2019

L’Amministrazione aveva recuperato un maggior prelievo erariale unico per un apparecchio da gioco installato e funzionante senza collegamento alla rete telematica; la CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello della concessionaria per asserita mancanza di motivi specifici, esaminando poi ulteriori questioni. La Cassazione ritiene che la riproposizione delle difese già svolte possa soddisfare l’onere di specificità quando le ragioni di critica alla decisione siano ricavabili inequivocabilmente dall’atto nel suo complesso. Accoglie pertanto il motivo relativo all’ammissibilità dell’appello, dichiara gli altri inammissibili perché rivolti contro statuizioni ad abundantiam, cassa la sentenza e rinvia alla CTR per il riesame.

N. 31799

Cassazione, sentenza n. 31799 del 5/12/2019

Sentenza n. 31799 del 05/12/2019

Una società, ottenuto in sede di rinvio il rimborso parziale delle tasse versate per il rinnovo dell’iscrizione nel registro delle imprese, contestava la compensazione integrale delle spese di tutti i gradi. La Cassazione ha escluso il contrasto con la precedente pronuncia rescindente e ha ritenuto legittima la compensazione, fondata sia sull’accoglimento solo quantitativamente parziale della domanda sia sul comportamento processuale che aveva contribuito al protrarsi della lite. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese del giudizio di legittimità.

N. 31782

Cassazione, sentenza n. 31782 del 5/12/2019

Sentenza n. 31782 del 05/12/2019

La controversia riguarda tre accertamenti sintetici fondati su indici di spesa, annullati in appello perché l’Ufficio non aveva considerato i redditi del coniuge e del nucleo familiare. La Cassazione ribadisce che il redditometro esonera l’Amministrazione da ulteriori prove oltre all’esistenza dei fattori-indice, mentre incombe sul contribuente dimostrare che il reddito presunto non esiste o è inferiore; la CTR avrebbe quindi dovuto verificare le prove concretamente offerte, senza limitarsi al criterio della “famiglia fiscale”. Accolti il terzo e il quarto motivo, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31764

Cassazione, sentenza n. 31764 del 5/12/2019

Sentenza n. 31764 del 05/12/2019

L’Ufficio doganale aveva irrogato una sanzione per il mancato pagamento del dazio antidumping, mentre la CTR aveva riconosciuto l’esimente dell’incertezza normativa, collegandola anche al comportamento dell’Amministrazione. La Cassazione precisa che l’incertezza rilevante deve essere oggettiva e rendere impossibile individuare con sicurezza la norma applicabile, non potendo dipendere dalle condizioni soggettive del contribuente. Accolto il secondo motivo dell’Agenzia e dichiarato inammissibile il primo, la sentenza è cassata e il ricorso originario del contribuente respinto nel merito.

  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31798

Cassazione, sentenza n. 31798 del 5/12/2019

Sentenza n. 31798 del 05/12/2019

L’accertamento disconosceva sia l’ammortamento del costo del terreno sottostante un fabbricato strumentale sia la deduzione, nel 2005, di costi di garanzia riferiti a un audit del 2004 ma quantificati dopo una transazione. La Cassazione ha affermato che, anche prima della disciplina del 2006, i terreni normalmente non erano ammortizzabili e il loro costo doveva essere scorporato; ha quindi respinto il ricorso della società. Ha invece ritenuto fondata la censura dell’Agenzia sulla competenza temporale del costo, escludendo che la sola transazione ne determinasse necessariamente l’obiettiva determinabilità.

  • IRES
  • Contabilità e Bilancio
  • Contabilità
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
N. 31781

Cassazione, sentenza n. 31781 del 5/12/2019

Sentenza n. 31781 del 05/12/2019

Gli accertamenti recuperavano maggiori imposte perché dai canoni di leasing di un complesso alberghiero non era stato escluso il costo del terreno sottostante, ritenuto non ammortizzabile. La Cassazione afferma che l’ammortamento presuppone un bene soggetto a consumo o esaurimento nel tempo e che, salvo specifiche eccezioni, il terreno ha utilità temporalmente illimitata; la disciplina del 2006 ha introdotto criteri forfetari di scorporo, senza creare il principio di non ammortizzabilità, già operante anche per i leasing. Il ricorso dell’Agenzia è accolto e la causa rinviata alla CTR della Lombardia.

N. 31591

Cassazione, sentenza n. 31591 del 4/12/2019

Sentenza n. 31591 del 04/12/2019

Una società aveva contestato l’accertamento del maggior tributo speciale sul deposito in discarica relativo al 2006, sostenendo anche di poter applicare la misura ridotta; i giudici di merito avevano respinto il ricorso. La Cassazione applica la disciplina regionale speciale, secondo cui l’accertamento delle violazioni deve intervenire entro cinque anni dall’ultimo giorno utile per la dichiarazione annuale, in deroga al termine generale richiamato dall’ente. Poiché l’atto era stato notificato dopo la decadenza, la Corte accoglie il ricorso originario, assorbendo le restanti questioni.

  • Accertamento fiscale
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31590

Cassazione, sentenza n. 31590 del 4/12/2019

Sentenza n. 31590 del 04/12/2019

La società sosteneva che il trattamento dei rifiuti mediante triturazione, vagliatura e riutilizzo della frazione umida consentisse l’applicazione ridotta del tributo speciale sul deposito in discarica per il 2005. La Cassazione conferma l’accertamento di merito secondo cui tali operazioni perseguivano soltanto l’ottimizzazione dello stoccaggio, mentre la riduzione richiedeva scarti o sovvalli sottoposti a selezione automatica, riciclaggio e compostaggio in impianti a tecnologia complessa. Dichiarate inammissibili anche le censure sull’atto impositivo e rigettata quella sull’intervento regionale, il ricorso è respinto.

  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 31589

Cassazione, sentenza n. 31589 del 4/12/2019

Sentenza n. 31589 del 04/12/2019

La controversia riguardava la rettifica dei valori dichiarati in una successione, riferita a fabbricati, partecipazioni, un cespite qualificato come azienda e al credito per la liquidazione di una quota sociale. La Cassazione esclude dalla competenza della Commissione tributaria centrale le mere valutazioni estimative di alcune quote immobiliari, ma vi ricomprende le questioni sulla qualificazione giuridica dei cespiti; afferma inoltre che, secondo la disciplina applicabile, il credito alla liquidazione della quota non era rettificabile come maggior valore. Il ricorso è quindi accolto parzialmente, con rigetto delle ulteriori censure.

  • Imposte indirette
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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