Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 31588

Cassazione, sentenza n. 31588 del 4/12/2019

Sentenza n. 31588 del 04/12/2019

L’accertamento aveva assoggettato a tassazione separata la plusvalenza derivante dalla cessione onerosa di un terreno edificabile; la CTR, sulla base della consulenza tecnica, aveva rideterminato l’importo e demandato all’Ufficio il ricalcolo delle sanzioni. La Cassazione ritiene adeguatamente esaminata la determinazione della plusvalenza e precisa che l’esclusione delle sanzioni richiede un’incertezza normativa oggettiva, non una difficoltà soggettiva del contribuente. Poiché la disciplina applicabile offriva elementi sufficientemente chiari e la plusvalenza non era stata dichiarata, il ricorso è rigettato.

N. 31587

Cassazione, sentenza n. 31587 del 4/12/2019

Sentenza n. 31587 del 04/12/2019

La società rivendicava la riduzione del tributo speciale sul deposito in discarica per il 2004, richiamando le autorizzazioni alla triturazione, vagliatura e gestione della frazione umida; la CTR aveva invece ravvisato una mera riduzione volumetrica dei rifiuti. La Cassazione conferma che il beneficio riguarda soltanto scarti e sovvalli trattati mediante selezione automatica, riciclaggio e compostaggio in impianti a tecnologia complessa, mentre le operazioni accertate erano dirette all’ottimizzazione dello stoccaggio. Dichiarate inammissibili le ulteriori doglianze sull’atto e respinta quella sull’intervento regionale, il ricorso è rigettato.

  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 31586

Cassazione, sentenza n. 31586 del 4/12/2019

Sentenza n. 31586 del 04/12/2019

I contribuenti contestavano la motivazione dell’avviso che, dopo una dichiarazione DOCFA e un sopralluogo, aveva attribuito ad alcuni immobili categoria, consistenza e rendita diverse da quelle proposte. La Cassazione distingue tra la rettifica fondata soltanto su una diversa valutazione tecnica, motivabile mediante i dati oggettivi e la classe attribuita, e quella che disattende gli elementi fattuali dichiarati, per la quale occorre una motivazione più specifica. Ritenendo che l’Ufficio avesse indicato gli elementi tecnici essenziali e che la CTR avesse motivato adeguatamente, la Corte rigetta il ricorso.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31592

Cassazione, sentenza n. 31592 del 4/12/2019

Sentenza n. 31592 del 04/12/2019

La controversia riguardava il riclassamento catastale di un immobile situato in una microzona, ritenuto legittimo dalla CTR sulla base dell’appartenenza territoriale e dello scostamento dei valori. La Cassazione afferma che l’atto deve indicare rigorosamente gli elementi concreti incidenti sulla microzona e sulla singola unità, nonché fonti, criteri e riferimenti temporali delle rilevazioni; la motivazione non può essere integrata in giudizio. Ritenuto insufficiente il richiamo generico ai rapporti tra valori, la Corte cassa la decisione e accoglie il ricorso originario della contribuente.

N. 31464

Cassazione, sentenza n. 31464 del 3/12/2019

Sentenza n. 31464 del 03/12/2019

La controversia riguardava la rettifica del valore doganale di scarpe importate dalla Cina, determinato dall’Ufficio mediante fatture relative a merci ritenute similari e dati del sistema M.E.R.C.E.; la CTR aveva confermato gli avvisi. La Cassazione ha ribadito che il valore di transazione è prioritario e può essere abbandonato solo dopo contraddittorio e persistenti dubbi fondati, applicando poi in ordine gerarchico i criteri sussidiari. Ha ritenuto contraddittoria e giuridicamente errata la verifica del criterio delle merci similari compiuta dalla CTR, accogliendo le relative censure e imponendo un nuovo esame della determinazione del valore.

N. 31463

Cassazione, sentenza n. 31463 del 3/12/2019

Sentenza n. 31463 del 03/12/2019

Il contribuente contestava un accertamento TARSU comunale relativo a superficie, durata stagionale dell’occupazione, tariffe applicate e motivazione; CTP e CTR avevano respinto le sue doglianze. La Cassazione non ha esaminato il merito tributario, poiché il ricorso censurava prevalentemente l’atto amministrativo anziché individuare specifici vizi della sentenza e rinviava a documenti e atti processuali senza riprodurne il contenuto necessario. Per difetto di specificità e autosufficienza, ha dichiarato il ricorso inammissibile e condannato il ricorrente alle spese.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31462

Cassazione, sentenza n. 31462 del 3/12/2019

Sentenza n. 31462 del 03/12/2019

La controversia riguardava la TARSU 2011 applicata a una struttura alberghiera, che i giudici di merito avevano rideterminato disapplicando il regolamento comunale. La Cassazione ha affermato che il Comune può prevedere per gli alberghi tariffe superiori a quelle delle abitazioni, in ragione della maggiore capacità di produrre rifiuti, senza motivare specificamente la delibera tariffaria; la disapplicazione richiede precisi vizi di legittimità. Accolto il ricorso comunale e dichiarato inammissibile quello incidentale, la Corte ha cassato la sentenza e rigettato nel merito il ricorso originario della contribuente.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31461

Cassazione, sentenza n. 31461 del 3/12/2019

Sentenza n. 31461 del 03/12/2019

La lite concerneva il diniego di rimborso della TARSU versata per il 2007-2009 da una struttura alberghiera, annullato nei gradi di merito per l’asserita illegittimità della tariffa comunale. La Cassazione ha ritenuto legittima la differenziazione tariffaria rispetto alle abitazioni, fondata sulla maggiore capacità degli alberghi di produrre rifiuti, precisando che la delibera tariffaria generale non richiede specifica motivazione e può essere disapplicata soltanto per determinati vizi di legittimità. Accolto il ricorso comunale e dichiarato inammissibile quello incidentale, la Corte ha rigettato nel merito la domanda introduttiva della contribuente.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31460

Cassazione, sentenza n. 31460 del 3/12/2019

TARSU - Riduzione per stagionalità dell'attività - Esenzione dall'imposta - Presupposti obiettivi - Necessità.

La controversia riguardava la TARSU 2007 dovuta per un bar, ristorante e stabilimento balneare, che la CTR aveva escluso per i mesi da ottobre ad aprile richiamando clima e consuetudini locali. La Cassazione ha distinto l’esenzione, subordinata all’oggettiva inutilizzabilità dell’immobile, dalla riduzione per uso stagionale, rimessa alla disciplina comunale e condizionata a specifica denuncia e prova del contribuente. Non essendo sufficienti il mancato utilizzo di fatto e le considerazioni generali valorizzate in appello, la Corte ha accolto il ricorso comunale, cassato la sentenza e rigettato il ricorso originario.

  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31489

Cassazione, ordinanza n. 31489 del 3/12/2019

IVA - Agevolazioni fiscali "prima casa"- Immobile realizzato su area destinata "a ville" o "parco privato" - Revoca dei benefici - Legittimità - Esclusione delle sanzioni - Favor rei.

L’Agenzia aveva revocato l’aliquota IVA agevolata per la prima casa, considerando di lusso l’abitazione perché collocata in un’area destinata dallo strumento urbanistico a ville o parco privato; la CTR aveva confermato la revoca. La Cassazione ritiene applicabile al trasferimento la disciplina vigente al momento dell’acquisto, per la quale assume rilievo la collocazione urbanistica, indipendentemente dalle caratteristiche intrinseche e dalla successiva disciplina catastale. Il ricorso è rigettato quanto al recupero dell’agevolazione, ma le sanzioni sono dichiarate non dovute in applicazione del favor rei.

N. 31481

Cassazione, sentenza n. 31481 del 3/12/2019

Sentenza n. 31481 del 03/12/2019

Una società aveva impugnato la cartella per IVA e IRPEG, sostenendo di non aver ricevuto il precedente avviso di accertamento; la CTR aveva accertato che l’atto era stato consegnato a una persona del tutto estranea alla società. La Cassazione chiarisce che la successiva contestazione della nullità della notificazione, formulata dopo la produzione documentale dell’Ufficio, costituisce una controeccezione e non amplia la domanda originaria. Poiché l’estraneità della consegnataria era un accertamento di fatto non validamente censurato, il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31479

Cassazione, ordinanza n. 31479 del 3/12/2019

Accertamento - Notifica - Servizio "seguimi" di Poste italiane - Mera natura contrattuale - Assimilazione all'elezione di domicilio ex art. 60, lett. d), d.P.R. n. 600 del 1973 - Esclusione - Conseguenze - Invalidità della notificazione.

La controversia riguardava la validità degli avvisi di accertamento prodromici a una cartella, inoltrati in un comune diverso dal domicilio fiscale utilizzando il servizio postale “seguimi”; la CTR aveva ritenuto rituali le notifiche. La Cassazione ha escluso che tale servizio contrattuale equivalga all’elezione di domicilio prevista dall’art. 60 del d.P.R. n. 600/1973, poiché privo dei requisiti formali richiesti. Accolto il primo motivo, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario del contribuente.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 31476

Cassazione, ordinanza n. 31476 del 3/12/2019

Contenzioso tributario - Distinti ricorsi contro l'Agenzia delle Entrate e il concessionario della riscossione - Sentenza favorevole contro il concessionario - Mancata impugnazione - Passaggio in giudicato - Opponibilità all'ente impositore - Sussiste.

La stessa cartella era stata impugnata con distinti ricorsi contro l’agente della riscossione e l’Agenzia delle Entrate; la CTR aveva negato rilievo alla sentenza favorevole pronunciata nel primo giudizio e ormai definitiva. La Cassazione ha stabilito che l’eventuale incompetenza territoriale, se non impugnata, resta coperta dal giudicato e che la decisione resa nei confronti dell’agente della riscossione produce effetti anche verso l’ente impositore, pur non intervenuto. Poiché petitum e causa petendi coincidevano, ha accolto il ricorso e cassato la sentenza senza rinvio.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31475

Cassazione, sentenza n. 31475 del 3/12/2019

Sentenza n. 31475 del 03/12/2019

L’accertamento recuperava a tassazione movimentazioni bancarie ritenute ingiustificate; la CTR aveva accolto l’appello solo per alcune somme documentate, formulando per le altre una valutazione generale di inattendibilità. La Cassazione ha confermato che, nelle imposte sui redditi, la convocazione amministrativa non era obbligatoria, ma ha rilevato che alle giustificazioni analitiche del contribuente deve corrispondere un esame altrettanto analitico delle singole operazioni. Dichiarata cessata la materia del contendere su due riprese già eliminate in revocazione, ha accolto quattro motivi, cassato la sentenza e rinviato alla CTR in diversa composizione.

N. 31474

Cassazione, sentenza n. 31474 del 3/12/2019

Sentenza n. 31474 del 03/12/2019

Una società chiedeva il rimborso di IRPEG e ILOR sostenendo di avere incluso erroneamente, nel calcolo limitativo della deducibilità degli interessi passivi, interessi esenti conseguiti tramite una società di persone interamente partecipata; i giudici precedenti avevano accolto la domanda. La Cassazione ha affermato che il reddito imputato per trasparenza conserva sia il regime di esenzione sia le relative limitazioni, sicché gli interessi esenti della partecipata riducono quelli passivi deducibili della socia. Accolto il motivo dell’Agenzia, ha cassato la decisione e rigettato nel merito il ricorso originario.

N. 31472

Cassazione, sentenza n. 31472 del 3/12/2019

Sentenza n. 31472 del 03/12/2019

Dopo avvisi di rettifica IVA e IRAP, la società aveva presentato istanze di accertamento con adesione senza essere convocata; la CTR aveva quindi annullato la pretesa, ritenendo obbligatorio l’invito a comparire. La Cassazione ha invece precisato che la convocazione costituisce una facoltà discrezionale dell’Ufficio e non un adempimento prescritto a pena d’invalidità; l’istanza sospende per novanta giorni il termine d’impugnazione, ma non priva l’accertamento di efficacia. Ha accolto il ricorso dell’Amministrazione, cassato la sentenza e rigettato nel merito il ricorso originario della contribuente.

N. 31471

Cassazione, sentenza n. 31471 del 3/12/2019

Sentenza n. 31471 del 03/12/2019

La società domandava il rimborso di IRPEG e ILOR, assumendo l’irrilevanza degli interessi esenti su titoli pubblici percepiti tramite una società di persone interamente partecipata; la Commissione tributaria centrale aveva condiviso tale impostazione. La Cassazione ha ritenuto che l’imputazione per trasparenza mantenga le caratteristiche delle componenti reddituali, comprese le limitazioni connesse all’esenzione: gli interessi attivi esenti della partecipata concorrono quindi a ridurre gli interessi passivi deducibili della socia. Accolto il secondo motivo e assorbito quello sull’abuso del diritto, ha cassato la decisione e rigettato il ricorso originario.

N. 31467

Cassazione, sentenza n. 31467 del 3/12/2019

Sentenza n. 31467 del 03/12/2019

Gli avvisi sostitutivi, emessi dopo l’annullamento in autotutela di un precedente accertamento affetto da errore di calcolo, recuperavano maggiori ricavi immobiliari ai fini IVA, IRAP e IRPEF mediante accertamento parziale; CTP e CTR avevano respinto le contestazioni della società e dei soci. La Cassazione ha riconosciuto il potere dell’Amministrazione di annullare e sostituire l’atto viziato e ha chiarito che l’accertamento parziale può fondarsi anche su attività istruttorie interne e documenti acquisiti, quando emergano attendibili posizioni debitorie senza ulteriori valutazioni. Ha rigettato il ricorso, confermando l’esito sfavorevole ai contribuenti.

N. 31466

Cassazione, sentenza n. 31466 del 3/12/2019

Sentenza n. 31466 del 03/12/2019

Gli avvisi doganali negavano l’esenzione daziaria su riso dichiarato di origine cambogiana, dopo che l’indagine richiamata dall’Ufficio ne aveva accertato la falsa provenienza; la CTR aveva confermato la responsabilità del rappresentante indiretto. La Cassazione ha distinto l’obbligazione derivante da una dichiarazione poi rettificata dall’introduzione irregolare senza dichiarazione: nel primo caso risponde, quale dichiarante, anche il rappresentante indiretto, salvo la prova della buona fede alle condizioni previste dalla disciplina doganale. Ha pertanto respinto le censure sulla responsabilità e riconosciuto l’immediata esecutività della rettifica doganale, nei limiti dei motivi esaminati.

N. 31240

Cassazione, sentenza n. 31240 del 29/11/2019

Sentenza n. 31240 del 29/11/2019

La contribuente aveva impugnato le cartelle dopo aver ottenuto un estratto di ruolo, sebbene avesse ricevuto mesi prima un’intimazione di pagamento che ne rendeva nota l’esistenza; la CTR aveva accolto il ricorso per mancata prova delle notifiche. La Cassazione, respinta anche l’eccezione sulla difesa dell’agente della riscossione tramite avvocato esterno, rileva che l’estratto di ruolo non è autonomamente impugnabile e che le contestazioni sulle cartelle prodromiche dovevano essere proposte entro sessanta giorni dall’intimazione. Il ricorso dell’agente è stato accolto e quello originario dichiarato inammissibile, con cassazione senza rinvio.

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