Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 31784

Cassazione, sentenza n. 31784 del 5/12/2019

Sentenza n. 31784 del 05/12/2019

La controversia concerne il rimborso IRAP relativo alle quote di svalutazioni su crediti contabilizzate in esercizi anteriori e rinviate, secondo la disciplina allora vigente, agli esercizi successivi. La Cassazione afferma che la svalutazione determina immediatamente la riduzione del valore fiscale dei ricavi, mentre il frazionamento riguarda soltanto il momento della deduzione: la sopravvenuta indeducibilità dal 2005 non colpisce quindi i cosiddetti “noni pregressi”, riferiti a situazioni sostanziali già consolidate. Il ricorso dell’Amministrazione contro le decisioni favorevoli alla contribuente è rigettato.

N. 31767

Cassazione, sentenza n. 31767 del 5/12/2019

Sentenza n. 31767 del 05/12/2019

La causa concerneva il recupero del prelievo erariale unico nei confronti della concessionaria di rete per un apparecchio da gioco in uso ma non collegato telematicamente; la CTR aveva reputato l’appello privo di motivi specifici, pur aggiungendo valutazioni sul merito. La Cassazione chiarisce che l’appello tributario ha effetto devolutivo pieno e che la riproposizione delle contestazioni originarie è sufficiente se, valutato complessivamente l’atto, esprime in modo inequivoco il dissenso dalla sentenza di primo grado. Accoglie il quarto motivo, dichiara inammissibili gli altri perché diretti contro argomentazioni ad abundantiam, cassa la decisione e rinvia alla CTR.

N. 3180

Cassazione, sentenza n. 3180 del 5/12/2019

Sentenza n. 3180 del 05/12/2019

L’Agenzia aveva imputato alla socia, in proporzione alla partecipazione, gli utili extracontabili accertati presso una società di capitali a ristretta base, mentre i giudici di merito avevano valorizzato l’assenza di parentela e di poteri gestori. La Cassazione ha precisato che la presunzione può essere superata provando l’accantonamento o il reinvestimento degli utili, oppure la completa estraneità alla gestione, intesa come ruolo meramente formale. Mancando tale verifica, ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato alla CTR del Lazio.

  • IRES
  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31783

Cassazione, sentenza n. 31783 del 5/12/2019

Sentenza n. 31783 del 05/12/2019

L’accertamento imputava alla socia, per l’anno in cui aveva detenuto il 50% di una società a ristretta base partecipativa, una quota degli utili extracontabili definitivamente accertati in capo alla società. La Cassazione precisa che la successiva uscita dalla compagine non elimina la responsabilità fiscale per gli anni precedenti e che, nelle società con pochi soci, opera la presunzione di distribuzione degli utili occulti, superabile provando che furono accantonati o reinvestiti. Ritenuto accertato il carattere ristretto della compagine e non necessaria la prova dell’effettivo controllo reciproco, il ricorso è rigettato.

N. 31767

Cassazione, sentenza n. 31767 del 5/12/2019

Sentenza n. 31767 del 05/12/2019

L’Amministrazione aveva recuperato un maggior prelievo erariale unico per un apparecchio da gioco installato e funzionante senza collegamento alla rete telematica; la CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello della concessionaria per asserita mancanza di motivi specifici, esaminando poi ulteriori questioni. La Cassazione ritiene che la riproposizione delle difese già svolte possa soddisfare l’onere di specificità quando le ragioni di critica alla decisione siano ricavabili inequivocabilmente dall’atto nel suo complesso. Accoglie pertanto il motivo relativo all’ammissibilità dell’appello, dichiara gli altri inammissibili perché rivolti contro statuizioni ad abundantiam, cassa la sentenza e rinvia alla CTR per il riesame.

N. 31799

Cassazione, sentenza n. 31799 del 5/12/2019

Sentenza n. 31799 del 05/12/2019

Una società, ottenuto in sede di rinvio il rimborso parziale delle tasse versate per il rinnovo dell’iscrizione nel registro delle imprese, contestava la compensazione integrale delle spese di tutti i gradi. La Cassazione ha escluso il contrasto con la precedente pronuncia rescindente e ha ritenuto legittima la compensazione, fondata sia sull’accoglimento solo quantitativamente parziale della domanda sia sul comportamento processuale che aveva contribuito al protrarsi della lite. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese del giudizio di legittimità.

N. 31782

Cassazione, sentenza n. 31782 del 5/12/2019

Sentenza n. 31782 del 05/12/2019

La controversia riguarda tre accertamenti sintetici fondati su indici di spesa, annullati in appello perché l’Ufficio non aveva considerato i redditi del coniuge e del nucleo familiare. La Cassazione ribadisce che il redditometro esonera l’Amministrazione da ulteriori prove oltre all’esistenza dei fattori-indice, mentre incombe sul contribuente dimostrare che il reddito presunto non esiste o è inferiore; la CTR avrebbe quindi dovuto verificare le prove concretamente offerte, senza limitarsi al criterio della “famiglia fiscale”. Accolti il terzo e il quarto motivo, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31764

Cassazione, sentenza n. 31764 del 5/12/2019

Sentenza n. 31764 del 05/12/2019

L’Ufficio doganale aveva irrogato una sanzione per il mancato pagamento del dazio antidumping, mentre la CTR aveva riconosciuto l’esimente dell’incertezza normativa, collegandola anche al comportamento dell’Amministrazione. La Cassazione precisa che l’incertezza rilevante deve essere oggettiva e rendere impossibile individuare con sicurezza la norma applicabile, non potendo dipendere dalle condizioni soggettive del contribuente. Accolto il secondo motivo dell’Agenzia e dichiarato inammissibile il primo, la sentenza è cassata e il ricorso originario del contribuente respinto nel merito.

  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31798

Cassazione, sentenza n. 31798 del 5/12/2019

Sentenza n. 31798 del 05/12/2019

L’accertamento disconosceva sia l’ammortamento del costo del terreno sottostante un fabbricato strumentale sia la deduzione, nel 2005, di costi di garanzia riferiti a un audit del 2004 ma quantificati dopo una transazione. La Cassazione ha affermato che, anche prima della disciplina del 2006, i terreni normalmente non erano ammortizzabili e il loro costo doveva essere scorporato; ha quindi respinto il ricorso della società. Ha invece ritenuto fondata la censura dell’Agenzia sulla competenza temporale del costo, escludendo che la sola transazione ne determinasse necessariamente l’obiettiva determinabilità.

  • IRES
  • Contabilità e Bilancio
  • Contabilità
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
N. 31781

Cassazione, sentenza n. 31781 del 5/12/2019

Sentenza n. 31781 del 05/12/2019

Gli accertamenti recuperavano maggiori imposte perché dai canoni di leasing di un complesso alberghiero non era stato escluso il costo del terreno sottostante, ritenuto non ammortizzabile. La Cassazione afferma che l’ammortamento presuppone un bene soggetto a consumo o esaurimento nel tempo e che, salvo specifiche eccezioni, il terreno ha utilità temporalmente illimitata; la disciplina del 2006 ha introdotto criteri forfetari di scorporo, senza creare il principio di non ammortizzabilità, già operante anche per i leasing. Il ricorso dell’Agenzia è accolto e la causa rinviata alla CTR della Lombardia.

N. 31812

Cassazione, sentenza n. 31812 del 5/12/2019

Sentenza n. 31812 del 05/12/2019

Il contribuente chiedeva il rimborso dell’IRPEF ordinaria applicata a compensi maturati quale componente di una commissione tributaria e percepiti nell’anno successivo; la CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello dell’Amministrazione perché riproduttivo delle difese di primo grado. La Cassazione stabilisce che il requisito di specificità va interpretato restrittivamente e che l’appello era ammissibile, poiché esprimeva chiaramente la volontà di contestare la tassazione separata riconosciuta dal primo giudice. Accolto il primo motivo e assorbita la questione sul regime impositivo, la sentenza è cassata con rinvio.

  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31797

Cassazione, sentenza n. 31797 del 5/12/2019

Sentenza n. 31797 del 05/12/2019

L’accertamento recuperava IRES, IRAP e IVA considerando fiscalmente rilevanti alcuni prelevamenti su conti intestati al socio indiretto di una società, eseguiti anche da dipendenti o mediante assegni emessi dalla stessa società. La Cassazione afferma che, dimostrata anche presuntivamente la riferibilità delle movimentazioni all’ente, spetta al contribuente provarne analiticamente l’estraneità all’attività, l’avvenuta dichiarazione o l’irrilevanza fiscale; non basta una giustificazione generica. Accolto il primo motivo dell’Agenzia e assorbito il secondo, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR.

N. 31780

Cassazione, sentenza n. 31780 del 5/12/2019

Sentenza n. 31780 del 05/12/2019

L’Ufficio aveva imputato alla socia il 20% degli utili extracontabili accertati, mediante movimentazioni bancarie, presso una società con tre partecipanti; i giudici di merito avevano escluso la presunzione per l’assenza di legami familiari e di attività gestoria. La Cassazione chiarisce che la presunzione di distribuzione può essere superata provando l’accantonamento o il reinvestimento degli utili, oppure la completa estraneità alla gestione, intesa come ruolo meramente formale senza concrete attività di gestione o controllo. Poiché la CTR non aveva svolto tale verifica, il ricorso dell’Agenzia è accolto con cassazione e rinvio.

N. 31811

Cassazione, sentenza n. 31811 del 5/12/2019

Sentenza n. 31811 del 05/12/2019

La controversia verteva su un accertamento induttivo relativo al commercio di autoveicoli e sulla deduzione di costi indicati in una dichiarazione integrativa presentata dopo l’avviso. La Cassazione chiarisce che, pur essendo tardiva l’integrativa favorevole, il contribuente può far valere nel processo gli errori incidenti sull’obbligazione; rileva però che la CTR aveva dedotto costi analitici senza confrontarsi con il metodo induttivo puro, nel quale i costi reddituali sono riconosciuti forfettariamente, mentre non incidono sulla base imponibile IVA. Il ricorso dell’Amministrazione è accolto e la causa rinviata alla CTR.

N. 31796

Cassazione, sentenza n. 31796 del 5/12/2019

Sentenza n. 31796 del 05/12/2019

La controversia riguardava la ricostruzione induttiva dei ricavi di un venditore di pneumatici mediante una percentuale di ricarico ricavata da 33 fatture del primo semestre. La Cassazione dichiara inammissibile, per difetto di autosufficienza, la censura sull’impiego della media semplice, ma accoglie quella relativa al campione: il giudice deve verificarne concretamente la rappresentatività quantitativa e qualitativa, considerando natura e composizione dei beni. La decisione della CTR, fondata su un’affermazione generica di significatività, è cassata con rinvio per una nuova verifica.

N. 31779

Cassazione, sentenza n. 31779 del 5/12/2019

Sentenza n. 31779 del 05/12/2019

L’accertamento contestava attività finanziarie estere non dichiarate sulla base di dati bancari trasmessi dall’Amministrazione francese; il contribuente ne deduceva l’inutilizzabilità e invocava gli effetti dello scudo fiscale. La Cassazione ritiene utilizzabili nel procedimento tributario gli elementi indiziari la cui eventuale illiceità sia anteriore e non imputabile all’Ufficio, osservando inoltre che il contribuente conosceva la scheda posta a fondamento dell’atto e non aveva indicato la prova della coincidenza tra somme rimpatriate e somme contestate. Nel testo fornito risultano respinti i primi quattro motivi, ma non è presente la statuizione conclusiva sul ricorso.

N. 31810

Cassazione, sentenza n. 31810 del 5/12/2019

Sentenza n. 31810 del 05/12/2019

L’avviso recuperava IRES, IVA e IRAP mediante ricostruzione analitico-induttiva dei ricavi, fondata sull’anomala contabilizzazione delle rimanenze e sull’applicazione di una percentuale di ricarico. La CTR lo aveva annullato per assenza del contraddittorio preventivo, qualificandolo come accertamento standardizzato; la Cassazione rileva invece che lo scostamento dallo studio di settore aveva soltanto originato il controllo e che la pretesa poggiava poi sulle irregolarità contabili riscontrate. Accolto il motivo dell’Amministrazione relativo all’errata qualificazione del metodo, la sentenza è cassata con rinvio per l’esame delle questioni rimaste impregiudicate.

N. 31795

Cassazione, sentenza n. 31795 del 5/12/2019

Sentenza n. 31795 del 05/12/2019

La lite concerneva la tassazione del maggiore compenso registrato per un importo inferiore e la deducibilità di somme pagate, nello stesso giorno dell’incasso, mediante assegni intestati a beneficiari non identificabili. Nel giudizio di rinvio la CTR aveva confermato il ricavo e negato la pertinenza del costo, ritenendo non provata l’inesistenza dell’operazione; la Cassazione esclude che il precedente annullamento per vizio motivazionale impedisse una nuova valutazione complessiva dei fatti. Dichiarato inammissibile il ricorso contro il Ministero, la Corte rigetta quello proposto contro l’Agenzia delle entrate.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Professionisti
  • Processo tributario
N. 31778

Cassazione, sentenza n. 31778 del 5/12/2019

Sentenza n. 31778 del 05/12/2019

Un libero professionista chiedeva il rimborso dell’IRAP versata, negando di disporre di un’autonoma organizzazione; la CTR aveva invece ritenuto sufficiente la continuità dell’attività, l’esistenza di uno studio e il ricorso a prestazioni di terzi. La Cassazione precisa che occorre un apparato esterno alla persona del professionista, costituito da beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile oppure da lavoro altrui non occasionale o rilevante. Poiché la CTR non aveva identificato attrezzature eccedenti né chiarito stabilità e consistenza delle collaborazioni, il ricorso è accolto e la causa rinviata.

N. 31809

Cassazione, sentenza n. 31809 del 5/12/2019

Sentenza n. 31809 del 05/12/2019

L’accertamento ricostruiva vendite non fatturate confrontando materie prime disponibili, prodotti venduti, rimanenze e rifiuti non commercializzabili; la società sosteneva invece che alcuni sfridi di polietilene fossero scarti commerciabili non soggetti ad annotazione nel registro dei rifiuti. La Cassazione esclude l’ultrapetizione, poiché il ricorso originario investiva anche l’accertamento, ma giudica insufficiente e oscura la motivazione con cui la CTR aveva accolto la tesi della contribuente senza indicarne il fondamento fattuale. Accolto il terzo motivo, rigettato il primo e assorbito il secondo, la sentenza è cassata con rinvio.

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