Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 2087

Cassazione, ordinanza n. 2087 del 30/01/2020

Ordinanza n. 2087 del 30/01/2020

Dopo che il giudice tributario e quello ordinario avevano entrambi negato la propria giurisdizione sull’opposizione a un pignoramento presso terzi per contributi INPS e quota camerale, il ricorso è qualificato come denuncia di conflitto reale negativo di giurisdizione. La Corte affronta preliminarmente la notifica eseguita al difensore del precedente agente della riscossione: il mandato non resta ultrattivo dopo il subentro legale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ma l’invalidità integra una nullità sanabile. Senza decidere ancora il conflitto, ordina quindi di rinnovare entro sessanta giorni la notifica presso l’Avvocatura generale dello Stato.

N. 2057

Cassazione, ordinanza n. 2057 del 30/01/2020

Ricavi, plusvalenze, sopravvenienze attive.

La controversia riguardava il rimborso dell’IRES versata sugli interessi maturati su finanziamenti alla partecipata, ai quali il socio aveva rinunciato senza incassarli materialmente; la CTR aveva escluso l’imponibilità per mancanza di monetizzazione o arricchimento certo. La Cassazione afferma che la rinuncia comporta il conseguimento e l’utilizzo giuridico del credito, senza modificarne il regime fiscale, e impone alla società la relativa ritenuta. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata e l’originaria domanda della contribuente è rigettata.

N. 1982

Cassazione, ordinanza n. 1982 del 29/01/2020

Ordinanza n. 1982 del 29/01/2020

Nel giudizio relativo a canoni di locazione, la ricorrente sosteneva che la notificazione della sentenza d’appello presso la cancelleria fosse nulla per la presenza del domicilio digitale del difensore. La Cassazione chiarisce che la disciplina della PEC non elimina la facoltà della parte di eleggere espressamente un luogo fisico, compresa la cancelleria, per ricevere gli atti processuali. Poiché la notificazione era valida e il ricorso era stato proposto oltre il termine di sessanta giorni, la Corte lo dichiara inammissibile, compensando le spese.

N. 1962

Cassazione, sentenza n. 1962 del 29/01/2020

Sentenza n. 1962 del 29/01/2020

Gli accertamenti IRES e IRAP derivavano dalla contestazione di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti; la CTR, riformando il primo grado, aveva confermato integralmente le pretese erariali. La Cassazione ribadisce che spetta al contribuente dimostrare la diretta afferenza tra ricavi e costi riferiti a beni non scambiati, ma rileva che il giudice d’appello aveva ignorato la documentazione prodotta dalla società e fondato il quadro presuntivo senza valutarne analiticamente tutti gli elementi. Accolti tre motivi, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

N. 1961

Cassazione, sentenza n. 1961 del 29/01/2020

Sentenza n. 1961 del 29/01/2020

L’accertamento riguardava, tra l’altro, la plusvalenza derivante dalla cessione di un immobile strumentale e un credito IVA maturato in un anno senza dichiarazione annuale; i giudici di merito avevano accolto le ragioni della società. La Cassazione riconosce rilevanza, nei limiti degli importi pagati e fatturati anticipatamente, al momento degli acconti e ammette i documenti tardivamente prodotti quando la mancata esibizione non sia volontaria. Ritiene inoltre detrazione e rimborso manifestazioni alternative del medesimo diritto al credito IVA; nel testo disponibile, le censure esaminate risultano respinte o inammissibili, ma il dispositivo non è riportato.

  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 1954

Cassazione, sentenza n. 1954 del 29/01/2020

Sentenza n. 1954 del 29/01/2020

La controversia concerneva diritti doganali, IVA e sanzioni per un orologio che l’Amministrazione riteneva acquistato in un territorio agevolato e introdotto in Italia senza assolvimento degli obblighi fiscali; il contribuente allegava invece un acquisto avvenuto altrove. La Cassazione giudica non riesaminabile la valutazione probatoria della CTR e ritiene utilizzabili, come elementi indiziari, anche gli accertamenti fiscali svolti presso terzi. Poiché il mancato sdoganamento era stato accertato nel 2007 e l’atto notificato entro il successivo triennio, esclude la prescrizione e rigetta il ricorso.

N. 1904

Cassazione, ordinanza n. 1904 del 28/01/2020

Accertamento - Emissione di fatture per operazioni inesistenti - Avviso di accertamento per maggiori imposte e sanzioni - Notifica alla società cooperativa e all'amministratore di fatto - Legittimità - Responsabilità solidale per le sole sanzioni - Responsabilità per le maggiori imposte solo in capo alla società.

L’avviso, fondato sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti, aveva imputato all’amministratore di fatto sia le maggiori imposte IVA, IRES e IRAP della cooperativa sia le relative sanzioni. La Cassazione ritiene sufficientemente motivato l’atto che riproduca il contenuto essenziale del processo verbale, ma esclude la responsabilità personale dell’amministratore per le imposte, in assenza delle specifiche condizioni previste per tale solidarietà. Conferma invece le sanzioni, poiché la CTR aveva accertato una società artificiosamente costituita nell’interesse esclusivo della persona fisica; l’atto è quindi annullato soltanto per le maggiori imposte.

  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 1856

Cassazione, sentenza n. 1856 del 28/01/2020

Sentenza n. 1856 del 28/01/2020

L’Agenzia delle Dogane pretendeva i dazi sulle importazioni di merci dichiarate di origine filippina ma ritenute cinesi, sostenendo che un centro di assistenza doganale operante con procedura domiciliata dovesse necessariamente agire in rappresentanza indiretta ed essere debitore solidale. La Cassazione rileva che la disciplina della procedura semplificata non impone tale forma di rappresentanza e che gli spedizionieri doganali, nonché i centri da essi costituiti, possono operare anche in rappresentanza diretta. Il ricorso principale dell’Agenzia è rigettato; quello incidentale condizionato resta assorbito e le spese sono compensate.

N. 1855

Cassazione, sentenza n. 1855 del 28/01/2020

Sentenza n. 1855 del 28/01/2020

L’accertamento aveva recuperato numerosi costi e minusvalenze, rettificato IRPEG, IRAP e IVA e contestato l’applicazione di un’aliquota IVA ridotta; la CTR aveva in larga parte aderito alle tesi dell’Ufficio. La Cassazione rileva che il giudice d’appello non aveva spiegato il criterio usato per negare la deducibilità della minusvalenza da cessione d’azienda, né esaminato criticamente le contestazioni sull’aliquota IVA e sugli altri recuperi. Accolti i motivi relativi al difetto o all’apparenza della motivazione, la sentenza è cassata con rinvio, mentre le questioni sulle sanzioni restano assorbite.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Imprese
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 1854

Cassazione, sentenza n. 1854 del 28/01/2020

Sentenza n. 1854 del 28/01/2020

La società contestava il reddito minimo presunto applicato per il mancato superamento del test di operatività, sostenendo che la riduzione del canone d’affitto dipendesse dalle difficoltà economiche dell’affittuaria. La Cassazione ribadisce che il mancato raggiungimento dei parametri pone a carico del contribuente la prova di situazioni oggettive, straordinarie e indipendenti dalla sua volontà; la CTR aveva ritenuto decisiva la mancata produzione del contratto, che impediva di verificare consistenza dei locali, durata del rapporto e congruità della riduzione. Trattandosi di valutazione di merito adeguatamente motivata, il ricorso è rigettato.

N. 1853

Cassazione, sentenza n. 1853 del 28/01/2020

Sentenza n. 1853 del 28/01/2020

La controversia riguardava la deducibilità, ai fini Irpeg e Irap, dei ristorni attribuiti ai soci di una cooperativa e i criteri utilizzati dall’Ufficio per distinguere la gestione mutualistica da quella svolta con terzi. La Cassazione ha affermato che sono deducibili soltanto le somme collegate agli scambi con i soci, mentre resta esclusa la parte dell’avanzo riferibile ai terzi. Poiché la contribuente non aveva fornito prova convincente della corretta ripartizione e la contabilità non consentiva una distinzione analitica, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 1852

Cassazione, sentenza n. 1852 del 28/01/2020

IVA - Costruzione opificio mediante contratto di appalto - Acquisto materiali e strutture tecniche - Destinazione al completamento - Regime di non imponibilità ex art. 8, comma 2 del D.P.R. n. 633/1972 - Operazioni con una o più prestazioni - Verifica.

La controversia concerneva il regime IVA degli acquisti di beni mobili e servizi effettuati da un esportatore abituale per completare un opificio realizzato mediante un distinto contratto di appalto. La Cassazione ha escluso che la destinazione dei beni al fabbricato imponesse, da sola, di trattare unitariamente le operazioni: acquisti presso fornitori diversi restano autonomi, salvo che formino oggettivamente un’unica prestazione economica indissociabile. Ha quindi riconosciuto la non imponibilità prevista dall’articolo 8 del D.P.R. n. 633/1972, cassando la decisione regionale e accogliendo nel merito il ricorso originario.

N. 1851

Cassazione, sentenza n. 1851 del 28/01/2020

Sentenza n. 1851 del 28/01/2020

Il giudizio riguardava classificazione tariffaria, origine e applicazione del dazio antidumping a merci importate, che la contribuente qualificava come prodotti trasformati in Corea anziché come cavi di origine cinese. La CTR aveva accolto tale ricostruzione, ma la Cassazione ha rilevato che la motivazione non indicava le prove della trasformazione né descriveva la differenza qualitativa tra materia prima e prodotto finito. Accolto il motivo relativo alla motivazione apparente e assorbite le altre censure, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR per un nuovo esame.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1850

Cassazione, sentenza n. 1850 del 28/01/2020

Sentenza n. 1850 del 28/01/2020

La controversia verteva sul recupero del dazio antidumping per cavi d’acciaio dichiarati di origine sudcoreana ma ritenuti di origine cinese sulla base del controllo successivo e delle indagini OLAF. La Cassazione ha confermato che la mancata contabilizzazione a posteriori richiede cumulativamente un errore attivo dell’autorità, la sua non riconoscibilità secondo diligenza professionale e il rispetto delle prescrizioni doganali; certificati inesatti o dichiarazioni del fornitore non bastano a fondare l’affidamento. Non essendo stati provati tali presupposti, la Corte ha rigettato il ricorso dell’importatore.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 1849

Cassazione, sentenza n. 1849 del 28/01/2020

Sentenza n. 1849 del 28/01/2020

Il giudizio riguardava il recupero di dazi su calzature importate con valore dichiarato inferiore a quello accertato e la responsabilità del rappresentante indiretto che aveva presentato la dichiarazione doganale. La Cassazione ha distinto l’obbligazione sorta dall’accettazione di una dichiarazione contenente dati inesatti dall’introduzione irregolare o dalla sottrazione al controllo: la falsità sul prezzo non elimina la dichiarazione relativa alle merci effettivamente importate. Il rappresentante indiretto resta quindi debitore e deve verificare con diligenza qualificata i dati dichiarati; l’estraneità alla frode allegata dalla ricorrente non esclude tale responsabilità. Il ricorso è stato rigettato.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
N. 1848

Cassazione, sentenza n. 1848 del 28/01/2020

Sentenza n. 1848 del 28/01/2020

Dieci rettifiche doganali avevano recuperato dazi su calzature cinesi sottofatturate, dichiarate da un rappresentante indiretto sulla base di fatture poi risultate false. La Cassazione ha ritenuto applicabile la disciplina dell’obbligazione sorta con l’accettazione della dichiarazione, poiché le merci dichiarate erano quelle effettivamente importate e non vi era stata introduzione irregolare o sottrazione al controllo. Il rappresentante indiretto risponde dei dati sul valore inseriti nella dichiarazione ed è tenuto a verificarli con diligenza professionale; la dedotta inconsapevolezza della frode non muta la qualificazione. Il ricorso è stato rigettato.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
N. 3458

Cassazione, sentenza n. 3458 del 28/01/2020

Reati tributari - Presidente CdA - Condotte illecite - Risarcimento danno patrimoniale e di immagine alla società.

Dopo la dichiarazione di prescrizione dei reati tributari contestati al presidente del consiglio di amministrazione, la Corte d’appello aveva mantenuto la confisca per equivalente e le statuizioni risarcitorie in favore della società. La Cassazione afferma che la confisca per equivalente, avendo natura afflittiva e sanzionatoria, non può permanere senza condanna; riconosce però che la società può allegare danni patrimoniali, per interessi e sanzioni, e danni d’immagine causati dalle condotte del proprio rappresentante. La sentenza è annullata senza rinvio limitatamente alla confisca, mentre il ricorso è respinto nel resto.

N. 1483

Cassazione, sentenza n. 1483 del 23/01/2020

Sentenza n. 1483 del 23/01/2020

La lite concerneva l’accertamento della TIA per il periodo 2006-2009, annullato in appello perché il Comune aveva disposto il passaggio dalla TARSU alla TIA 1 soltanto il 30 maggio 2006. La Cassazione ritiene che dal 29 aprile 2006 la precedente tariffa fosse soppressa e che la disciplina transitoria consentisse esclusivamente di conservare i regolamenti e gli atti attuativi già vigenti, non di adottarne uno istitutivo nuovo. Sono pertanto respinti entrambi i motivi del gestore, con compensazione delle spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1466

Cassazione, sentenza n. 1466 del 23/01/2020

Sentenza n. 1466 del 23/01/2020

Nel giudizio sul nuovo classamento catastale di un immobile, la contribuente eccepiva che l’appello dell’Amministrazione fosse stato spedito oltre il termine, mentre la CTR lo aveva ritenuto tempestivo. La Cassazione ha rilevato che la distinta delle raccomandate allegata dall’Ufficio indicava una data, ma era priva del timbro datario postale necessario a provare con certezza la consegna entro il termine. Ha pertanto accolto la censura processuale, cassato la sentenza e dichiarato inammissibile l’appello dell’Agenzia, assorbendo il motivo relativo alla motivazione del riclassamento.

N. 1482

Cassazione, sentenza n. 1482 del 23/01/2020

Sentenza n. 1482 del 23/01/2020

L’accertamento della TIA per gli anni 2006-2009 era stato confermato in primo grado ma annullato dalla CTR, secondo cui soltanto i Comuni passati alla tariffa prima del 29 aprile 2006 potevano continuarne l’applicazione. La Cassazione condivide tale ricostruzione: le clausole transitorie del Codice dell’ambiente mantenevano efficaci le discipline regolamentari già vigenti, senza autorizzare l’istituzione della TIA 1 dopo la sua soppressione. Il ricorso del gestore è rigettato; le spese sono compensate per le obiettive oscillazioni interpretative.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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