Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 24082

Cassazione, sentenza n. 24082 del 30/10/2020

Sentenza n. 24082 del 30/10/2020

La controversia riguardava il riclassamento di un immobile inserito in una microzona con significativo scostamento tra valori catastali e di mercato; i giudici di merito avevano annullato l’atto perché motivato mediante causali generiche. La Cassazione conferma che, nelle revisioni diffuse per microzona, l’avviso deve spiegare sia le ragioni dello scostamento generale sia la loro concreta incidenza sulla specifica unità, considerando anche caratteristiche edilizie e fattore posizionale. Poiché tali elementi mancavano e non occorreva sospendere il giudizio tributario, il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

N. 24081

Cassazione, sentenza n. 24081 del 30/10/2020

Sentenza n. 24081 del 30/10/2020

La CTR aveva riconosciuto la categoria catastale D/10 a immobili utilizzati per un’attività agrituristica, reputandoli strumentali, senza illustrare gli elementi tecnici e documentali posti a fondamento della decisione. La Cassazione precisa che la ruralità dei fabbricati non abitativi richiede la verifica della funzione produttiva connessa all’attività agricola e di caratteristiche strutturali tali da impedirne una diversa destinazione senza radicali trasformazioni. Ritenuta apparente la motivazione, accoglie la censura pertinente, cassa la sentenza e rinvia a un’altra sezione della CTR.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 23870

Cassazione, sentenza n. 23870 del 29/10/2020

Sentenza n. 23870 del 29/10/2020

La società impugnava la sospensione dell’attività per ventitré giorni, irrogata dopo numerose violazioni dell’obbligo di emissione dello scontrino fiscale, deducendo vizi degli accertamenti, decadenza e incompatibilità con la precedente definizione agevolata della sanzione pecuniaria. La Corte ha giudicato i motivi non riconducibili con sufficiente specificità ai vizi ammessi in cassazione e, comunque, infondati: il termine semestrale decorre dalla contestazione della quarta violazione e la sospensione, quale sanzione speciale, non è impedita dalla definizione agevolata. Il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.

N. 23869

Cassazione, sentenza n. 23869 del 29/10/2020

Sentenza n. 23869 del 29/10/2020

L’Agenzia impugnava la sentenza regionale che aveva annullato la rettifica della rendita catastale di tre immobili per insufficiente motivazione dell’avviso. La Corte ha affermato che il riclassamento per microzone richiede l’esposizione rigorosa sia dei dati e criteri che giustificano la revisione massiva, sia degli elementi riferibili alla singola unità immobiliare, senza possibilità di integrare in giudizio ragioni non indicate nell’atto. Ritenuta infondata la censura dell’Amministrazione, la Corte ha confermato la decisione favorevole al contribuente.

N. 23868

Cassazione, sentenza n. 23868 del 29/10/2020

Sentenza n. 23868 del 29/10/2020

I contribuenti contestavano il nuovo classamento di un immobile, già rivalutato in precedenza, lamentando che l’avviso non spiegasse adeguatamente né i presupposti della revisione della microzona né la ricaduta sul singolo cespite. La Corte ha ritenuto insufficiente il richiamo generico allo scostamento tra valori catastali e di mercato: occorrevano fonti, tempi, metodi di elaborazione, trasformazioni urbane e caratteristiche specifiche dell’unità immobiliare. Accolto il secondo motivo, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto l’opposizione originaria, compensando le spese di tutti i gradi.

N. 23863

Cassazione, ordinanza n. 23863 del 29/10/2020

Imposte di registro - Trasferimento di immobile per atto del giudice - Agevolazione prima casa - Dichiarazione del contribuente - Necessità - Spostamento temporale - Fondamento.

La controversia concerneva l’agevolazione prima casa richiesta per un immobile assegnato con sentenza di divisione giudiziale, senza che la contribuente avesse reso la prescritta dichiarazione sui requisiti. La Corte ha escluso che la natura giudiziale del trasferimento elimini tale adempimento: essa comporta soltanto lo spostamento della dichiarazione dal momento dell’acquisto a quello della registrazione, quando il destinatario può far valere il beneficio. Il ricorso dell’Agenzia è stato accolto; cassata la sentenza regionale, la Corte ha rigettato il ricorso originario della contribuente e compensato le spese.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Imposte indirette
N. 23882

Cassazione, sentenza n. 23882 del 29/10/2020

Sentenza n. 23882 del 29/10/2020

Una ONLUS sosteneva di non dover versare il contributo unificato per un ricorso amministrativo, invocando le esenzioni dall’imposta di bollo previste per gli enti non lucrativi e contestando anche sanzioni e compatibilità costituzionale della disciplina. La Cassazione ha escluso che tali esenzioni soggettive comprendano gli atti processuali e ha affermato che il contributo è dovuto anche per i ricorsi dinanzi al giudice amministrativo, restando accessibili gli strumenti di patrocinio previsti dalla legge. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Enti terzo settore
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 23858

Cassazione, sentenza n. 23858 del 29/10/2020

Sentenza n. 23858 del 29/10/2020

Gli avvisi doganali erano stati notificati senza attendere trenta giorni dalla consegna del verbale, allegato agli atti ma non comunicato prima; l’Amministrazione invocava l’urgenza derivante dalla domanda di concordato preventivo dell’importatrice. La Corte ha stabilito che, nella revisione doganale, la disciplina speciale impone inderogabilmente il termine dilatorio di trenta giorni per osservazioni e richieste, senza estensione della deroga prevista dallo Statuto del contribuente per i casi di particolare urgenza. Ha quindi confermato l’invalidità degli avvisi, rigettato il ricorso e compensato le spese.

N. 23881

Cassazione, sentenza n. 23881 del 29/10/2020

Sentenza n. 23881 del 29/10/2020

Una ONLUS contestava il contributo unificato richiesto per un ricorso proposto al giudice amministrativo, sostenendo che l’esenzione dall’imposta di bollo dovesse estendersi agli atti processuali e richiamando il legittimo affidamento rispetto alle sanzioni. La Cassazione ha ritenuto che la disciplina agevolativa non introduca un’esenzione soggettiva per gli atti giudiziari e che il contributo resti dovuto; ha inoltre escluso che il sistema impedisca l’accesso alla giustizia, richiamando la possibilità del patrocinio pubblico nei casi previsti. Il ricorso è stato rigettato.

  • Enti terzo settore
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 23880

Cassazione, sentenza n. 23880 del 29/10/2020

Sentenza n. 23880 del 29/10/2020

Una ONLUS chiedeva di non assoggettare a contributo unificato un ricorso amministrativo in materia territoriale e ambientale, facendo valere l’esenzione dal bollo e sollevando questioni costituzionali e unionali. La Cassazione ha affermato che le agevolazioni previste per atti, documenti e istanze delle ONLUS non si estendono agli atti processuali: il contributo è quindi dovuto per i ricorsi al giudice amministrativo, mentre l’accesso alla giustizia può essere sostenuto dal patrocinio pubblico quando ne ricorrono i requisiti. Il ricorso è stato rigettato.

  • Enti terzo settore
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 23879

Cassazione, sentenza n. 23879 del 29/10/2020

Sentenza n. 23879 del 29/10/2020

Un Comune aveva contestato la sanzione per tardivo pagamento del contributo unificato relativo a un appello tributario, ottenendo nei gradi di merito il riconoscimento della prenotazione a debito. La Cassazione ha stabilito che i Comuni non sono equiparabili all’amministrazione statale a tale fine: l’estensione della prenotazione richiede una specifica norma di legge, mancante nel caso esaminato, e l’autonomia dei rispettivi bilanci esclude la coincidenza tra debitore e creditore. Accolto il motivo ministeriale, la sentenza è stata cassata e il ricorso originario del Comune rigettato.

N. 23878

Cassazione, sentenza n. 23878 del 29/10/2020

Sentenza n. 23878 del 29/10/2020

L’agente della riscossione impugnava un invito al pagamento del contributo unificato, sostenendo che la prenotazione a debito prevista per le attività di riscossione coattiva dovesse applicarsi anche al giudizio tributario relativo alla cartella. La Cassazione ha distinto le attività prodromiche alla riscossione dalla qualità soggettiva richiesta per il beneficio: il concessionario non è equiparabile all’amministrazione statale e, in assenza di una specifica previsione legislativa, non può accedere alla prenotazione a debito come pubblica amministrazione. L’unico motivo è stato ritenuto infondato.

N. 23877

Cassazione, sentenza n. 23877 del 29/10/2020

Sentenza n. 23877 del 29/10/2020

Il contribuente contestava il contributo unificato richiesto per un’opposizione all’esecuzione relativa a una sanzione amministrativa, sostenendo che dovesse applicarsi l’esenzione prevista per l’opposizione all’ordinanza-ingiunzione. La Cassazione ha chiarito che tale beneficio, quale norma eccezionale, va interpretato restrittivamente: riguarda soltanto lo speciale giudizio di opposizione all’ordinanza-ingiunzione e non può essere esteso al diverso procedimento disciplinato dall’articolo 615 del codice di procedura civile. Dichiarata inammissibile, e comunque infondata, la questione costituzionale, la Corte ha rigettato il ricorso e compensato le spese.

N. 23876

Cassazione, sentenza n. 23876 del 29/10/2020

Sentenza n. 23876 del 29/10/2020

Una cooperativa sociale ONLUS contestava due inviti al pagamento del contributo unificato relativi a ricorsi amministrativi in materia di appalti, sostenendo che l’esenzione dal bollo spettante alle ONLUS comprendesse gli atti giudiziari. La Cassazione ha ribadito che il riferimento normativo ad atti, documenti, istanze e contratti riguarda soltanto gli atti amministrativi e non quelli processuali; ha inoltre distinto il contributo unificato dall’imposta di bollo e ritenuto manifestamente infondata la prospettata questione costituzionale. Entrambi i motivi sono stati respinti e il ricorso rigettato.

  • Enti terzo settore
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 23875

Cassazione, sentenza n. 23875 del 29/10/2020

Sentenza n. 23875 del 29/10/2020

Le amministrazioni ricorrenti contestavano la decisione di merito che aveva riconosciuto a una ONLUS l’esenzione dal contributo unificato per un ricorso amministrativo, estendendo il beneficio previsto in materia di bollo. La Cassazione ha affermato che le agevolazioni tributarie devono essere interpretate restrittivamente e che gli “atti” esenti per le ONLUS non comprendono quelli processuali; il contributo unificato costituisce inoltre un autonomo prelievo erariale per le spese giudiziarie. Il ricorso è stato accolto, la sentenza cassata e la domanda originaria della contribuente rigettata nel merito.

  • Enti terzo settore
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 23874

Cassazione, sentenza n. 23874 del 29/10/2020

Sentenza n. 23874 del 29/10/2020

Un agente della riscossione contestava tre richieste di contributo unificato e relativa maggiorazione, sostenendo sia la sanabilità dell’omessa indicazione del valore delle controversie sia il diritto alla prenotazione a debito. La Cassazione ha riconosciuto che il valore può essere tempestivamente specificato anche nella nota d’iscrizione a ruolo, se datata e sottoscritta, evitando la maggiorazione; ha invece escluso la prenotazione a debito, poiché l’agente che ricorre nel processo tributario non rientra tra i beneficiari previsti dalla legge. Il ricorso originario è stato quindi accolto soltanto quanto alla maggiorazione.

N. 23873

Cassazione, sentenza n. 23873 del 29/10/2020

Sentenza n. 23873 del 29/10/2020

La controversia riguardava il contributo unificato richiesto per motivi aggiunti proposti nel giudizio amministrativo contro ulteriori provvedimenti relativi alla medesima gara. La Corte ha chiarito che l’unicità o pluralità delle domande dipende dal numero dei provvedimenti autonomamente lesivi impugnati: l’estensione dell’annullamento a un atto diverso, non legato al primo da consequenzialità necessaria, amplia il tema decisionale anche quando le censure coincidano. Ha quindi confermato la debenza del contributo, rigettato il ricorso e compensato integralmente le spese.

N. 23872

Cassazione, sentenza n. 23872 del 29/10/2020

Sentenza n. 23872 del 29/10/2020

L’accertamento recuperava imposte dirette e IVA disconoscendo la deduzione degli interessi passivi relativi a un prestito obbligazionario, ritenuto dalla CTR parte di un’operazione abusiva priva di apprezzabili ragioni extrafiscali. La Corte ha considerato meramente aggiuntivo il rilievo della CTR sulla genericità dell’appello e ha escluso di poter riesaminare l’apprezzamento di fatto sulle giustificazioni economiche prospettate dalla società; ha inoltre ritenuto adeguata la motivazione della sentenza impugnata. Il ricorso è stato rigettato, con condanna della ricorrente alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 23871

Cassazione, sentenza n. 23871 del 29/10/2020

Sentenza n. 23871 del 29/10/2020

L’Agenzia contestava l’annullamento della sanzione iscritta a ruolo insieme all’imposta di successione riliquidata dopo precedenti giudizi, sostenendo che si trattasse della penalità per omesso o tardivo versamento. La Corte ha rilevato che il motivo non affrontava la ragione decisiva della sentenza regionale, fondata sull’impossibilità di comprendere dalla cartella natura e titolo della sanzione; inoltre, il ricorso non riproduceva né localizzava gli atti necessari a verificarne la motivazione. Il ricorso è stato pertanto rigettato per inammissibilità del motivo, con condanna alle spese.

N. 23682

Cassazione, sentenza n. 23682 del 28/10/2020

Sentenza n. 23682 del 28/10/2020

Due ricorsi riuniti riguardavano successivi classamenti del medesimo immobile, da ultimo ricondotto dall’Ufficio alla categoria A/8. La Cassazione esclude che una successiva DOCFA conforme alla decisione di primo grado abbia determinato la cessazione della materia del contendere, poiché la rendita dichiarata resta una proposta modificabile dall’Amministrazione; ritiene inoltre inammissibili le censure volte a ottenere una nuova valutazione delle caratteristiche dell’immobile già esaminate dalla CTR. Il primo ricorso è rigettato e il secondo, relativo al classamento anteriore ormai superato, è dichiarato inammissibile per difetto d’interesse.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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