Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 1594

Cassazione, ordinanza n. 1594 del 26/01/2021

IRPEF - Fondo di previdenza complementare - Assimilazione a reddito di pensione - Base imponibile - Intera somma versata.

La controversia concerne il rimborso della maggiore IRPEF applicata alla capitalizzazione di una pensione integrativa erogata da un fondo di previdenza complementare a un ex dipendente. La Corte qualifica la somma come reddito della stessa categoria della pensione integrativa sostituita e considera imponibile l’intero importo, senza sottrarre i contributi volontari, poiché l’esclusione riguarda soltanto quelli versati per obbligo di legge. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la sentenza favorevole al contribuente è cassata e il ricorso introduttivo viene rigettato nel merito.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1593

Cassazione, ordinanza n. 1593 del 26/01/2021

Contenzioso tributario - Atti impugnabili - Rigetto atto di interpello - Ammissibile - Elencazione di cui all'art. 19 del d.lgs 546/92 - Tassativa ma con riferimento alle categorie.

La controversia riguarda il diniego definitivo di un interpello disapplicativo relativo alla disciplina delle società non operative. La Corte conferma che tale diniego è impugnabile: la tassatività dell’elenco degli atti prevista per il processo tributario attiene alle categorie e comprende gli atti che manifestano una pretesa tributaria definita; precisa però che le circostanze oggettive esonerative devono essere rigorosamente provate dal contribuente, anche quanto alla loro incidenza sull’operatività. Rigettato il primo motivo e accolto il secondo, la sentenza è cassata con rinvio alla commissione regionale.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • Società
  • Società di capitali
N. 1576

Cassazione, ordinanza n. 1576 del 26/01/2021

Imposta di registro - Agevolazioni -Trasferimento di beni immobili in aree soggette a piani urbanistici particolareggiati regolarmente approvati - Convenzione attuativa non stipulata - Agevolazione - Ammissibile.

La lite concerne l’agevolazione sull’imposta di registro per il trasferimento di un terreno inserito in un piano urbanistico particolareggiato. La Corte chiarisce che la convenzione attuativa non deve necessariamente precedere il trasferimento, ma resta indispensabile per l’utilizzazione edificatoria, che deve realizzarsi nel termine quinquennale; nel caso concreto, tuttavia, la convenzione non era stata sottoscritta e l’edificazione non era avvenuta. È quindi confermata la revoca del beneficio e il ricorso della contribuente viene rigettato.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
N. 1563

Cassazione, sentenza n. 1563 del 26/01/2021

Sentenza n. 1563 del 26/01/2021

Un professionista contestava l’accertamento di maggiori redditi ai fini IRPEF, IRAP e IVA, fondato su versamenti bancari rimasti senza giustificazione, sostenendo che la pronuncia costituzionale richiamata avesse eliminato la presunzione anche per tali movimenti. La Corte distingue i versamenti dai prelevamenti: per i primi resta operante la presunzione legale, superabile dal lavoratore autonomo mediante prova analitica dell’estraneità di ciascuna operazione a fatti imponibili. Poiché il giudice regionale aveva accertato la mancanza di tale prova, il ricorso è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
  • Contenzioso
N. 1562

Cassazione, sentenza n. 1562 del 26/01/2021

Sentenza n. 1562 del 26/01/2021

La società contestava un accertamento IRES, IRAP e IVA relativo a costi documentati da fatture, a una penale per mancata cessione immobiliare e alla rettifica del valore di un terreno. La Corte dichiara inammissibile la censura sulla mancata produzione delle fatture, perché l’eventuale erronea percezione della loro assenza integra un vizio revocatorio; accoglie invece le doglianze sull’omesso esame dell’attività immobiliare risultante dall’adesione e delle critiche al metodo di valutazione del terreno. La sentenza è cassata nei limiti indicati, con rinvio alla commissione regionale.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
N. 1561

Cassazione, sentenza n. 1561 del 26/01/2021

Sentenza n. 1561 del 26/01/2021

La controversia riguarda un accertamento induttivo di maggiori ricavi ai fini IRPEF, IRAP e IVA, costruito su irregolarità contabili e consumi stimati secondo parametri propri della ristorazione. La Corte reputa ammissibile l’appello dell’Amministrazione, ma rileva che il giudice regionale non ha esaminato le specifiche allegazioni secondo cui l’attività effettivamente svolta consisteva nell’organizzazione di eventi, ricevimenti e banchetti, settore asseritamente diverso da quello assunto per il calcolo. Accolto il motivo sull’omesso esame dei fatti decisivi, la sentenza è cassata con rinvio.

N. 1559

Cassazione, sentenza n. 1559 del 26/01/2021

Sentenza n. 1559 del 26/01/2021

L’accertamento aveva disconosciuto la deducibilità dei costi sostenuti nel 2004 per operazioni con fornitori stabiliti in Paesi a fiscalità privilegiata, mentre il giudice regionale aveva ritenuto provati effettività e interesse economico richiamando documenti e risultati di bilancio. La Corte precisa che la presunzione relativa di indeducibilità richiede una verifica concreta delle condizioni dell’operazione, tra cui prezzo, costi accessori, consegna e vincoli contrattuali, non superabile con generici dati di bilancio. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la decisione è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1558

Cassazione, sentenza n. 1558 del 26/01/2021

Sentenza n. 1558 del 26/01/2021

La lite concerne la deducibilità, per l’anno 2000, dei costi relativi ad acquisti da fornitori residenti in Stati a fiscalità privilegiata, riconosciuta dal giudice regionale sulla base della documentazione commerciale e degli utili conseguiti. La Corte afferma che l’interesse economico effettivo deve essere verificato considerando le caratteristiche concrete delle singole operazioni e che il mero conseguimento di utili non dimostra la convenienza delle transazioni contestate; giudica inoltre generica la valutazione dei documenti. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è accolto e la sentenza cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1557

Cassazione, sentenza n. 1557 del 26/01/2021

Sentenza n. 1557 del 26/01/2021

La controversia riguarda la validità di un avviso di accertamento formato elettronicamente, sottoscritto digitalmente e notificato nel 2016 mediante copia cartacea attestata conforme, che i giudici di merito avevano annullato per difetto di sottoscrizione. La Corte distingue le attività ispettive e di controllo fiscale dagli atti impositivi emessi al loro esito, ritenendo applicabile a questi ultimi il Codice dell’amministrazione digitale; considera inoltre legittima la notificazione ordinaria della copia analogica conforme. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la sentenza è cassata con rinvio per l’esame delle ulteriori censure.

N. 1556

Cassazione, sentenza n. 1556 del 26/01/2021

Sentenza n. 1556 del 26/01/2021

La controversia riguardava un avviso di accertamento, relativo alla detrazione IVA su canoni di leasing, dichiarato nullo dalla CTR perché sottoscritto digitalmente e notificato in copia cartacea prima del 27 gennaio 2018. La Cassazione distingue l’attività di controllo fiscale dall’adozione dell’atto impositivo: nel periodo considerato il CAD consentiva la firma digitale dell’avviso e la notificazione ordinaria della copia analogica munita di attestazione di conformità. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio per l’esame dei motivi rimasti assorbiti.

N. 1555

Cassazione, sentenza n. 1555 del 26/01/2021

Sentenza n. 1555 del 26/01/2021

L’accertamento imputava al socio di una società a ristretta base un maggior reddito di capitale, ma i giudici di merito avevano annullato l’atto perché firmato digitalmente e notificato in copia cartacea. La Cassazione afferma che, nel periodo tra il 14 settembre 2016 e il 26 gennaio 2018, il CAD era applicabile agli atti impositivi, distinti dalle attività ispettive e di controllo fiscale; la copia analogica attestata conforme poteva inoltre essere notificata per posta. Il ricorso erariale è accolto e la causa rinviata alla CTR per le questioni assorbite.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Processo tributario
N. 1554

Cassazione, sentenza n. 1554 del 26/01/2021

Sentenza n. 1554 del 26/01/2021

Il contribuente contestava l’accertamento sintetico IRPEF fondato sulla disponibilità di immobili, sul mutuo e su incrementi patrimoniali, sostenendo anche di avere finanziato le spese con dividendi soggetti a ritenuta. La Cassazione esclude l’omessa pronuncia della CTR e qualifica gli indicatori del redditometro applicabile come presunzioni legali relative: l’Ufficio deve provare i fatti-indice, mentre il contribuente deve documentare disponibilità, entità e durata dei redditi esenti o già tassati, nonché il loro impiego per le spese. La sola partecipazione in società familiari non assolve tale prova; il ricorso è respinto.

N. 1553

Cassazione, sentenza n. 1553 del 26/01/2021

Sentenza n. 1553 del 26/01/2021

La controversia nasceva da una cartella per omessi versamenti di IRAP, IVA, ritenute e addizionali, oltre al recupero di un credito d’imposta; la CTR aveva dichiarato tardivo l’appello dell’Agenzia. La Cassazione precisa che, nella notificazione postale diretta, l’avviso di ricevimento sostituisce la ricevuta di spedizione solo se la data è attestata meccanograficamente o con timbro postale leggibile, salvo ricezione certificata entro il termine. Poiché la data tempestiva era manoscritta, il timbro illeggibile e mancava altra prova idonea, il ricorso è rigettato e l’inammissibilità dell’appello resta ferma.

N. 1438

Cassazione, sentenza n. 1438 del 25/01/2021

Sentenza n. 1438 del 25/01/2021

L’accertamento recuperava, ai fini del reddito d’impresa, la prima rata di un contributo statale incassata nel 1997, mentre la società l’aveva iscritta come debito perché la concessione era ancora provvisoria; la CTR aveva condiviso tale impostazione. La Cassazione afferma che il decreto di concessione provvisoria costituisce già la fonte del credito del beneficiario: le somme ricevute sono quindi sopravvenienze attive e concorrono al reddito nell’esercizio dell’incasso secondo la disciplina allora vigente. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è cassata con rinvio.

N. 1437

Cassazione, sentenza n. 1437 del 25/01/2021

Sentenza n. 1437 del 25/01/2021

L’Agenzia contestava l’annullamento o la riduzione di rilievi riguardanti rimanenze, percentuali di ricarico, somme ricevute a garanzia e una presunta sopravvenienza da debiti verso fornitori. La Cassazione dichiara inammissibile la pretesa di qualificare per la prima volta come induttivo puro un accertamento originariamente analitico-extracontabile, per il quale occorrono presunzioni gravi, precise e concordanti; conferma inoltre che la cessione del credito sostituisce il creditore ma non libera il debitore, sicché non genera di per sé una sopravvenienza attiva. Le ulteriori censure non scalfiscono la decisione regionale e il ricorso è rigettato.

N. 1454

Cassazione, ordinanza n. 1454 del 25/01/2021

Redditometro DM 24 12 2012 - Efficacia retroattiva - Insussistenza - Principio favor rei - Inapplicabilità.

La contribuente chiedeva di applicare agli accertamenti sintetici per il 2006-2008 il redditometro introdotto dal decreto ministeriale del 24 dicembre 2012, ritenuto più favorevole, e contestava il calcolo delle rate dei mutui sugli immobili. La Cassazione esclude la retroattività: il nuovo strumento opera dai redditi del 2009 e il favor rei riguarda le norme sanzionatorie, non quelle sull’accertamento e sulla prova. Conferma inoltre che, secondo il precedente redditometro, le rate vanno sommate all’importo tabellare prima dell’applicazione del coefficiente ridotto, respingendo su tali profili le censure della contribuente.

N. 1301

Cassazione, ordinanza n. 1301 del 22/01/2021

IRPEF- IVA- Soggetto non residente - Imponibilità reddito d'impresa - Attività - Caratteristiche- Stabile organizzazione -Caratteristiche-Verifica -Competenza- Giudice di merito.

L’accertamento attribuiva a un’impresa estera una stabile organizzazione in Italia per la gestione continuativa di alloggi e ristorazione compresi nei pacchetti turistici venduti all’estero; la CTR aveva considerato tali attività meramente ausiliarie. La Cassazione richiede una sede fissa d’affari, stabile e potenzialmente produttiva, attraverso cui l’impresa eserciti in tutto o in parte un’attività economicamente rilevante, da verificare concretamente anche sul piano sostanziale. Poiché il giudice regionale aveva valorizzato soltanto il luogo di vendita dei pacchetti, omettendo l’esame delle sedi operative e dell’organizzazione italiana, le censure dell’Agenzia sono ritenute fondate.

N. 1290

Cassazione, ordinanza n. 1290 del 22/01/2021

Accertamento - Associazione professionale - Studi di settore

Gli accertamenti fondati sugli studi di settore riguardavano uno studio professionale e, separatamente, i suoi associati, che chiedevano di sommare costi e ricavi delle tre posizioni per rappresentare unitariamente l’attività. La Cassazione esclude tale unificazione: i costi dell’attività individuale non possono essere imputati all’associazione, poiché deve restare integra la correlazione con i rispettivi ricavi; conferma inoltre che l’Ufficio aveva valutato le difese nel contraddittorio. È però accolta la censura per omessa pronuncia sulla domanda subordinata di applicazione retroattiva dello studio di settore evoluto, ritenuto potenzialmente più affinato e favorevole.

  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • IRAP
  • IVA
  • Processo tributario
N. 1216

Cassazione, ordinanza n. 1216 del 21/01/2021

Successione - Erede del socio di snc - Deduzione perdite.

Le eredi di un socio di società in nome collettivo avevano dedotto pro quota le perdite fiscali maturate dal defunto, invocando anche il successivo accordo di continuazione con i soci superstiti. La Cassazione afferma che la morte estingue il rapporto sociale e trasforma la quota in un credito verso la società: la qualità di socio non si trasmette per successione, ma può derivare soltanto da un nuovo accordo tra vivi, privo di efficacia retroattiva. Non essendo quindi trasferibili le pregresse perdite della partecipazione, il ricorso è rigettato con compensazione delle spese.

N. 1154

Cassazione, sentenza n. 1154 del 21/01/2021

Sentenza n. 1154 del 21/01/2021

La controversia riguardava una cartella per IRAP dovuta da uno studio legale associato e il successivo diniego di definizione agevolata. La Corte ha escluso la definibilità della lite, poiché la cartella conseguiva al controllo automatizzato di somme dichiarate ma non versate, e ha affermato che l’esercizio associato della professione presume l’autonoma organizzazione, salvo prova che il reddito derivi dal solo lavoro individuale degli associati. Ha quindi rigettato il ricorso contro il diniego, accolto quello dell’Agenzia, cassato la decisione regionale e disposto il rinvio.

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