Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 7630

Cassazione, ordinanza n. 7630 del 18/03/2021

Ordinanza n. 7630 del 18/03/2021

La controversia concerneva l’accertamento induttivo di maggiori ricavi ricavati dalla vendita di sedici unità abitative; la CTR, riformando parzialmente il primo grado favorevole alla società, aveva fissato in 1.600 euro al metro quadrato il valore medio dei beni. La Cassazione ha rilevato che la motivazione non spiegava il criterio logico seguito per determinare quel valore ed era oscura e contraddittoria rispetto alle premesse. Accolte le convergenti censure della contribuente e dell’Agenzia delle Entrate sulla motivazione apparente, la Corte ha cassato la sentenza e rinviato alla CTR della Toscana.

N. 7629

Cassazione, ordinanza n. 7629 del 18/03/2021

Sanzioni tributarie - Incertezza normativa oggettiva - Definizione.

La lite riguardava la liquidazione di imposte successorie, INVIM e imposte ipocatastali su valori immobiliari divenuti definitivi, nonché le relative sanzioni; la CTR aveva escluso queste ultime per asserita incertezza normativa. La Cassazione ha precisato che l’incertezza oggettiva ricorre solo quando la norma applicabile non sia individuabile con sicurezza, alla luce di indici quali contrasti normativi, amministrativi o giurisprudenziali, qui insussistenti. Accolto anche il motivo sull’omessa pronuncia circa la tardività, la Corte ha cassato senza rinvio, dichiarando inammissibile un ricorso originario e rigettando l’altro.

N. 7407

Cassazione, sentenza n. 7407 del 17/03/2021

Società tra professionisti STP avvocati - Compensi - Applicazione ritenuta d'acconto - Legittimità.

La controversia riguardava la ritenuta d’acconto applicata al compenso corrisposto a uno studio legale costituito in forma societaria, che sosteneva la natura imprenditoriale del reddito per effetto della veste di società di capitali. La Corte ha escluso che la sola forma societaria basti: per sottrarre i compensi alla ritenuta occorre provare che le prestazioni professionali siano inserite in un’attività organizzata d’impresa e che il reddito derivi dall’intera struttura, non soltanto dal lavoro professionale. Non essendo stata dimostrata un’attività imprenditoriale ulteriore, il ricorso è stato rigettato.

N. 7546

Cassazione, ordinanza n. 7546 del 17/03/2021

Ordinanza n. 7546 del 17/03/2021

Un imprenditore contestava l’accertamento di maggiori imponibili IRPEF, IRAP e IVA fondato su versamenti e prelevamenti bancari giudicati ingiustificati, lamentando anche la mancata produzione dell’autorizzazione alle indagini. La Cassazione ha affermato che tale autorizzazione ha funzione organizzativa e che la mancata allegazione non invalida l’accertamento in assenza di materiale inesistenza e concreto pregiudizio; ha inoltre confermato la necessità di una prova contraria analitica, non sostituibile da giustificazioni generiche. Il ricorso, volto in parte a rivalutare il merito, è stato integralmente rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
N. 7540

Cassazione, ordinanza n. 7540 del 17/03/2021

Ordinanza n. 7540 del 17/03/2021

La controversia concerneva un accertamento IRPEF, IRAP e IVA verso un professionista, fondato su movimenti bancari, e l’ammissibilità dell’appello erariale contenente anche parti riferite per errore a un’altra causa. La Cassazione ha ritenuto sufficiente che dall’atto complessivo emergessero con chiarezza la domanda e le critiche alla decisione, rilevando che il richiamo all’accertamento devolveva anche la ripresa degli accrediti. Esclusi ultrapetizione e giudicato interno sui versamenti, ha dichiarato inammissibili i tre motivi e rigettato il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Professionisti
  • IRPEF
  • IVA
N. 7538

Cassazione, ordinanza n. 7538 del 17/03/2021

Ordinanza n. 7538 del 17/03/2021

Gli avvisi recuperavano IRPEF, IRAP e IVA sui movimenti bancari di un professionista; la CTR aveva posto a suo carico anche la giustificazione dei prelevamenti. La Cassazione ha confermato che la mancata allegazione dell’autorizzazione alle indagini bancarie non determina, da sola, l’illegittimità dell’accertamento. Ha però precisato che, per i professionisti, la presunzione legale permane per i versamenti ma non per i prelevamenti, rispetto ai quali spetta all’Amministrazione provare l’impiego nell’attività produttiva di reddito; accolto il secondo motivo, ha cassato con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Professionisti
  • IRPEF
  • IVA
N. 7536

Cassazione, sentenza n. 7536 del 17/03/2021

Sentenza n. 7536 del 17/03/2021

La società contestava, tra l’altro, l’indeducibilità degli accantonamenti per indennità suppletiva di clientela e l’accertamento di ricavi non contabilizzati collegati al comodato di un immobile in Spagna. La Cassazione ha riconosciuto la deducibilità per competenza dell’indennità, senza attribuire rilievo ostativo alla sua aleatorietà; ha inoltre giudicato insufficiente e contraddittoria la motivazione della CTR sull’antieconomicità e sulla presunta onerosità del comodato, non essendo indicati gli elementi fattuali della relativa inferenza. Accolte tali censure, la decisione di merito è stata cassata nei corrispondenti capi.

N. 7535

Cassazione, sentenza n. 7535 del 17/03/2021

Sentenza n. 7535 del 17/03/2021

La causa riguardava il rimborso dell’accisa assolta su prodotti petroliferi forniti alle Forze Armate in regime agevolato, negato in parte per decadenza e carenze documentali. La Cassazione ha ricondotto il termine biennale all’articolo 21 del D.Lgs. 546/1992: esso decorre dalla formazione del presupposto costitutivo del beneficio, coincidente con il rilascio dell’attestazione militare, e non dal pagamento originario dell’accisa. Ha inoltre rilevato che le doglianze documentali non censuravano specificamente la distinzione, operata dalla CTR, tra mera fornitura e servizio energia; il ricorso è stato rigettato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7534

Cassazione, sentenza n. 7534 del 17/03/2021

Sentenza n. 7534 del 17/03/2021

L’accertamento aveva ricostruito ricavi non dichiarati di un’impresa edile sulla base di prospetti extracontabili, riscontrati anche mediante movimenti bancari, e recuperato inoltre ritenute non versate. La Cassazione ha confermato che una contabilità parallela, quando registra quantitativamente gli atti d’impresa e presenta elementi gravi, precisi e concordanti, può fondare l’accertamento analitico-induttivo anche in presenza di scritture formalmente regolari; spettava quindi al contribuente fornire prova contraria e dimostrare eventuali ulteriori costi. Le censure miravano prevalentemente a una nuova valutazione dei fatti: il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
  • Contabilità
N. 7533

Cassazione, sentenza n. 7533 del 17/03/2021

Sentenza n. 7533 del 17/03/2021

Nei giudizi riuniti erano controverse la non imponibilità IVA della cessione e dell’acquisto di imbarcazioni commerciali e, per l’anno successivo, la conseguente qualifica di esportatore abituale. La Cassazione ha ritenuto necessario interpretare l’articolo 8-bis del DPR 633/1972 alla luce della disciplina unionale, includendo il requisito della destinazione alla navigazione in alto mare; ha inoltre escluso vizi della motivazione della CTR e confermato il giudicato formatosi sulle sanzioni non impugnate dall’Amministrazione. Le censure relative ai recuperi IVA e alla mancata sospensione del giudizio sono state respinte.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7532

Cassazione, sentenza n. 7532 del 17/03/2021

Sentenza n. 7532 del 17/03/2021

La controversia riguardava avvisi comunali ICI per le annualità 2007-2010, già confermati nei gradi di merito per la parte ancora contestata. Nel giudizio di legittimità la contribuente ha documentato l’adesione alla definizione agevolata, la comunicazione dell’esattore, il pagamento integrale delle rate e i conseguenti sgravi. La Corte ha quindi dichiarato l’estinzione ex lege del processo di cassazione, precisando che il rapporto sostanziale resta regolato dall’atto comunicato dall’esattore, senza statuire sulle spese per la mancata costituzione del Comune.

  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Tributi locali
N. 7428

Cassazione, sentenza n. 7428 del 17/03/2021

Sentenza n. 7428 del 17/03/2021

La controversia concerneva un bonifico di 50.000 euro, qualificato come donazione indiretta, disposto da un soggetto residente in Svizzera a favore di un beneficiario residente in Italia; l’Ufficio aveva applicato l’imposta di donazione e la CTR l’aliquota del 6%. La Corte ha ritenuto decisivo il criterio territoriale: poiché il donante non era residente e il denaro, al momento della liberalità, era depositato su un conto estero, il bene non era esistente in Italia. Accolto il primo motivo e assorbito quello sullo status personale, la sentenza è stata cassata con accoglimento del ricorso originario.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
N. 7427

Cassazione, sentenza n. 7427 del 17/03/2021

Sentenza n. 7427 del 17/03/2021

L’Ufficio aveva accertato maggiori redditi d’impresa e IVA su provvigioni asseritamente versate in nero su un conto estero, valorizzando documentazione extracontabile e bancaria; la CTR aveva invece ritenuto gli elementi insufficienti e non aveva deciso sulla territorialità IVA. La Corte ha affermato che le presunzioni non devono offrire prova certa, ma vanno valutate singolarmente e nel loro complesso, e che la contabilità in nero può costituire un valido indizio, salva prova contraria. Accolti i motivi sulla valutazione presuntiva e sull’omessa pronuncia, ha cassato con rinvio, assorbendo la censura sulla territorialità delle prestazioni.

N. 7382

Cassazione, ordinanza n. 7382 del 16/03/2021

Accertamento analitico induttivo - Applicabilità - Elementi indiziari - Prolungata e persistente antieconomicità della gestione

L’accertamento aveva ricostruito induttivamente il reddito d’impresa e recuperato IVA, IRES e IRAP, valorizzando scritture inattendibili e perdite modeste ma reiterate a fronte di ricavi significativi; la CTR lo aveva annullato richiamando la contrazione del giro d’affari e la sproporzione della rettifica. La Corte ha ribadito che la persistente antieconomicità può integrare una presunzione grave, precisa e concordante anche con contabilità formalmente regolare, trasferendo sul contribuente l’onere della prova contraria. Poiché il giudice d’appello non aveva considerato complessivamente gli indici addotti dall’Ufficio, l’ordinanza ha cassato la decisione con rinvio.

N. 7334

Cassazione, ordinanza n. 7334 del 16/03/2021

Ordinanza n. 7334 del 16/03/2021

Una procedura fallimentare aveva impugnato una cartella emessa mediante ruolo straordinario per IRES, IRAP e IVA, dopo che gli avvisi presupposti erano stati annullati da sentenze non ancora definitive; i giudici di merito avevano accolto l’impugnazione. La Corte ha confermato che il ruolo straordinario, pur cautelare, dipende dalla legittimità dell’atto impositivo che ne costituisce il titolo e deve adeguarsi anche a una pronuncia di annullamento non passata in giudicato. La disciplina dell’insinuazione al passivo non legittima un ruolo fondato su atti già annullati: il ricorso delle amministrazioni è stato respinto.

N. 7329

Cassazione, ordinanza n. 7329 del 16/03/2021

Imposte dirette - Deduzioni - Compensi agli amministratori non deliberati in assemblea - Indeducibilità.

La controversia era circoscritta alla deducibilità dei compensi corrisposti agli amministratori di una società di capitali senza una preventiva deliberazione assembleare per l’intero importo; la CTR li aveva ammessi perché pagati, dichiarati dai percipienti e deliberati solo in parte. La Corte ha affermato che la specifica delibera costituisce la fonte dell’obbligazione e assicura la certezza del costo, senza poter essere desunta implicitamente dall’approvazione del bilancio. La tassazione in capo agli amministratori non determina la vietata doppia imposizione, trattandosi di soggetti e presupposti diversi; accolto il ricorso erariale, la decisione è stata cassata con rinvio.

N. 7324

Cassazione, ordinanza n. 7324 del 16/03/2021

Ordinanza n. 7324 del 16/03/2021

Nel giudizio relativo a costi recuperati per operazioni inesistenti o non inerenti, la CTR aveva accolto la revocazione dell’Ufficio e sostituito l’importo indicato nella precedente sentenza, riferito a un’altra annualità e a rilievi differenti, con una somma molto maggiore. La Corte ha ricordato che l’errore revocatorio deve essere una svista percettiva evidente, decisiva e immediatamente rilevabile, non riguardare un punto controverso né richiedere valutazioni o interpretazioni. Poiché la sostituzione presupponeva il confronto tra accertamenti diversi e fatti contestati, non ricorreva tale errore: accolto il primo motivo, la sentenza di revocazione è stata cassata senza rinvio.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
N. 7301

Cassazione, sentenza n. 7301 del 16/03/2021

Sentenza n. 7301 del 16/03/2021

Dopo un precedente rinvio, la CTR aveva escluso dalla base imponibile i ricavi direttamente correlati ai costi di operazioni inesistenti, ma applicato la sanzione prevista dal decreto-legge n. 16 del 2012 nella misura del 33%, coordinandola con il cumulo giuridico per violazioni della stessa indole. La contribuente contestava la legittimità e proporzionalità della sanzione, la motivazione della misura e il relativo calcolo. La Corte ha ritenuto infondate le censure, rilevando anche che la quantificazione richiamava il prospetto della stessa contribuente e non risultava contestata, e ha quindi rigettato il ricorso.

N. 7300

Cassazione, sentenza n. 7300 del 16/03/2021

Sentenza n. 7300 del 16/03/2021

La controversia concerneva un accertamento IRAP e IVA fondato sull’utilizzo di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti nell’ambito di una frode, deciso in appello con due separate sentenze poi impugnate. Riuniti i ricorsi, la Corte ha confermato il rigetto delle censure relative all’IVA e alle sanzioni, precisando che l’assenza assoluta di colpa deve essere provata dal contribuente. Ha invece accolto, nel distinto ricorso concernente l’IRAP, il motivo sulla diretta correlazione tra costi e ricavi fittizi: tale correlazione, se provata, esclude i componenti positivi dalla base imponibile; la relativa sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IVA
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 7299

Cassazione, sentenza n. 7299 del 16/03/2021

Sentenza n. 7299 del 16/03/2021

La controversia riguardava un accertamento IRES 2005 fondato su costi relativi a operazioni ritenute inesistenti nell’ambito di una frode fiscale, nonché il conseguente trattamento sanzionatorio. La Cassazione ha precisato che non vi è automatica simmetria tra costi fittizi e ricavi dichiarati: spetta al contribuente provare la diretta afferenza dei componenti positivi alle operazioni non effettive, affinché siano esclusi dall’imponibile, ferma la sanzione amministrativa. Riuniti i ricorsi, ne ha accolti alcuni sui ricavi correlati e sulle sanzioni, cassando con rinvio le relative sentenze; un ricorso è stato integralmente rigettato.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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