Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 27817

Cassazione, sentenza n. 27817 del 22/09/2022

Sentenza n. 27817 del 22/09/2022

Dopo versamenti IVA tardivi regolarizzati mediante ravvedimento, la contribuente aveva pagato per un mese una sanzione del 6% anziché del 10% e, ricevuto l’avviso bonario, aveva chiesto entro trenta giorni la correzione; l’Ufficio aveva però già iscritto a ruolo l’intera pretesa, poi parzialmente sgravata. La Cassazione precisa che i chiarimenti tempestivi impongono all’Amministrazione di rispondere e fanno decorrere un nuovo termine di trenta giorni dalla comunicazione definitiva, prima del quale non può procedersi all’iscrizione a ruolo. Ha quindi confermato l’illegittimità del procedimento e rigettato il ricorso dell’Agenzia.

N. 27816

Cassazione, sentenza n. 27816 del 22/09/2022

Sentenza n. 27816 del 22/09/2022

La società chiedeva la revocazione di una precedente sentenza di Cassazione che aveva escluso un’agevolazione sull’assegnazione ai soci di terreni ancora ritenuti strumentali all’attività agricola; durante il giudizio aveva inoltre impugnato il diniego di definizione agevolata della lite. La Corte ha ritenuto che il rigetto del precedente ricorso per cassazione avesse già determinato il giudicato, non inciso dalla successiva revocazione, rendendo inapplicabile la definizione delle controversie pendenti. Ha inoltre escluso errori percettivi revocatori, poiché le censure sulla strumentalità dei terreni investivano valutazioni logico-giuridiche già compiute, e ha giudicato infondate le relative doglianze.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Pace Fiscale
N. 27815

Cassazione, sentenza n. 27815 del 22/09/2022

Sentenza n. 27815 del 22/09/2022

L’accertamento IRES, IRAP e IVA presumeva maggiori ricavi sulla base di retribuzioni non dichiarate; la commissione regionale aveva confermato la presunzione, ma ridotto i ricavi al medesimo ammontare dei costi occulti, correggendo poi da 90.548 a 28.835 euro l’importo riportato in sentenza. La Cassazione ha ritenuto la motivazione sintetica ma comprensibile, perché collegava il criterio unitario alla specifica attività della società. Ha inoltre qualificato l’errata cifra come mera svista, estranea al fondamento della decisione e quindi correggibile senza revocazione, rigettando entrambi i motivi dell’Agenzia.

N. 27814

Cassazione, sentenza n. 27814 del 22/09/2022

Sentenza n. 27814 del 22/09/2022

L’Ufficio aveva recuperato il credito IVA del 2004, compensato nel 2005, perché la contribuente non aveva presentato la dichiarazione annuale; la commissione regionale aveva negato la detrazione pur escludendo le sanzioni. La Cassazione afferma che l’omissione dichiarativa, quale violazione formale, non fa perdere il credito risultante dalle liquidazioni periodiche se la detrazione è esercitata entro il termine previsto e ricorrono i requisiti sostanziali, qui non contestati dall’Amministrazione. Ha accolto il ricorso principale, assorbito quello incidentale sulle sanzioni, cassato la sentenza e riconosciuto nel merito il diritto alla detrazione.

N. 27813

Cassazione, sentenza n. 27813 del 22/09/2022

IVA - Rimborso per l'acquisto di beni strumentali - Spese per opere destinate all'esercizio dell'attività d'impresa - Esecuzione su terreno concesso in comodato da terzi.

L’Agenzia aveva recuperato il rimborso IVA riconosciuto per opere edilizie eseguite in un villaggio turistico su terreno concesso in comodato, ritenendole spese incrementative su beni di terzi non autonomamente utilizzabili; i giudici di merito avevano condiviso tale impostazione. La Cassazione considera invece decisivi l’inerenza e il nesso strumentale con l’attività d’impresa, non la proprietà del terreno, l’asportabilità delle opere o l’eventuale beneficio futuro del comodante. Poiché la strumentalità degli interventi era incontestata, ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e riconosciuto nel merito il diritto al rimborso.

  • IVA
  • Immobili
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27713

Cassazione, sentenza n. 27713 del 22/09/2022

Sentenza n. 27713 del 22/09/2022

Una cessionaria di ramo d’azienda aveva impugnato tre cartelle, deducendo anche il mancato rispetto della preventiva escussione della cedente; i giudici di merito le avevano annullate. La Cassazione conferma che il beneficio di escussione deve normalmente precedere anche la cartella, ma precisa che non opera quando la società debitrice principale è già estinta, senza obbligo di escutere prima i suoi soci. Ha tuttavia ritenuto tardive le cartelle per il 2003 e il 2004, poiché le precedenti notifiche alla cedente, già cancellata, erano inidonee a impedire la decadenza, accogliendo su tali profili i ricorsi esaminati.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27711

Cassazione, sentenza n. 27711 del 22/09/2022

Sentenza n. 27711 del 22/09/2022

Nel giudizio di ottemperanza relativo al rimborso del 90% dell’IRPEF versata per il 1990-1992 in conseguenza di eventi calamitosi, l’Amministrazione sosteneva di avere adempiuto pagando soltanto la metà; il giudice regionale aveva ordinato il pagamento integrale. La Cassazione chiarisce che i limiti degli stanziamenti rilevano nella fase esecutiva, ma non comportano una falcidia definitiva del credito riconosciuto con giudicato: il giudice deve verificarne la capienza e, se necessario, attivare le procedure contabili utili all’integrale esecuzione. Ha cassato la pronuncia e rinviato al giudice tributario regionale in diversa composizione.

  • IRPEF
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27710

Cassazione, sentenza n. 27710 del 22/09/2022

Sentenza n. 27710 del 22/09/2022

La controversia riguardava l’ottemperanza al giudicato che riconosceva il rimborso del 90% dell’IRPEF versata negli anni 1990-1992 per eventi calamitosi: l’Agenzia riteneva sufficiente il pagamento del 50%, mentre il giudice regionale aveva disposto l’erogazione integrale tramite commissario. La Cassazione afferma che i limiti finanziari sopravvenuti attengono all’attuazione del rimborso, non riducono il credito giudizialmente accertato e devono essere verificati proprio in sede di ottemperanza. In caso di incapienza vanno considerate anche le specifiche procedure di pagamento previste dalla contabilità pubblica; la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IRPEF
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27709

Cassazione, sentenza n. 27709 del 22/09/2022

Sentenza n. 27709 del 22/09/2022

La controversia riguardava una scissione immobiliare seguita da cessioni di partecipazioni, che l’Amministrazione aveva qualificato come operazione elusiva produttiva di indebiti risparmi ai fini IVA, IRES e IRPEF; i giudici di merito avevano confermato le riprese e le sanzioni. La Cassazione ha respinto le contestazioni sulla delega di firma e sull’abuso del diritto, ma ha rilevato l’omessa pronuncia sul costo rivalutato della partecipazione nel recesso atipico, suscettibile di ridurre la base imponibile. Accolto il tredicesimo motivo, ha cassato con rinvio per tale profilo.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Operazioni straordinarie
  • Società di capitali
N. 27708

Cassazione, sentenza n. 27708 del 22/09/2022

Sentenza n. 27708 del 22/09/2022

L’accertamento recuperava IRES, IRAP e IVA su spese di sponsorizzazione automobilistica ritenute riferibili a operazioni parzialmente inesistenti e contestava anche la ritenuta sugli utili occulti presuntivamente distribuiti nella società a ristretta base. La Cassazione ha ritenuto adeguata la motivazione per relationem al processo verbale e legittima la valutazione indiziaria fondata anche sul contenuto generico del rapporto contrattuale, distinguendo l’obbligo motivazionale dalla prova della pretesa. Riuniti i giudizi sull’accertamento e sulla separata sanzione, ha rigettato entrambi i ricorsi e condannato la contribuente alle spese.

N. 27707

Cassazione, sentenza n. 27707 del 21/09/2022

Sentenza n. 27707 del 21/09/2022

L’impresa contestava un accertamento induttivo per IRPEF, IRAP e IVA, emesso dopo l’annullamento in autotutela di un precedente atto e motivato dall’omessa presentazione delle dichiarazioni; allegava inoltre la disponibilità della contabilità presso l’Ufficio e la duplicazione di alcuni bonifici. La Cassazione ha affermato che, finché non intervengano giudicato o decadenza, l’autotutela non consuma il potere impositivo e consente un atto sostitutivo anche per vizi sostanziali. Ha inoltre riconosciuto la legittimità dell’accertamento induttivo puro e delle presunzioni supersemplici, con prova contraria a carico del contribuente; il dispositivo conclusivo non è riportato nei dati.

N. 27706

Cassazione, sentenza n. 27706 del 21/09/2022

Sentenza n. 27706 del 21/09/2022

Per il periodo d’imposta 2004, l’Ufficio aveva recuperato IRPEF, IRAP e IVA mediante accertamento induttivo, dopo l’annullamento in autotutela di un precedente avviso e in presenza di dichiarazioni omesse; il contribuente contestava anche il mancato esame della contabilità e la duplicazione di bonifici. La Cassazione ha ritenuto rinnovabile la pretesa, anche per vizi sostanziali, finché non maturino giudicato o decadenza. Ha altresì confermato l’ammissibilità di presunzioni supersemplici nell’accertamento induttivo puro e l’onere della prova contraria del contribuente; il dispositivo conclusivo non compare nei dati forniti.

N. 27689

Cassazione, sentenza n. 27689 del 21/09/2022

Sentenza n. 27689 del 21/09/2022

La società aveva ottenuto nei due gradi di merito l’annullamento di una cartella per IRAP, IVA e ritenute, poiché la copia ricevuta recava la relata di notificazione in bianco; l’agente della riscossione sosteneva invece la sanabilità del vizio. La Cassazione ha qualificato l’omessa compilazione della relata come nullità, non inesistenza, quando l’atto sia stato consegnato al destinatario, ritenendola sanata dall’impugnazione e dall’effettivo esercizio della difesa. Escluso inoltre il litisconsorzio necessario con l’ente impositore, ha accolto il primo motivo, cassato la decisione e rinviato al giudice regionale.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27554

Cassazione, sentenza n. 27554 del 21/09/2022

Sentenza n. 27554 del 21/09/2022

L’accertamento rideterminava i ricavi mediante uno studio di settore diverso da quello inizialmente applicato, sostituito durante il contraddittorio accogliendo un’obiezione della società; i giudici di merito avevano annullato l’atto anche perché non era stato avviato un nuovo confronto. La Cassazione ha escluso che la sostituzione imponga automaticamente di azzerare e ripetere il contraddittorio già pienamente svolto: spetta al contribuente indicare quali ulteriori difese sarebbero divenute rilevanti per effetto del nuovo parametro. Il testo disponibile qualifica infondato il motivo dell’Agenzia nei termini illustrati, ma non riporta il dispositivo conclusivo.

N. 27543

Cassazione, sentenza n. 27543 del 20/09/2022

Sentenza n. 27543 del 20/09/2022

La controversia riguardava un accertamento induttivo per IRPEF, IRAP e IVA, adottato dopo l’annullamento in autotutela di un precedente avviso e in conseguenza dell’omessa presentazione delle dichiarazioni; il contribuente deduceva anche errori nella contabilizzazione di bonifici. La Cassazione ha affermato che l’autotutela non esaurisce il potere impositivo e consente la sostituzione dell’atto anche per vizi sostanziali, salvo giudicato o decadenza. Ha inoltre ritenuto legittimo l’accertamento induttivo puro mediante presunzioni supersemplici, ferma la prova contraria del contribuente; nei dati non è presente il dispositivo finale.

N. 27542

Cassazione, sentenza n. 27542 del 20/09/2022

Sentenza n. 27542 del 20/09/2022

Una società aveva impugnato il diniego della definizione agevolata di una cartella, mentre il soggetto subentrato aveva successivamente chiesto di definire la lite pendente secondo la disciplina del 2018. La Cassazione ha distinto il caso dalla reiterazione di un condono già perfezionato: il precedente diniego aveva lasciato integra l’originaria pretesa della cartella, che costituiva il bene controverso e poteva ancora essere definita se primo e unico atto impositivo. Ha accolto il ricorso incidentale contro il diniego, dichiarato inammissibile quello principale dell’Ufficio per sopravvenuto difetto d’interesse e rinviato per verificare la corretta definizione.

  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27537

Cassazione, sentenza n. 27537 del 20/09/2022

Sentenza n. 27537 del 20/09/2022

Il ricorso riguardava un avviso comunale per maggiore ICI su terreni e aree fabbricabili, che i giudici di merito avevano confermato assumendo il valore venale indicato da una delibera fondata su stime dell’Agenzia del territorio. Durante il giudizio di cassazione, la sentenza regionale impugnata è stata però revocata con successiva pronuncia definitiva. Venuto così meno l’interesse della contribuente a coltivare l’impugnazione, la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, compensando le spese e senza applicare il raddoppio del contributo unificato.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27536

Cassazione, sentenza n. 27536 del 20/09/2022

Sentenza n. 27536 del 20/09/2022

La contribuente contestava un accertamento ICI sul valore venale di terreni edificabili, determinato mediante una delibera comunale fondata su stime dell’Agenzia del territorio; la CTR aveva escluso ogni riesame perché la delibera non era stata autonomamente impugnata. La Cassazione ha chiarito che il giudice tributario può disapplicare incidentalmente l’atto generale presupposto e che i valori comunali hanno natura presuntiva, superabile con prova contraria sul valore di mercato. Rilevato anche l’omesso esame degli elementi estimativi prodotti, ha accolto quattro motivi, cassato la sentenza e rinviato per una nuova valutazione della base imponibile.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27535

Cassazione, ordinanza n. 27535 del 20/09/2022

Accertamento - Attività connesse all'agricoltura - Benefici fiscali.

Due avvisi avevano recuperato IRPEF, IRAP e IVA nei confronti di un imprenditore agricolo che trasformava e vendeva prodotti utilizzando prevalentemente materie prime acquistate da terzi. La Cassazione afferma che il regime forfettario per le attività agricole connesse opera soltanto quando ricorrono le condizioni dell’art. 2135 c.c. o i prodotti rientrano nel decreto previsto dall’art. 32 TUIR; in presenza di presunzioni contrarie, spetta al contribuente provare i requisiti agevolativi. Non essendo stata fornita tale prova, la Corte rigetta il ricorso e conferma l’applicazione del regime ordinario.

  • Accertamento fiscale
  • Agevolazioni Fiscali
  • Imprese
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
N. 27528

Cassazione, ordinanza n. 27528 del 20/09/2022

Accertamento - Conti bancari esteri - Lista Falciani utilizzabile come unico elemento di prova - Anteriorità al D.L. 78/2009.

L’accertamento di maggior reddito derivava dai dati di un conto estero trasmessi dall’amministrazione fiscale francese attraverso i canali di cooperazione internazionale e riconducibili alla cosiddetta lista Falciani. La Cassazione ritiene utilizzabile anche un unico indizio grave e preciso e chiarisce che, per annualità anteriori al 1° luglio 2009, la presunzione legale sui capitali detenuti in territori a fiscalità privilegiata non è retroattiva, ma i medesimi fatti possono valere come presunzione semplice. Ritenute infondate le contestazioni sull’acquisizione e sulla valutazione dei dati, la Corte rigetta i motivi della contribuente.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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