Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 7201

Cassazione, provvedimento n. 7201 del 18/04/2023

Provvedimento n. 7201 del 18/04/2023

Il giudice tributario di primo grado aveva sollevato un rinvio pregiudiziale sulla tutela contro lo scarto, per IBAN errato, di una domanda di contributo a fondo perduto e sulla giurisdizione relativa al diniego del beneficio. La Cassazione ha rilevato che le questioni investono sia l’applicabilità del rinvio pregiudiziale al processo tributario sia l’individuazione del giudice competente, profilo riservato alla funzione regolatrice delle Sezioni Unite. Il provvedimento non decide la spettanza del contributo, ma assegna alle Sezioni Unite le questioni per l’enunciazione del principio di diritto.

N. 16333

Cassazione, sentenza n. 16333 del 18/04/2023

Penale tributario - Confisca senza vincoli - Accertamento con adesione.

Nel procedimento per dichiarazione fraudolenta si discuteva della permanenza del sequestro finalizzato alla confisca dopo il pagamento delle imposte rideterminate mediante accertamento con adesione. La Cassazione ha ribadito che il giudice penale determina autonomamente l’imposta evasa e non è vincolato dall’adesione, purché indichi concreti elementi che rendano più attendibile l’originaria quantificazione; il tribunale aveva motivato valorizzando le fatture ritenute inesistenti e la natura deflattiva della riduzione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.

N. 10414

Cassazione, sentenza n. 10414 del 18/04/2023

Sentenza n. 10414 del 18/04/2023

Una società contestava l’accertamento TARI comunale, sostenendo la sussistenza delle condizioni di esonero per aree e magazzini destinati allo stoccaggio; il giudice regionale aveva invece ritenuto non provata l’impossibilità di produrre rifiuti o il loro avvio al recupero. La Cassazione non ha esaminato tali questioni sostanziali: mancava l’avviso di ricevimento della notificazione postale del ricorso, unico documento idoneo a provarne consegna, data e destinatario, né era giustificata l’omissione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, senza liquidazione delle spese per mancata costituzione del Comune.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10410

Cassazione, sentenza n. 10410 del 18/04/2023

Sentenza n. 10410 del 18/04/2023

Il Comune impugnava la decisione che aveva escluso la TARSU/TIA per un porto turistico, lamentando la mancata verifica della produzione del piano di raccolta e gestione dei rifiuti. La Cassazione ha giudicato la censura inammissibile perché mirava a rivalutare le prove sotto l’apparente denuncia di violazione delle regole sull’onere probatorio; ha inoltre rilevato che il piano richiamato riguardava i rifiuti delle navi, settore nel quale il Comune non ha potestà impositiva. Il ricorso è stato rigettato, con condanna dell’ente alle spese e applicazione dell’ulteriore contributo unificato.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10403

Cassazione, sentenza n. 10403 del 18/04/2023

Sentenza n. 10403 del 18/04/2023

L’accertamento induttivo per omessa dichiarazione recuperava IRES, IRAP e IVA sulla base delle risultanze della banca dati clienti-fornitori e di un verbale relativo a operazioni ritenute inesistenti. La Cassazione ha reputato inammissibili le contestazioni sulla prova, sulla mancata allegazione del verbale e sul contraddittorio, osservando che l’avviso ne riassumeva gli elementi essenziali e che la produzione processuale non ne aveva integrato la motivazione. Ha invece accolto la censura per omessa pronuncia sui costi correlati ai maggiori ricavi; il dispositivo complessivo non è riportato nei dati disponibili.

N. 10376

Cassazione, sentenza n. 10376 del 18/04/2023

Sentenza n. 10376 del 18/04/2023

Il contribuente contestava un avviso di liquidazione fondato sulla rendita attribuita a un’unità immobiliare risultante dalla fusione di due appartamenti, deducendo l’omessa preventiva notificazione e carenze nella motivazione del classamento. La Cassazione ha affermato che, quando sia stato richiesto il sistema automatico di determinazione della base imponibile per un immobile non ancora censito, la rendita non deve essere previamente notificata e può essere contestata impugnando l’avviso, nei confronti dell’ufficio competente sul classamento. Ha inoltre escluso, per i motivi esaminati, una motivazione meramente apparente; il dispositivo finale non è presente nel testo fornito.

  • Immobili
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10359

Cassazione, sentenza n. 10359 del 18/04/2023

Sentenza n. 10359 del 18/04/2023

L’Amministrazione contestava il rimborso IRAP riconosciuto a una società di trasporto pubblico locale, sostenendo che i contratti ponte integrassero una concessione traslativa a tariffa, ostativa alle deduzioni sul costo del lavoro. La Cassazione ha ritenuto inammissibile la richiesta di una diversa qualificazione dei contratti, poiché l’interpretazione negoziale compiuta dal giudice di merito non era stata censurata mediante specifiche violazioni delle regole ermeneutiche. Divenuta definitiva l’assenza della concessione, anche la questione sulla tariffa è stata reputata irrilevante e il secondo motivo inammissibile; il dispositivo finale non compare nei dati.

  • IRAP
  • Agevolazioni Fiscali
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10244

Cassazione, sentenza n. 10244 del 18/04/2023

Sentenza n. 10244 del 18/04/2023

Una società contestava l’avviso comunale per la TARI 2016 su aree e magazzini adibiti allo stoccaggio, dopo che il giudice regionale aveva escluso l’esenzione per mancata prova dell’impossibilità di produrre rifiuti o del loro avvio a recupero. La Cassazione non ha esaminato il merito: l’omesso deposito dell’avviso di ricevimento del ricorso notificato per posta rende inesistente la notificazione e comporta l’inammissibilità, salvo tempestiva prova dei presupposti per la rimessione in termini. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, senza pronuncia sulle spese per mancata costituzione del Comune.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10116

Cassazione, sentenza n. 10116 del 17/04/2023

Sentenza n. 10116 del 17/04/2023

Una società affidataria del trasporto pubblico chiedeva il rimborso dell’IRAP, rivendicando la deduzione del cuneo fiscale; l’Agenzia la riteneva esclusa perché operante in concessione e a tariffa, mentre il giudice regionale aveva qualificato il rapporto come appalto e reputato non remunerativi i prezzi pagati dagli utenti. La Cassazione ha affermato che l’esclusione richiede congiuntamente una concessione, caratterizzata dal trasferimento del rischio operativo, e una tariffa remunerativa capace di generare profitto, non una generica copertura economica pubblica. Su tali profili ha giudicato infondati i primi due motivi dell’Agenzia.

N. 10108

Cassazione, sentenza n. 10108 del 17/04/2023

Sentenza n. 10108 del 17/04/2023

La controversia riguardava il recupero di un credito IVA compensato nella liquidazione di gruppo senza tempestiva garanzia né valida dichiarazione sostitutiva. La Cassazione ha affermato che quest’ultima, alternativa alla garanzia, deve essere presentata entro la dichiarazione annuale e con le formalità dell’autocertificazione: non è un adempimento meramente formale, ma tutela l’Erario dal rischio di crediti inesistenti. Ha quindi respinto le censure esaminate, confermando l’obbligo di versare l’eccedenza compensata e la sanzionabilità dell’omesso versamento.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 10103

Cassazione, ordinanza n. 10103 del 17/04/2023

Riscossione - Cartelle di pagamento - Scissione parziale - Debiti fiscali della società scissa relativi a periodi d'imposta anteriori all'operazione - Responsabilità solidale e illimitata di tutte le società partecipanti alla scissione - Notifica della cartella alla dante causa.

Una società beneficiaria di scissione parziale contestava cartelle relative a debiti fiscali della scissa, anteriori all’operazione; la CTR aveva escluso che il ruolo intestato alla debitrice originaria consentisse la riscossione verso la coobbligata. La Cassazione ha ribadito che tutte le società partecipanti rispondono solidalmente e illimitatamente di tali debiti, indipendentemente dal patrimonio assegnato, e che il ruolo originario legittima l’azione verso i coobbligati. Accolti i primi tre motivi dell’Agenzia, ha cassato con rinvio per un nuovo esame.

  • Riscossione
  • Operazioni straordinarie
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 10165

Cassazione, sentenza n. 10165 del 17/04/2023

Sentenza n. 10165 del 17/04/2023

Una società assicurativa chiedeva il rimborso dell’addizionale IRES temporanea prevista per il periodo d’imposta considerato, sostenendone l’illegittimità costituzionale e l’incompatibilità con il diritto dell’Unione. La Cassazione ha ritenuto la sovraimposta giustificata dallo specifico indice di capacità contributiva del settore finanziario-assicurativo, non discriminatoria verso operatori non stabiliti e priva del vantaggio selettivo necessario per configurare un aiuto di Stato; ha quindi escluso la necessità del rinvio pregiudiziale. I motivi, in parte inammissibili e in parte infondati, sono stati rigettati, con condanna alle spese.

N. 10162

Cassazione, sentenza n. 10162 del 17/04/2023

Sentenza n. 10162 del 17/04/2023

L’Agenzia contestava l’applicazione del plafond IVA a operazioni connesse a un leasing immobiliare, invocando il giudicato esterno formatosi, per diversa annualità, sulla qualificazione del medesimo contratto come cessione del fabbricato. La Cassazione ha precisato che, se il giudicato si forma prima della notificazione del ricorso di legittimità, la sentenza definitiva deve essere prodotta entro il termine per il deposito del ricorso. Poiché la produzione era tardiva e non era stata provata una causa non imputabile idonea alla rimessione in termini, il motivo è stato dichiarato inammissibile e il ricorso rigettato.

  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 10158

Cassazione, sentenza n. 10158 del 17/04/2023

Sentenza n. 10158 del 17/04/2023

Nel giudizio sul diniego tacito di rimborso, una società assicurativa deduceva che l’addizionale IRES straordinaria applicata nell’annualità controversa violasse i parametri costituzionali e il diritto dell’Unione, anche quale possibile aiuto di Stato. La Cassazione ha escluso tali contrasti: il prelievo temporaneo trova giustificazione nella capacità contributiva individuata per il settore, non discrimina le imprese residenti rispetto a operatori esteri non soggetti all’IRES italiana e non comporta rinuncia a risorse fiscali né vantaggi selettivi. Il ricorso, giudicato in parte inammissibile e in parte infondato, è stato rigettato con condanna alle spese.

N. 10147

Cassazione, sentenza n. 10147 del 17/04/2023

Sentenza n. 10147 del 17/04/2023

L’Agenzia negava il rimborso della maggiore IRAP versata, sostenendo che dalla quota capitale dei canoni di leasing relativi a fabbricati strumentali dovesse essere escluso il costo delle aree sottostanti e pertinenziali, come previsto ai fini IRES. La Cassazione ha invece ribadito la separazione tra le regole delle due imposte: in assenza di espresso richiamo, la quota correttamente iscritta in voci rilevanti del conto economico è deducibile dalla base IRAP, salvo la componente di interessi passivi espressamente indeducibile. Il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato, con condanna alle spese.

N. 10143

Cassazione, sentenza n. 10143 del 17/04/2023

Sentenza n. 10143 del 17/04/2023

In occasione della cessione di una partecipazione, la contribuente qualificava come risarcitorio un pagamento destinato a coprire gli oneri connessi alla gestione di sale non redditizie; l’Amministrazione lo considerava invece corrispettivo di un servizio imponibile IVA, non fatturato né regolarizzato. La Cassazione ha confermato la natura di prestazione autonoma rispetto alla cessione e la conseguente obbligazione di regolarizzazione, ma ha rilevato che il giudice regionale aveva omesso di verificare la proporzionalità unionale della sanzione. Accolto soltanto tale motivo, ha cassato la sentenza e rinviato per un nuovo esame della sanzione.

  • IVA
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Operazioni straordinarie
N. 10126

Cassazione, sentenza n. 10126 del 17/04/2023

Sentenza n. 10126 del 17/04/2023

La controversia riguardava un accertamento IRPEG e IRAP fondato su una sopravvenienza attiva, uno storno di ricavi e costi ritenuti non inerenti, già oggetto di un precedente giudizio di cassazione con rinvio. Nel nuovo giudizio, la contribuente contestava la conferma dei recuperi, mentre l’Agenzia impugnava l’annullamento del rilievo sullo storno; la Corte ha disatteso i motivi principali e accolto il ricorso incidentale. Rilevato inoltre lo ius superveniens sulle sanzioni, ha cassato la decisione e rinviato al giudice regionale per la loro rideterminazione e per le spese.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10120

Cassazione, sentenza n. 10120 del 17/04/2023

Sentenza n. 10120 del 17/04/2023

Una società chiedeva il rimborso di un’eccedenza IRES, sostenendo la deducibilità della perdita su un credito verso un’impresa estera sottoposta a procedura liquidatoria; i giudici di merito avevano riconosciuto la perdita in un’annualità successiva. La Cassazione ha rilevato che il credito era stato previamente ceduto pro soluto, con trasferimento anche del relativo rischio, sicché l’inadempimento del debitore non poteva generare una perdita fiscale in capo alla cedente; non risultava inoltre provata una cessione a prezzo vile. Accolto il primo motivo dell’Agenzia, la Corte ha cassato e, decidendo nel merito, rigettato la domanda originaria.

N. 10117

Cassazione, sentenza n. 10117 del 17/04/2023

Avvisi di accertamento per imposte dirette e IVA - Accertamento con adesione - Redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente - Vendita di mobili facenti parte dell'arredo della propria abitazione.

Il contribuente contestava la tassazione, come reddito diverso da attività commerciale occasionale, del corrispettivo ottenuto cedendo arredi della propria abitazione; il giudice regionale aveva invece riqualificato in tal senso una parte del maggior reddito accertato. La Cassazione ha escluso che la vendita di beni del patrimonio personale integri intermediazione commerciale quando non sia provato l’acquisto finalizzato alla rivendita e manchi quindi l’intento speculativo. Accolto il relativo motivo, assorbita la censura IRAP e respinto il ricorso incidentale dell’Agenzia, la Corte ha cassato e deciso nel merito accogliendo il ricorso introduttivo.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10057

Cassazione, sentenza n. 10057 del 14/04/2023

Sentenza n. 10057 del 14/04/2023

La lite concerneva una cartella IVA emessa dopo controllo automatizzato, poiché il credito riportato proveniva da un periodo per il quale la dichiarazione annuale era stata omessa. La Cassazione ha precisato che l’omissione dichiarativa, da sola, non elimina il credito quando il contribuente dimostri i requisiti sostanziali della detrazione e il tempestivo esercizio del diritto; ha invece escluso vizi nella riassunzione, che ripristina le originarie posizioni processuali. Accolto il secondo motivo e rigettato il primo, ha cassato con rinvio per gli accertamenti necessari.

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