Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Interpelli

3.801 documenti

N. 52

Interpello n. 52 del 28/02/2025

Modalità di fatturazione delle ritenute di garanzia, di cui all'articolo 11, comma 6 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, nelle ipotesi di prestazioni rese in regime di split–payment, di cui all'articolo 17–ter del d.P.R. n.633 del 1972

Un ente pubblico, destinatario in split payment di forniture energetiche, chiedeva che le fatture fossero emesse al netto della ritenuta di garanzia dello 0,5%, da liquidare soltanto dopo la verifica di conformità e della regolarità contributiva. L’Agenzia considera la ritenuta parte integrante del corrispettivo e della base imponibile IVA, ammettendo quindi la fatturazione immediata dell’intera prestazione. L’imposta sulla quota trattenuta diviene esigibile quando questa è versata all’ente previdenziale o restituita al fornitore, salvo l’opzione dell’amministrazione per l’esigibilità anticipata alla ricezione o registrazione della fattura.

N. 51

Interpello n. 51 del 28/02/2025

Enti non commerciali – operazione di cessione o conferimento di brevetto su risultati dell'attività di ricerca prodotti da inventori propri dipendenti – redditi diversi – articolo 67, comma 1, lettera g), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (Tuir)

Una fondazione privata qualificata come ente non commerciale, impegnata nella ricerca scientifica istituzionale, valuta la cessione o il conferimento di un brevetto derivante da risultati prodotti dai propri dipendenti. L’Agenzia distingue la fondazione dagli inventori persone fisiche: l’ente acquisisce originariamente i diritti di sfruttamento in forza del rapporto di lavoro, ma non assume la qualità di autore. Di conseguenza, nell’ipotesi esaminata di cessione, il provento ottenuto dalla fondazione per l’utilizzazione economica del brevetto è qualificato come reddito diverso ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera g), del TUIR.

N. 50

Interpello n. 50 del 27/02/2025

Somme corrisposte tra soci sulla base di pattuizioni contrattuali successivamente all'atto di cessione delle proprie quote – Trattamento fiscale

Due soci intendono cedere le residue partecipazioni, detenute in pari misura, ricevendo dall’acquirente corrispettivi uguali ma redistribuendoli tra loro secondo accordi legati al contributo di ciascuno alla valorizzazione della società. L’Agenzia afferma che l’eventuale plusvalenza va calcolata confrontando il corrispettivo indicato nell’atto e percepito da ciascun cedente con il valore rideterminato della partecipazione. La maggiore somma attribuita a un socio non integra una donazione e, derivando dagli autonomi accordi tra soci, costituisce per il beneficiario reddito diverso ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera l), del TUIR.

N. 49

Interpello n. 49 del 25/02/2025

Soggetto aderente al regime di adempimento collaborativo – Regime di esenzione dalla ritenuta sugli interessi corrisposti a controllante Svizzera, in assenza dell'holding period, ai sensi dell'articolo 9 dell'Accordo tra la Comunità Europea e la Confederazione svizzera, siglato il 26 ottobre 2004

Una società italiana aderente all’adempimento collaborativo deve corrispondere interessi nell’ambito di finanziamenti infragruppo a una società svizzera, mentre la comune controllante detiene entrambe soltanto dalla riorganizzazione del marzo 2024. L’Agenzia ammette il pagamento senza ritenute prima del compimento del periodo biennale, purché siano disponibili le certificazioni prescritte e risulti soddisfatto l’assoggettamento a imposta dichiarato per la beneficiaria. Le ritenute dovranno essere versate se successivamente viene meno la detenzione diretta di almeno il 25 per cento di entrambe le società per almeno due anni.

N. 48

Interpello n. 48 del 25/02/2025

Soggetto aderente al regime di adempimento collaborativo – Applicazione del regime di esenzione da ritenuta alla fonte sui dividendi corrisposti alla controllante UE, in assenza del requisito dell'holding period – Direttiva madre/figlia – articolo 27–bis del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

Una società italiana aderente all’adempimento collaborativo intende distribuire utili alla controllante unica olandese, che al momento del pagamento possiederà la partecipazione da meno di un anno. Il quesito riguarda l’esenzione dalla ritenuta prevista per i dividendi dalla disciplina madre-figlia nonostante il mancato completamento dell’holding period. L’Agenzia ritiene applicabili alla fattispecie i principi già affermati per l’adempimento collaborativo, nel quale la comunicazione e la cooperazione rafforzate consentono di soddisfare le esigenze di controllo sul successivo mantenimento della partecipazione.

N. 47

Interpello n. 47 del 25/02/2025

IRES – Applicazione dell'articolo 6 del D.Lgs. n. 142/2018 (''Decreto ATAD'') – Internal dealing in essere tra casa madre e stabile organizzazione in regime di branch exemption

Una capogruppo assicurativa italiana, in regime di branch exemption, ha individuato un internal dealing con la stabile organizzazione di Hong Kong relativo ai servizi svolti dall’ufficio regionale a beneficio della casa madre. I costi sono rilevati in Italia ma non dedotti né inclusi fiscalmente a Hong Kong, mentre la valorizzazione del rapporto interno potrebbe produrre una deduzione italiana senza corrispondente inclusione estera. L’Agenzia circoscrive l’esame alla disciplina ATAD sui disallineamenti da ibridi e al provvedimento sulla branch exemption, precisando che l’applicazione delle regole anti-ibridi presuppone una specifica causa ibrida.

N. 46

Interpello n. 46 del 25/02/2025

Sequestro preventivo ex articolo 321 c.p.p. – Adempimenti tributari del custode giudiziario – articolo 51 del decreto legislativo n. 159 del 2011

Un custode giudiziario ha concesso in affitto un complesso produttivo sottoposto a sequestro preventivo e chiede come assolvere gli obblighi tributari sui relativi canoni. L’Agenzia qualifica i proventi secondo le regole del reddito d’impresa e impone l’utilizzo del codice fiscale e della partita IVA della società titolare, non di un codice intestato alla custodia. Il custode deve presentare i modelli Redditi SC, IRAP e IVA, adempiere agli obblighi IVA di fatturazione, registrazione, liquidazione, comunicazione e versamento, nonché tenere una contabilità separata ed emettere le fatture elettroniche come soggetto terzo.

N. 45

Interpello n. 45 del 24/02/2025

Riconducibilità strumenti finanziari partecipativi alla previsione prevista dall'art.60 DL 50/2017 (carried interest) in assenza del requisito di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 60 del decreto legge 50/2017

Una holding industriale prevede l’ingresso dei manager nel capitale mediante azioni con diritti patrimoniali rafforzati ed extra-rendimento, inserite in una struttura di distribuzione a cascata e soggette a clausole di lock-up e leavership. L’Agenzia rileva che l’extra-rendimento può essere percepito senza che tutti gli altri azionisti abbiano previamente recuperato capitale e rendimento minimo; inoltre, la trasferibilità autorizzabile rende inefficace il vincolo quinquennale. Non essendo garantiti i requisiti delle lettere b) e c) dell’articolo 60 del decreto-legge n. 50/2017, la qualificazione legale dei proventi come redditi di capitale o diversi non opera.

N. 44

Interpello n. 44 del 24/02/2025

Trattamento fiscale dei proventi derivanti da strumenti finanziari aventi diritti patrimoniali rafforzati (carried interest) in un fondo immobiliare. Articolo 60 del decreto legge 24 aprile 2017,n. 50

Una SGR intende concentrare i propri coinvestimenti in fondi immobiliari dentro un fondo di fondi riservato, consentendo anche a manager e dipendenti di acquistare a valore di mercato quote con diritti patrimoniali rafforzati. Il regolamento subordina gli extra-rendimenti al rimborso del capitale e al conseguimento del rendimento minimo degli altri investitori, prevedendo inoltre un investimento dei manager e un periodo di detenzione quinquennale. L’Agenzia ritiene integrati i requisiti dell’articolo 60 del decreto-legge n. 50/2017 e qualifica i redditi derivanti dalle quote dei manager come redditi di natura finanziaria.

N. 40

Interpello n. 40 del 20/02/2025

Articolo 25 della Tabella, Allegato B, del D.P.R. del 26 ottobre 1972, n. 642 – Esenzione dall'applicazione dell'imposta di bollo in relazione ai contratti di lavoro e d'impiego sia individuali che collettivi

Un Comune privo di avvocatura interna conferisce a professionisti esterni incarichi di difesa e patrocinio, regolati da un disciplinare che definisce prestazioni e obblighi delle parti, e chiede se il documento sia soggetto a imposta di bollo. L’Agenzia qualifica il rapporto descritto come contratto d’opera professionale, valorizzandone il carattere personale, e lo riconduce ai contratti di lavoro e d’impiego contemplati dall’articolo 25 della Tabella allegata al D.P.R. n. 642/1972. Il disciplinare, pertanto, non sconta l’imposta di bollo.

N. 43

Interpello n. 43 del 20/02/2025

Trattamento fiscale, ai fini dell'applicazione dell'aliquota Iva agevolata del 10 per cento, di cui al n. 123 della Tabella A, Parte III, allegata al d.P.R. 633 del 1972, delle attività spettacolistiche in realtà aumentata.

Una fondazione organizza in un auditorium un evento musicale in realtà mista, nel quale il pubblico assiste tramite visori all’esibizione virtuale di un compositore deceduto, accompagnata da elementi visivi e basi preregistrate. L’Agenzia esclude la qualificazione come concerto strumentale perché manca l’esecuzione musicale dal vivo, elemento essenziale non sostituito dalla tecnologia ad alta definizione. Alla vendita e prevendita dei biglietti non è quindi applicabile l’aliquota IVA ridotta del 10 per cento prevista per i concerti vocali e strumentali.

N. 42

Interpello n. 42 del 20/02/2025

Tassa di concessione governativa, ex articolo 23 della Tariffa allegata al d.P.R. n. 641 del 1972, e imposta di bollo, ex articolo 16 della Tariffa allegata al d.P.R. n. 642 del 1972, sui libri e registri di cui all'articolo 2421 del codice civile, tenuti in modalità digitale ai sensi dell'articolo 2215– bis del codice civile

Una società cooperativa appartenente a un gruppo bancario intende formare e conservare digitalmente i libri sociali obbligatori, finora tenuti su carta, e chiede come assolvere tassa di concessione governativa e imposta di bollo. L’Agenzia conferma che il bollo resta dovuto anche per i libri informatici: si applica ogni 2.500 registrazioni o frazione e va versato telematicamente con modello F24 e codice tributo 2501, in un’unica soluzione entro centoventi giorni dalla chiusura dell’esercizio. Il presupposto impositivo permane nonostante il passaggio dal supporto cartaceo a quello digitale.

N. 41

Interpello n. 41 del 20/02/2025

Nuovo regime agevolativo per i lavoratori impatriati – Allungamento del periodo minimo di residenza all'estero per un soggetto che rientra a lavorare per una stessa società del gruppo per cui ha lavorato in Italia prima del trasferimento all'estero – articolo 5, decreto legislativo 27 dicembre 2023, n. 209

Un cittadino italiano, trasferitosi in Francia nel 2018, intende rientrare nel 2025 per lavorare presso una società del gruppo per cui aveva già lavorato in Italia nel 2015 e 2016, ma non immediatamente prima dell’espatrio. L’Agenzia stabilisce che, ai fini del nuovo regime per lavoratori impatriati, il periodo minimo di residenza estera richiesto è di sei periodi d’imposta. La durata non sale a sette anni perché manca la coincidenza tra il datore di lavoro immediatamente precedente il trasferimento all’estero e quello presso cui sarà svolta l’attività dopo il rientro.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Estero
N. 39

Interpello n. 39 del 19/02/2025

Destinazione dei beni confiscati – Estinzione per confusione dei crediti erariali – articolo 50, comma 2 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n.159

Una società, il cui compendio aziendale e capitale sono stati definitivamente confiscati, gestisce mediante affitto oneroso i beni aziendali mantenuti nel patrimonio statale e domanda se i debiti IRES successivi alla confisca si estinguano per confusione. L’Agenzia considera l’affitto una specifica destinazione dei beni, dalla quale nasce un rapporto contrattuale tra Stato e società e si ricostituisce la dualità tra creditore e debitore. Dalla destinazione all’affitto la società deve quindi versare e dichiarare l’IRES sul reddito d’impresa prodotto; resta esente da IRES il canone versato allo Stato.

N. 38

Interpello n. 38 del 18/02/2025

Trattamento IVA dei distacchi e/o prestiti di personale – imponibilità – abrogazione dell'art. 8, comma 35, della Legge 11 marzo 1988 n. 67 – articolo 16–ter del decreto legge 17 settembre 2024 n. 131, convertito con modificazioni dalla legge 14 novembre 2024 n. 267

Una società in house intende distaccare temporaneamente propri dipendenti presso un ente strumentale pubblico, ricevendo il solo rimborso analitico del costo del personale, inclusi gli oneri contributivi e assicurativi. L’Agenzia rileva un nesso diretto tra distacco e rimborso, poiché le due prestazioni si condizionano reciprocamente, mentre l’assenza di margine è irrilevante. Per gli accordi stipulati dal 1° gennaio 2025, il servizio di distacco e gli importi rimborsati devono essere assoggettati a IVA.

N. 37

Interpello n. 37 del 18/02/2025

Credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno – Rideterminazione del Credito – articolo 1, comma 105 della legge 28 dicembre 2015 n. 208

Un’impresa, dopo avere ottenuto il credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno relativo a beni acquistati nel 2022, ha restituito nel 2024 parte della fornitura e non è riuscita a trasmettere un modello CIM17 rettificativo. L’Agenzia qualifica la restituzione al fornitore come cessione a terzi: il credito si ridetermina automaticamente escludendo il costo dei beni ceduti, senza correggere il CIM17. Nel quadro RU doveva essere indicato l’importo già ridotto; l’errore dichiarativo può essere corretto mediante dichiarazione integrativa a sfavore.

N. 36

Interpello n. 36 del 17/02/2025

Iva – Trattamento applicabile alle prestazioni di noleggio di un Impianto sportivo da parte di una società sportiva dilettantistica nei confronti di associazioni sportive dilettantistiche incluse nella medesima Federazione sportiva

Una società sportiva dilettantistica senza scopo di lucro, costituita come società a responsabilità limitata, gestisce un impianto utilizzato anche da proprie squadre e lo concede dietro corrispettivo ad associazioni affiliate alla medesima Federazione. L’Agenzia ritiene soddisfatti il requisito soggettivo e quello dell’appartenenza a un’unica organizzazione sportiva. Quanto alla finalità istituzionale, il noleggio descritto costituisce il naturale completamento degli scopi specifici della società, in relazione al concreto utilizzo dell’impianto per l’organizzazione e la gestione dell’attività sportiva dilettantistica.

N. 35

Interpello n. 35 del 17/02/2025

Contributi in conto impianti – detassazione Covid ex art. 10–bis del decreto–legge n. 137 del 2020 – non applicabilità

Una società ha ricevuto, nell’ambito del bando Investimenti sostenibili 4.0, un contributo in conto impianti destinato al rinnovo della linea produttiva e chiede di applicare la detassazione prevista per le misure connesse all’emergenza Covid-19. L’Agenzia esclude l’applicabilità dell’articolo 10-bis del Decreto Ristori, poiché il contributo rettifica il costo del bene e la detassazione determinerebbe un’amplificazione del beneficio. Il contributo non assume autonoma rilevanza fiscale, ma viene ripartito in base alla vita utile del cespite secondo uno dei metodi contabili descritti nel documento.

N. 34

Interpello n. 34 del 14/02/2025

Disciplina IVA delle c.d. esportazioni ''franco valuta'' – Non applicazione articolo 8 decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633

Una società agricola intende spedire vino negli Stati Uniti con fattura proforma “franco valuta”, conservarlo in un magazzino dell’importatore e fatturarlo successivamente ai singoli clienti americani come esportazione non imponibile. L’Agenzia rileva che, al momento dell’uscita dei beni dall’Unione europea, non esiste un impegno vincolante alla vendita e la proprietà resta alla società italiana. L’operazione non costituisce quindi cessione all’esportazione e non forma plafond; le successive vendite devono essere fatturate fuori campo IVA per carenza del requisito territoriale.

N. 33

Interpello n. 33 del 13/02/2025

Partecipazione qualificante nelle operazioni rilevanti ai fini IVA di una stabile organizzazione in Italia di una società tedesca

Una società tedesca opera con una stabile organizzazione italiana che cura contatti commerciali, trattative, ordini e assistenza per le vendite a un cliente italiano, mentre interviene solo marginalmente negli acquisti da un fornitore italiano. L’Agenzia considera qualificante la partecipazione della stabile organizzazione alle cessioni verso il cliente, per le quali essa deve emettere fattura come soggetto passivo IVA. Il suo ruolo negli acquisti resta invece meramente ausiliario: il fornitore italiano deve fatturare direttamente alla società tedesca.

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