Argomento Normativo

Lavoro autonomo

Analisi del lavoro autonomo tra ritenute, controlli sui compensi, deducibilità dell’auto, quadro RE, rimborsi tracciabili e accesso all’ISCRO per professionisti.

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Aggiornato il 31 luglio 2026

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31lug 2026
Professionisti

Ritenuta d’acconto non versata: il professionista non ne risponde

Se il sostituto d’imposta ha trattenuto la ritenuta d’acconto sul compenso ma non l’ha versata, il professionista conserva il diritto di scomputarla e non deve pagare nuovamente l’imposta. La ritenuta effettivamente subita può essere provata anche senza Certificazione unica, con fattura, accredito bancario del netto e dichiarazione sostitutiva. La responsabilità solidale del professionista può invece emergere quando la ritenuta non è stata mai effettuata: è quindi decisiva la distinzione tra trattenuta operata e semplice omissione del versamento.

15lug 2026
Accertamento fiscale

Controlli fiscali influencer: compensi, DAC7 e prove che arrivano dall’estero

I controlli sugli influencer possono incrociare dichiarazioni, fatture, banche, contenuti e dati delle piattaforme. La DAC7 amplia le informazioni ma non rileva ogni ricavo social, e la soglia di 2.000 euro non è una franchigia fiscale. L’attività continuativa può essere riqualificata come lavoro autonomo o impresa, anche valorizzando singoli post e stories; compensi in denaro, prodotti e rimborsi richiedono un corretto trattamento. Prima del contraddittorio occorre collegare ogni promozione a contratto, fattura, incasso, residenza fiscale e prove dei costi.

6lug 2026
Professionisti

Deducibilità auto professionista: il limite può bloccare il cumulo

La sentenza n. 548/25/2026 della Corte di giustizia tributaria lombarda esclude, per il professionista individuale, il cumulo tra la deduzione ordinaria del 20% sull’auto propria e quella del 70% per il veicolo assegnato in uso promiscuo al dipendente. Secondo i giudici, l’articolo 164 del TUIR opera come alternativa più favorevole al limite ordinario del singolo veicolo, incidendo anche sull’IVA. La sproporzione economica tra i mezzi ha rafforzato la decisione; una tesi più ampia resta sostenibile solo con assegnazione reale, proporzionata e documentata.

22giu 2026
Professionisti

Domanda ISCRO 2026, richieste aperte fino al 31 ottobre

I liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS che nel 2025 hanno subito una forte riduzione del reddito possono chiedere l’ISCRO esclusivamente online dal 15 giugno al 31 ottobre 2026. Occorre superare entrambi i test previsti: il reddito deve essere inferiore al 70% della media 2023-2024 e non oltrepassare 12.749,18 euro. L’indennità dura sei mesi, da 255,53 a 817,69 euro mensili, ma non spetta a chi l’ha già percepita nel 2024 o nel 2025, anche solo parzialmente: prima dell’invio va verificato il reddito fiscale utile.

19mag 2026
Dichiarazioni

Quadro RE Redditi 2026: rimborsi, crediti e tracciabilità

Nel quadro RE di Redditi 2026 i rimborsi analitici non seguono più automaticamente lo schema di costo dedotto e rimborso tassato: per alcune spese italiane la tracciabilità è decisiva, mentre le anticipazioni in nome e per conto restano distinte. Gli interessi attivi rimangono redditi di capitale, le cessioni di quote di studi e STP escono dal lavoro autonomo e la clientela acquistata si ammortizza. Anche i crediti edilizi comprati sotto la pari possono generare componenti positivi: il professionista deve verificare la documentazione e il rigo prima dell’invio.

14mag 2026
Dichiarazioni

Spese di trasferta tracciabili: rimborsi e Redditi 2026

Nel Redditi 2026 vitto, alloggio, taxi e NCC sostenuti in Italia devono essere pagati con strumenti tracciabili per non concorrere al reddito del dipendente e restare deducibili per impresa o professionista. L’obbligo non riguarda trasporto pubblico di linea, rimborsi chilometrici ACI, pedaggi e parcheggi, se documentati. La prova del pagamento va conservata. Poiché il modello non offre sempre un rigo fiscale specifico per la mancata tracciabilità, i costi non deducibili richiedono una variazione fiscale ricostruita senza automatismi.

13mag 2026
Professionisti

Parcella pagata con crediti fiscali: compenso tassato e ritenuta

Il professionista che accetta crediti fiscali in pagamento della parcella realizza un compenso imponibile: il valore del credito ricevuto può rilevare anche se supera l’importo nominale della prestazione. Occorre individuare il momento in cui il credito è effettivamente acquisito, distinguere il compenso dal diverso differenziale derivante dall’acquisto e applicare la ritenuta d’acconto quando il cliente è sostituto d’imposta. Contratto, cessione, valore attribuito e calcolo della ritenuta vanno coordinati e conservati per evitare una tassazione errata.

28apr 2026
Professionisti

Buoni pasto professionista: deduzione limitata e rischi fiscali

Il professionista che compra buoni pasto per sé può dedurre il 75% della spesa, entro il limite del 2% dei compensi; se la spesa è di rappresentanza, il tetto scende all’1%. L’aumento a 10 euro dal 2026 riguarda la non imponibilità dei buoni elettronici per i dipendenti e non si applica al lavoro autonomo. I buoni elettronici consentono la detrazione integrale dell’IVA, a differenza di quelli cartacei, nel rispetto dell’inerenza e della documentazione. Nel regime forfetario i costi non sono dedotti analiticamente e il limite perde rilevanza pratica.