Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 18662

Cassazione, sentenza n. 18662 del 8/07/2024

Sentenza n. 18662 del 08/07/2024

La controversia riguardava la riqualificazione, ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, della cessione totalitaria delle quote di una società immobiliare, esclusa nei due gradi di merito. La Cassazione afferma che l’imposta di registro è imposta d’atto: la tassazione va ricostruita dal solo atto presentato, senza elementi extratestuali o atti collegati, e il trasferimento delle partecipazioni non può essere riqualificato in cessione d’azienda, salvo ulteriori passaggi rivelatori di una diretta acquisizione dell’azienda. Rigetta quindi il ricorso dell’Agenzia e dichiara assorbito quello incidentale condizionato.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Operazioni straordinarie
N. 18660

Cassazione, sentenza n. 18660 del 8/07/2024

Sentenza n. 18660 del 08/07/2024

L’Agenzia contestava la decisione d’appello che aveva annullato la rettifica relativa alla cessione, con unico atto, dell’intera partecipazione in una società avente come unico bene l’azienda sottostante. La Cassazione ribadisce che l’imposta di registro colpisce l’atto presentato e che la cessione di partecipazioni non può essere riqualificata in cessione d’azienda mediante elementi extratestuali o atti collegati, salva la presenza di ulteriori passaggi indicativi dell’acquisizione diretta dell’azienda. Ritenuti ammissibili ma infondati i motivi dell’Amministrazione, la Corte rigetta il ricorso.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Operazioni straordinarie
N. 18658

Cassazione, sentenza n. 18658 del 8/07/2024

Sentenza n. 18658 del 08/07/2024

Durante il giudizio di cassazione la contribuente aveva aderito alla rottamazione-quater, impegnandosi a rinunciare ai giudizi riguardanti i carichi definiti, mentre l’agente della riscossione aveva certificato pagamenti non ancora integralmente estintivi. La Corte precisa che la definizione si perfeziona con il pagamento completo, ma ritiene incompatibile con il giudizio di legittimità la sospensione prevista durante i versamenti; l’adesione e l’impegno alla rinuncia determinano comunque una sopravvenuta carenza d’interesse. Il ricorso è pertanto dichiarato inammissibile, con integrale compensazione delle spese e senza doppio contributo unificato.

  • Rottamazione quater
  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 18656

Cassazione, sentenza n. 18656 del 8/07/2024

Sentenza n. 18656 del 08/07/2024

La controversia concerneva accertamenti IMU 2014-2017 su aree edificabili, che i contribuenti qualificavano come pertinenziali, nonché vizi dell’udienza, della motivazione, della prova, del contraddittorio e un asserito giudicato esterno. La Cassazione conferma che l’omessa udienza pubblica rende nulla la sentenza di primo grado ma non impone la regressione; ritiene inoltre insindacabili le valutazioni di merito su pertinenzialità e valore, sufficiente la motivazione degli avvisi, inopponibile il giudicato tra parti diverse e non generalizzato il contraddittorio preventivo per l’IMU. Il ricorso è rigettato.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 18655

Cassazione, sentenza n. 18655 del 8/07/2024

Sentenza n. 18655 del 08/07/2024

Una società aveva impugnato una cartella per imposta di registro, sostenendo, fra l’altro, l’inesistenza della notificazione via PEC e diversi vizi dell’atto; i giudici di merito ne avevano respinto le doglianze. La Cassazione considera valida la trasmissione via PEC della copia informatica della cartella originariamente cartacea, anche senza firma digitale, e osserva che un’eventuale irregolarità sarebbe comunque sanata dal raggiungimento dello scopo. Poiché il ricorso introduttivo era stato proposto oltre sessanta giorni dalla notifica, la Corte corregge la motivazione della decisione impugnata e rigetta il ricorso.

  • Riscossione
  • Imposta di registro
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 18650

Cassazione, sentenza n. 18650 del 8/07/2024

Sentenza n. 18650 del 08/07/2024

Il giudizio riguardava accertamenti IMU 2014-2017 su aree edificabili, che il contribuente assumeva pertinenziali, oltre a contestazioni processuali, motivazionali, probatorie e sul contraddittorio. La Cassazione conferma che la nullità del primo grado per omessa udienza pubblica non determina regressione, mentre le valutazioni su pertinenzialità e valore appartengono al merito; distingue inoltre la motivazione dell’avviso dalla prova della pretesa, esclude un giudicato formatosi tra parti diverse e nega un obbligo generale di contraddittorio per l’IMU. Il ricorso viene integralmente rigettato.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 18639

Cassazione, sentenza n. 18639 del 8/07/2024

Sentenza n. 18639 del 08/07/2024

Una società aveva presentato una nuova Docfa per ridurre la rendita di un immobile a destinazione speciale; l’Agenzia aveva invece determinato una rendita superiore, confermata nei due gradi di merito. La Cassazione chiarisce che l’aggiornamento previsto dalla legge n. 208 del 2015 non consente una revisione generalizzata: serve esclusivamente ad adeguare immobili dei gruppi D ed E ai nuovi criteri, escludendo dalla stima le componenti impiantistiche funzionali al processo produttivo, che il contribuente deve individuare. Non essendo dimostrata tale finalità, la Corte rigetta il ricorso.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Tributi locali
  • Processo tributario
N. 18594

Cassazione, sentenza n. 18594 del 8/07/2024

Sentenza n. 18594 del 08/07/2024

La controversia riguardava l’imposta di registro, ipotecaria e catastale applicabile al trasferimento giudiziario di immobili nell’ambito di un concordato fallimentare, che i giudici di merito avevano assoggettato a registro in misura fissa perché operazione astrattamente soggetta a IVA ma esente. La Cassazione distingue le cessioni immobiliari esenti: quelle riconducibili al n. 8-bis scontano il registro proporzionale, mentre la misura fissa riguarda quelle del n. 8-ter. Non essendo accertata la classificazione dei singoli trasferimenti, accoglie il ricorso nei limiti indicati, cassa e rinvia per le necessarie valutazioni di fatto.

  • Imposta di registro
  • IVA
  • Imposte indirette
  • Procedure concorsuali
  • Processo tributario
N. 18567

Cassazione, sentenza n. 18567 del 8/07/2024

Sentenza n. 18567 del 08/07/2024

Il contribuente chiedeva il rimborso delle imposte versate su una compravendita immobiliare, invocando l’agevolazione per immobili inseriti in piani urbanistici particolareggiati; il diniego era stato confermato perché la convenzione non risultava stipulata prima del rogito. La Cassazione afferma che, per un piano particolareggiato di iniziativa privata, la convenzione di lottizzazione non deve necessariamente precedere la vendita, purché l’edificazione intervenga entro cinque anni. Poiché il giudice d’appello non aveva verificato l’inserimento dei terreni nel piano e la costruzione tempestiva, accoglie il ricorso, cassa e rinvia.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 18498

Cassazione, sentenza n. 18498 del 8/07/2024

Sentenza n. 18498 del 08/07/2024

L’accertamento recuperava IRES, IRAP e IVA: la società contestava sia l’esclusione degli interessi di mora dal ROL rilevante per la deducibilità degli interessi passivi, sia la ricostruzione di operazioni soggettivamente inesistenti. La Cassazione distingue gli interessi da dilazione, collegati al prezzo, da quelli moratori, aventi funzione risarcitoria e contabilmente estranei al valore della produzione; giudica inoltre idonei gli elementi valorizzati in appello per presumere la fittizietà dei fornitori e richiedere prova della diligenza dell’acquirente. Il testo ricevuto si interrompe durante l’esame del terzo motivo e non contiene il dispositivo finale.

  • IRES
  • IVA
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 18416

Cassazione, sentenza n. 18416 del 5/07/2024

Sentenza n. 18416 del 05/07/2024

La CTR aveva ritenuto dovuta l’IVA per l’indebita applicazione del reverse charge nel settore edilizio, ma aveva applicato la sanzione fissa minima pur reputando non provato l’assolvimento dell’imposta da parte del committente. La Cassazione rileva la contraddizione, poiché quella disciplina sanzionatoria presuppone che l’IVA sia stata assolta mediante inversione contabile; precisa inoltre che le violazioni relative a fatturazione e dichiarazione colpiscono condotte diverse e non sono tra loro in rapporto di specialità. Ha accolto il primo motivo principale e il terzo incidentale, disponendo la cassazione con rinvio per rideterminare il trattamento sanzionatorio.

N. 26520

Cassazione, sentenza n. 26520 del 5/07/2024

Penale tributario - Operazioni inesistenti - Fatturazione a prezzi incongrui

La condanna riguardava l’impiego, nella dichiarazione relativa a redditi e IVA, di fatture per acquisti di uva a prezzi ritenuti molto superiori a quelli di mercato, sebbene beni e corrispettivi risultassero effettivamente scambiati e pagati. La Cassazione esclude che la sola incongruità del prezzo integri operazioni inesistenti quando la fattura rappresenti fedelmente beni, soggetti e importi realmente versati. Ha quindi ritenuto fondati i ricorsi, affermando che il fatto ricostruito nei giudizi di merito non è riconducibile alla dichiarazione fraudolenta mediante fatture per operazioni inesistenti.

N. 18480

Cassazione, sentenza n. 18480 del 5/07/2024

Sentenza n. 18480 del 05/07/2024

L’accertamento IRPEF per il 2006 riguardava somme incassate presso un istituto sammarinese e non indicate nel quadro RW; i giudici di merito avevano escluso l’applicazione retroattiva della presunzione legale sui capitali detenuti in territori a fiscalità privilegiata. La Cassazione conferma la natura sostanziale e non retroattiva di tale presunzione, ma precisa che redditi non dichiarati possono essere provati anche mediante presunzioni semplici gravi e precise. Accolto il secondo motivo dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio per l’esame degli indizi trascurati.

N. 18479

Cassazione, sentenza n. 18479 del 5/07/2024

Sentenza n. 18479 del 05/07/2024

La controversia concerneva redditi del 2005 collegati a titoli incassati presso un istituto sammarinese e non indicati nel quadro RW; la CTR aveva applicato retroattivamente la presunzione legale relativa alle disponibilità detenute in territori a fiscalità privilegiata. La Cassazione stabilisce che tale presunzione ha natura sostanziale e non opera per annualità anteriori alla sua entrata in vigore, rilevando inoltre che la decisione impugnata non aveva valutato gravità e precisione degli elementi come presunzioni semplici. Accolto il primo motivo, ha cassato con rinvio, dichiarando inammissibile il secondo e respingendo gli altri.

N. 18418

Cassazione, sentenza n. 18418 del 5/07/2024

Sentenza n. 18418 del 05/07/2024

L’Amministrazione contestava l’applicazione del reverse charge a prestazioni rese nel settore edilizio, qualificate come appalto di servizi anziché di lavori; i giudici di merito avevano annullato la maggiore IVA e applicato la sanzione fissa sul presupposto dell’assolvimento dell’imposta da parte della committente. La Cassazione afferma che, contestati i presupposti dell’inversione contabile, compete al contribuente provare natura delle operazioni e requisiti del regime derogatorio. Poiché il pagamento dell’IVA risultava incerto e non dimostrato, ha accolto il primo motivo dell’Agenzia, cassato la decisione e rinviato anche per riesaminare le sanzioni.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 18333

Cassazione, ordinanza n. 18333 del 4/07/2024

IVA - Cessioni di oro da investimento

L’Agenzia negava la piena detrazione IVA sulle cessioni di oro da investimento perché parte della trasformazione materiale era affidata a un terzista; la CTP aveva respinto il ricorso, mentre la CTR aveva riconosciuto alla contribuente la qualità di produttore. La Cassazione afferma che la disciplina riguarda anche chi fa eseguire lavorazioni da terzi per proprio conto, purché conservi il marchio identificativo previsto dalla normativa. Ritenuta effettiva la motivazione della CTR e infondata la diversa lettura dell’Amministrazione, ha respinto i motivi del ricorso principale.

N. 18323

Cassazione, sentenza n. 18323 del 4/07/2024

Sentenza n. 18323 del 04/07/2024

La controversia riguardava avvisi doganali notificati dopo il mutamento di denominazione di due società, presso la sede comune e con indicazione formale non coincidente con il nuovo nome del soggetto passivo, ma con la sua corretta partita IVA. La Cassazione chiarisce che la discordanza identificativa determina nullità soltanto quando produca un’incertezza assoluta sul destinatario, da verificare considerando complessivamente atto e ulteriori elementi identificativi. Confermata la valutazione della CTR sulla concreta riconoscibilità del destinatario, la Corte ha rigettato il ricorso, escludendo anche la lesione del diritto di difesa.

  • Accertamento e riscossione
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 18320

Cassazione, ordinanza n. 18320 del 4/07/2024

Avviso accertamento - IVA - Curatela fallimentare - Diritto al rimborso

L’Agenzia aveva negato alla curatela il rimborso del credito IVA maturato prima del fallimento, sostenendo che l’attività non fosse cessata perché la partita IVA era rimasta aperta; il giudice d’appello aveva invece riconosciuto il rimborso. La Cassazione distingue le autonome posizioni IVA anteriori e successive al fallimento e considera la dichiarazione del curatore sulle operazioni pregresse equivalente alla cessazione dell’attività, idonea a chiudere il rapporto tributario precedente e a far sorgere il diritto al rimborso dell’eccedenza. Ha pertanto rigettato il ricorso dell’Agenzia.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Procedure concorsuali
  • Crisi impresa
  • Processo tributario
N. 17976

Cassazione, sentenza n. 17976 del 1/07/2024

Sentenza n. 17976 del 01/07/2024

Una società fallita aveva impugnato i dinieghi di autotutela riguardanti avvisi di accertamento ormai definitivi, mentre la CTR aveva escluso la legittimazione processuale del fallito. La Cassazione corregge tale motivazione, riconoscendo la legittimazione dell’ex rappresentante anche quale ex socio e richiamando, per il fallito, la rilevanza dell’inerzia del curatore. Rigetta tuttavia il ricorso: il diniego di autotutela non consente di riaprire la contestazione della pretesa definitiva per un interesse esclusivamente privato, in assenza di ragioni di rilevante interesse generale.

  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 17973

Cassazione, sentenza n. 17973 del 1/07/2024

Sentenza n. 17973 del 01/07/2024

La controversia riguardava una cartella emessa mediante controllo automatizzato dopo il disconoscimento di crediti IVA riportati da dichiarazioni relative al 2007 e al 2008, presentate oltre novanta giorni dalla scadenza. La Cassazione afferma che, in caso di dichiarazione IVA omessa, l’Ufficio può iscrivere a ruolo l’imposta detratta senza previo avviso, restando al contribuente la prova della spettanza sostanziale del credito, qui non fornita. Esclude inoltre l’applicabilità della deroga prevista per gli adempimenti scaduti durante la sospensione conseguente al sisma, cassa la decisione d’appello e rigetta il ricorso originario.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario

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