Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 18029

Cassazione, sentenza n. 18029 del 1/07/2024

Sentenza n. 18029 del 01/07/2024

La controversia riguardava somme detenute in Svizzera nel 2007, riprese a tassazione mediante la presunzione di evasione prevista per gli investimenti esteri non dichiarati. La Cassazione esclude l’estinzione del processo: il differimento concesso in vista della definizione agevolata, senza successivo deposito della relativa domanda e dei pagamenti, non richiedeva la riassunzione entro sei mesi. Ribadisce però che la presunzione legale, avendo natura sostanziale, non opera retroattivamente, mentre i fatti possono valere come presunzioni semplici; cassa quindi la sentenza e rinvia per verificare l’esistenza di indizi gravi, precisi e concordanti.

N. 18021

Cassazione, sentenza n. 18021 del 1/07/2024

Sentenza n. 18021 del 01/07/2024

La lite concerneva la sanzione per due lavoratrici ritenute impiegate senza regolare iscrizione, inizialmente calcolata dall’inizio dell’anno. La Cassazione riconosce che il datore può provare una diversa decorrenza e ritiene non sindacabile l’apprezzamento con cui il giudice di rinvio aveva valorizzato stagionalità, dichiarazioni e libro matricola. Accoglie tuttavia le censure sull’introduzione, per una lavoratrice, di una domanda nuova di annullamento e chiarisce che il giudice tributario, accertato un periodo irregolare più breve, deve rideterminare la sanzione anziché annullare integralmente l’atto.

N. 18017

Cassazione, sentenza n. 18017 del 1/07/2024

Sentenza n. 18017 del 01/07/2024

La controversia riguardava il disconoscimento di un credito IRES originato presso una società scissa e recuperato anche nei confronti di una beneficiaria; esclusa in precedenza la doppia imposizione, restavano da esaminare gli altri motivi contro l’accertamento. La Cassazione giudica eccessivamente formalistica la lettura con cui il giudice del rinvio aveva equiparato la richiesta di confermare la decisione di primo grado alla riproposizione della questione già definita. Poiché il ricorso in riassunzione chiedeva chiaramente l’annullamento per le censure rimaste assorbite, la sentenza è cassata con rinvio per il loro esame.

  • Processo tributario
  • IRES
  • Operazioni straordinarie
  • Società di capitali
N. 18016

Cassazione, sentenza n. 18016 del 1/07/2024

Sentenza n. 18016 del 01/07/2024

Una società chiedeva il rimborso dell’addizionale IRES denominata “Robin tax”, riferita a un esercizio chiuso il 30 settembre 2014 ma versata dopo la pronuncia costituzionale che ne aveva dichiarato l’illegittimità con effetti dal 12 febbraio 2015. La Cassazione individua il discrimine nel periodo d’imposta cui il versamento si riferisce, non nella data di scadenza o di materiale pagamento. Poiché l’esercizio era già chiuso prima dell’efficacia della declaratoria, l’obbligazione restava dovuta e il diniego di rimborso viene confermato mediante rigetto del ricorso.

N. 18012

Cassazione, sentenza n. 18012 del 1/07/2024

Sentenza n. 18012 del 01/07/2024

L’accertamento aveva negato la detrazione IVA per dodici autovetture usate, ritenendo soggettivamente inesistenti gli acquisti fatturati da una società cartiera; il giudice regionale aveva invece annullato l’atto per mancata prova della consapevolezza dell’acquirente. La Cassazione chiarisce che l’Amministrazione deve dimostrare, anche per indizi, l’interposizione e che il cessionario sapeva o avrebbe dovuto sapere della frode, senza doverne provare la partecipazione. Ritenuta erronea la valutazione di elementi quali l’assenza di struttura del cedente e i prezzi inferiori al mercato, cassa con rinvio per un nuovo esame.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Autovetture e Fisco
  • Processo tributario
N. 18006

Cassazione, sentenza n. 18006 del 1/07/2024

Sentenza n. 18006 del 01/07/2024

Il contribuente contestava per prescrizione un’ingiunzione relativa alla tassa automobilistica del 2012, notificata oltre tre anni dopo che gli avvisi di accertamento erano divenuti definitivi. La Cassazione afferma che, per la successiva riscossione, la prescrizione decorre dal sessantesimo giorno seguente alla notifica dell’accertamento, quando il credito diventa definitivo ed esigibile. Il nuovo termine triennale scade alla corrispondente data, senza slittare al 31 dicembre del terzo anno: l’ingiunzione del dicembre 2018 era quindi tardiva e il ricorso della Regione viene rigettato.

N. 18001

Cassazione, sentenza n. 18001 del 1/07/2024

Sentenza n. 18001 del 01/07/2024

Il contribuente aveva impugnato cartelle conosciute attraverso un estratto di ruolo, deducendone l’omessa notificazione; i giudici di merito avevano invece accertato la regolarità delle notifiche e negato la prescrizione. La Cassazione applica ai processi pendenti la disciplina sopravvenuta che esclude l’impugnazione diretta dell’estratto, salvo la dimostrazione degli specifici pregiudizi previsti, qui non allegati. Esclude anche un giudicato implicito sull’interesse ad agire, condizione rilevabile d’ufficio fino alla decisione, e cassa senza rinvio, dichiarando inammissibile il ricorso originario.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 17989

Cassazione, sentenza n. 17989 del 1/07/2024

Sentenza n. 17989 del 01/07/2024

Il giudizio era nato dall’impugnazione di cartelle, relative a più entrate, conosciute tramite estratto di ruolo e asseritamente mai notificate; il giudice regionale ne aveva annullate alcune per prescrizione, confermando le altre. La Cassazione applica la norma sopravvenuta che consente l’azione diretta contro ruolo e cartella non notificata soltanto in presenza degli specifici pregiudizi indicati dalla legge, non dedotti nel caso concreto. Poiché sull’interesse ad agire, requisito dinamico e rilevabile d’ufficio, non si era formato giudicato implicito, cassa senza rinvio e dichiara inammissibile il ricorso originario.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 17976

Cassazione, sentenza n. 17976 del 1/07/2024

Sentenza n. 17976 del 01/07/2024

Una società fallita aveva impugnato i dinieghi di autotutela riguardanti avvisi di accertamento ormai definitivi, mentre la CTR aveva escluso la legittimazione processuale del fallito. La Cassazione corregge tale motivazione, riconoscendo la legittimazione dell’ex rappresentante anche quale ex socio e richiamando, per il fallito, la rilevanza dell’inerzia del curatore. Rigetta tuttavia il ricorso: il diniego di autotutela non consente di riaprire la contestazione della pretesa definitiva per un interesse esclusivamente privato, in assenza di ragioni di rilevante interesse generale.

  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 17973

Cassazione, sentenza n. 17973 del 1/07/2024

Sentenza n. 17973 del 01/07/2024

La controversia riguardava una cartella emessa mediante controllo automatizzato dopo il disconoscimento di crediti IVA riportati da dichiarazioni relative al 2007 e al 2008, presentate oltre novanta giorni dalla scadenza. La Cassazione afferma che, in caso di dichiarazione IVA omessa, l’Ufficio può iscrivere a ruolo l’imposta detratta senza previo avviso, restando al contribuente la prova della spettanza sostanziale del credito, qui non fornita. Esclude inoltre l’applicabilità della deroga prevista per gli adempimenti scaduti durante la sospensione conseguente al sisma, cassa la decisione d’appello e rigetta il ricorso originario.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 18076

Cassazione, ordinanza n. 18076 del 1/07/2024

Ottemperanza - Agevolazioni fiscali e contributive - Calamità naturali - Comune della Regione Sicilia - Diritto al rimborso 50% imposte versate - Valutazione compatibilità delle disposizioni agevolative con il diritto comunitario

Nel giudizio di ottemperanza era stata ordinata l’esecuzione di una sentenza definitiva che riconosceva il rimborso del 50% delle imposte versate da un’attività situata in un Comune colpito da calamità, senza verificare la disciplina unionale sugli aiuti di Stato. La Cassazione afferma che anche l’ingiunzione europea di sospensione ha efficacia diretta e che il giudice dell’ottemperanza deve compiere gli accertamenti necessari a delimitare il comando definitivo, inclusa la compatibilità del beneficio. Accolto il primo motivo dell’Agenzia, ha cassato con rinvio per verificare i requisiti soggettivi e oggettivi dell’agevolazione.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 18073

Cassazione, sentenza n. 18073 del 1/07/2024

Sentenza n. 18073 del 01/07/2024

La società aveva impugnato in Cassazione la decisione che aveva confermato, per tre annualità, avvisi di accertamento IRAP; durante il giudizio aveva però aderito alla definizione agevolata dei ruoli derivanti dagli atti, eseguito i relativi pagamenti e dichiarato di voler rinunciare alla controversia. Pur non potendo ricondurre immediatamente tutta la documentazione agli atti impugnati e in assenza di un’espressa procura alla rinuncia, la Corte ha ravvisato l’inequivoca perdita d’interesse a una decisione di merito. Ha quindi dichiarato il ricorso sopravvenutamente inammissibile e compensato le spese.

N. 17747

Cassazione, sentenza n. 17747 del 27/06/2024

Sentenza n. 17747 del 27/06/2024

La controversia riguardava la deducibilità, dal reddito complessivo imponibile in Italia, dei contributi previdenziali e assistenziali versati in Svizzera da un lavoratore il cui reddito dipendente era stato determinato secondo la retribuzione convenzionale. La Cassazione esclude che l’indeducibilità dei contributi nella determinazione di quella specifica categoria reddituale ne impedisca la deduzione dal reddito complessivo: in mancanza di un’espressa esclusione, essa costituisce anzi il presupposto applicativo della deduzione prevista dal TUIR. Viene pertanto rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, confermando l’esito favorevole al contribuente.

N. 17714

Cassazione, ordinanza n. 17714 del 27/06/2024

Avviso accertamento - IMU - Società sportiva dilettantistica - Esenzione ex art. 7 lettera i) d.lgs. n. 504/1992

Una società sportiva dilettantistica chiedeva l’esenzione IMU per immobili impiegati nell’attività sportiva, riconosciuta in primo grado ma negata dalla CTR per difetto dei requisiti dell’agevolazione. La Cassazione precisa che una società di capitali sportiva senza scopo di lucro può soddisfare il requisito soggettivo, ma deve provare anche l’utilizzo esclusivo dell’immobile con modalità non commerciali; tale profilo poteva essere esaminato in appello come mera difesa. Nel caso concreto la prova non era stata fornita e la classificazione catastale D/6 indicava finalità lucrative: il ricorso è rigettato.

  • IMU
  • Enti Sportivi
  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 17799

Cassazione, sentenza n. 17799 del 27/06/2024

Sentenza n. 17799 del 27/06/2024

L’accertamento IRPEF per il 2007 aveva qualificato come redditi non dichiarati somme incassate su titoli detenuti in un territorio a fiscalità privilegiata, applicando la presunzione introdotta nel 2009. La Cassazione conferma che tale presunzione ha natura sostanziale e non opera retroattivamente, ma precisa che l’occultamento può essere provato anche mediante presunzioni semplici gravi e precise. Poiché la CTR aveva omesso di valutare gli elementi addotti dall’Amministrazione nell’ambito dell’effetto devolutivo dell’appello, la sentenza è cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 17783

Cassazione, sentenza n. 17783 del 27/06/2024

Sentenza n. 17783 del 27/06/2024

Due società avevano impugnato un avviso di liquidazione relativo alle imposte di registro, ipotecarie e catastali; una coobbligata ha poi documentato l’adesione alla definizione agevolata della controversia e il pagamento delle rate richieste. La Cassazione rileva che l’Amministrazione non ha notificato alcun diniego né è stata presentata istanza di trattazione, sicché la definizione deve considerarsi perfezionata; i suoi effetti favorevoli si estendono anche all’altra coobbligata. Il giudizio è pertanto dichiarato estinto, con spese a carico di chi le ha anticipate e senza raddoppio del contributo unificato.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 17769

Cassazione, sentenza n. 17769 del 27/06/2024

Sentenza n. 17769 del 27/06/2024

L’Agenzia aveva recuperato un credito d’imposta per ricerca e sviluppo, maturato e dichiarato nel 2008 ma utilizzato in compensazione nel 2011 senza indicarne l’impiego nella relativa dichiarazione, notificando l’atto nel novembre 2018. La Cassazione qualifica la contestazione come mero inadempimento formale relativo a un credito esistente e legittimamente maturato, non come utilizzo di credito inesistente o artificiosamente costituito. Doveva quindi applicarsi il termine ordinario di decadenza, già scaduto alla notifica: la sentenza è cassata e, decidendo nel merito, viene accolto integralmente il ricorso originario della società.

  • Ricerca e Sviluppo
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Processo tributario
N. 17750

Cassazione, sentenza n. 17750 del 27/06/2024

Sentenza n. 17750 del 27/06/2024

I contribuenti chiedevano il rimborso dell’IRPEF versata sulla plusvalenza derivante dalla cessione di un’azienda, sostenendo che una parte consistente del prezzo pattuito non fosse stata incassata per l’inadempimento dell’acquirente. La Cassazione conferma che le cartelle, non tempestivamente impugnate, avevano reso definitiva la pretesa tributaria: l’azione di rimborso non poteva essere utilizzata per aggirare tale preclusione, né le contestazioni sul comportamento degli uffici incidevano sulla decisione impugnata. Il ricorso per cassazione è quindi dichiarato inammissibile, con condanna alle spese in favore dell’Agenzia delle Entrate.

  • IRPEF
  • Operazioni straordinarie
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 17628

Cassazione, sentenza n. 17628 del 26/06/2024

Sentenza n. 17628 del 26/06/2024

La controversia concerneva la riqualificazione, ai fini dell’imposta di registro, della cessione totalitaria di quote societarie come cessione d’azienda, ritenuta legittima nei gradi di merito in ragione della funzione economica dell’operazione. La Cassazione ha affermato che la tassazione deve riferirsi agli effetti giuridici dell’atto presentato: oggetto della cessione sono le partecipazioni, non l’azienda rimasta alla società, mentre l’eventuale finalità antielusiva va perseguita con la disciplina specifica dell’abuso del diritto. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la Corte ha cassato la sentenza e accolto il ricorso originario.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 17624

Cassazione, sentenza n. 17624 del 26/06/2024

Sentenza n. 17624 del 26/06/2024

La contribuente contestava la rettifica, mediante procedura DOCFA, di classe, consistenza e rendita di quattro unità immobiliari; i giudici di merito avevano reputato sufficiente l’indicazione dei dati oggettivi e della classe attribuita. La Cassazione ha invece stabilito che, quando viene modificato il numero dei vani dichiarati, l’Amministrazione deve motivare specificamente la rettifica, poiché la consistenza dipende da dati fattuali relativi a destinazione, struttura ed estensione dei vani. Accolto il primo motivo, assorbito il terzo e respinto il secondo, la Corte ha cassato con rinvio per un nuovo esame.

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