Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 2235

Cassazione, sentenza n. 2235 del 30/01/2018

Sentenza n. 2235 del 30/01/2018

Una società statunitense aveva chiesto il rimborso della differenza tra la ritenuta del 10% applicata ai corrispettivi per l’utilizzazione di un software e quella del 5% che riteneva prevista dalla convenzione contro le doppie imposizioni; la CTR aveva accolto la domanda. Nel corso del giudizio di cassazione, la società ha rinunciato al rimborso e l’Agenzia ha riconosciuto la validità della rinuncia, con reciproca rinuncia alle spese. La Corte non ha quindi esaminato la qualificazione dei corrispettivi e ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse.

N. 2231

Cassazione, ordinanza n. 2231 del 30/01/2018

Imposta di registro - Contenzioso - impugnazione in base all' art. 17 comma 3 del D.P.R. n. 602/73.- esclusione.

Una società aveva impugnato la cartella relativa a imposte di registro, ipotecaria e catastale, invocando il giudicato favorevole ottenuto dagli acquirenti coobbligati; la CTR aveva escluso l’estensione perché il pagamento sarebbe stato spontaneo. La Cassazione ha affermato che il versamento eseguito alla ricezione della cartella per evitare l’esecuzione, insieme alla contestuale impugnazione, non costituisce adesione spontanea. Ha inoltre richiamato l’applicabilità all’imposta di registro della prescrizione decennale, anziché della decadenza prevista per altri tributi, e ha cassato con rinvio.

  • Imposta di registro
  • Riscossione
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 2267

Cassazione, ordinanza n. 2267 del 30/01/2018

IVA - Cessioni non imponibili - Operazioni triangolari - Accordi contrattuali - Natura triangolare - Interpretazione ex art. 1363 c.c. delle clausole contrattuali.

L’Ufficio aveva recuperato l’IVA ritenendo non triangolari alcune cessioni non imponibili, mentre la CTR, interpretando i contratti e la clausola “Take or Pay”, aveva confermato la natura triangolare delle operazioni. La Cassazione rileva che il giudice regionale aveva esaminato solo alcune clausole, senza coordinarle con le altre potenzialmente decisive, e aveva qualificato isolatamente la clausola come penale; il comportamento complessivo delle parti assume rilievo solo se testo e collegamento logico non bastano. Accolto il primo motivo, la sentenza è cassata con rinvio.

N. 2225

Cassazione, sentenza n. 2225 del 30/01/2018

Sentenza n. 2225 del 30/01/2018

L’accertamento aveva disconosciuto costi e detrazione IVA relativi a servizi amministrativi e gestionali resi dalla controllante, giudicandone i corrispettivi sproporzionati e antieconomici; la CTR aveva confermato la ripresa. La Cassazione ha ritenuto adeguata la valutazione fondata sulla natura routinaria delle mansioni e sul confronto con le inferiori remunerazioni dei dipendenti, escludendo che il maggiore versamento d’imposte della controllante rendesse i costi inerenti. Ha inoltre ribadito che la detrazione IVA richiede la concreta inerenza e strumentalità del servizio rispetto all’attività imprenditoriale, rigettando integralmente il ricorso.

N. 2259

Cassazione, ordinanza n. 2259 del 30/01/2018

IVA - Operazioni non imponibili - Cessioni all'esportazione - Prova dell'esportazione - Indisponibilità della dichiarazione di esportazione - Ammissibilità di documenti dotati dei requisiti di certezza e incontrovertibilità provenienti da pubbliche amministrazioni - Imposte sui redditi - Sopravvenienze passive - Perdita di crediti - Fallimento del debitore - Deduzione - Periodo di competenza - Chiusura del fallimento.

La controversia riguardava sia la prova di esportazioni non imponibili IVA sia la deduzione, nel 2003, della perdita su un credito verso un debitore fallito. La Cassazione ritiene idonei i documenti doganali e gli altri atti dotati di certezza e incontrovertibilità, ma non le sole fatture o evidenze bancarie; quanto alla perdita, essa va imputata all’esercizio in cui l’irrecuperabilità diviene oggettivamente certa, nella specie alla chiusura del fallimento nel 2002. Sono rigettati sia il ricorso dell’Agenzia sia quello incidentale della contribuente.

  • IVA
  • IRES
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
N. 2224

Cassazione, sentenza n. 2224 del 30/01/2018

Sentenza n. 2224 del 30/01/2018

La controversia riguardava due cartelle per imposta di registro, ipotecaria e catastale, emesse dopo la revoca di agevolazioni relative all’acquisto di terreni; la contribuente contestava, tra l’altro, motivazione, sanzioni e natura complementare dell’imposta. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno comunicato di avere definito il contenzioso dopo l’annullamento dell’avviso di liquidazione presupposto. La Corte, senza esaminare i motivi nel merito, ha dichiarato estinto il giudizio per cessata materia del contendere e compensato integralmente le spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2169

Cassazione, ordinanza n. 2169 del 29/01/2018

Ordinanza n. 2169 del 29/01/2018

Gli avvisi per imposte dirette e IVA erano stati annullati nei confronti del legale rappresentante di un’associazione sportiva non riconosciuta, perché i giudici regionali non avevano ravvisato la prova di una sua attività negoziale. La Corte chiarisce che, per i debiti tributari sorti per legge, la responsabilità personale e solidale può riguardare chi abbia effettivamente diretto la gestione associativa nel periodo d’imposta, senza necessità di dimostrare specifici negozi. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio per accertare tale concreta ingerenza gestionale.

  • Enti Sportivi dilettantistici
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 2098

Cassazione, sentenza n. 2098 del 27/01/2018

Sentenza n. 2098 del 27/01/2018

Un ente religioso chiedeva l’esenzione ICI per un immobile classificato B/7, sostenendone la destinazione a cappella o oratorio; i giudici di merito avevano invece ritenuto non provato l’uso esclusivo per il culto. La Corte ha escluso l’efficacia del giudicato relativo ad annualità successive e ha rilevato che le censure insistevano sulla classificazione catastale senza contestare adeguatamente l’accertamento sull’effettiva destinazione dell’immobile, fondato anche sulla consulenza prodotta dall’ente. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna alle spese.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 2009

Cassazione, sentenza n. 2009 del 26/01/2018

Sentenza n. 2009 del 26/01/2018

L’Ufficio aveva applicato l’imposta di registro proporzionale a un conferimento indicato come ramo d’azienda, ritenendo che l’operazione riguardasse in realtà singoli immobili; il ricorrente contestava anche l’uso di elementi esterni all’atto e prospettava l’assoggettabilità a IVA. La Corte ha ritenuto non adeguatamente censurata la decisione e ha affermato che, per gli atti anteriori al 1° gennaio 2018, l’articolo 20 consentiva di valorizzare la causa reale e il complessivo regolamento negoziale. La modifica del 2017, qualificata come innovativa e non retroattiva, non era applicabile; il ricorso è stato rigettato.

  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 2008

Cassazione, sentenza n. 2008 del 26/01/2018

Sentenza n. 2008 del 26/01/2018

L’Agenzia aveva riqualificato il conferimento di un compendio aziendale e la successiva cessione dell’intera partecipazione come un’unica cessione di ramo d’azienda; le società sostenevano l’autonomia causale e soggettiva degli atti. La Corte ha affermato che, secondo l’articolo 20 vigente per gli atti esaminati, rilevava la causa concreta dell’operazione complessiva anche in presenza di negozi collegati, mentre la modifica entrata in vigore nel 2018, innovativa, non aveva efficacia retroattiva. Non essendo state specificamente dimostrate violazioni dei criteri interpretativi o carenze motivazionali, il ricorso è stato rigettato.

  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Società
  • Processo tributario
N. 2007

Cassazione, sentenza n. 2007 del 26/01/2018

Registro - Norma antielusiva - Articolo 20 DPR 131/1986 - Legge di Bilancio 2018 - Non ha effetto retroattivo.

L’operazione comprendeva un mutuo ipotecario, il successivo conferimento dell’immobile in una società e l’accollo del finanziamento da parte della conferitaria; l’Ufficio aveva considerato l’accollo come corrispettivo di una cessione immobiliare. La Corte ha confermato che, secondo l’articolo 20 applicabile agli atti anteriori al 2018, doveva prevalere la causa concreta dell’operazione, individuata nella cessione dell’immobile, con tassazione proporzionale anche dell’importo del mutuo accollato. La modifica introdotta dalla legge di bilancio 2018 è stata ritenuta innovativa e non retroattiva; il ricorso delle società è stato rigettato.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Società
  • Processo tributario
N. 2006

Cassazione, sentenza n. 2006 del 26/01/2018

Sentenza n. 2006 del 26/01/2018

Una società e i soci contestavano la rettifica dei ricavi e dei redditi di partecipazione, sostenendo che i beni obsoleti mancanti dal magazzino fossero stati regolarmente venduti a basso prezzo e non distrutti. La Corte ha rilevato che la CTR aveva confuso la lecita vendita di prodotti obsoleti con la loro distruzione, applicando gli adempimenti previsti per quest’ultima senza spiegare perché dovesse operare la presunzione di cessione al valore normale. Ha quindi accolto il ricorso, cassato la decisione e rinviato alla CTR per le necessarie verifiche; gli altri motivi sono rimasti assorbiti.

  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1966

Cassazione, sentenza n. 1966 del 26/01/2018

Sentenza n. 1966 del 26/01/2018

Una società partecipante a un raggruppamento temporaneo contestava avvisi TARSU relativi a un parcheggio, attribuendo la soggettività passiva alla capogruppo e censurando la notificazione presso la propria sede. La Corte ha distinto la regolarità della notifica dalla contestata legittimazione passiva e ha affermato che il raggruppamento opera unitariamente soltanto verso la stazione appaltante, mentre ciascuna impresa conserva autonomia fiscale verso i terzi. Poiché la CTR aveva accertato la gestione congiunta del parcheggio e la responsabilità solidale, il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1965

Cassazione, sentenza n. 1965 del 26/01/2018

GIURISDIZIONE CIVILE - GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA - GIURISDIZIONE IN MATERIA TRIBUTARIA Autotutela in materia tributaria - Impugnazione del rifiuto - Deduzione di erronea imposizione - Sindacato del giudice tributario - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento.

La contribuente aveva impugnato il diniego di autotutela relativo ad avvisi TARSU ormai definitivi, deducendo l’erronea determinazione delle superfici tassabili e un interesse generale alla correttezza dell’imposizione. La Corte ha chiarito che l’istanza di autotutela, anche se presentata prima della scadenza del termine, non sospende l’impugnazione dell’accertamento e che il diniego è sindacabile soltanto per ragioni di rilevante interesse generale, non coincidenti con il solo interesse privato a pagare meno. Ha quindi confermato l’inammissibilità dell’impugnazione e rigettato il ricorso, con condanna alle spese.

N. 1963

Cassazione, sentenza n. 1963 del 26/01/2018

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TASSA RACCOLTA DI RIFIUTI SOLIDI URBANI INTERNI Presupposti di applicazione - Istituzione del servizio - Necessità - Effettivo esercizio annuale da parte dell'ente impositore - Esclusione.

Una società contestava la TARSU per alcuni locali produttivi, sostenendo che il servizio comunale non fosse stato istituito nella zona e chiedendo, in subordine, una riduzione per i rifiuti affidati a un operatore privato. La Corte ha confermato l’accertamento della CTR sull’attivazione del servizio e precisato che il tributo è dovuto quando il servizio è istituito e utilizzabile, indipendentemente dalla sua piena fruizione; i giudicati relativi ad altre annualità non si estendono a tale presupposto variabile. La domanda di riduzione è stata ritenuta generica e priva dell’indicazione dei necessari requisiti; il ricorso è stato rigettato.

N. 1962

Cassazione, sentenza n. 1962 del 26/01/2018

Sentenza n. 1962 del 26/01/2018

I contribuenti contestavano l’imposta proporzionale di registro applicata a una sentenza civile sulla determinazione dell’indennità di espropriazione, invocando l’imposta fissa e l’esclusione della solidarietà passiva. La Corte ha confermato che quella sentenza definiva un’autonoma controversia patrimoniale e non costituiva un atto espropriativo, restando quindi soggetta all’imposta proporzionale e all’ordinario vincolo solidale. Ha inoltre riconosciuto la valida rappresentanza processuale dell’ufficio locale dell’Agenzia da parte del preposto al reparto competente, in assenza di prova dell’usurpazione del potere. Il ricorso è stato rigettato.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1961

Cassazione, sentenza n. 1961 del 26/01/2018

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI - IMPOSTA DI REGISTRO - DETERMINAZIONE DELLA BASE IMPONIBILE - VALORE VENALE - IN GENERE Accertamento in rettifica - Criteri fissati dall'art. 51, comma 3, del d.P.R. n. 131 del 1986 - Paraordinazione - Conseguenze - Fattispecie.

Gli eredi del venditore contestavano la rettifica del valore di un fabbricato ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, sostenendo che l’Ufficio avesse utilizzato soltanto la stima dell’Agenzia del territorio e introdotto in giudizio elementi ulteriori. La Corte ha affermato che i criteri dell’articolo 51, comma 3, sono pari ordinati e che la rettifica può fondarsi anche su elementi specifici relativi alle caratteristiche dell’immobile, purché idonei a consentire la difesa. Ritenute adeguate la motivazione dell’avviso e la valutazione della CTR, ha rigettato il ricorso e condannato i ricorrenti alle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 2013

Cassazione, sentenza n. 2013 del 26/01/2018

Sentenza n. 2013 del 26/01/2018

La controversia concerneva la decadenza dalle agevolazioni per la formazione della piccola proprietà contadina, dopo la permuta infraquinquennale di parte del terreno con un fondo confinante, effettuata secondo il contribuente per migliorarne lo sfruttamento. La Corte ha precisato che l’alienazione comprende ogni trasferimento negoziale della proprietà e non coincide soltanto con la vendita; pertanto anche la permuta determina la decadenza, salvo le eccezioni espressamente previste. Sono state respinte anche le doglianze sulle spese processuali e il ricorso contro l’avviso di liquidazione è stato rigettato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 2012

Cassazione, sentenza n. 2012 del 26/01/2018

Sentenza n. 2012 del 26/01/2018

La contribuente contestava la decadenza dalle agevolazioni prima casa e il recupero del credito d’imposta, sostenendo che la mancata destinazione ad abitazione principale del secondo immobile non incidesse sul relativo beneficio. La Corte distingue il primo accesso all’agevolazione dal riacquisto entro un anno successivo alla vendita infraquinquennale: in quest’ultimo caso, per evitare la decadenza, il nuovo immobile deve essere effettivamente adibito ad abitazione principale. Ritenuta inscindibile la continuità fiscale fra i due acquisti, anche per l’utilizzo del credito d’imposta, il ricorso è stato rigettato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 2011

Cassazione, sentenza n. 2011 del 26/01/2018

Sentenza n. 2011 del 26/01/2018

I giudici regionali avevano dichiarato tardivo il recupero delle imposte di registro, ipotecaria e catastale conseguente alla mancata acquisizione della residenza entro diciotto mesi dall’acquisto agevolato. La Corte ha invece affermato che la proroga biennale dei termini prevista per la definizione dei valori dichiarati si applicava anche alle violazioni concernenti agevolazioni relative alle medesime imposte. Accolto il ricorso dell’Agenzia e constatato che l’omesso trasferimento della residenza non era contestato, la sentenza è stata cassata e, decidendo nel merito, il ricorso originario dei contribuenti è stato rigettato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario

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