Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 7602

Cassazione, ordinanza n. 7602 del 28/03/2018

IRAP - Rimborso - Autonoma organizzazione - Reddito consistente.

Un professionista chiedeva il rimborso dell’IRAP, negato dalla CTR perché il reddito consistente, l’attività in più località e la presenza di altri professionisti sarebbero stati indici di autonoma organizzazione. La Cassazione ribadisce che il contribuente deve provare l’assenza di beni strumentali eccedenti il minimo e di lavoro altrui non occasionale oltre i limiti indicati, mentre l’ammontare del reddito non è di per sé decisivo. Giudicata generica e insufficiente la motivazione rispetto alle prove prodotte, accoglie il ricorso, cassa e rinvia alla CTR in diversa composizione.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7640

Cassazione, sentenza n. 7640 del 28/03/2018

Cassazione - Ricorso - In genere - Proposizione in via autonoma da parte del destinatario di un ricorso avverso la medesima sentenza - Natura - Ricorso incidentale - Configurabilità - Ammissibilità - Condizioni.

Nel giudizio sull’accertamento di ricavi non fatturati, l’Agenzia aveva proposto un autonomo ricorso dopo aver ricevuto quello della contribuente: la Cassazione lo qualifica come incidentale, poiché notificato nei termini previsti per tale impugnazione. Conferma inoltre l’applicabilità anche alle imposte dirette delle presunzioni di cessione previste in materia IVA, ma rileva che la CTR aveva valutato contraddittoriamente merci di diversa provenienza e prove documentali. Accoglie il sesto motivo principale e i due incidentali, rigetta o assorbe gli altri, cassa e rinvia per una nuova valutazione della prova contraria.

N. 7639

Cassazione, sentenza n. 7639 del 28/03/2018

Sentenza n. 7639 del 28/03/2018

La lite concerneva diversi recuperi sul reddito d’impresa, tra cui interessi passivi capitalizzati, quote di ammortamento e una sopravvenienza passiva che i giudici di merito avevano rideterminato equitativamente. La Cassazione esclude che il giudice tributario possa ricorrere all’equità per quantificare la pretesa e giudica carente la motivazione sulla documentazione della sopravvenienza; conferma invece, nella parte disponibile, che gli interessi sui prestiti per beni strumentali possono concorrere al costo solo fino alla loro entrata in funzione. Il testo fornito si interrompe prima della conclusione dell’esame e non contiene il dispositivo finale.

  • IRES
  • Contabilità e Bilancio
  • Imprese
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 7274

Cassazione, sentenza n. 7274 del 23/03/2018

Sentenza n. 7274 del 23/03/2018

Per il 2005 l’Agenzia aveva recuperato l’IVA su merci ritenute cedute internamente, sostenendo che il contratto di sfruttamento del marchio con la società albanese celasse una cessione di beni anziché royalties. La CTR aveva invece confermato l’annullamento dell’accertamento, ravvisando nei documenti un accordo trilaterale. La Cassazione ha dichiarato inammissibili le censure: la motivazione, pur disorganica, non era apparente e la dedotta omissione di elementi probatori si risolveva in una critica alla sua sufficienza, non consentita dal vigente sindacato di legittimità.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7273

Cassazione, sentenza n. 7273 del 23/03/2018

Sentenza n. 7273 del 23/03/2018

L’accertamento per il 2006 recuperava l’IVA su merci che, secondo l’Agenzia, erano rimaste in Italia, mentre il contratto con la società albanese avrebbe qualificato artificiosamente parte del corrispettivo come royalties. La CTR aveva confermato l’annullamento dell’atto valorizzando la corrispondenza contabile delle fatture relative alle merci e alle royalties. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso: una motivazione riconoscibile escludeva il vizio apparente, mentre la contestata mancata valutazione di sei elementi probatori integrava una censura di insufficienza motivazionale non più proponibile.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7272

Cassazione, sentenza n. 7272 del 23/03/2018

Sentenza n. 7272 del 23/03/2018

Per il 2004 l’Agenzia aveva recuperato l’IVA ritenendo interna una cessione di merci formalmente trattata, nell’ambito di rapporti con due società, come operazione non imponibile accompagnata da royalties. La CTR aveva confermato l’annullamento dell’avviso, reputando non provata la ricostruzione erariale e valutando contratti e fatture. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché la denunciata pretermissione di elementi probatori contestava soltanto la sufficienza della motivazione, mentre il controllo di legittimità è limitato alle anomalie motivazionali radicali indicate dalla Corte.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7271

Cassazione, sentenza n. 7271 del 23/03/2018

Sentenza n. 7271 del 23/03/2018

La controversia riguardava riprese IRPEG, IVA e IRAP relative, tra l’altro, a ricavi da vendita e manutenzione di autovetture, costi per carburante e operazioni ritenute inesistenti, sulle quali i giudici di merito avevano deciso diversamente per ciascun rilievo. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale perché privo dei quesiti di fatto e di diritto richiesti dalla disciplina applicabile. Il ricorso incidentale dell’Agenzia, notificato oltre quaranta giorni dal principale, è stato dichiarato inefficace: per conservarsi dopo l’inammissibilità dell’impugnazione principale avrebbe dovuto rispettare sia il termine interno sia quello esterno.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IVA
  • IRAP
N. 7606

Cassazione, sentenza n. 7606 del 23/03/2018

Sentenza n. 7606 del 23/03/2018

L’Ufficio aveva assoggettato ad aliquota traslativa la sentenza che, sciolta una comunione immobiliare indivisibile, assegnava il compendio a un gruppo di condividenti imponendo il pagamento agli altri di una somma pari alla loro metà del valore. La Cassazione chiarisce che la divisione resta dichiarativa e soggetta all’aliquota dell’1% quando ciascuno riceve il valore della propria quota; solo l’attribuzione eccedente è trattata come vendita. Poiché non risultavano eccedenze o conguagli ulteriori, accoglie il terzo motivo, cassa la decisione e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso introduttivo.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7275

Cassazione, sentenza n. 7275 del 23/03/2018

Sentenza n. 7275 del 23/03/2018

L’Agenzia sosteneva che operazioni presentate come cessioni non imponibili a un esportatore abituale e royalties verso una società albanese celassero una cessione interna di beni rimasti in Italia; la CTR aveva invece ricostruito un rapporto trilaterale coerente con l’esportazione. La Cassazione considera inammissibili le doglianze: la motivazione d’appello, pur disorganica, non era apparente; la critica alla valutazione delle prove sollecitava un riesame non consentito e le dedotte violazioni normative erano prive di sviluppo argomentativo. Il ricorso dell’Agenzia è dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7003

Cassazione, ordinanza n. 7003 del 21/03/2018

Accertamento - Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamento analitico induttivo - Accertamento di maggiore imponibile su base presuntiva - Motivazione - Raffronto sui prezzi - Criteri - Percentuale di ricarico- Valore presuntivo - Ammissibilità - Condizioni.

L’accertamento analitico-induttivo di maggiori ricavi per IRPEF, IVA e IRAP era fondato sulla percentuale di ricarico ricavata dal confronto tra fatture di acquisto e vendita relativo soltanto ad alcuni prodotti, senza considerare i quantitativi acquistati. La Cassazione ha confermato che anche una contabilità formalmente regolare può essere rettificata mediante presunzioni gravi, precise e concordanti, ma ha ritenuto adeguatamente motivata la valutazione della CTR circa l’insufficienza dell’unico indizio utilizzato, anche alla luce dell’eterogeneità dei beni e delle condizioni concorrenziali. I ricorsi riuniti dell’Agenzia sono stati rigettati.

N. 7040

Cassazione, ordinanza n. 7040 del 21/03/2018

Accertamento delle Imposte - Accertamento sintetico - Acquisizione di titoli - Presunzione semplice - Inversione dell'onere della prova.

L’accertamento sintetico IRPEF per il 2002 assumeva come indice di capacità contributiva l’acquisto oneroso di azioni, il cui prezzo risultava dall’atto notarile già versato; la contribuente sosteneva invece che nessun pagamento fosse avvenuto. La Corte ha precisato che l’art. 38 consente di provare l’inesistenza o la minore entità del reddito presunto, anche dimostrando la simulazione dell’atto o la sua causa gratuita. Poiché la CTR aveva motivatamente ritenuto insufficienti gli elementi offerti e il ricorso sollecitava una diversa ricostruzione fattuale, la Cassazione lo ha rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7038

Cassazione, ordinanza n. 7038 del 21/03/2018

Accertamento delle imposte - Avviso di accertamento - Abuso del diritto - Operazioni volte esclusivamente al conseguimento di un vantaggio fiscale - Inapplicabilità delle sanzioni - Esclusione.

La controversia riguardava riprese IRES e IRAP connesse a una fusione ritenuta elusiva, al riporto delle perdite dell’incorporata, ad altre componenti negative e alle relative sanzioni. La Cassazione ha affermato che le sanzioni conseguono anche all’accertamento dell’abuso del diritto, non essendo le operazioni elusive sottratte al regime sanzionatorio. Ha inoltre giudicato contraddittoria la motivazione che, riconosciuto lo svuotamento economico dell’incorporata, escludeva dal recupero alcune voci senza distinguerle adeguatamente; ha quindi accolto i primi due motivi dell’Agenzia, respinto gli altri esaminati e rigettato le censure incidentali sulle perdite fiscali, disponendo la cassazione con rinvio sui profili accolti.

  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Operazioni straordinarie
  • IRES
  • IRAP
N. 7036

Cassazione, ordinanza n. 7036 del 21/03/2018

Imposta locale sui redditi - Doppia imposizione - Redditi da fabbricati - art. 17 comma 4 DLGs n.504/92 - non applicabilità ai redditi da fabbricati appartenenti a persone fisiche e/o società - esclusione.

La società aveva escluso dall’ILOR il reddito effettivo derivante da un immobile concesso a terzi, calcolato come differenza tra canoni e costi, mentre l’Agenzia pretendeva un importo determinato secondo parametri catastali. La Corte ha interpretato l’art. 17, comma 4, del d.lgs. n. 504/1992 in funzione del divieto di doppia imposizione ICI-ILOR: l’esclusione riguarda i redditi dei fabbricati qualunque ne sia l’uso, compresi quelli strumentali o concessi in locazione o leasing. Ritenuto corretto il criterio applicato dalla contribuente, ha rigettato il ricorso dell’Agenzia e compensato le spese.

N. 7033

Cassazione, sentenza n. 7033 del 21/03/2018

ACCERTAMENTO TRIBUTARIO (NOZIONE) - AVVISO DI ACCERTAMENTO - IN GENERE Autotutela - Presupposti - Fattispecie.

Il contenzioso riguardava un avviso sostitutivo, emesso in autotutela per IRPEG, IRAP e IVA dopo l’annullamento del precedente atto carente di motivazione, nonché la prova presuntiva di acquisti ritenuti fittizi e di ricavi non dichiarati. La Corte ha affermato che l’Amministrazione può sostituire l’avviso finché non si sia formato il giudicato e non sia scaduto il termine decadenziale; la mancata notifica del PVC, formatosi in un’indagine penale senza accesso nei locali, non invalidava l’accertamento. Ha tuttavia accolto le censure per omessa pronuncia sulla sentenza penale e sul calcolo dei ricavi, nonché per insufficiente motivazione sulle presunzioni, richiedendo un nuovo esame.

  • Autotutela
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
N. 7032

Cassazione, sentenza n. 7032 del 21/03/2018

Sentenza n. 7032 del 21/03/2018

L’accertamento per il 2003 contestava costi non inerenti o non di competenza, perdite e rinunce su crediti, nonché componenti derivanti da operazioni con imprese di Paesi a fiscalità privilegiata; la CTR aveva accolto le ragioni della società. La Cassazione ha ribadito che la deduzione segue l’esercizio in cui il titolo giuridico nasce, salvo successiva certezza dell’esistenza o determinabilità dell’importo, e che perdite e rinunce su crediti richiedono elementi certi e precisi. Ha accolto numerose censure dell’Agenzia per motivazione insufficiente o violazione della competenza, dichiarando invece inammissibili i motivi che introducevano in appello una diversa causa della ripresa.

N. 7031

Cassazione, sentenza n. 7031 del 21/03/2018

Sentenza n. 7031 del 21/03/2018

L’avviso per IVA, IRPEF e IRAP era fondato sullo scostamento dai parametri applicabili all’attività commerciale, dopo che il contribuente non aveva partecipato al contraddittorio regolarmente attivato. La Corte ha ricordato che gli standard costituiscono presunzioni semplici, la cui consistenza emerge dal contraddittorio; se il contribuente non compare o non allega elementi, l’Ufficio non deve integrare ulteriormente la prova e la motivazione oltre il disallineamento rilevato. Esclusa anche la decadenza e ritenute generiche le prove contrarie dedotte, la Cassazione ha rigettato il ricorso e confermato l’accertamento.

N. 7030

Cassazione, sentenza n. 7030 del 21/03/2018

Sentenza n. 7030 del 21/03/2018

La controversia riguardava la deducibilità, ai fini del reddito d’impresa, di costi documentati da dodici fatture, che l’Ufficio riferiva a operazioni a premio e la contribuente a servizi di diffusione del marchio. La Cassazione ha confermato la valutazione della CTR: soltanto per due fatture la documentazione provava la natura promozionale dei servizi, mentre per le altre dieci mancavano elementi idonei, anche presuntivi, e l’asserita mancata contestazione dell’Ufficio non era autosufficiente. Sono stati respinti sia il ricorso principale sia quello incidentale, con compensazione delle spese.

N. 7029

Cassazione, sentenza n. 7029 del 21/03/2018

IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - PROCEDIMENTO - IN GENERE Comunicazione telematica - Impossibilità per "casella piena" - Comunicazione mediante deposito in cancelleria - Legittimità - Fondamento.

Nel giudizio relativo a cartelle emesse dopo avvisi di accertamento, la Corte aveva ordinato l’integrazione del contraddittorio nei confronti dei soci, ma nessuna parte vi aveva provveduto nel termine perentorio. La comunicazione telematica al difensore del contribuente non era stata consegnata perché la casella PEC risultava piena: secondo la Cassazione, tale circostanza è imputabile al destinatario e rende rituale la comunicazione mediante deposito in cancelleria. Accertata la regolarità della comunicazione, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e le spese compensate.

N. 7028

Cassazione, sentenza n. 7028 del 21/03/2018

Sentenza n. 7028 del 21/03/2018

L’accertamento riguardava costi d’impresa ritenuti non inerenti o non documentati e una ripresa IVA relativa a cessioni intracomunitarie; la CTR aveva confermato l’annullamento di gran parte delle riprese. La Cassazione ha rilevato che il giudice regionale non aveva risposto alle specifiche critiche dell’Ufficio sulle spese promozionali, aveva omesso di pronunciarsi su diverse ulteriori voci di costo e aveva motivato solo apparentemente sulla ripresa IVA. Il ricorso dell’Agenzia è stato quindi accolto, con cassazione della sentenza e rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
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  • Contabilità e Bilancio
N. 7022

Cassazione, ordinanza n. 7022 del 21/03/2018

Accertamento delle Imposte -Avviso di accertamento - Gestione della società - Registrazioni contabili - Eliminazione di rifiuti speciali - Valutazione del giudice.

L’Ufficio aveva ricostruito ricavi non contabilizzati di un’attività di riparazione e vendita di componenti per autoveicoli, valorizzando differenze nelle movimentazioni delle batterie e dati sullo smaltimento di rifiuti speciali. La CTR aveva annullato l’accertamento dopo avere esaminato analiticamente gli indizi, rilevando, tra l’altro, la mancata applicazione della media ponderata a beni diversi per tipologia e prezzo. La Cassazione ha ritenuto tale valutazione coerente con i criteri di gravità, precisione e concordanza delle presunzioni e ha rigettato il ricorso dell’Agenzia.

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