Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

Documenti ufficiali conservati in formato PDF e collegati alla fonte originaria

Sentenze

11.961 documenti

N. 14563

Cassazione, sentenza n. 14563 del 6/06/2018

TRIBUTI (IN GENERALE) - IN GENERE Prelievo sulle somme giocate mediante apparecchi da intrattenimento - Trasmissione di dati difformi - Responsabili in solido - Individuazione.

La lite riguardava il maggior prelievo erariale unico su giocate effettuate mediante apparecchi autorizzati, ma comunicate telematicamente in misura difforme, con autore dell’illecito identificato. La Corte ha escluso che la responsabilità solidale riguardasse soltanto il PREU calcolato sui dati regolarmente trasmessi: nella disciplina temporalmente applicabile rispondevano solidalmente anche installatore, possessore dei locali e concessionario di rete, se non già debitori principali. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la sentenza è stata cassata e il ricorso introduttivo della concessionaria rigettato nel merito.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 14280

Cassazione, ordinanza n. 14280 del 4/06/2018

Accertamento - Avviso di accertamento - Notifica - Domicilio - Variazione - Effetti.

La contribuente contestava un atto di riscossione per IRPEF e IVA, sostenendo che l’avviso presupposto fosse stato notificato al precedente indirizzo nonostante una variazione comunicata con il modello IVA. La Cassazione ha riconosciuto che tale comunicazione costituisce un elemento idoneo a rendere noto all’Amministrazione il domicilio prescelto anche per le notificazioni, senza che siano richiesti particolari requisiti formali ulteriori. Ritenendo errata la decisione della CTR, che aveva negato rilievo alla variazione, la Corte ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e disposto il rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Riscossione
  • IVA
  • IRPEF
N. 14038

Cassazione, ordinanza n. 14038 del 1/06/2018

Rimborsi - Incentivo all'esodo - Termine.

Il contribuente aveva ottenuto nei gradi di merito il rimborso dell’IRPEF trattenuta sull’incentivo all’esodo, facendo decorrere il termine dalla pronuncia europea che aveva accertato il contrasto della disciplina interna con il diritto dell’Unione. La Cassazione ha invece stabilito che l’istanza deve essere presentata entro quarantotto mesi dalla trattenuta, non dalla sentenza della Corte di giustizia. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, cassato la decisione impugnata e, decidendo nel merito, respinto il ricorso originario del contribuente.

N. 24782

Cassazione, sentenza n. 24782 del 1/06/2018

Dichiarazione - Modello 770 - Certificazione fiscale - Omesse ritenute.

Il giudizio penale riguardava l’omesso versamento delle ritenute relative al 2010 e la possibilità di provare il rilascio delle certificazioni ai sostituiti mediante il solo modello 770. Le Sezioni Unite hanno stabilito che, nel testo dell’art. 10-bis anteriore alla modifica del 2015, la dichiarazione del sostituto non era da sola sufficiente: spettava all’accusa dimostrare la consegna delle certificazioni, mentre la novella, di carattere innovativo, non poteva applicarsi retroattivamente. Poiché la condanna si fondava esclusivamente sul modello 770 e sul silenzio dell’imputato, la sentenza è stata annullata con rinvio.

N. 14124

Cassazione, ordinanza n. 14124 del 1/06/2018

IVA - Operazioni esenti - Esenzioni attività didattica art.10, n.20, D.P.R. n. 633/1972 - Attività formalmente riconosciuta - Presupposto.

L’Amministrazione aveva recuperato l’IVA su prestazioni didattiche rese da un ente accreditato, sostenendo che i corsi non fossero finanziati né inseriti nei cataloghi formativi di un soggetto pubblico. La Cassazione ha affermato che l’esenzione prevista per le attività educative, didattiche e formative richiede il formale riconoscimento dell’organismo da parte dell’amministrazione competente o di un organismo vigilato, senza necessità dell’ulteriore inserimento dei singoli corsi nei cataloghi pubblici. Poiché l’accreditamento regionale era pacifico, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
N. 14117

Cassazione, ordinanza n. 14117 del 1/06/2018

Contenzioso - Istruzione probatoria - Osservatorio Mercato Immobiliare - Quotazioni - Fonte tipica di prova - Esclusione.

La controversia riguardava un accertamento di maggior valore ai fini delle imposte di registro e ipotecaria, motivato mediante un generico richiamo a immobili similari e alle quotazioni OMI. La Cassazione ha precisato che tali quotazioni non costituiscono una fonte tipica di prova, ma soltanto uno strumento estimativo capace di offrire indicazioni di larga massima; l’atto deve esporre il criterio adottato e gli elementi concreti necessari alla difesa del contribuente. Accolto il motivo relativo alla motivazione dell’accertamento e respinta la censura sulla motivazione della sentenza, la Corte ha cassato con rinvio.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 14113

Cassazione, ordinanza n. 14113 del 1/06/2018

Imposta sul reddito delle persone fisiche - Redditi diversi - Vendita di terreni edificabili- Plusvalenze -Attività produttiva proprietario o possessore - Applicabilità - Esclusione.

Un avviso IRPEF 2008 aveva assoggettato a tassazione la plusvalenza derivante da una compravendita che la CTR aveva riqualificato da cessione di immobili a cessione di terreni edificabili. La Cassazione ha ribadito che la disciplina dei redditi diversi colpisce la plusvalenza originata dalla destinazione edificatoria di un terreno non ancora edificato, non quella relativa a un terreno sul quale insista già un fabbricato. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è stata cassata con rinvio ad altra sezione della CTR.

  • IRPEF
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 14043

Cassazione, ordinanza n. 14043 del 1/06/2018

IVA - Avvisi di rettifica - Depositi IVA.

La controversia riguardava avvisi di rettifica per IVA all’importazione, emessi perché merci extra UE erano state immesse solo virtualmente in un deposito IVA, senza effettivo immagazzinamento. La Cassazione ha confermato che l’introduzione materiale costituisce il presupposto dell’esenzione e che, se manca, l’imposta è dovuta; tuttavia, qualora l’IVA sia stata assolta mediante autofatturazione e inversione contabile, la violazione resta formale e non elimina il diritto alla detrazione. La Corte ha dichiarato inammissibile il primo motivo e ritenuto fondate, nei termini esposti, le doglianze sul contraddittorio e sul trattamento dell’imposta.

N. 13639

Cassazione, ordinanza n. 13639 del 30/05/2018

Accertamento - Avviso di accertamento - Notifica - Successione - Modalità.

Una cartella per debiti IVA del defunto era stata confermata dalla CTR nei confronti dei familiari, sebbene questi avessero rinunciato all’eredità, perché gli avvisi notificati dopo il decesso non erano stati impugnati. La Cassazione ha affermato che il semplice chiamato non risponde dei debiti tributari e che la rinuncia validamente esercitata opera retroattivamente; spettava inoltre all’Amministrazione provare un’eventuale precedente accettazione, anche mediante il possesso dei beni. La sentenza è stata cassata e il ricorso introduttivo contro la cartella accolto nel merito.

N. 13624

Cassazione, sentenza n. 13624 del 30/05/2018

Sentenza n. 13624 del 30/05/2018

L’accertamento contestava al socio, per trasparenza, maggiori IRPEF e anche IVA, IRAP, interessi e sanzioni derivanti da fatture ritenute riferite a operazioni soggettivamente inesistenti della società partecipata. La CTR aveva annullato la pretesa, rilevando che l’Amministrazione non aveva offerto indizi gravi, precisi e concordanti sull’inesistenza delle operazioni e che la decisione riguardante la società produceva effetti anche sul socio, in assenza di posizioni personali. La Cassazione ha escluso vizi logici della motivazione e rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • IRPEF
  • Processo tributario
N. 13610

Cassazione, sentenza n. 13610 del 30/05/2018

Sentenza n. 13610 del 30/05/2018

L’Agenzia delle Entrate aveva riqualificato come cessione d’azienda il conferimento di un’azienda in una società neocostituita, seguito a breve distanza dalla cessione delle relative partecipazioni, recuperando imposte di registro e ipotecaria. La Cassazione ha ritenuto applicabile, secondo la disciplina vigente per la fattispecie, il criterio dell’effetto giuridico unitario degli atti collegati; ha inoltre precisato che tale qualificazione non costituisce applicazione di una norma antielusiva. Accolto il primo motivo principale e respinto il ricorso incidentale, ha cassato la sentenza con rinvio alla CTR per riesaminare l’operazione.

  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Società
  • Processo tributario
N. 13388

Cassazione, sentenza n. 13388 del 29/05/2018

Trust - Azione revocatoria - Legittimazione passiva del beneficiario.

Due creditori avevano ottenuto la revocatoria dell’atto con cui alcuni immobili erano stati conferiti in un trust destinato ai bisogni familiari e lavorativi dei beneficiari; disponente e trustee contestavano, tra l’altro, la mancata partecipazione di questi ultimi. La Cassazione ha chiarito che il beneficiario è litisconsorte necessario soltanto quando l’atto dispositivo sia oneroso, poiché solo allora il suo stato soggettivo integra la fattispecie revocatoria. Avendo qualificato come gratuito il conferimento esaminato, la Corte ha escluso la necessità di chiamare i beneficiari e ha rigettato le relative censure.

N. 13354

Cassazione, ordinanza n. 13354 del 28/05/2018

Accertamento delle Imposte - Competenze e poteri degli uffici - Fatturazione delle operazioni - frodi carosello di tipo triangolare - Onere della prova a carico del contribuente - Esclusione.

Gli avvisi IVA disconoscevano la detrazione relativa a fatture per operazioni soggettivamente inesistenti inserite in una frode carosello; la CTR aveva escluso la prova della complicità della società acquirente. La Cassazione ha precisato che, in una triangolazione poco complessa, l’Ufficio assolve il proprio onere dimostrando l’inadeguatezza personale e strumentale dell’interposto, senza dover provare la complicità del cessionario; spetta poi a quest’ultimo dimostrare la propria buona fede. Accolto il terzo motivo e dichiarati inammissibili gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 13322

Cassazione, ordinanza n. 13322 del 28/05/2018

Contenzioso - Ricorso e introduzione - Accertamento del reddito da partecipazione in società di persone - Estinzione della società per cancellazione dal registro delle imprese - Successione universale del socio.

Un socio illimitatamente responsabile contestava l’avviso IRPEF notificatogli dopo la cancellazione della società di persone, sostenendo che l’accertamento verso l’ente estinto non potesse fondare la pretesa nei suoi confronti. La Cassazione ha affermato che la cancellazione determina un fenomeno successorio: i debiti sociali si trasferiscono ai soci, nei limiti della responsabilità applicabile durante la vita della società. Poiché l’avviso era stato notificato anche al socio, che aveva presentato istanza di accertamento con adesione, la Corte ha ritenuto coerente la decisione della CTR e rigettato il ricorso.

  • Società di persone
  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 13136

Cassazione, sentenza n. 13136 del 25/05/2018

Sentenza n. 13136 del 25/05/2018

Una società in nome collettivo, già cancellata, aveva impugnato cartelle e ruoli notificati a un ex socio; la CTR aveva riconosciuto la legittimazione della società e ritenuto dovute le somme. La Cassazione ha stabilito che la cancellazione estingue l’ente e ne elimina la capacità processuale, mentre i rapporti debitori si trasferiscono ai soci secondo il rispettivo regime di responsabilità; ha inoltre ritenuto raggiunto lo scopo della notificazione, poiché il socio aveva conosciuto la pretesa. Accolto il ricorso incidentale dell’Agenzia, ha cassato senza rinvio e dichiarato inammissibile il ricorso originario della società.

  • Società di persone
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 13122

Cassazione, sentenza n. 13122 del 25/05/2018

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.) - REDDITI DI IMPRESA - DETERMINAZIONE DEL REDDITO - PLUSVALENZE PATRIMONIALI Concordato - Art. 86, comma 5, del T.u.i.r. - Portata - Ragioni.

La controversia riguardava, tra l’altro, la tassazione della plusvalenza derivante da una cessione d’azienda realizzata durante un concordato preventivo, oltre a riprese su canoni, costi e operazioni ritenute inesistenti. La Cassazione ha escluso l’applicazione dell’art. 86, comma 5, TUIR, perché l’operazione eseguita era difforme dalla proposta concordataria: l’esclusione delle plusvalenze richiede che la cessione attui il concordato, non che avvenga soltanto durante la procedura. Respinte o dichiarate inammissibili le censure principali esaminate, la Corte ha invece ritenuto fondato il motivo incidentale dell’Agenzia sul trattamento IVA delle cessioni intracomunitarie inesistenti.

  • IRES
  • IVA
  • Operazioni straordinarie
  • Procedure concorsuali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 13120

Cassazione, sentenza n. 13120 del 25/05/2018

Sentenza n. 13120 del 25/05/2018

La società affidataria del servizio rifiuti contestava l’esclusione dalla TIA di locali privi dei servizi essenziali e, in concreto, non occupati, sostenendo anche la necessità di rinnovare annualmente la relativa denuncia. La Cassazione ha confermato che l’inidoneità oggettiva dei locali a produrre rifiuti era stata documentata e che la denuncia conserva efficacia negli anni successivi finché le condizioni restano invariate, senza necessità di reiterazione annuale. Ritenuto non derogabile in senso peggiorativo il quadro statale mediante regolamento comunale, la Corte ha rigettato il ricorso dell’ente gestore.

N. 12909

Cassazione, ordinanza n. 12909 del 24/05/2018

Ordinanza n. 12909 del 24/05/2018

La controversia concerneva l’imposta complementare di registro applicata a un’operazione articolata nel conferimento di un ramo d’azienda e nella successiva cessione delle azioni della conferitaria. La Cassazione ha affermato che la garanzia dei sessanta giorni dal verbale spetta soltanto al soggetto sottoposto alla verifica e, secondo la disciplina temporale applicabile, ha confermato la riqualificazione unitaria dell’operazione come cessione d’azienda, individuando tra gli obbligati solidali anche l’acquirente finale. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna alle spese e ulteriore contributo unificato.

  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 12696

Cassazione, ordinanza n. 12696 del 23/05/2018

Ordinanza n. 12696 del 23/05/2018

Una società aveva impugnato un accertamento IVA, IRPEF e IRAP fondato sullo studio di settore, lamentando soprattutto la mancata instaurazione del contraddittorio preventivo; la CTR aveva invece reputato tale omissione irrilevante. La Cassazione ha ribadito che gli standard costituiscono presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza emerge soltanto dal contraddittorio obbligatorio con il contribuente, richiesto a pena di nullità dell’accertamento. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario, compensando integralmente le spese.

N. 12675

Cassazione, sentenza n. 12675 del 23/05/2018

TRIBUTI (IN GENERALE) - ACCERTAMENTO TRIBUTARIO (NOZIONE) - AVVISO DI ACCERTAMENTO - NOTIFICA Violazione di norme tributarie da parte del legale rappresentante di una società - Rapporto di immedesimazione organica - Interruzione - Esclusione.

L’Amministrazione contestava l’annullamento di un accertamento per maggiori imposte e sanzioni, fondato su vendite illecite compiute dal presidente di una cooperativa, che i giudici di merito avevano ritenuto estranee all’ente. La Cassazione ha stabilito che l’illecito del legale rappresentante non interrompe, da solo, l’immedesimazione organica: l’ente può risponderne anche fiscalmente, salvo il piano penale personale, quando gli atti si manifestino come esercizio dell’attività societaria. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

Le sintesi editoriali sono generate con Codex esclusivamente sulla base dei documenti acquisiti dalle fonti istituzionali e servono a orientare la consultazione; non sostituiscono la lettura integrale. I PDF sono copie di consultazione dei documenti o delle relative pagine istituzionali. Per verificare eventuali aggiornamenti o allegati, consulta sempre la fonte istituzionale.