Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

Documenti ufficiali conservati in formato PDF e collegati alla fonte originaria

Sentenze

11.961 documenti

N. 2844

Cassazione, sentenza n. 2844 del 31/01/2019

Sentenza n. 2844 del 31/01/2019

L’accertamento riguardava l’omessa dichiarazione di una società poi fallita e diverse riprese IRPEG e ILOR, tra cui costi professionali, svalutazione di una partecipazione e rimanenze di lavori ultrannuali. La Corte ritiene che il termine semestrale per approvare il bilancio rilevi fiscalmente solo se le particolari esigenze siano richiamate nel verbale; considera invece deducibili i compensi professionali nell’esercizio di ultimazione delle prestazioni e rinvia all’esercizio del fallimento la svalutazione sotto il minimo fiscale della partecipazione. Dichiara inoltre inammissibili le censure che sollecitavano una nuova valutazione delle rimanenze.

  • Dichiarazioni
  • Contabilità e Bilancio
  • IRES
  • Imprese
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
N. 2843

Cassazione, sentenza n. 2843 del 31/01/2019

Sentenza n. 2843 del 31/01/2019

L’accertamento aveva rideterminato induttivamente ricavi ai fini delle imposte dirette, dell’IRAP e dell’IVA mediante uno studio di settore, contestato dalla società perché non rappresentativo della specifica attività esercitata. La Corte ha ribadito che lo scostamento dallo standard integra soltanto una presunzione semplice e che l’atto deve dimostrarne l’applicabilità concreta, confrontandosi con le giustificazioni del contribuente. Poiché la Commissione regionale aveva affermato apoditticamente l’insuperabilità dello studio senza esaminare le contestazioni, la sentenza è stata cassata con rinvio, accogliendo i motivi sul vizio motivazionale.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
N. 2842

Cassazione, sentenza n. 2842 del 31/01/2019

Sentenza n. 2842 del 31/01/2019

La controversia riguardava dazi e IVA all’importazione richiesti per merci accompagnate da certificati di origine preferenziale ritenuti irregolari, nonché l’efficacia dell’autofatturazione eseguita all’estrazione dal deposito IVA. La Corte ha rigettato il ricorso contro il diniego di revocazione, precisando che l’errore revocatorio deve emergere immediatamente dagli atti e non può consistere in una valutazione delle risultanze processuali. Nel giudizio principale ha invece accolto il terzo e il nono motivo, riconoscendo la fondatezza della censura sul reverse charge, e ha cassato con rinvio; gli altri motivi sono stati respinti o assorbiti.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2852

Cassazione, sentenza n. 2852 del 31/01/2019

Sentenza n. 2852 del 31/01/2019

L’Amministrazione aveva determinato una plusvalenza IRPEF derivante dalla cessione di diritti su un terreno assumendo come corrispettivo il maggior valore definito dall’acquirente ai fini dell’imposta di registro. La Corte afferma che, in forza della norma interpretativa applicabile retroattivamente, il maggior corrispettivo non può essere presunto soltanto dal valore dichiarato, accertato o definito per l’imposta di registro, superando il precedente orientamento contrario. Poiché l’Ufficio non aveva fornito ulteriori elementi, il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 2851

Cassazione, sentenza n. 2851 del 31/01/2019

Sentenza n. 2851 del 31/01/2019

La lite traeva origine dall’accertamento del reddito di partecipazione attribuito al socio di una società cui erano state contestate fatture per operazioni inesistenti; i giudici di merito avevano accolto il ricorso del socio richiamando l’esito favorevole ottenuto dalla società. La Corte non esamina le censure dell’Agenzia, perché il ricorso era stato notificato prima al contribuente e poi alla sua erede, entrambi già deceduti, senza individuare eventuali ulteriori eredi. Riuniti i procedimenti duplicati, dichiara inesistente la notificazione e inammissibile il ricorso.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
N. 2850

Cassazione, sentenza n. 2850 del 31/01/2019

Sentenza n. 2850 del 31/01/2019

La controversia concerneva l’utilizzabilità in giudizio di fatture non trasmesse in risposta a un questionario dell’Ufficio e successivamente prodotte dal contribuente contro un accertamento induttivo ai fini IRES, IRAP e IVA. La Corte distingue la mancata esibizione, che comporta inutilizzabilità indipendentemente dall’intento del contribuente salvo prova di una causa non imputabile, dal consapevole rifiuto od occultamento disciplinato separatamente; rileva inoltre che tale causa deve essere allegata, non soltanto affermata. Accoglie i primi tre motivi dell’Agenzia, cassa la sentenza e rinvia alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
  • IRES
N. 2849

Cassazione, sentenza n. 2849 del 31/01/2019

Sentenza n. 2849 del 31/01/2019

Una società contestava il recupero di costi per omaggi e servizi promozionali, sostenendo l’erroneo impiego delle presunzioni e la regolarità della contabilità. La Corte conferma che l’accertamento analitico-induttivo è consentito anche con scritture formalmente corrette quando indizi gravi, precisi e concordanti ne mettano in dubbio completezza e fedeltà, trasferendo sul contribuente l’onere della prova contraria; ritiene adeguatamente valutati l’assenza di giustificazione degli omaggi e il contenuto insufficiente delle fatture. Il ricorso della società è rigettato.

N. 2848

Cassazione, sentenza n. 2848 del 31/01/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE GIURIDICHE (I.R.P.E.G.) (TRIBUTI POSTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) - SOGGETTI PASSIVI Comunione familiare montana - Esenzione IRPEG - Spettanza - Condizioni.

Un ente qualificatosi come comunione familiare montana chiedeva il rimborso dell’IRPEG, sostenendo di essere gestore di demanio collettivo esente; i giudici di merito avevano accolto la domanda valorizzandone le finalità tradizionali e ambientali. La Corte precisa che l’esenzione richiede attività esclusivamente d’interesse collettivo e godimento del territorio spettante all’intera collettività, condizioni che il contribuente deve provare. Accertati invece un’attività agrituristica commerciale e un godimento riservato agli associati, accoglie il ricorso dell’Agenzia e, decidendo nel merito, rigetta la domanda di rimborso.

N. 2558

Cassazione, sentenza n. 2558 del 30/01/2019

Sentenza n. 2558 del 30/01/2019

L’avviso aveva rettificato il reddito del 1996, disconoscendo l’esenzione ILOR sui proventi di un finanziamento alla controllante; la CTR, riformando la decisione provinciale favorevole alla società, aveva accolto la ricostruzione dell’Agenzia. La Cassazione applica la garanzia dei sessanta giorni successivi al verbale di chiusura anche agli accessi destinati alla sola acquisizione di documentazione, salvo ragioni urgenti che l’Ufficio deve provare. Poiché l’accertamento fu notificato tre giorni dopo il verbale e nessuna urgenza era stata prospettata, la Corte cassa la sentenza e dichiara nullo l’atto, senza esaminare il merito della pretesa.

N. 2557

Cassazione, sentenza n. 2557 del 30/01/2019

Sentenza n. 2557 del 30/01/2019

L’Agenzia aveva accertato induttivamente il reddito personale del socio, ritenendo non adeguatamente giustificati i finanziamenti effettuati alla società unipersonale; i giudici di merito avevano invece valorizzato disponibilità precedenti e disinvestimenti azionari. La Cassazione precisa che non basta un generico richiamo a somme disponibili o a disinvestimenti risalenti: occorre individuare i cespiti ritenuti fiscalmente assolti e liberamente utilizzabili. Accoglie quindi il motivo dell’Ufficio entro tale limite, senza rivalutare conteggi e congruità delle somme, cassa la sentenza e rinvia alla CTR in diversa composizione.

N. 2556

Cassazione, sentenza n. 2556 del 30/01/2019

Sentenza n. 2556 del 30/01/2019

La CTR aveva ritenuto tempestivo l’appello del contribuente e, nel merito, aveva ridotto del 50% i maggiori ricavi accertati per il 2005. La Cassazione rileva invece che, trattandosi di controversia introdotta dopo la riforma del 2009, il termine lungo era di sei mesi, cui aggiungere i quarantasei giorni di sospensione feriale: alla data del 14 ottobre 2010 l’impugnazione era già tardiva. Accoglie pertanto il ricorso dell’Agenzia e cassa senza rinvio, essendosi formato il giudicato sulla sentenza di primo grado che aveva respinto il ricorso del contribuente.

N. 2555

Cassazione, sentenza n. 2555 del 30/01/2019

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TRIBUTI LOCALI POSTERIORI ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972 ICI - Avviso di accertamento - Contenuto.

Quattro accertamenti ICI avevano rideterminato il valore di un’area interessata dalla trasformazione di un fabbricato, indicando essenzialmente un costo al metro quadro; la CTR li aveva annullati anche per difetto di motivazione. La Cassazione conferma che l’atto deve esporre in modo intelligibile i presupposti del maggior valore e il collegamento con i parametri legali, non essendo sufficiente una stima apodittica né il mero richiamo alla DIA. Tale vizio non è sanato dalle difese svolte nel merito e impedisce al giudice di sostituirsi all’ente nella ricerca dell’imponibile; il ricorso comunale è quindi rigettato.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 2568

Cassazione, sentenza n. 2568 del 30/01/2019

Sentenza n. 2568 del 30/01/2019

La lite concerneva una cartella per omessi versamenti di ritenute IRPEF e la produzione documentale effettuata dall’Amministrazione nel giudizio di primo grado. La Commissione regionale aveva rilevato d’ufficio un’irregolarità del contraddittorio, annullando la decisione e assegnando alla contribuente un termine per motivi aggiunti, sebbene tale questione non fosse stata dedotta in appello. La Corte ha ravvisato ultrapetizione e omessa pronuncia sulla censura effettivamente proposta, relativa all’utilizzabilità dei documenti, cassando la sentenza con rinvio alla Commissione regionale in diversa composizione.

N. 2567

Cassazione, sentenza n. 2567 del 30/01/2019

Sentenza n. 2567 del 30/01/2019

La Commissione regionale aveva dichiarato inammissibili sia l’appello principale della contribuente sia gli appelli incidentali dell’Amministrazione e dell’agente della riscossione, per mancato deposito della relativa copia presso la segreteria del giudice di primo grado. La Corte ha confermato che tale adempimento grava anche sull’appellante incidentale tempestivo quando l’appello principale è inammissibile, poiché l’impugnazione incidentale conserva carattere autonomo e occorre evitare un’erronea attestazione del giudicato. Esclusi l’abuso processuale e i presupposti per la rimessione in termini, i ricorsi sono stati integralmente rigettati.

N. 2566

Cassazione, sentenza n. 2566 del 30/01/2019

Sentenza n. 2566 del 30/01/2019

Il giudizio riguardava il rimborso del 90% delle imposte versate per il triennio 1990-1992 da un contribuente colpito dal sisma del dicembre 1990, riconosciuto dai giudici di merito anche in presenza di ritenute operate dal datore di lavoro. La Corte ha confermato che l’agevolazione spetta sia a chi non aveva ancora pagato sia a chi aveva già versato, e che anche il sostituito può richiedere il rimborso delle ritenute. Ritenuta tempestiva l’istanza presentata entro due anni dall’entrata in vigore della legge indicata in sentenza, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

N. 2565

Cassazione, sentenza n. 2565 del 30/01/2019

Sentenza n. 2565 del 30/01/2019

La società ha chiesto la revocazione di una precedente sentenza di cassazione che, reputando soggettivamente inesistenti alcune operazioni, aveva negato la detrazione IVA e la deduzione dei costi, sul presupposto dell’esercizio dell’azione penale. La Corte ha rilevato un errore percettivo decisivo: dagli atti risultava già una sentenza penale irrevocabile di assoluzione, circostanza non considerata nella decisione precedente, e ha quindi accolto la revocazione. Nella fase rescissoria ha inoltre ritenuto fondati i primi quattro motivi dell’Agenzia sulla valutazione degli indizi, sull’onere probatorio e sull’autonoma verifica delle risultanze penali.

  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2564

Cassazione, sentenza n. 2564 del 30/01/2019

Sentenza n. 2564 del 30/01/2019

Una società contestava una cartella relativa a contributi, deducendo fra l’altro l’inesistenza della notificazione postale priva di relata e la carenza di legittimazione passiva dell’agente della riscossione rispetto ai vizi della pretesa. La Corte ha confermato che il concessionario può notificare direttamente la cartella mediante raccomandata con avviso di ricevimento, senza apposita relata. Pur precisando che l’agente può essere convenuto anche per vizi degli atti presupposti, ha dichiarato inammissibile la relativa censura per mancata dimostrazione della sua tempestiva proposizione e ha rigettato integralmente il ricorso.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2563

Cassazione, sentenza n. 2563 del 30/01/2019

Sentenza n. 2563 del 30/01/2019

La società impugnava il diniego del nulla osta per un credito d’imposta relativo a investimenti in ricerca e sviluppo, comunicato dopo l’invio telematico del formulario e motivato dall’esaurimento delle risorse disponibili. La Corte ha ritenuto legittimo il sistema di prenotazione e contingentamento applicabile anche ai crediti già maturati, richiamando l’esito del giudizio costituzionale promosso nella stessa controversia. Ha inoltre giudicato sufficiente la motivazione del diniego e non invalidante l’asserita carenza nell’indicazione del responsabile del procedimento, rigettando il ricorso e compensando le spese.

  • Ricerca e Sviluppo
  • Agevolazioni Fiscali
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 2562

Cassazione, sentenza n. 2562 del 30/01/2019

Sentenza n. 2562 del 30/01/2019

L’accertamento IRPEF per il 2005 derivava da attività finanziarie detenute in Svizzera e applicava la presunzione, introdotta nel 2009, secondo cui gli investimenti non dichiarati in Stati a fiscalità privilegiata sono costituiti con redditi sottratti a tassazione. La Corte ha escluso l’efficacia retroattiva della presunzione, qualificandola come norma sostanziale incidente sulla determinazione della base imponibile e rilevando le conseguenze sul diritto di difesa. Accolto il ricorso del contribuente e dichiarato inammissibile quello incidentale dell’Amministrazione per difetto di autosufficienza, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IRPEF
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2561

Cassazione, sentenza n. 2561 del 30/01/2019

Sentenza n. 2561 del 30/01/2019

L’accertamento aveva recuperato maggiori imponibili IRES, IRAP e IVA, considerando i ripetuti versamenti in contanti dei soci, formalmente qualificati come finanziamenti infruttiferi, indizio di ricavi occultati. La Corte ha ritenuto legittima la valutazione complessiva del giudice di merito: anche un unico indizio grave e preciso può sostenere la presunzione, spettando poi alla società dimostrare la diversa provenienza delle somme. Dichiarata l’estinzione parziale per la definizione agevolata dei carichi interessati e respinte le censure residue sull’IRES, la sentenza è stata cassata soltanto per il ricalcolo più favorevole delle sanzioni.

Le sintesi editoriali sono generate con Codex esclusivamente sulla base dei documenti acquisiti dalle fonti istituzionali e servono a orientare la consultazione; non sostituiscono la lettura integrale. I PDF sono copie di consultazione dei documenti o delle relative pagine istituzionali. Per verificare eventuali aggiornamenti o allegati, consulta sempre la fonte istituzionale.