Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 2567

Cassazione, sentenza n. 2567 del 30/01/2019

Sentenza n. 2567 del 30/01/2019

La Commissione regionale aveva dichiarato inammissibili sia l’appello principale della contribuente sia gli appelli incidentali dell’Amministrazione e dell’agente della riscossione, per mancato deposito della relativa copia presso la segreteria del giudice di primo grado. La Corte ha confermato che tale adempimento grava anche sull’appellante incidentale tempestivo quando l’appello principale è inammissibile, poiché l’impugnazione incidentale conserva carattere autonomo e occorre evitare un’erronea attestazione del giudicato. Esclusi l’abuso processuale e i presupposti per la rimessione in termini, i ricorsi sono stati integralmente rigettati.

N. 2566

Cassazione, sentenza n. 2566 del 30/01/2019

Sentenza n. 2566 del 30/01/2019

Il giudizio riguardava il rimborso del 90% delle imposte versate per il triennio 1990-1992 da un contribuente colpito dal sisma del dicembre 1990, riconosciuto dai giudici di merito anche in presenza di ritenute operate dal datore di lavoro. La Corte ha confermato che l’agevolazione spetta sia a chi non aveva ancora pagato sia a chi aveva già versato, e che anche il sostituito può richiedere il rimborso delle ritenute. Ritenuta tempestiva l’istanza presentata entro due anni dall’entrata in vigore della legge indicata in sentenza, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

N. 2389

Cassazione, sentenza n. 2389 del 29/01/2019

Sentenza n. 2389 del 29/01/2019

L’accertamento per il 2005 comprendeva interessi su un finanziamento infragruppo, costi di consulenza, operazioni ritenute fittizie, ritenute sui dividendi alla controllante estera e IVA relativa a esportazioni. La Cassazione conferma, tra l’altro, che il limite di permanenza dei verificatori riguarda i giorni di effettiva attività presso la sede e che il suo superamento non invalida l’accertamento; ritiene inoltre adeguata la valutazione della CTR sulla carente prova dei costi. Respinti i motivi, la Corte cassa tuttavia la sentenza e rinvia limitatamente alla verifica dei presupposti soggettivi della disciplina sopravvenuta sulle sanzioni per omesso versamento delle ritenute.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IVA
  • Estero
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 2388

Cassazione, sentenza n. 2388 del 29/01/2019

Sentenza n. 2388 del 29/01/2019

La controversia investe un accertamento IRES e IVA relativo a costi di consulenza, ritenute non operate su dividendi corrisposti a una controllante estera ed esportazioni ritenute non provate. La Cassazione esclude che il superamento del termine di permanenza dei verificatori determini, senza una specifica sanzione normativa, invalidità dell’accertamento; reputa inoltre congrua la motivazione della CTR sull’insufficiente documentazione dei costi. Quanto all’esenzione delle ritenute, precisa che, in caso di contestazione, spetta al contribuente provare i requisiti sostanziali della partecipazione e del controllo, non bastando semplici dichiarazioni private.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IVA
  • Estero
  • Processo tributario
N. 2387

Cassazione, sentenza n. 2387 del 29/01/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE GIURIDICHE (I.R.P.E.G.) - DETERMINAZIONE - IN GENERE Operazioni infragruppo - Disciplina del "transfer pricing" - Prestito - Applicabilità agli interessi - Fondamento e conseguenze.

L’accertamento aveva rideterminato, tra le altre riprese, gli interessi attivi di un finanziamento concesso dalla società residente alla controllante estera, applicando un tasso di mercato superiore a quello pattuito. La Cassazione afferma che la disciplina del transfer pricing opera anche per i prestiti infragruppo: il saggio d’interesse, quale corrispettivo dell’operazione, deve essere valutato secondo il valore normale, riferito al tasso mediamente praticato nel tempo e nel luogo dell’operazione, e non sostituito automaticamente con il tasso legale. Sono quindi disattese le censure contro la ricostruzione dell’Ufficio e della CTR su tale ripresa.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Società, imprese e Professionisti
  • Processo tributario
N. 2386

Cassazione, sentenza n. 2386 del 29/01/2019

Sentenza n. 2386 del 29/01/2019

La contribuente contestava accertamenti fondati anche su movimenti di conti intestati al coniuge e a un terzo, nonché l’omessa pronuncia sullo scorporo dell’IVA e sulla rideterminazione delle sanzioni. La Cassazione chiarisce che le presunzioni bancarie operano direttamente sui conti del contribuente, mentre per quelli di terzi l’Ufficio deve provare l’intestazione fittizia o la sostanziale imputabilità delle operazioni al soggetto verificato. Poiché la CTR non aveva compiuto tale verifica né deciso due motivi ritualmente proposti, la Corte accoglie le relative censure, cassa la sentenza e rinvia alla CTR.

N. 2394

Cassazione, sentenza n. 2394 del 29/01/2019

Sentenza n. 2394 del 29/01/2019

Gli accertamenti recuperavano plusvalenze derivanti dalla vendita infraquinquennale di un immobile; il contribuente sosteneva di averlo adibito a dimora e chiedeva di computare costi di mediazione e d’impianto, contestando inoltre firma e delega degli atti. La Cassazione osserva che rileva l’uso come abitazione principale per la maggior parte del periodo tra acquisto e vendita, non la sola dimora nei due anni accertati, e ritiene non provate le spese dedotte. Pur rilevando carenze motivazionali della CTR sulle deleghe, decide direttamente le relative questioni in senso sfavorevole al contribuente e rigetta complessivamente il ricorso.

N. 2393

Cassazione, sentenza n. 2393 del 29/01/2019

Sentenza n. 2393 del 29/01/2019

I contribuenti avevano impugnato accertamenti ICI per quattro annualità, contestando fra l’altro la mancata allegazione di atti richiamati, la decadenza, gli interessi e le sanzioni; CTP e CTR avevano respinto le domande. La Cassazione chiarisce che regolamenti e delibere comunali, soggetti a pubblicità legale, non devono essere allegati e che, per gli altri documenti richiamati, occorre dimostrare quale contenuto non riprodotto sia necessario a integrare la motivazione. Poiché tale necessità non era stata allegata e le difese mostravano conoscenza dei presupposti impositivi, la Corte conferma l’esito sfavorevole e rigetta il ricorso.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 2392

Cassazione, sentenza n. 2392 del 29/01/2019

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TRIBUTI LOCALI POSTERIORI ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972 ICI - Capacità del bene di produrre reddito - Rilevanza - Esclusione - Contrasto con l'art. 53 Cost. - Manifesta infondatezza - Fondamento.

La controversia riguardava accertamenti ICI su immobili che la società riteneva inutilizzabili e il cui valore assumeva già definito da precedenti giudizi; la CTR, pur ammettendo il ricorso cumulativo, aveva respinto le contestazioni nel merito. La Cassazione esclude l’efficacia dei giudicati invocati per diversità di presupposti o per mancata dimostrazione della loro rilevanza temporale. Afferma inoltre che l’ICI non dipende dall’idoneità concreta del bene a produrre reddito, reputando manifestamente infondata la questione costituzionale, e precisa che la decadenza dell’ente impositore non è rilevabile d’ufficio né deducibile per la prima volta in appello; il ricorso è rigettato.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 2391

Cassazione, sentenza n. 2391 del 29/01/2019

Sentenza n. 2391 del 29/01/2019

La CTR aveva escluso le sanzioni per l’omessa indicazione separata, nella dichiarazione, dei costi relativi a operazioni con un fornitore residente in uno Stato a fiscalità privilegiata, considerando sanante la successiva integrazione. La Cassazione afferma che la disciplina sopravvenuta ha modificato retroattivamente il regime sanzionatorio senza eliminare l’obbligo dichiarativo e che, dopo la contestazione della violazione, la dichiarazione integrativa non può neutralizzare le sanzioni, altrimenti divenendo uno strumento elusivo. Accoglie quindi il ricorso dell’Agenzia, cassa la sentenza e rinvia alla CTR in diversa composizione.

N. 2390

Cassazione, sentenza n. 2390 del 29/01/2019

Sentenza n. 2390 del 29/01/2019

La controversia riguarda il rimborso dell’IRPEF applicata alla liquidazione in capitale di una posizione di previdenza complementare aziendale. La Cassazione distingue gli importi maturati fino al 31 dicembre 2000: la sorte capitale è soggetta a tassazione separata, mentre soltanto il rendimento derivante dall’effettivo investimento del capitale sconta la ritenuta del 12,50%; sugli importi successivi si applica integralmente la tassazione separata. Poiché la CTR aveva applicato indistintamente l’aliquota del 12,50%, la Corte accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa la sentenza e rinvia alla CTR per un nuovo esame.

N. 2213

Cassazione, sentenza n. 2213 del 25/01/2019

Sentenza n. 2213 del 25/01/2019

L’Agenzia delle dogane aveva recuperato per il 2007 l’imposta unica sulle scommesse nei confronti di una ricevitoria operante per un soggetto privo di concessione; i giudici di merito avevano confermato l’avviso. Dopo la dichiarazione d’illegittimità costituzionale della disciplina che assoggettava all’imposta, per le annualità anteriori al 2011, tali ricevitorie, l’Agenzia ha annullato l’atto in autotutela. La Cassazione dichiara pertanto cessata la materia del contendere e compensa le spese del giudizio.

  • Accertamento fiscale
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2212

Cassazione, sentenza n. 2212 del 25/01/2019

Sentenza n. 2212 del 25/01/2019

L’avviso riguardava l’imposta unica sulle scommesse per il 2007, richiesta a una società che raccoglieva giocate per conto di un operatore privo di concessione; la pretesa era stata confermata nei due gradi di merito. Intervenuta la dichiarazione d’illegittimità costituzionale delle norme che, per le annualità precedenti al 2011, colpivano le ricevitorie operanti per soggetti non concessionari, l’Agenzia delle dogane ha annullato l’avviso in autotutela. La Cassazione prende atto del venir meno della pretesa, dichiara cessata la materia del contendere e compensa le spese.

  • Accertamento fiscale
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2143

Cassazione, sentenza n. 2143 del 25/01/2019

Sentenza n. 2143 del 25/01/2019

La controversia concerne i costi sostenuti da un’impresa per iscrizione, viaggio, vitto, alloggio e attività sociali offerti a medici partecipanti a congressi organizzati da terzi, qualificati dalla CTR come integralmente deducibili. La Cassazione distingue l’informazione scientifica sul prodotto dalle spese di ospitalità e intrattenimento, che valorizzano l’immagine dell’impresa e rientrano nelle spese di rappresentanza; esclude inoltre l’applicabilità del successivo decreto richiamato dalla CTR, poiché i medici non erano clienti e i convegni non erano organizzati dall’impresa. Ritenendo fondati i motivi dell’Agenzia, censura sia l’errore di diritto sia l’insufficiente esame dei fatti decisivi.

  • Spese di rappresentanza
  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 2142

Cassazione, sentenza n. 2142 del 25/01/2019

TRIBUTI (IN GENERALE) - "SOLVE ET REPETE" - CONTENZIOSO TRIBUTARIO - PROCEDIMENTO - DISPOSIZIONI COMUNI AI VARI GRADI DEL PROCEDIMENTO - NOTIFICAZIONI - IN GENERE Appello - Nullità della notifica - Omesso rilievo - Conseguenze in sede di legittimità - Fondamento.

Nel giudizio relativo a cartelle emesse dopo il controllo automatizzato dell’IVA, la società deduceva che l’appello dell’Agenzia fosse stato invalidamente notificato; la CTR aveva comunque deciso il gravame, accogliendolo. La Cassazione distingue la nullità della notificazione dalla sua inesistenza: se l’appello è proseguito nonostante una notifica nulla, il vizio può essere sanato retroattivamente mediante rinnovazione e non comporta l’inammissibilità del gravame. Accolta sul punto la censura, la sentenza d’appello deve essere annullata con rinvio affinché sia consentita la rinnovazione della notificazione.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IVA
  • Accertamento e riscossione
N. 2141

Cassazione, sentenza n. 2141 del 25/01/2019

Sentenza n. 2141 del 25/01/2019

La società contestava l’inclusione, nel calcolo del pro rata IVA, degli interessi derivanti da finanziamenti concessi alla controllante, sostenendo che si trattasse di attività occasionale e accessoria rispetto alla produzione industriale. La Cassazione afferma che le operazioni finanziarie esenti, se estranee all’attività concretamente esercitata e meramente strumentali od occasionali, non concorrono alla riduzione percentuale dell’IVA detraibile; la verifica deve riguardare l’attività effettiva, non le sole previsioni statutarie. Ritenuti fondati i motivi sulla violazione della disciplina del pro rata, la Corte censura la decisione della CTR che aveva incluso integralmente gli interessi nel relativo calcolo.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Società, imprese e Professionisti
  • Processo tributario
N. 2140

Cassazione, sentenza n. 2140 del 25/01/2019

Sentenza n. 2140 del 25/01/2019

La controversia riguardava l’ipoteca iscritta dall’agente della riscossione su un immobile personale dell’erede, a garanzia di un debito tributario del defunto, dopo un’accettazione con beneficio d’inventario. La Corte rileva d’ufficio che l’appartenenza esclusiva del bene alla contribuente era stata accertata in primo grado e non specificamente impugnata, con conseguente formazione del giudicato interno. Cassa quindi senza rinvio la sentenza regionale, dichiarando che il processo non poteva proseguire, e compensa integralmente le spese.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2139

Cassazione, sentenza n. 2139 del 25/01/2019

Sentenza n. 2139 del 25/01/2019

L’accertamento IRPEF aveva determinato la plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno edificabile assumendo come corrispettivo il valore accertato ai fini dell’imposta di registro, anziché il prezzo dichiarato. La Corte afferma che, anche nei giudizi pendenti, il maggior corrispettivo non può presumersi soltanto dal valore dichiarato, accertato o definito per il registro, né il giudicato formatosi su tale valore rende incontestabile la rettifica reddituale. Accoglie i primi due motivi, cassa la decisione regionale e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso originario del contribuente.

  • IRPEF
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 2138

Cassazione, sentenza n. 2138 del 25/01/2019

TRIBUTI (IN GENERALE) - "SOLVE ET REPETE" - CONTENZIOSO TRIBUTARIO - PROCEDIMENTO - IN GENERE Gradi di merito - Possibilità dell'Ufficio di stare direttamente in giudizio - Sussistenza - Contestazione della qualità del delegato - Limiti.

Il contribuente contestava un ruolo provvisorio per IRPEF, formato mentre era ancora pendente il giudizio sull’accertamento, oltre alla rappresentanza dell’ufficio, alla sottoscrizione del ruolo e alla notificazione della cartella. La Corte conferma che l’ufficio periferico può stare direttamente in giudizio tramite il direttore o il preposto al reparto, salvo prova della sua estraneità o dell’usurpazione dei poteri, e che durante il primo grado è consentita l’iscrizione provvisoria della metà dell’accertato. Le doglianze sulla notifica erano estranee all’impugnazione del ruolo; il ricorso è pertanto rigettato.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRPEF
N. 2137

Cassazione, sentenza n. 2137 del 25/01/2019

Sentenza n. 2137 del 25/01/2019

La società aveva impugnato un accertamento ICI per omesso versamento e omessa comunicazione, mentre la Commissione regionale ne aveva confermato la legittimità applicando il termine quinquennale. La Corte precisa che l’obbligo dichiarativo permane finché la dichiarazione non sia presentata e genera una violazione autonoma per ogni annualità, anche quando il Comune conosca già di fatto l’immobile; reputa però apparente la motivazione sulle altre contestazioni e rileva l’omessa pronuncia sui motivi riproposti in appello. Cassa quindi la sentenza e rinvia alla Commissione regionale in diversa composizione.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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