Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 23685

Cassazione, sentenza n. 23685 del 24/09/2019

Sentenza n. 23685 del 24/09/2019

I contribuenti contestavano la revoca dell’agevolazione sulle imposte di registro applicata al trasferimento di un immobile, sostenendo che le dettagliate previsioni del piano regolatore potessero sostituire un piano particolareggiato. La Cassazione ha escluso il beneficio: il piano regolatore invocato era divenuto efficace dopo l’acquisto e non risultava provato uno strumento attuativo idoneo; inoltre, l’agevolazione incentiva la prima edificazione programmata, non il recupero di una zona già urbanizzata. Il ricorso è stato rigettato e la censura per omesso esame dichiarata inammissibile.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 23684

Cassazione, sentenza n. 23684 del 24/09/2019

Sentenza n. 23684 del 24/09/2019

La controversia concerneva maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale richieste dopo il disconoscimento dell’agevolazione per l’acquisto di un terreno edificabile inserito in un’area soggetta a pianificazione particolareggiata. Dopo avere aderito alla procedura di definizione agevolata prevista dal decreto-legge n. 148 del 2017, la società ha rinunciato al ricorso per cassazione e l’Agenzia delle Entrate non si è opposta. La Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio, compensando le spese ed escludendo l’ulteriore contributo unificato.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
N. 23683

Cassazione, sentenza n. 23683 del 24/09/2019

Sentenza n. 23683 del 24/09/2019

La CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello contro la decadenza dalle agevolazioni “prima casa”, perché l’atto, notificato direttamente per posta, non era stato depositato anche presso la segreteria della commissione tributaria di primo grado. La contribuente deduceva una causa di forza maggiore per il mancato trasferimento della residenza e contestava la compatibilità costituzionale dell’onere processuale. La Cassazione ha confermato che tale deposito, all’epoca prescritto a pena d’inammissibilità, regolava legittimamente l’accesso all’appello; ha pertanto rigettato il ricorso senza esaminare nel merito la forza maggiore allegata.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 23682

Cassazione, sentenza n. 23682 del 24/09/2019

Sentenza n. 23682 del 24/09/2019

Una società semplice chiedeva l’esenzione ICI per alcune abitazioni, intestate alla società ma utilizzate come dimora principale dai soci e dalle loro famiglie. La Cassazione ha affermato che l’agevolazione, di stretta interpretazione, richiede che il soggetto passivo sia una persona fisica proprietaria dell’immobile o titolare di un diritto reale; i soci, titolari soltanto di quote ideali, non soddisfacevano tale requisito, indipendentemente dalla residenza negli alloggi. Il ricorso della società è stato rigettato, con compensazione integrale delle spese per la novità della questione.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Agevolazioni Fiscali
  • Società semplice
  • Immobili
N. 23681

Cassazione, sentenza n. 23681 del 24/09/2019

Sentenza n. 23681 del 24/09/2019

Il Comune contestava il valore dichiarato ai fini ICI per aree edificabili negli anni 2006 e 2007, richiamando anche la rivalutazione effettuata dai proprietari e il successivo prezzo di vendita; la CTR aveva invece assimilato i terreni ad aree agricole per la necessità del consenso di altri proprietari. La Cassazione ha chiarito che la qualificazione edificatoria deriva dallo strumento urbanistico e non viene esclusa dalla mancanza di immediata edificabilità, che incide semmai sul valore venale. Ritenuti fondati i relativi motivi e carente la valutazione dei parametri legali, ha disposto la cassazione sul punto.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 23680

Cassazione, sentenza n. 23680 del 24/09/2019

Sentenza n. 23680 del 24/09/2019

Il Comune aveva recuperato maggiore ICI per il 2004 e il 2005, valorizzando aree qualificate come edificabili, mentre la CTR le aveva assimilate a terreni agricoli perché l’edificazione richiedeva il consenso degli altri proprietari. La Cassazione ha stabilito che la qualificazione urbanistica rende l’area edificabile ai fini fiscali anche senza immediata possibilità di costruire; tale circostanza può incidere sul valore venale, da determinare secondo i parametri legali, ma non mutare la natura del terreno. Il ricorso è stato accolto e la causa rinviata alla CTR per il riesame.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 23679

Cassazione, sentenza n. 23679 del 24/09/2019

Sentenza n. 23679 del 24/09/2019

La CTR aveva riconosciuto a una società semplice l’esenzione ICI per tre immobili nei quali risiedevano e dimoravano abitualmente i soci. La Cassazione ha escluso il beneficio: la disciplina agevolativa, insuscettibile di applicazione analogica, richiede una persona fisica che possieda lo specifico immobile per proprietà o altro diritto reale; la società è soggetto distinto e le quote ideali dei soci non attribuiscono diritti reali sulle singole abitazioni. Accolto il ricorso del Comune, la sentenza è stata cassata e, decidendo nel merito, è stato rigettato il ricorso introduttivo della contribuente.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Agevolazioni Fiscali
  • Società semplice
  • Immobili
N. 23678

Cassazione, sentenza n. 23678 del 24/09/2019

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - OBBLIGHI DEI CONTRIBUENTI - PAGAMENTO DELL'IMPOSTA - RIMBORSI Società cancellate dal registro delle imprese - Rimborso dei crediti d'imposta - Condizioni - Inclusione nel bilancio finale di liquidazione - Necessità - Limiti - Art. 5 del d.m. 26 febbraio 1992 - Annualità 1994 e 1995 - Applicabilità - Esclusione - Fondamento - D.l. n. 47 del 1992 - Mancata conversione in legge - Clausola di salvezza degli atti compiuti e degli effetti prodotti - Operatività - Esclusione.

La controversia riguardava il rimborso di un credito IRAP dichiarato da una società poi cancellata, richiesto anche dalla socia unica; l’Agenzia opponeva la mancata indicazione nel bilancio finale di liquidazione e la decadenza. La Cassazione ha dichiarato inammissibile l’originaria azione della società già estinta, ma non quella della socia, rilevando inoltre che la CTR aveva accertato un’indicazione sufficiente del credito e che la disciplina ministeriale invocata riguardava l’IVA ed era priva del dedotto fondamento normativo. Per il credito esposto in dichiarazione opera la prescrizione decennale, non la decadenza prospettata dall’Ufficio.

  • IRAP
  • Società di capitali
  • Dichiarazioni
  • Processo tributario
N. 23675

Cassazione, sentenza n. 23675 del 24/09/2019

Sentenza n. 23675 del 24/09/2019

Il Comune aveva accertato maggiore ICI su terreni edificabili applicando retroattivamente valori fissati da una delibera successiva; i giudici di merito avevano annullato l’atto perché privo di riferimenti concreti ai cespiti e dei criteri della maggiore valutazione. La Cassazione ha ritenuto che il Comune chiedesse impropriamente una nuova valutazione delle prove senza confrontarsi con la motivazione della CTR; anche le censure sul giudicato e sui documenti asseritamente trascurati erano inammissibili per difetto di autosufficienza o comunque inidonee a incidere sulla ragione principale della decisione. Il ricorso è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 23674

Cassazione, sentenza n. 23674 del 24/09/2019

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - IMPORTAZIONI - IN GENERE Depositi fiscali - Immissione in libera pratica - Dichiarazione doganale - Responsabilità del dichiarante per il pagamento dell'imposta - Esclusione - Fondamento.

La controversia riguardava la responsabilità del dichiarante doganale per l’IVA non versata all’estrazione di beni non comunitari introdotti in un deposito fiscale. La Cassazione ha distinto l’immissione in libera pratica dall’immissione in consumo: quando l’esigibilità dell’imposta è differita all’estrazione, il pagamento grava su chi estrae i beni, eventualmente in solido con il gestore del deposito nei casi previsti, e non sull’autore della dichiarazione doganale. Ritenuta corretta la decisione regionale che aveva escluso tale responsabilità, la Corte ha rigettato il ricorso dell’Amministrazione doganale.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 23593

Cassazione, ordinanza n. 23593 del 23/09/2019

Ordinanza n. 23593 del 23/09/2019

La CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello relativo a un’ingiunzione TARSU, ritenendo inesistente la notificazione eseguita alla parte personalmente anziché al difensore presso il domicilio eletto. La Cassazione ha precisato che l’inosservanza del luogo prescritto, quando la consegna avviene in un luogo collegato al destinatario, determina nullità e non inesistenza; tale nullità è comunque sanata dal raggiungimento dello scopo se l’appellato si costituisce tempestivamente. Accolto il ricorso, la Corte ha cassato la sentenza e rinviato alla CTR affinché celebri il giudizio di appello.

N. 23592

Cassazione, ordinanza n. 23592 del 23/09/2019

Accertamento imposte - Competenze e poteri uffici - Accertamenti e controlli - Art. 32 del d.p.r. n. 600 del 1973 - Versamenti sui conti correnti bancari - Imputazione ai ricavi - Prova contraria del contribuente.

Un libero professionista contestava l’accertamento fondato su movimenti del conto corrente, sostenendo l’inapplicabilità della presunzione bancaria al lavoro autonomo. La Cassazione ha distinto i prelevamenti, per i quali dopo la pronuncia costituzionale richiamata non opera più la presunzione nei confronti dei professionisti, dai versamenti, che conservano efficacia presuntiva per tutti i contribuenti; questi ultimi devono fornire una prova analitica dell’estraneità di ciascuna operazione a fatti imponibili. Ritenute inidonee le dichiarazioni sostitutive prodotte e corretta la decisione regionale, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • IRPEF
  • Contenzioso
N. 23591

Cassazione, ordinanza n. 23591 del 23/09/2019

IMU- Soggetti passivi - Terreni edificabili - Conduzione da parte di uno dei comproprietari di attività agricola - Agevolazione fiscale di carattere oggettivo - Estensione della stessa agli altri - Applicabilità.

La CTR aveva negato l’agevolazione IMU al comproprietario lavoratore dipendente di aree edificabili coltivate dagli altri comproprietari, muniti dei requisiti agricoli richiesti. La Cassazione ha stabilito che, quando il terreno è posseduto e direttamente condotto a fini agricoli da comproprietari qualificati, la sua destinazione agricola è oggettivamente incompatibile con lo sfruttamento edilizio e si riflette anche sugli altri contitolari, pur privi dei requisiti soggettivi. Accolto il ricorso, la Corte ha cassato la sentenza e, non occorrendo ulteriori accertamenti, ha accolto nel merito l’impugnazione originaria del contribuente.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
N. 23588

Cassazione, ordinanza n. 23588 del 23/09/2019

ICI - Base imponibile - Attribuzione o rettifica della rendita catastale successiva al 31 dicembre 1999 - Applicabilità dalla data di notifica.

Il Comune pretendeva l’ICI 2009 utilizzando una rendita catastale rettificata dopo il 1° gennaio 2000 ma comunicata al contribuente soltanto nel 2014. La Cassazione ha affermato che l’attribuzione o rettifica successiva al 31 dicembre 1999 deve essere notificata per acquistare efficacia e, in mancanza, non può essere impiegata per determinare la base imponibile; la disciplina è diversa da quella transitoria prevista per le rendite adottate entro quella data. Ritenuta corretta la decisione regionale che aveva annullato l’accertamento, la Corte ha rigettato il ricorso comunale.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 23585

Cassazione, ordinanza n. 23585 del 23/09/2019

Accertamento - Rettifica dichiarazioni dei redditi di società di persone - Automatica imputazione dei redditi ai soci - Contenzioso tributario - Litisconsorzio necessario originario - Procedimenti separati - Mancata integrazione del contraddittorio - Nullità dell'intero giudizio.

Accertamenti fondati su maggiori ricavi avevano interessato separatamente una società di persone, ai fini IVA e IRAP, e il socio accomandatario, per il reddito imputato per trasparenza; un altro socio non aveva partecipato al giudizio. La Cassazione ha rilevato un litisconsorzio necessario originario: l’unitarietà dell’accertamento e l’automatica imputazione dei redditi impongono la partecipazione della società e di tutti i soci, anche se uno di essi non abbia ricevuto un autonomo atto impositivo, salvo questioni personali. Riuniti i ricorsi, ha dichiarato nullo l’intero giudizio e rimesso la causa al giudice di primo grado per integrare il contraddittorio.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • IRAP
  • IVA
N. 23549

Cassazione, ordinanza n. 23549 del 23/09/2019

Ordinanza n. 23549 del 23/09/2019

La controversia concerneva la riqualificazione, ai fini dell’imposta proporzionale di registro, di conferimenti di rami aziendali seguiti dalla cessione delle quote della conferitaria come unitaria cessione d’azienda. La Cassazione ha ritenuto decisiva la disciplina sopravvenuta dell’articolo 20 del testo unico, che impone di considerare soltanto gli elementi dell’atto registrato, escludendo quelli extratestuali e gli atti collegati, con efficacia dichiarata retroattiva; ha tuttavia ravvisato dubbi non manifestamente infondati rispetto ai principi costituzionali di capacità contributiva e uguaglianza. Ha quindi sollevato la questione di legittimità costituzionale e sospeso il giudizio, senza definire la pretesa tributaria.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Società
  • Contenzioso
N. 23377

Cassazione, ordinanza n. 23377 del 19/09/2019

Ordinanza n. 23377 del 19/09/2019

Due accertamenti sintetici fondati sul possesso di tre autovetture avevano rideterminato il reddito del contribuente, che allegava lo status di studente e liberalità paterne. La Corte ha ribadito che i beni-indice fondano la presunzione di capacità contributiva e che la provenienza familiare delle somme richiede idonea prova documentale dell’entità e della durata della disponibilità, ritenuta insufficiente per il 2005; ha quindi rigettato il ricorso per tale annualità. Per il 2004 ha dichiarato estinto il giudizio, cassando senza rinvio per intervenuta definizione della lite.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Autovetture e Fisco
N. 23355

Cassazione, sentenza n. 23355 del 19/09/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE GIURIDICHE (I.R.P.E.G.) (TRIBUTI POSTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) - DETERMINAZIONE - IN GENERE Determinazione del reddito d'impresa derivante da attività esercitate nel territorio dello Stato mediante stabili organizzazioni - Deducibilità dei componenti negativi - Rispetto del principio di libera concorrenza - Necessità - Fattispecie.

La controversia riguardava la deducibilità di interessi passivi e perdite su crediti imputati alla stabile organizzazione italiana di una banca britannica. La Corte ha ritenuto applicabile il principio di libera concorrenza, che impone criteri omogenei a quelli delle imprese residenti e consente di considerare un fondo di dotazione e un patrimonio di vigilanza figurativi, confermando sul punto i correttivi dell’accertamento; ha invece accolto la censura relativa all’avviso 2003, emesso prima dei sessanta giorni dal verbale senza una particolare urgenza, non essendo sufficiente l’imminente decadenza dell’Ufficio.

N. 23354

Cassazione, sentenza n. 23354 del 19/09/2019

Sentenza n. 23354 del 19/09/2019

La controversia concerneva la rettifica dei valori dichiarati in un atto di divisione ereditaria impugnata originariamente da più coeredi. La Corte ha rilevato d’ufficio che, già in appello, uno solo di essi si era costituito senza mandato degli altri, sebbene la decisione dovesse essere pronunciata nei confronti di tutti: risultava quindi violato il litisconsorzio necessario. Senza esaminare i due motivi del ricorso, dichiarati assorbiti, ha cassato la sentenza e rinviato alla Commissione regionale affinché integri il contraddittorio verso gli altri coeredi e provveda anche sulle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 23353

Cassazione, sentenza n. 23353 del 19/09/2019

Sentenza n. 23353 del 19/09/2019

Un ente contestava il precetto per la riscossione dell’ICI, sostenendo sia il difetto di legittimazione del concessionario sia l’esenzione per immobili locati a terzi, i cui canoni erano destinati ad attività assistenziali. Dopo il rigetto nei gradi di merito, la Corte non ha riesaminato tali questioni: ha giudicato i motivi promiscui, generici, non autosufficienti o estranei alla corretta censura di legittimità, compresa quella sulla competenza del giudice tributario. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile, con condanna alle spese e ulteriore contributo unificato.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Riscossione

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